Il GIS per il facility management
Il facility management, termine dotto e trendy per dire gestione delle manutenzioni, è fondamentale per le pubbliche amministrazioni in genere e per quelle aziende che si occupano di questo tipo di servizio o che hanno necessità di gestire la manutenzione dei propri impianti.
Non molto tempo fa ho partecipato a degli incontri in materia di BIM ed ho potuto constatare che, in qualche maniera, lo si potrebbe pensare come un GIS con finalità edili.
La filosofia è praticamente la stessa: ad ogni oggetto presente nel progetto si associano delle informazioni. Nei GIS in generale si inseriscono informazioni relative ai territori, ma ciò non esclude che si possa fare anche con i fabbricati, pensando ad ogni piano di un fabbricato come ad un territorio, con le sue particolarità, potenzialità, carenze, ecc.
Non è pensabile l’utilizzo di un software GIS per la progettazione, ovviamente, ma ben si sposa per la parte manutentiva, non tanto però delle strutture (anche se non è da escludere), quanto piuttosto per gli impianti.
Negli anni passati nell’ufficio dove lavoro non si aveva, per esempio, esatta nozione di dove e quante fossero le attrezzature antincendio (come tante altre purtroppo). Con l’occasione del rinnovo dell’appalto di manutenzione ho preparato le planimetrie di ogni fabbricato dove ho localizzato tutte le attrezzature, piano per piano (la terza dimensione in questi casi non è necessaria). Per fare questo ho semplicemente importato le planimetrie in formato dxf in QGIS ed inserito ed identificato le attrezzature, dagli estintori agli idranti, dalle uscite di emergenza alla lampade di sicurezza, ai componenti degli impianti di rilevazione e spegnimento.
Ogni attrezzatura è stata identificata univocamente.
Il registro antincendio è stato predisposto su un foglio di calcolo, importato in un database sqlite, caricato in QGIS e collegato ad ogni attrezzatura. Anche le planimetrie e le attrezzature sono caricate in un file spatialite, che si basa su sqlite.
In questo modo è possibile interrogare il database per avere non solo lo stato di manutenzione di ogni singolo elemento, ma anche la posizione dell’attrezzatura nella planimetria.
Viceversa è possibile interrogare la singola attrezzatura per avere tutte le informazioni collegate, dalle caratteristiche specifiche, alle date dei controlli, alle scadenze, alle problematiche riscontrate.
Infine attraverso specifiche configurazioni è possibile evidenziare le attrezzature per le quali sia scaduta la data di controllo, verifica o collaudo.
Si può anche pensare di applicare lo stesso principio, per esempio, all’illuminazione interna: indicando la data di installazione e la vita dell’elemento è possibile organizzare la manutenzione preventiva senza arrivare agli interventi a guasto.
Oltre a ciò si può avere esatta cognizione di quante lampade siano presenti, la loro potenza singola e quella totale. Con questi dati è possibile impostare un piano energetico, valutare per esempio i punti di maggiore impatto energetico e decidere le azioni da intraprendere. Senza contare che anche la parte geometrica del fabbricato può entrare in gioco incrociandone i dati con quelli delle attrezzature/impianti.
A questo punto è facile verificare la potenza impegnata in rapporto alla superficie dei singoli locali e del fabbricato in generale. La stessa filosofia si può utilizzare, per esempio, per gli impianti ascensore, messa a terra, ecc.
La vita è come una scatola di cioccolatini: ti fa venire la carie