<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
  <channel>
    <title>L&#39;Alberto</title>
    <link>https://noblogo.org/albi/</link>
    <description>Pensieri in libertà, senza filo logico e a volte anche senza senso</description>
    <pubDate>Tue, 03 Nov 2026 21:12:47 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Creare mappe che si aggiornano in automatico con Umap ed i servizi di Google</title>
      <link>https://noblogo.org/albi/creare-mappe-che-si-aggiornano-in-automatico-con-umap-ed-i-servizi-di-google</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;&#xA;  nota&#xA;  Vecchio post su Telegra.ph del 26 novembre 2019 (qui leggermente modificato: sono stati eliminati i riferimenti ai Form di Google)&#xA;  Il post originale lo trovate qui: Telegraph&#xA;&#xA;L’abbinata di Umap e Google molto probabilmente farà rabbrividire i puristi dell’open source (ed a ragione), però è un buon compromesso e, soprattutto, funziona ed è semplice da realizzare.&#xA;Ovviamente lo stesso risultato è ottenibile anche con MyMaps di Google, ma mi sembra eccessivamente sbilanciato escludendo in questo modo completamente la parte open source. Inoltre uMap fornisce le mappe OSM che sono più “pulite” rispetto a quelle di Google, che sono prettamente commerciali.&#xA;Per poter utilizzare i servizi offerti da Google è necessario avere un account Google (ovviamente). Per Umap invece non è strettamente necessario, ma si rischia di perdere l’indirizzo della mappa perché verrà registrata come utente anonimo. Quindi consiglio di creare un account di accesso a Umap (con OpenStreetMap, per esempio, o con gli altri servizi previsti).&#xA;Google mette a disposizione una serie di servizi che sono connessi fra loro. Questo aspetto rende più semplice l’elaborazione dei dati.&#xA;Il servizio utile per il nostro scopo è Fogli (Sheets).&#xA;Il tutto gira sulla possibilità che fornisce Umap di collegare dati esterni in vari formati ed automaticamente aggiornabili alla modifica dei files di riferimento.&#xA;Il formato più semplice che si può utilizzare è il “csv” (comma separated value). Fogli di Google può mettere a disposizione questo formato.&#xA;Praticamente i dati vengono inseriti in un Foglio Google, esportato in formato .csv e caricato in Umap. Tutto in automatico, senza bisogno di alcun intervento esterno (anche se è opportuno controllare i dati inseriti).&#xA;Per far funzionare correttamente tutto, il foglio dovrà contenere i campi lat (latitudine) e lon (longitudine), necessari a Umap per posizionare il punto sulla mappa. Inoltre i nomi dei campi, se si vuole che questi siano visibili nel popup di Umap, non dovranno contenere spazi.&#xA;I nomi dei campi dati saranno le intestazioni di colonna del Foglio Google e, successivamente, i nomi dei campi del layer di Umap.&#xA;In Fogli di Google, per generare il file csv, sarà necessario utilizzare il comando per l&#39;esportazione dei dati, dichiarare il formato csv, permettere l&#39;accesso al link di condivisione a tutti e definire che il csv dovrà essere aggiornato ad ogni aggiornamento del foglio.&#xA;Il link ottenuto da Google e copiato negli appunti, dovrà essere inserito in Umap.&#xA;In uMap è necessario indicare, nell’editor dei layer, il link della tabella dati .csv in Url (Dati remoti), facendo attenzione ad indicare che i dati sono in formato csv e che il collegamento è dinamico.&#xA;Una volta così impostata la mappa di Umap, non ci sarà più bisogno di aggiornare manualmente i dati.&#xA;&#xA;----------------------------------------------------------&#xD;&#xA;La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://telegra.ph/file/efc99bf7b63b3d464a340.png" alt=""></p>

<blockquote><p><strong>nota</strong>
Vecchio post su Telegra.ph del 26 novembre 2019 (<em>qui leggermente modificato: sono stati eliminati i riferimenti ai Form di Google</em>)
Il post originale lo trovate qui: <a href="https://telegra.ph/Creare-mappe-che-si-aggiornano-in-automatico-con-Umap-ed-i-servizi-di-Google-11-26" rel="nofollow">Telegraph</a></p></blockquote>

<p>L’abbinata di <strong>Umap</strong> e <strong>Google</strong> molto probabilmente farà rabbrividire i puristi dell’open source (ed a ragione), però è un buon compromesso e, soprattutto, funziona ed è semplice da realizzare.
Ovviamente lo stesso risultato è ottenibile anche con MyMaps di Google, ma mi sembra eccessivamente sbilanciato escludendo in questo modo completamente la parte open source. Inoltre uMap fornisce le mappe OSM che sono più “pulite” rispetto a quelle di Google, che sono prettamente commerciali.
Per poter utilizzare i servizi offerti da Google è necessario avere un account Google (ovviamente). Per Umap invece non è strettamente necessario, ma si rischia di perdere l’indirizzo della mappa perché verrà registrata come utente anonimo. Quindi consiglio di creare un account di accesso a Umap (con OpenStreetMap, per esempio, o con gli altri servizi previsti).
Google mette a disposizione una serie di servizi che sono connessi fra loro. Questo aspetto rende più semplice l’elaborazione dei dati.
Il servizio utile per il nostro scopo è Fogli (Sheets).
Il tutto gira sulla possibilità che fornisce Umap di collegare dati esterni in vari formati ed automaticamente aggiornabili alla modifica dei files di riferimento.
Il formato più semplice che si può utilizzare è il “csv” (comma separated value). Fogli di Google può mettere a disposizione questo formato.
Praticamente i dati vengono inseriti in un Foglio Google, esportato in formato .csv e caricato in Umap. Tutto in automatico, senza bisogno di alcun intervento esterno (anche se è opportuno controllare i dati inseriti).
Per far funzionare correttamente tutto, il foglio dovrà contenere i campi lat (latitudine) e lon (longitudine), necessari a Umap per posizionare il punto sulla mappa. Inoltre i nomi dei campi, se si vuole che questi siano visibili nel popup di Umap, non dovranno contenere spazi.
I nomi dei campi dati saranno le intestazioni di colonna del Foglio Google e, successivamente, i nomi dei campi del layer di Umap.
In Fogli di Google, per generare il file csv, sarà necessario utilizzare il comando per l&#39;esportazione dei dati, dichiarare il formato csv, permettere l&#39;accesso al link di condivisione a tutti e definire che il csv dovrà essere aggiornato ad ogni aggiornamento del foglio.
Il link ottenuto da Google e copiato negli appunti, dovrà essere inserito in Umap.
In uMap è necessario indicare, nell’editor dei layer, il link della tabella dati .csv in Url (Dati remoti), facendo attenzione ad indicare che i dati sono in formato csv e che il <strong>collegamento</strong> è <strong>dinamico</strong>.
Una volta così impostata la mappa di Umap, non ci sarà più bisogno di aggiornare manualmente i dati.</p>

<hr>

<p><em>La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie</em></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/albi/creare-mappe-che-si-aggiornano-in-automatico-con-umap-ed-i-servizi-di-google</guid>
      <pubDate>Sun, 01 Nov 2026 10:42:31 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>San Sebastiano</title>
      <link>https://noblogo.org/albi/san-sebastiano</link>
      <description>&lt;![CDATA[San Sebastiano&#xA;&#xA;  Luogo: Ferrara&#xA;&#xA;Siamo stati qualche giorno a Ferrara ed abbiamo visitato la pinacoteca del Palazzo dei Diamanti.&#xA;Certo che lì San Sebastiano va proprio alla grande!&#xA;&#xA;----------------------------------------------------------&#xD;&#xA;La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="san-sebastiano"><strong>San Sebastiano</strong></h2>

<blockquote><p><strong>Luogo</strong>: Ferrara</p></blockquote>

<p>Siamo stati qualche giorno a Ferrara ed abbiamo visitato la pinacoteca del Palazzo dei Diamanti.
Certo che lì San Sebastiano va proprio alla grande!
<img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/31410d826-759a86/fktqmkh9l7D0/90MBGTfHCd2nQJGbBN7X76gaJ4vcFtwRpn7Qt9db.jpg" alt="">
<img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/31410d826-759a86/aVlvxHD9122U/U5jloeMHtlsA3RrcixlZZwnOlmtqXDV6u6qmbv1i.jpg" alt=""></p>

<hr>

<p><em>La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie</em></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/albi/san-sebastiano</guid>
      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 12:26:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il GIS per il facility management</title>
      <link>https://noblogo.org/albi/il-gis-per-il-facility-management</link>
      <description>&lt;![CDATA[Il GIS per il facility management&#xA;Il facility management, termine dotto e trendy per dire gestione delle manutenzioni, è fondamentale per le pubbliche amministrazioni in genere e per quelle aziende che si occupano di questo tipo di servizio o che hanno necessità di gestire la manutenzione dei propri impianti.&#xA;&#xA;Non molto tempo fa ho partecipato a degli incontri in materia di BIM ed ho potuto constatare che, in qualche maniera, lo si potrebbe pensare come un GIS con finalità edili.&#xA;&#xA;La filosofia è praticamente la stessa: ad ogni oggetto presente nel progetto si associano delle informazioni.&#xA;Nei GIS in generale si inseriscono informazioni relative ai territori, ma ciò non esclude che si possa fare anche con i fabbricati, pensando ad ogni piano di un fabbricato come ad un territorio, con le sue particolarità, potenzialità, carenze, ecc.&#xA;&#xA;Non è pensabile l’utilizzo di un software GIS per la progettazione, ovviamente, ma ben si sposa per la parte manutentiva, non tanto però delle strutture (anche se non è da escludere), quanto piuttosto per gli impianti.&#xA;&#xA;Negli anni passati nell’ufficio dove lavoro non si aveva, per esempio, esatta nozione di dove e quante fossero le attrezzature antincendio (come tante altre purtroppo).&#xA;Con l’occasione del rinnovo dell’appalto di manutenzione ho preparato le planimetrie di ogni fabbricato dove ho localizzato tutte le attrezzature, piano per piano (la terza dimensione in questi casi non è necessaria). Per fare questo ho semplicemente importato le planimetrie in formato dxf in QGIS ed inserito ed identificato le attrezzature, dagli estintori agli idranti, dalle uscite di emergenza alla lampade di sicurezza, ai componenti degli impianti di rilevazione e spegnimento.&#xA;&#xA;Ogni attrezzatura è stata identificata univocamente.&#xA;&#xA;Il registro antincendio è stato predisposto su un foglio di calcolo, importato in un database sqlite, caricato in QGIS e collegato ad ogni attrezzatura. Anche le planimetrie e le attrezzature sono caricate in un file spatialite, che si basa su sqlite.&#xA;&#xA;In questo modo è possibile interrogare il database per avere non solo lo stato di manutenzione di ogni singolo elemento, ma anche la posizione dell’attrezzatura nella planimetria.&#xA;&#xA;Viceversa è possibile interrogare la singola attrezzatura per avere tutte le informazioni collegate, dalle caratteristiche specifiche, alle date dei controlli, alle scadenze, alle problematiche riscontrate.&#xA;&#xA;Infine attraverso specifiche configurazioni è possibile evidenziare le attrezzature per le quali sia scaduta la data di controllo, verifica o collaudo.&#xA;&#xA;Si può anche pensare di applicare lo stesso principio, per esempio, all’illuminazione interna: indicando la data di installazione e la vita dell’elemento è possibile organizzare la manutenzione preventiva senza arrivare agli interventi a guasto.&#xA;&#xA;Oltre a ciò si può avere esatta cognizione di quante lampade siano presenti, la loro potenza singola e quella totale. Con questi dati è possibile impostare un piano energetico, valutare per esempio i punti di maggiore impatto energetico e decidere le azioni da intraprendere.&#xA;Senza contare che anche la parte geometrica del fabbricato può entrare in gioco incrociandone i dati con quelli delle attrezzature/impianti.&#xA;&#xA;A questo punto è facile verificare la potenza impegnata in rapporto alla superficie dei singoli locali e del fabbricato in generale.&#xA;La stessa filosofia si può utilizzare, per esempio, per gli impianti ascensore, messa a terra, ecc.&#xA;&#xA;----------------------------------------------------------&#xD;&#xA;La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="il-gis-per-il-facility-management">Il GIS per il facility management</h2>

<p>Il <em>facility management</em>, termine dotto e trendy per dire <em>gestione delle manutenzioni</em>, è fondamentale per le pubbliche amministrazioni in genere e per quelle aziende che si occupano di questo tipo di servizio o che hanno necessità di gestire la manutenzione dei propri impianti.</p>

<p>Non molto tempo fa ho partecipato a degli incontri in materia di BIM ed ho potuto constatare che, in qualche maniera, lo si potrebbe pensare come un GIS con finalità edili.</p>

<p>La filosofia è praticamente la stessa: ad ogni oggetto presente nel progetto si associano delle informazioni.
Nei GIS in generale si inseriscono informazioni relative ai territori, ma ciò non esclude che si possa fare anche con i fabbricati, pensando ad ogni piano di un fabbricato come ad un territorio, con le sue particolarità, potenzialità, carenze, ecc.</p>

<p>Non è pensabile l’utilizzo di un software GIS per la progettazione, ovviamente, ma ben si sposa per la parte manutentiva, non tanto però delle strutture (anche se non è da escludere), quanto piuttosto per gli impianti.</p>

<p>Negli anni passati nell’ufficio dove lavoro non si aveva, per esempio, esatta nozione di dove e quante fossero le attrezzature antincendio (come tante altre purtroppo).
Con l’occasione del rinnovo dell’appalto di manutenzione ho preparato le planimetrie di ogni fabbricato dove ho localizzato tutte le attrezzature, piano per piano (la terza dimensione in questi casi non è necessaria). Per fare questo ho semplicemente importato le planimetrie in formato dxf in QGIS ed inserito ed identificato le attrezzature, dagli estintori agli idranti, dalle uscite di emergenza alla lampade di sicurezza, ai componenti degli impianti di rilevazione e spegnimento.</p>

<p>Ogni attrezzatura è stata identificata univocamente.</p>

<p>Il registro antincendio è stato predisposto su un foglio di calcolo, importato in un database sqlite, caricato in QGIS e collegato ad ogni attrezzatura. Anche le planimetrie e le attrezzature sono caricate in un file spatialite, che si basa su sqlite.</p>

<p>In questo modo è possibile interrogare il database per avere non solo lo stato di manutenzione di ogni singolo elemento, ma anche la posizione dell’attrezzatura nella planimetria.</p>

<p>Viceversa è possibile interrogare la singola attrezzatura per avere tutte le informazioni collegate, dalle caratteristiche specifiche, alle date dei controlli, alle scadenze, alle problematiche riscontrate.</p>

<p>Infine attraverso specifiche configurazioni è possibile evidenziare le attrezzature per le quali sia scaduta la data di controllo, verifica o collaudo.</p>

<p>Si può anche pensare di applicare lo stesso principio, per esempio, all’illuminazione interna: indicando la data di installazione e la vita dell’elemento è possibile organizzare la manutenzione preventiva senza arrivare agli interventi a guasto.</p>

<p>Oltre a ciò si può avere esatta cognizione di quante lampade siano presenti, la loro potenza singola e quella totale. Con questi dati è possibile impostare un piano energetico, valutare per esempio i punti di maggiore impatto energetico e decidere le azioni da intraprendere.
Senza contare che anche la parte geometrica del fabbricato può entrare in gioco incrociandone i dati con quelli delle attrezzature/impianti.</p>

<p>A questo punto è facile verificare la potenza impegnata in rapporto alla superficie dei singoli locali e del fabbricato in generale.
La stessa filosofia si può utilizzare, per esempio, per gli impianti ascensore, messa a terra, ecc.</p>

<hr>

<p><em>La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie</em></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/albi/il-gis-per-il-facility-management</guid>
      <pubDate>Tue, 22 Sep 2026 21:07:35 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>