IL NUOVO CONFLITTO SOCIALE, LA NECESSITÀ DELLO STRUMENTO PUBBLICO (scusate il ritardo ma ho avuto un problema con la pubblicazione che era finita in Darft)

Ieri ho passato un'ora buona a preparare questo cartello per unirmi alla #manifestazione indetta da Riders Union Bologna. Sfortunatamente poco prima di raggiungere piazza Maggiore ho ricevuto una telefonata che ha stravolto i miei programmi, un problema imprevisto che ha capovolto le priorità mi ha impedito di partecipare alla manifestazione.

Oggi leggo i #giornali e sono davvero dispiaciuto per come sono andate le cose. Gli accadimenti di ieri non lasciano spazio sui giornali ad analisi sul problema vissuto dai #Riders ma lasciano il solito spazio alle critiche superficiali e per i pregiudizi inutili.

Ciò che è successo in galleria Cavour lo capisco ma non lo condivido. Non perché sia contro ad atti di violenza a prescindere ma perché o si capisce che la violenza dev'essere #organizzata con un fine nobile, oppure si finisce per farne un uso #inutile e controproducente.

È un peccato vedere che lo #slogan della manifestazione sia stato “dateci i soldi, la crisi la devono pagare i ricchi”. È un peccato perché a fare così si spinge sempre sullo stesso sentimento di #frustrazione che ha caratterizzato le lotte di #sinistra degli ultimi 50 anni e che non ha portato a nulla se non a #screditare la sinistra stessa.

L'invidia sociale non è la risposta, la tassazione dei ricchi non è la panacea di tutti i mali ma solo la morfina per sentire meno il dolore. Si devono tassare i ricchi? Si assolutamente. È la risposta per i nostri problemi? No assolutamente. Perché con la morfina non sentiamo più male è vero, però il male che sta dentro la società, dentro il sistema, non viene spazzato via, viene solo nascosto per un po' per poi venire fuori quando si abbassa la guardia (il '900 insegna).

La #risposta ai problemi che viviamo tutti i giorni non è nel fare cadere anche gli altri nel senso di frustrazione di cui questo sistema si nutre, la risposta sta nel capire come la società si evolve, di come la realtà muti continuamente e di come il sistema che ci circonda non sia immutabile, anzi, bisogna avere il coraggio di chiedere un sistema diverso perché la morfina ad esempio a me non basta, io voglio la cura.

Io volevo andare alla manifestazione con questo cartello per dire che non è l'invidia sociale, o la rabbia, a dover fungere da carburante per le proteste. Sarei andato li per dire che la situazione dei Riders è l'esempio più chiaro di come il nuovo conflitto sociale sia tra dimensione immateriale e dimensione materiale. Sarei andato lì per dire che la dimensione immateriale è terra di nessuno come lo erano le città durante la prima e la seconda rivoluzione industriale. Sarei andato lì per dire che la risposta non è nel chiedere i soldi ai ricchi ma per dire che bisogna chiedere alla politica di ritornare a utilizzare lo strumento pubblico per sanare questo conflitto e provare a mettere i primi paletti per un cambio di sistema.

Però non sono potuto andarci e non ho potuto dire tutto queste cose, capiterà un'altra occasione per stare affianco ai Riders e la loro lotta. Per ora continuo a cercare di parlare con più persone possibili, a cercare di spiegare cosa sia la dimensione immateriale, cosa comporta il nuovo conflitto sociale e spronare la politica della nostra città a fare qualcosa.

Mi raccomando, non limitatevi a giudicare in modo negativo ciò che è successo ieri ma cercate di capire perché ciò accade.

Ricordatevi che i Riders non meritano la situazione lavorativa a cui sono costretti, non meritano contratti truffa che li privano di diritti, non meritano una politica che non coglie il cambio dei tempi.

I Riders meritano di più, come ognuno di noi.