Andrea RedS-EM (New Faces)

Questo è un blog che parla di politica, della mia visione della società e di come la filosofia FOSS possa cambiare il mondo..

LA DIVULGAZIONE CONTINUA

Continua il progetto di divulgazione su come tutelare la propria #privacy sul web per dotare le persone degli strumenti per lottare contro il #CapitalismoDellaSorveglianza.

Nel primo video ho parlato dell'app #DuckDuckGoBroswer che permette di tutelare i propri dati sensibili mentre si naviga sul web con il proprio cellulare.

Nel secondo video parlo invece di browser e motori di ricerca alternativi a quelli di #Google da utilizzare sul computer di casa e che permettono sempre di tutelare la propria privacy e quindi i propri dati sensibili mentre si naviga sul #web.

Prima di iniziare a descrivere il contenuto di questo secondo video voglio sottolineare che questi video divulgativi non hanno lo scopo di fare una crociata contro Google, questo perché Google non fa altro che dare alle persone un servizio, un ottimo servizio, ma per farlo ha bisogno di immagazzinare più dati possibili dei propri utenti cosi da poter personalizzare il servizio per ognuno di loro. Come ho già detto Google offre un ottimo servizio ma questo va a scapito della nostra privacy, quindi essendo questo un servizio gli utenti devono poter decidere se usufruirne a scapito della propria privacy o utilizzarne un altro che non ha questo tipo di meccanismo. Usare Google non è sbagliato, usare solo Google perché non si conoscono altri tipi di servizi alternativi però è un problema perché non da la possibilità agli utenti di decidere quando distribuire i propri dati personali e quando no. Questi video divulgativi hanno quindi questo scopo: far conoscere agli utenti servizi alternativi a Google cosi da dare a tutti la possibilità di scegliere quando non tutelare la propria privacy e quando si.

In questo video parlo di tre browser alternativi a Google e sono: – Mozzilla Browser, il Browser alternativo a Google più conosciuto. – Vivaldi, un nuovo browser che tutela la privacy dei propri utenti. Essendo nuovo ha ancora pochi utenti quindi consiglio di utilizzarlo di tanto in tanto per dare supporto a questa nuova realtà. – Tor browser, il browser conosciuto più a livello leggendario perché anche se in pochi lo usano tutti sanno che serve per entrare nel deep web, cosa che sconsigliamo di fare. Tor browser ha la caratteristica che tutela al 100% la privacy dei propri utenti rendendoli praticamente invisibili durante la navigazione nel web. Non è consigliato da usare in maniera quotidiana, nel video spiego il perché.

Ho parlato anche di sette motori di ricerca alternativi a Google e sono: – Qwant, motore di ricerca Europeo nato in Francia. – Qwant Junior, un motore di ricerca secondario a Qwant, questo è dedicato ai bambini. – Qwant Music, un altro motore di ricerca secondario a Qwant e che è dedicato al mondo della musica. – Duck Duck Go, il motore di ricerca alternativo più conosciuto e che non ha mai avuto problemi di privacy durante i suoi tanti anni di onorato servizio. Consigliatissimo! – Startpage, un motore di ricerca che ha sempre dato grandi garanzie sulla propria privacy durante il suo utilizzo, l'unica pecca è che è appena stato venduto a un'azienda pubblicitaria la cui proprietà è di un fondo d'investimenti. Conosco il mercato e sinceramente non vedo un nesso tra l'essere un'azienda pubblicitaria e essere proprietari di un motore di ricerca che tutela la privacy degli utenti. Vedremo come si svilupperanno le cose. – SearX, un browser totalmente Open Source e che a mio avviso offre un servizio fantastico perché permettere di fare ricerche specifiche sul singolo argomento. Se non lo avete mai usato vi consiglio vivamente di fare delle prove. – Ecosia, un browser nato con scopi molto nobili e con una fortissima impronta #green, Ecosia devolve l'80% dei profitti che fa grazie alle inserzioni pubblicitarie al WWF e ad altri progetti green. Se andate sulla loro pagina troverete la descrizione di tutti i progetti che aiutano e portano avanti. Ha un solo problema, collaborando con Bing (il motore di ricerca della microsoft) la privacy degli utenti non è tutelata al 100% anche se Ecosia scrive che le cronologie vengono cancellate periodicamente e che si impegna nel rilasciare meno dati sensibili possibili ma è anche molto trasparente nel dire che non tutela la privacy al 100%. Trovate tutto scritto sulla loro pagina.

Ecco questi sono gli strumenti e i servizi che ho divulgato in questo video cercando come sempre di rendere tutto molto semplice affinché anche chi si crede privo di capacità digitali possa capire che tutelare la propria privacy non è difficile, anzi, è una cosa legata semplicemente alla propria possibilità di scelta e non richiede capacità che già non si hanno utilizzando i servizi di Google.

Se conosco solo Google userò solo Google, se conosco le alternative posso decidere quando utilizzare Google e quando no, semplice!

Se non vi va di attendere i miei prossimi video per conoscere altre alternative ai servizi di Google vi consiglio di andare a visitare il blog Le Alternative!

Andrea, New Faces, RedS.

SCARICARE LE RESPONSABILITÀ

Nel post precedente di questo #noblogo vi ho scritto di come a mio parere il #socialismo non debba passare dalle #istituzioni per diventare reale. In questo post voglio descrivervi un altro aspetto di questa società che non riesco proprio a digerire: scaricare le responsabilità.

Viviamo in una società che ha trasformato i #cittadini in #consumatori. Questo nuovo status porta le persone a non sentirsi più responsabili a livello politico ma li responsabilizza appunto come consumatori, relegando le persone al più basso scalino sociale senza che nessuno batta ciglio, anzi, le persone si calano appieno in questa nuova realtà e se ne caricano tutti i pro e i contro.

Essere consumatori oggi crea una situazione paradossale. Avrete tutti sentito almeno una volta la fatidica frase “i consumatori decidono il mercato”. Questa frase è di un ipocrisia unica nel suo genere perché si vuole insinuare che da cosa e come comprano le persone allora queste possano influenzare il mercato e il suo comportamento.Questa cosa è assolutamente falsa.

I consumatori non hanno la possibilità di influenzare il #mercato, il modo in cui le persone influiscono sul mercato è legato esclusivamente al modo in cui vivono la società e gli strumenti che hanno a disposizione per consumare ma non il modo in cui le cose vengono prodotte. Prendiamo ad esempio il mondo della #musica, si dice che questo settore è stato influenzato dal modo in cui i consumatori volevano usufruire dei prodotti di questa #industria, in parte è vero ma davvero i consumatori hanno stravolto l'industria della musica o questa non aveva colto le possibilità tecnologiche di cui poteva usufruire già da tempo? Quando l'Apple diede vita ad #iTunes non porto nulla di nuovo nel mondo della musica se non il fatto di portare l'industria musicale nel mercato digitale, cosa che i consumatori avevano già fatto in modo autonomo. Sono stati quindi i consumatori a decidere di pagare un euro a traccia musicale e dare il dominio ad #Apple in questa industria o sono stati i dirigenti di questa a non cogliere il cambio di mercato che stava avvenendo sotto gli occhi di tutti? In una vecchia intervista su “Il Venerdì” di #Repubblica il produttore Jay Rubin aveva predetto che la musica doveva essere fruibile al consumatore grazie a una chiavetta USB che avrebbe contenuto tutta la musica del mondo. Questa intervista usci quasi dieci anni prima di Spotify, diciamo che se qualche dirigente si fosse preso la briga di leggerla forse l'industria della musica non avrebbe dovuto cedere gran parte dei propri guadagni alla Apple.

Questo esempio serve per far capire come il cambio dei mercati non è legato alle scelte del consumatore ma dalla tecnologia che ha a disposizione per consumare.

Ci sentiamo continuamente ripetere che il modo in cui facciamo i nostri acquisti influenza il mercato e che se tutti ci impegniamo a fare una spesa consapevole allora possiamo #cambiare molte cose che non ci piacciono. Molta gente crede che questa teoria sia assolutamente vera e queste persone si impegnano sul serio a fare una spesa consapevole, studiando #etichette e documentandosi in rete su come le fabbriche producono i propri prodotti e quanto seguano seriamente l'etica che vanno promuovendo. Questo tipo di persone dedicano molto tempo a queste ricerche e molto volte sono i primi a criticare chi non fa una spesa responsabile e a elargire consigli sui locali dove andare e i prodotti da acquistare. Vederli predicare in giro è una cosa che personalmente non riesco a sopportare, ci sono milioni di persone che non hanno il tempo per documentarsi e fare ricerche sui prodotti da acquistare, probabilmente sono troppo impegnare a sbarcare in lunario e devono comprare prodotti a basso costo o subiscono talmente tanto la pubblicità che credono di fare sempre la scelta migliore comprando i prodotti più famosi. Ci sono migliaia di variabili che possono portare le persone a non avere abbastanza tempo da dedicare allo studio del mercato per diventare consumatori responsabili

Passiamo adesso a come il mercato sfrutta questa finta presa di coscienza dei consumatori per adattare il proprio business a questa nuova clientela responsabile. Prendiamo ad esempio le case di #moda per le masse, tipo #H&M. Questa pubblicizza la vendita di abiti ecologici che rispettano l'ambiente con pubblicità costosissime che servono a vendere la propria immagine verde. I vestiti ovviamente vanno a ruba e H&M (e tante altre marche) fa credere al consumatore che stia facendo una scelta responsabile acquistando i propri abiti in questo negozio, però poi si viene a scoprire che le regole per dichiarare un prodotto #Eco-Friendly sono ridicole, questi prodotti devono avere e solo una parte del prodotto eco-sostenibile, il fatto che tutto il resto del vestito sia fatto con prodotti derivati dal petrolio non ha nessuna importanza al fine di poterlo vendere come prodotto Eco Friendly. Se volete approfondire questo tema su questo tipo di industria vi consiglio di vedere la terza puntata della quinta stagione del programma #PatriotAct di Hasan Minhaj. Un programma che fa satira parlando di problemi concreti della società e che in una ventina di minuti vi darà una quadro della situazione senza risultare pesante.

Senza tediarvi troppo con altri esempi arrivo al punto. Scaricare la responsabilità del mercato sui consumatori è indecente, innanzitutto perché crea consumatori che si credono migliori di altri e che non perdono occasione per redarguire i consumatori irresponsabili (senza pensare che forse l'acquisto di un certo tipo di prodotti è legato a una situazione particolare) finendo cosi per dividere ancora di più il popolo in categorie astratte, in più scarica le responsabilità ecologiche, sociali e finanziarie del mercato sul consumatore, come se questo potesse davvero fra smettere l'#inquinamento, lo #sfruttamento dei lavoratori o i problemi legati alla gestione #finanziaria di queste industrie con il solo acquisto dei prodotti durante la spesa. Assurdo.

L'unica possibilità per far si che il mercato si prenda le sue responsabilità è quella di regolarlo decentemente e di far si che le istituzioni smettano di fare da spettatrici e diventino protagoniste nella gestione del mercato e della produzione. Però come già ho scritto, le #istituzioni sono il mezzo con cui il potere si conserva, figuriamoci se possono mettersi contro di questo. Il consumatore non ha nessun potere nelle decisioni del mercato, possiamo anche consumare meno carne ma se ogni volta che entriamo nei supermercati c'è un reparto intero dedicato a questo mercato e solo alcuni scaffali dedicati ai prodotti #vegetariani e #vegani come si può pensare che il mercato della carne vada in crisi con la sola scelta del consumatore, come si può pensare che un povero davanti al pacco “offerta famiglia” delle costine di maiale vada a scegliere prodotti più costosi e con i quali riesce a soddisfare meno pasti?

Il consumatore compra ciò che trova nel mercato, se dovesse trovare solo prodotti derivati da una produzione che rispetta l'#ambiente, i #lavoratori e l'etica economica, comprerebbe solo questo tipo di prodotti, se invece gli si riempe gli scaffali di ogni tipo di prodotto e poi gli si dice “sei tu che devi scegliere quale prodotto è più giusto comprare” si fa una cosa assolutamente ipocrita e priva di senso scaricandogli tutte le responsabilità che dovrebbe assumersi il mercato tramite regole dure decise dalle istituzioni che dovrebbero rappresentare i cittadini.

Nel mondo del #FreeSoftware e nel tipo di società che ne nascerebbe basata sulla #filosofiaFOSS, questo tipo di problema non esisterebbe a mio avviso. Innanzitutto perché il consumatore molte volte potrebbe essere il produttore, in secondo luogo essendo tutto basato sul Free Software e sul #OpenSource tutti i consumatori potrebbe verificare di persone come un prodotto o un servizio viene creato. Mettiamo il caso di un prodotto che viene pubblicizzato come eco-sostenibile, la sua produzione e la sua documentazione sarebbero accessibili a tutti con un click e basterebbe un solo consumatore per verificare se ciò che si pubblicizza sia vero, andando a vedere proprio alla fonte. Ora abbiamo un organizzazione che maschera e rende difficile arrivare alle fonti, la pubblicità ingannevole e regole aggirabili rendono il consumatore vittima del mercato.

Potreste obiettare che la produzione industriale sarebbe comunque difficile da controllare direttamente con un click, verissimo, però su questo punto spenderò un post apposta in cui parlerò di come la #stampa3D cambierà totalmente il concetto di produzione e di #industria nel prossimo futuro.

Andrea, New Faces, RedS.

SOCIALISMO, FREE SOFTWARE E ISTITUZIONI

Passare dalle istituzioni esistenti è la strada giusta per realizzare il socialismo? No, lasciatemi spiegare il perché.

Sono anni che cerco di capire come il socialismo non riesca ad essere una tema politico che coinvolga gran parte delle persone. Come è possibile che un'ideologia che parla di uguaglianza, giustizia sociale e libertà non porti milioni di persone a mobilitarsi per far si che la politica, tramite le istituzioni, porti il socialismo ad essere il sistema che organizza la società? Esistono delle forze politiche, che hanno i propri elettori, che si vendono come promotori dell'ideologia socialista. La storia ha pure conosciuto diverse organizzazioni statali che hanno provato a mettere in atto un organizzazione socialista, l'Unione Sovietica su tutte e questa poi ha sfruttato in modo estremo le istituzioni, creandone dei fantocci simili a quelle del sistema precedente che voleva abbattere. Se conoscete il compagno Trotsky sapete di cosa sto parlando.

Perché sono falliti questi tentativi di rendere il socialismo un organizzazione funzionante e permanente? perché a mio avviso il socialismo non deve passare dalle istituzioni.

Dopo anni di letture di vario tipo e di ragionamenti derivati da esse, sono giunto alla conclusione che il socialismo non può diventare reale se si continua a rapportare con le istituzioni esistenti o provandone a creare di nuove. Le istituzioni esistenti sono frutto dello potere secolare che muta la sua forma per continuare a conservarsi. Crearne di nuove sarebbe solo il sintomo di un nuovo potere che nasce. Nel libro “Il Gattopardo” viene descritto come i cambiamenti delle sovrastrutture che regolano l'assetto sociale servano per riciclare l'immagine delle solite persone di potere agli occhi del popolo. Cambiare tutto affinché nulla cambi.Rapportarsi quindi con queste istituzioni non ha senso perché queste non porteranno mai alla nascita di un sistema diverso che elimini il potere e renda la società giusta per tutti.

Quando nella storia europea, le persone vittime di una grande ingiustizia come la seconda guerra mondiale, hanno preso il controllo di queste istituzioni provando a rendere la società più equa e più giusta, il potere si è riorganizzato e ha investito ingenti somme per ricerche nella comunicazione, questo al fine di prendere il controllo del sistema educativo, mentre il popolo e i suoi rappresentanti hanno abbassato la guardia pensando di aver sconfitto il potere. Grande errore, per non parlare del fatto che i rappresentanti del popolo, venendo a contatto con il potere, si sono corrotti e chi non accettava o interiorizzava la corruzione veniva eliminato come se nulla fosse. Alla fine il potere è riuscito a cambiare la cultura del popolo e ha riportato la sua presenza nelle istituzioni fino a riprenderne il controllo e a organizzarle affinché la loro ripresa da parte del popolo non potesse riaccadere. Basta guardare a come è organizzato il parlamento europeo, che ha tutto tranne che la rappresentanza diretta.

L'economia poi non ne parliamo, questo strumento che dovrebbe essere a uso e consumo della società, è diventato lo strumento che ha sostituito la religione. Vive di dogmi che ogni volta che si provano a discutere si viene tacciati di eresia e ignoranza. Il debito come nuovo peccato originale. L'economia è un sistema che il sistema socialista non deve nemmeno prendere in considerazione se non come strumento per superare l'economia stessa. dando cosi inizio alla società nuova senza questo strumento di controllo.

Il socialismo non deve rapportarsi con le istituzioni, perché queste non servono al cambiamento ma al contrario servono alla conservazione. Inoltre viviamo in un periodo storico dove gli strumenti che erano stati inventati dai borghesi per tutelare il proprio potere, per poi essere passate sotto il controllo del popolo, come gli stati, sono diventati strumenti antiquati che non hanno più nessun valore nel mondo moderno, anzi, sono quasi un pericolo perché pensare di tornare a quel tipo di organizzazione è praticamente una barzelletta. La storia si presenta una volta come tragedia e ritorna come farsa. Il ritorno agli stati nazionali sarebbe un disastro.

I socialisti non devono guardare al passato, nemmeno al presente e soprattutto non devono rapportarsi con le istituzioni ma solo con il popolo. Bisogna che il socialismo smetta di giocare la propria partita sul campo da gioco del padrone ma porti il popolo a giocare su un altro campo. Bisogna creare una cultura nuova che inizi a fiorire tra le persone e tra i comportamenti che hanno fra di loro. Questa società è basata sull'egoismo, l'atomizzazione dell'individuo e la schiavitù, perché il potere questo vuole, mentre la società nuova che nascerà dal popolo sarà basata sulla condivisione, il muto appoggio e la libertà. Finché parliamo di mercato, economia, profitto, salario, possesso, usiamo sempre termini che sono stati inventati dal potere e cosi finiremo sempre a giocare nel campo da lui preferito. Bisogna cambiare linguaggio per iniziare a cambiare campo. Condivisione, mutuo appoggio, comunità e fratellanza sono i primi termini che bisogna usare e i primi comportamenti da mettere in atto.

Non è una coincidenza che i tre valori su cui si deve basare la società nuova siano gli stessi della filosofia del Free Software. Stallman ha capito fin da subito che la società stava cambiando e ha creato un movimento che si opponesse con forza a il tipo di società che il potere stava creando. La comunità che vive la filosofia del free software non si rapporta con le istituzioni ma le rifugge e crea spazi comuni dove ognuno può creare il proprio spazio e condividerlo con chi vuole senza che nessuno limiti la propria libertà e senza che si limiti quella degli altri.

La filosofia del free software, il suo rifiuto per le istituzioni e il rifiuto che le istituzioni hanno verso di essa se non per sporadici tornaconti personali, è l'esempio di come il socialismo non debba rapportarsi con le istituzioni per creare qualcosa di nuovo. Il popolo è in grado di farlo da se, rispettando la libertà individuale a favore del bene comune.

Andrea, New Faces, RedS

EVOLUZIONE E RICOSTRUZIONE

Ho deciso di fare qualche modifica al progetto ma solo sul profilo presente su @mastodon@mastodon.uno, il canale di @peertube@mastodon.uno e tutti gli altri social il progetto New Faces rimarrà invariato. Ho preso queste decisione perché sono l'unico vero gestore di questo spazio e voglio utilizzarlo senza limitazioni, voglio la libertà di parola e di pensiero per poter esprimere i miei pensieri e le mie emozioni.

Sono una persona che crede molto in quello che fa, conosco i miei limiti dovuti da una vita vissuta per venticinque anni nel nulla assoluto sia culturale sia sociale.

A 25 anni mi è scattata una scintilla, in realtà quella scintilla era sempre stata presente, la sentivo e la ignoravo, non volontariamente ma per incomprensione e impotenza. Semplicemente non capivo cosa fosse quella cosa che sentivo dentro di me che mi diceva che dovevo fare qualcosa della mia vita, qualcosa di diverso da quello che facevo ogni giorno ma sappiamo tutti come funziona il nostro cervello quando ci imbattiamo in qualcosa di nuovo, ci spaventiamo e nel migliore dei casi la ignoriamo, ecco io non mi spaventavo ma sicuramente la ignoravo perché avevo paura di perdere quelle poche certezze che avevo per andare alla ricerca di qualcosa che non conoscevo.

La mia vita era quella di una persona che a scuola ha sempre fatto il meno possibile, arrivando a scegliere sempre le scuole che si reputavano più semplici. Dopo le medie andai all'alberghiero e mi diplomai con grande fatica. All'alberghiero, con fatica, capite? in una scuola che ti insegna il nulla io riuscì pure nell'impresa di farmi bocciare un anno. Le uniche cose che mi interessavano erano gli amici, la ricerca di una fidanzata e il non rimanere da solo. Ogni volta che poi mi ritrovavo solo nella mia camera sentivo che qualcosa non andava però non riuscivo a decifrare cosa fosse e sentivo quella scintilla che mi dicevo che dovevo fare qualcosa, non capivo cosa, allora nel dubbio mi accendevo una canna e tutto andava per il meglio. Ignoravo tutto e andavo avanti.

Quando entrai nel mondo del lavoro le cose cominciarono a migliorare, il mestiere mi piaceva, soprattutto mi teneva occupato dalle 12 alle 14 ore al giorno e mi riempiva le tasche di soldi, cosa che nel periodo scolastico non era minimamente possibile perché i miei genitori, soprattutto mio padre, credevano molto nella cultura del lavoro e che nella vita le cose te le devi guadagnare anche se non mi hanno mai fatto mancare nulla tranne quello che ritenevano superfluo. Per farvi un esempio, a natale mi regalarono la play station, in netto ritardo confronto a tutti i miei amici, poi non mi comprarono mai un gioco. Giocai per anni con i giochi prestati dai miei amici ma comunque a me non interessava, avevo la play station, sapevo quanto fosse stato difficile convincerli a prendermela e quindi mi bastava.

Durante i primi anni da lavoratore nel mondo della ristorazione il mio mondo cambiò molto, cominciai a uscire più spesso andando per locali e a ballare, la cosa mi piaceva e la scintilla che avevo dentro non la sentivo più come un tempo. Credetti di aver trovato il mio posto nel mondo e che per quel motivo la scintilla se ne fosse andata. Credevo che da quel momento in poi dovevo solo lasciare che le cose accadessero, lavorare, comprare casa, mettere su famiglia, invecchiare, diventare nonno, andare in pensione e morire felice della vita vissuta nella più totale normalità. Ero felice al pensiero che le cose dovessero andare cosi, peccato che quella sensazione non durò per molto

Senza tirarvela per le lunghe, a 25 anni dopo varie vicissitudini quella scintilla che era tornata a farsi sentire dentro di me, accese un incendio che non si sarebbe più spento. Ormai avevo creato un base ottima per la vita che credevo di dover vivere. A 21 anni ho comprato casa con un mutuo che mi legava al mio posto di lavoro, per la paura di non riuscire a pagare la rata mensile, avevo un rapporto amoroso che durava da quasi 10 anni e pensavo che lo step successivo fosse fare figli ma tutto questo non arrivò, almeno non in quel momento. Lasciai la mia fidanzata storica, conobbi un'altra donna che ora è la madre dei miei figli, mi licenziai e mi iscrissi all'università nella facoltà di filosofia, dicevano che ti insegnava a pensare e a me interessava imparare a pensare perché avevo capito che non lo avevo mai fatto in vita mia. Facevo due lavori sottopagato e studiavo di notte, durò un anno, se non hai mai studiato in vita tua non puoi andare a fare filosofia ma non furono le mie poche capacità a farmi decidere di mollare, fu il fatto che passai un esame senza averne minimamente il merito, che senso aveva andare avanti se passavo esami senza meritarmelo? decisi quindi di mollare e studiare per i fatti miei.

Dopo anni di letture che mai avrei pensato di fare nella mia vita e nemmeno di poterle comprendere, il mondo intorno a me mi era più chiaro di quanto mai lo fosse stato. L'incendio dentro di me bruciava ogni giorno di più e dopo aver conosciuto diverse persone interessanti decisi di cominciare la mia militanza per provare a cambiare il mondo. Quante delusioni lungo la strada. Mentre io cavalcavo il mio entusiasmo per la lotta verso le ingiustizie, impegnandomi tantissimo in ogni cosa che facevo credendo che cosi fosse anche per gli altri, rimanevo deluso quando vedevo che per gli altri era più un passatempo che voglia di rivoluzione e giustizia per tutti. Un teatro di frasi fatte e voglia di potere che manco nella Russia post Stalin.

Ho iniziato mille progetti e mille ne ho buttati al vento perché non trovavo mai le persone giuste con cui condividere la mia militanza e la mia voglia di rivoluzione.

Ho aperto NewFaces insieme al compagno Kevin perché ho capito che alla sinistra serve un nuovo modo di comunicare, è stata un ottima idea perché mi ha aperto porte che senza questo strumento mi sarebbero sempre rimaste chiuse. Sono venuto a conoscenza della filosofia del Free Software e del mondo a cui ha dato vita. Ne sono rimasto innamorato e ho capito che quello doveva essere il terreno della mia militanza e lotta, il free software è l'unico verso strumento che abbiamo per fermare il capitalismo della sorveglianza e dare vita a una nuova cultura e di conseguenza a una nuova società. Mi sono unito a RedS perché è composta dagli unici compagni e compagne che ritengo vogliosi di un vero cambiamento della società affinché diventi più giusta per tutti. Ci sono cose che però mi fanno sempre avere momenti di forte sconforto ma non è questo il momento per parlarne, arriveranno altre pagine di questo blog utili per farlo.

Adesso ho come obbiettivo quello di studiare, divulgare alle persone il mondo del free software e gli strumenti che possono iniziare a utilizzare per tutelare la propria privacy sul web affinché abbiamo le prime armi per controbattere il capitalismo della sorveglianza se dovessero scegliere di farlo. Ho iniziato dei video divulgativi dove spiego in modo semplice e pratico cosa sono e come possono utilizzarli. Ringrazio il blog @lealternative@mastodon.uno per il fantastico lavoro che fa, attingo spesso da li per i miei video e per conoscere strumenti nuovi che poi studio in modo più approfondito per conto mio. Alla divulgazione mescolo il mio interesse per il pensiero, mi è sempre interessato sapere come pensano le persone e come le loro emozioni si collegano a questo, quindi oltre al aspetto tecnico degli strumenti faccio anche ragionamenti che potrebbero avere le persone a cui mi rivolgo, mostrando i vari risultati possibili che potrebbero avere nella loro vita. Penso di farli sentire meno soli, perché è a quelle persone che mi voglio rivolgere con i miei video, i solitari o almeno quelli che si reputano tali.

Adesso chiudo che vi ho già scritto un mega pippone, se siete arrivati fin qui voglio ringraziarvi. Mi sono messo un po' a nudo ma solo perché è il modo in cui mi sento più a mio agio, odio i falsi, avevo bisogno di farlo perché stavo perdendo un po' di energie in questo progetto ma dopo tanti anni ho capito che quando questo accade è perché sto facendo qualcosa che non mi rappresenta e sto diventando falso con gli altri e con me stesso. Questo è stato un post di purificazione per ripartire, l'ho fatto mostrandovi chi sono e prendendo questo blog per avere un spazio libero dove esprimermi. Il progetto non è solo New Faces, non è solo RedS, il progetto è la mia militanza e la ricerca di compagni e compagne che vogliono cambiare il mondo per renderlo più libero, più giusto e migliore per tutti ma con la consapevolezza che non saremo noi a vedere il frutto del nostro lavoro.

Andrea, New Faces, RedS.

INTERVISTA A GRETA RAVASIO E ROSA FIORAVANTE

Sul nostro canale principale ho caricato l'intervista fatta a Greta Ravasio e Rosa Fioravante, due donne che fanno politica in modo attivo e sotto la bandiera del socialismo.

In questa intervista fatta insieme al compagno Kevin Prenna abbiamo chiesto a Greta di parlarci del progetto politico che porta il nome di Ragioni in Rivolta, un progetto molto interessante che ha come obbiettivo lo studio della politica nazionale e internazionale e la formazione politica dei suoi iscritti. Abbiamo parlato anche del mestiere di Greta, l'educatrice, parlando di questo argomento ci ha spiegato le difficolta che vivono gli educatori nel mondo del lavoro e in particolare la loro situazione durante la pandemia di Covid-19 che come per molti lavoratori attraversano una situazione paradossale. Greta ci parla anche del progetto WhoCares, collettivo di ricerca sul lavoro sociale e del questionario che ha come obbiettivo di far conoscere le condizioni di lavoro nei settori che compongono il welfare e di rendere visibile il rapporto tra Lavoro e Cura attraverso la ricerca e il dibattito pubblico. Con questo scopo, si siamo sempre resi disponibili al confronto con le sigle sindacali e le forze politiche locali mantenendo comunque sempre la loro indipendenza. Il questionario può essere compilato solo dagli operatori e alle operatrici che lavorano nel privato sociale. Se siete di questo settore consigliamo vivamente di compilarlo.

Rosa Fioravante invece ci ha parlato dell'associazione I Pettirossi rete di ragazzi presente in tutta Italia. Aperta, partecipata, determinata a cambiare da sinistra le tante cose che oggi non vanno. Questa associazione ha un forte stampo internazionalista e la sua rete di collaborazioni politiche passa dagli USA fino all'Europa. Rosa è la presidentessa di questa associazione e anche Greta ne fa parte.

Queste due associazioni, insieme al collettivo napoletano Futuro Prossimo hanno dato vita al progetto ALT – Alziamo La Testa (sono presenti solo come gruppo chiuso su Facebook per adesso) e si occupano della tematica del lavoro nel suo aspetto generale. Sono una rete di giovani ragazzi e ragazze che sono stanchi di vivere una continua adolescenza che non riesce a sbocciare in una vita adulta a causa della continua situazione di precariato creata da un sistema produttivo che correttamente è stato chiamato “capitalismo straccione”, che vivendo della continua richiesta di meno tasse e dell'astensione da ogni tipo di investimento in innovazione e sviluppo, stabilisce la competizione sul prezzo basso dei salari dei lavoratori anziché sulla qualità del lavoro.

Essendo Rosa una ricercatrice in materia delle ideologie e della teorie politiche Kevin le chiede se esistono nuovi modelli socialisti che vengono proposti per risolvere la situazione che stiamo vivendo ai giorni nostri. Rosa risponde tra le tante cose citando anche due libri molto interessanti: L'economia civile scritto da Luigino Bruni e Stefano Zamagni e Per un nuovo socialismo e una reale democrazia scritto da Erik Olin Wright.

Ringrazio le nostre ospiti e vi lascio alla visione di questa intervista.

Andrea. New Faces.

Iniziamo con la divulgazione

Oggi pubblico il primo video di un progetto di divulgazione su strumenti che le persone possono utilizzare per tutelare la propria privacy sul web.

il video lo potete trovare su PeerTube, il mio obbiettivo è quello di parlare a tutte quelle persone che non hanno nessun tipo di conoscenza tecnologia. Per chi fosse già abituato a usare questi strumenti, o che hanno una conoscenza minima del mondo del web, potrebbero trovare delle inesattezze in quello che dico, però come ho spiegato il mio obbiettivo è quello di parlare a tutte quelle persone che non hanno le conoscenze. Anche nella divulgazione scientifica ci sono delle semplificazioni che una persona di scienza non accetterebbe in un dialogo tra pari, però sanno che per avvicinare le persone al mondo della scienza queste semplificazioni sono necessarie nella divulgazione, perché loro, come io, non abbiamo come obbiettivo quello di far sentire le persone ignoranti ma quello di stimolarne la curiosità e la voglia di provare qualcosa di nuovo.

Il primo video divulgativo l'ho fatto su l'app DuckDuckGo Browser perché credo sia lo strumento migliore per far capire alle persone la differenza che si ha con l'utilizzo di questo strumento al posto del browser di Google. Un primo passo che ritengo necessario per capire come funziona la privacy sul web.

Nel video vedrete che uso un linguaggio molto semplice, quasi da bar, perché è proprio quel tipo di target di persone che voglio raggiungere. La grafica vi lascerà sicuramente a desiderare, i miei strumenti sono ancora limitati ma aumenteranno con il passare del tempo. Inoltre ho visionato altri video di questo tipo, tutti molto belli e fatti bene, però mi sono reso conto che anche se i video erano fatti in un modo sicuramente più professionale del mio, si rivolgevano comunque a un target di persone che non sono quelle a cui voglio arrivare con il mio lavoro. Sicuramente anche il loro obbiettivo è quello della divulgazione ma esistono diversi livelli di comunicazione, io voglio usare il più basso possibile, perché è il tipo di target che voglio raggiungere.

Durante il video faccio esempi pratici di vita quotidiana per far sentire lo spettatore a proprio agio mettendomi allo stesso livello, in poche parole l'obbiettivo sarebbe questo: anche a me succedono le stesse cose che succedono a te, non preoccuparti non sei l'unico ma ora ti spiego perché queste cose accadono e come puoi evitare che si ripetano.

Spero che il video sia di vostro gradimento e se avete voglia di suggerirci altri strumenti da divulgare potete scriverci alla nostra mail: newfaces2021@protonmail.com Potete anche scriverci per partecipare ai video, se avete letto i post precedenti in questo blog saprete che New Faces si è unito a un gruppo di lavoro politico e che siamo alla ricerca di persone che si vogliano aggregare per lavorare sul mondo del Free Software e portarlo ad essere presente nel dibattito politico. Non bisogna necessariamente essere presenti anche in altri campo che trattiamo con il gruppo di lavoro. La squadra che si occupa di Free Software ha il compito di divulgare per rendere consapevoli le persone sul problema del capitalismo della sorveglianza

Per adesso oltre alle nostre conoscenze stiamo attingendo a un bellissimo blog che si chiama Le Alternative che troviamo molto comodo, semplice e interessante. Se non lo conoscete vi consigliamo di farci un salto, siamo sicuri che ne rimarrete piacevolmente sorpresi.

Andrea, New Faces.

LA NASCISTA DI UN NUOVO PERCORSO

Su Mastodon vi avevamo annunciato che il progetto New Faces ha trovato un gruppo di lavoro e che ci saremmo incontrati la sera stessa per capire come organizzarci.

Ci siamo uniti al progetto di RedS la rete dei democratici e socialisti che ha come progetto quello di essere un contenitore di militanti socialisti che non devono rinunciare alla propria appartenenza politica, ognuno può rimanere nella propria casa politica o associativa, si chiede solo di dedicare un pò di tempo anche a questo progetto fatto di tante persone che fanno lo stesso forzo per un obbiettivo comune: la realizzazione del socialismo. RedS oltre ad essere un contenitore è anche un laboratorio politico, infatti New Faces manterrà la sua indipendenza e proseguirà con il suo obbiettivo di aumentare il dibattito sulla società, concentrandosi sul mondo del Free Software, la divulgazione e la lotta al capitalismo della sorveglianza

Con il gruppo abbiamo deciso di concentrare le nostre forze:

  • Tecnologia con un occhio di riguardo alla filosofia Free Software. ( di questo me ne occuperò personalmente finché non arriveranno nuovi membri che mi affiancheranno nel lavoro)
  • Lavoratori collegati alla tecnologia (Riders – Lavoratori Amazon e logistica legata alla tecnologia)
  • Sindacati e associazioni studentesche

– Tecnologia e Free Software:

Di questo tema me ne occupo principalmente io per adesso, con la pagina e il canale “New Faces” che è presente su piattaforme social basate sul software libero dove sto lavorando per la divulgazione della filosofia del Free Software che è poco conosciuta, farò dei brevi video divulgativi per far conoscere strumenti free software, come app di uso comune per avvicinare le persone al tema senza risultare pesanti e per incentivare tra le persone un interesse verso il tema della privacy sul Web e introdurle alla conoscenza del capitalismo della sorveglianza.

– Lavoratori collegati alla tecnologia:

Su questo punto crediamo sia molto interessante cominciare a parlare di questa categoria di lavoratori che fino a ieri erano considerati “persone che fanno un lavoro per arrotondare” e il lavoro era considerato quasi “superfluo o di importanza marginale”, quando invece grazie a questa pandemia si sono dimostrati lavori e lavoratori fondamentali per far andare avanti il motore del paese. Il lavoro che bisogna svolgere è quello di individuare chi si occupa di rappresentare questa categoria, è una cosa che può risultare difficile perché non ci sono sindacati ufficiali che si occupano di questa categoria e le aziende per cui lavorano non parlano con i sindacati, però sappiamo che qualcosa si muove e dobbiamo arrivare a individuare quelle persone che stanno già facendo qualcosa in termine di rappresentanza di quella categoria. Una volta trovati i contatti si potrà iniziare a capire di preciso la loro situazione lavorativa (tipo il lavoro a cottimo e la richiesta da parte delle aziende di anticipo di soldi da parte dei lavoratori per entrare in possesso degli strumenti necessari allo svolgimento del lavoro) e iniziare a ragionare insieme a loro per capire come muoverci. Inoltre con il canale New Faces sto prendendo contatti con altre associazioni politiche presenti nel territorio italiano che si occupano di questo tema, come l'associazione I Pettirossi e il laboratorio politico Ragioni Ribelli

– Sindacati e associazioni studentesche:

Su questo tema abbiamo un compagno del gruppo che fa parte di OBESSU (l’associazione continentale europea che collabora con tutte le associazioni studentesche), la sua esperienza risulterà sicuramente importante per conoscere gli aspetti che riguardano l’ambiente delle associazioni e sindacati studenteschi. Con New Faces ho preso contatto con rappresentati dei sindacati studentesche (ora le interviste sono solo su YouTube ma presto saranno anche su PeerTube). Uno degli obbiettivi per coinvolgere i sindacati studenteschi è quello di portare la loro attenzione sul tema Free Software e su come sarebbe un tema molto importante per l’intera organizzazione del sistema scolastico. Oggi per colpa della pandemia improvvisa la scuola è stata spostata tutta sul territorio digitale tramite l’utilizzo di software proprietari che non tutelano in nessun modo i dati degli utenti, in questo modo stiamo assistendo a una svendita incredibile di dati sensibili di tutto il territorio nazionale, senza dover urlare allo scandalo (anche perché si è notato che per ora il problema non è molto sentito, sicuramente a causa di un scarsissima conoscenza informatica nel nostro paese) si potrebbe lavorare sul “codice digitale” stilato dall’AGID (Agenzia Italia per il Digitale) facendo riferimento all’articolo 68 dove dice “se a parità di servizio tra software proprietario e software libero risulta questo paritario, la scelta deve ricadere sul software libero. Su questo articolo il ministero della difesa ha basato il suo trasferimento dal software proprietario a quello libero, andando anche incontro a un notevole risparmio economico (tra i 26 e 29 milioni di euro).

Un’ultima cosa ma non meno importante: la partecipazione ai lavori del gruppo regionale di RedS Emilia-Romagna (che è quella di cui vi ho scritto fino ad ora e che coordino personalmente) è incentivata per tutti quelli interessati, non è richiesta una presenza su tutti gli argomenti, basta scegliere quello che più interessa o stimoli personalmente. La presenza sul territorio non è richiesta per tutti i lavori, soprattutto per il tema del Free Software. Se volete farne parte e darci una mano potete scrivere alla mia mail: newfaces2021@protonmail.com

Andrea – New Faces

25 Aprile: La Sinistra conservatrice

Oggi, 25 Aprile, la sinistra dimostra come abbia perso la sua linfa vitale rivoluzionaria e sopravviva basandosi sulla conservazione di un conflitto che non può più dare nessun tipo di linfa vitale a una nuova generazione che lotti per il cambiamento della società.

Questa giornata, la festa della liberazione, è dedicata al ricordo di compagni e compagne che hanno perso la vita durante il conflitto con il regime fascista. Noi dobbiamo portare sempre il massimo rispetto a questa figure che hanno lottato per la libertà ma proprio in rispetto di queste persone non dobbiamo attaccarci con le unghie e con i denti a quella vittoria e a quella contrapposizione per sentirci vivi. Oggi il fascismo sopravvive sempre grazie alla nostalgia dei suoi ammiratori, non è più un idea attuabile, come non lo è l'ideale comunista che ha dato vita all'URSS.

Quando i compagni mi chiedono perché dico queste cose, la mia risposta è sempre la stessa provocazione: secondo voi se Marx vivesse nei nostri giorni ripenserebbe il suo pensiero esattamente come lo ha pensato nel diciannovesimo secolo?

Non sto parlando dei principi su cui si basa il socialismo ma alla sua struttura e a come immagina l'organizzazione sociale. Oggi viviamo in un mondo totalmente diverso da quello di Marx, la vita è molto più frenetica, la comunicazione è veloce e alla portata di tutti, le classi non sono più divise come un tempo e le persone non sanno nemmeno di quale classe sociale sono parte. Gli sfruttati si fanno i selfie con gli sfruttatori, li ammirano, li invidiano, in molti passano la vita nell'illusione di poter vivere al di sopra delle proprie possibilità, depersonalizzadosi in modo continuo per mettere in scena personalità costruite e ispirate ai fantocci che la società vende loro.

Continuare a tenere vivo un conflitto con un nemico che non esiste più e che si cerca in ogni nuova figura politica di destra, per serrare i ranghi a sinistra, non ha senso, però è l'unica cosa che si riesce a fare ancora bene. A mio avviso perché non si hanno nuove idee da proporre alla gente e quindi si usa lo schema usato e sicuro anche a costo di perdere continuamente giovani militanti per strada perché vorrebbero sviluppare nuovi discorsi e invece si vedono ripetere gli stessi schemi anno dopo anno.

Si leggono poesie e si cantano canzoni di mezzo secolo fa perché nel tempo presente non c'è nulla da poter utilizzare, nessuna nuova lotta che ci faccia sentire tutti uniti. In questa giornata vediamo passerelle di politici che si fanno foto con la bandiera rossa o che scrivono post malinconici promettendo di portare avanti l'ideale con fedeltà incondizionata, quasi come degli influencer a caccia di like facili, per poi tornare il giorno dopo a lavorare su un modello di società che ha tutto fuorché i principi del socialismo e che non tenta nemmeno di avvicinarcisi.

Lo spazio dei diritti civili è l'unico spazio di lotta rimasto ma che a mio avviso da più frutti di divisione che di unità, lo spazio sociale e il modello socialista non si dibattono nemmeno da lontano, anzi, ci si mostra quasi critici, convinti che la moderazione possa dare più frutti che il radicalismo.

La narrazione che la sinistra usa per tenere viva la lotta è sempre la stessa da quasi un secolo, quando qualcuno prova a portare idee nuove che criticano i nemici del nostro tempo, ci si dissocia e lo si allontana per paura di perdere l'elettorato moderato che si continua a rincorrere insensatamente, anche perché ditemi una sola volta che i moderati hanno fatto vincere le elezioni alla sinistra, io non ricordo un solo esempio che giustifichi questa tattica suicida.

Oggi la sinistra ha la possibilità di abbracciare la lotta contro il capitalismo della sorveglianza che si sta avvicinando sempre di più, questo nemico però non ha esponenti politici che si dichiarano a favore di questo modello di società ma la situazione è assai peggiore, il capitalismo della sorveglianza è un problema culturale che si sparge nella società e trova i suoi sostenitori ovunque perché non si presenta nella sua natura autoritaria ma anzi, si mostra come l'alleato giusto che ti può migliorare la vita, basta che deleghi a lui tutto ciò che ti appartiene e ti fidi in modo incondizionato sospendendo il tuo giudizio su ogni cosa, sarà lui a dirti come pensare e cosa fare per il tuo bene.

Oggi la sinistra o si dimostra conservatrice di un modello di società che a dire di molti ha solo bisogno di qualche aggiustamento, o la si trova incagliata nei soliti discorsi di statalismo e funzione pubblica. Lo stato e l'economia sono i temi su cui ci si concentra maggiormente, parlando di schemi già utilizzati o nuove proposte che trovano sempre un opposizione dialettica che vede in vantaggio i sostenitori di questo modello di società, soprattutto in economia. Dalle giovanili escono giovani vecchi che non trovano spazio nel dibattito politico, se non appunto rinunciando a parlare di politica in maniera radicale. Si ha l'impressione che si abbia quasi paura a fare la sinistra, a parlare seriamente dei mali che affliggono la società e di provare a dare risposte radicali di cambiamento. Cosi non si va da nessuna parte

Fare proposte radicali di cambiamento non deve spaventare, non bisogna avere paura di parlare a quella fetta di persone che sentono la necessità di mettere in discussione i pilastri su cui questo modello della società si basa e nemmeno a dire che quello che è stato costruito in passato dai compagni oggi non è più utile come un tempo, o almeno il modello organizzativo e di comunicazione, non i principi su cui si basano anche se nemmeno su quelli bisogna aver paura di dire la propria, fa parte del dibattito.

Noi non siamo qua a criticare i principi su cui si basa la festa della liberazione del 25 Aprile, noi siamo a qua a criticare il fatto che la sinistra ha smesso di fare la sinistra rivoluzionaria per diventare conservatrice e sbandierare la rivoluzione solo come uno slogan, soprattutto il giornate come questa dove discorsi di amore per il socialismo e promesse di cambiare le cose, vengono svenduti in ogni piazza (oggi in quelle digitali a causa della pandemia).

Però noi non siamo per la critica fine a se stessa, noi siamo per porci sempre in maniera costruttiva perché a criticare e basta sono bravi tutti, quindi oggi siamo qua a dire che chiunque senta che intorno a se regna l'ingiustizia e vorrebbe fare qualcosa per rendere il mondo un posto migliore per tuti, ci contatti. Da soli non potremmo mai fare nulla ma insieme possiamo cominciare a dibattere su cosa fare e come farlo. Non importa da dove venite, la tecnologia azzera le distanze, non importa che scuola avete fatto o che libri avete letto, la cultura non è una dote che si riceve dalla nascita ma la si costruisce con il tempo, soprattutto con quello che deve ancora venire. L'importante è avere voglia di impegnarsi e aver voglia di confrontarsi senza andare alla ricerca di protagonismi. Un'ultima cosa ci sentiamo di dire: Bisogna essere consapevoli che del lavoro svolto probabilmente non si vedranno i frutti ma li vedrà chi verrà dopo di noi. La ricerca del risultato nel breve periodo per una gratificazione personale, non può che portare a compromessi che potrebbero danneggiare tutto un lavoro svolto in precedenza.

Noi compagni ci siamo, la nostra porta è sempre aperta, tocca a voi scegliere cosa fare.

Buona festa della liberazione a tutti!

Dopo aver conosciuto la filosofia del free software ho cominciato a cercare informazioni e a vedere dei documentari per conoscerne la storia.

Dopo aver capito il messaggio di Stallman sulla libertà di parola e il rispetto per la privacy ho cominciato a pensare al sistema scolastico, a quello che stava accadendo con la didattica a distanza e a tutti quei dati di alunni e studenti che non venivano tutelati perché il sistema scuola usufruisce principalmente di software proprietari, allora ho deciso di scrivere un articolo per Il Partigiano, il giornale di RedS – la rete dei socialisti e democratici. Vi riporto in questo blog l'intero articolo.

Pandemia, sistema scolastico, dati sensibili: un problema con una soluzione.

Durante questa Pandemia il sistema scolastico è stato stravolto dalla tecnologia. Tutte le scuole sono chiuse ma gli anni scolastici non si sono fermati, le lezioni e gli esami procedono con l’aiuto di piattaforme digitali.

Questo però sta generando problemi che fino a ieri non erano considerati.

Aver portato dall’oggi al domani un intero sistema basato sul rapporto faccia a faccia e di gruppo, a un sistema d’isolamento senza contatti umani, ha aperto gli occhi su numerosi problemi legati al rapporto tra tecnologia e il mondo dello studio. Le disuguaglianze sociali sono il primo grande problema: chi ha una famiglia che non può permettersi un computer, o una buona connessione internet, è fin da subito escluso dall’apprendimento. Chi invece non ha riscontrato questo problema ne ha trovati altri, come la difficoltà di apprendimento tramite lezioni online. Lezioni per cui i professori non sono stati formati. I docenti si sono ritrovati da fare lezioni in classe con i loro alunni, a essere da soli davanti a uno schermo, la difficoltà di passare una vita a svolgere il mestiere a contatto con i propri alunni per poi ritrovarsi di colpo davanti a uno schermo freddo con la lucina della webcam come unico segno di vita, non credo sia un passo facile per nessuno. Inoltre bisogna considerare lo stress fisico e mentale che comporta dover fare o seguire lezioni davanti a uno schermo. In più gli esami da conseguire non sono la stessa cosa se fatti davanti a uno schermo e anche il giudizio che il professore deve dare all’apprendimento dello studente, ne risente inevitabilmente. Le difficoltà che si trovano ad affrontare studenti e professori in questa nuova organizzazione improvvisa sono numerose e aprono alla necessità di mettersi a discutere sul come affrontarli, in questa discussione devono essere coinvolti tutti: gli studenti, i professori e i rispettivi rappresentati sindacali.

Ritengo però ci sia un punto da discutere fin da subito: il problema dell’utilizzo del software proprietario nel sistema scolastico educativo. Il Software proprietario ha la caratteristica di immagazzinare dati sensibili che diventano poi merce a vantaggio dei privati e a svantaggio dei cittadini. Il software libero invece non “ruba” dati sensibili e tutela professori e studenti da questo pericolo cui sono inconsciamente esposti tramite il software proprietario. Bisogna assolutamente cominciare a organizzare il nostro sistema scolastico con l’utilizzo del software libero. La tutela della privacy dei cittadini dev’essere la priorità.

È presente nella società un’errata percezione di cosa sia un software, è comune credere che il software sia un prodotto ma non è cosi, il software è un servizio e i servizi che un software proprietario fornisce esistono anche nel mondo del software libero. A questo punto ricordiamo ai lettori che L’AGID, agenzia per l’Italia in digitale, ha stilato un documento che si chiama “codice per l’amministrazione digitale”, valevole per le scuole, la pubblica amministrazione e gli enti pubblici. In questo documento c’è l’articolo sessantotto che si chiama “analisi comparativa delle soluzioni”. Quest’articolo dice: se in un’analisi comparativa del prodotto risulta che il servizio che offre il software libero è uguale a quello che offre il software proprietario, allora la scelta deve ricadere sul software libero.

Grazie a questo documento possiamo riorganizzare il nostro sistema scolastico tramite il software libero e cosi andare a tutelare la privacy dei professori e degli studenti. Evitando anche di esternalizzare servizi che lo stato potrebbe riprendersi in carico.

La pandemia di Covid-19 che sta interessando tutto il pianeta e quindi anche l’Italia, apre all’opportunità di poter riorganizzare tutto il nostro sistema scolastico partendo dal software libero. Questo tipo di scelta non sarebbe una novità nel panorama italiano perché il Ministero della Difesa, ad esempio, è già stato convertito al software libero grazie alla collaborazione con LibreItalia. LibreItalia è un’associazione di volontariato, che nasce su iniziativa di un gruppo di persone attive – a vario titolo – nella promozione di LibreOffice come strumento libero di produttività individuale e aziendale. Questa collaborazione ha portato anche a un risparmio di ventotto milioni di euro grazie anche alla lungimiranza del generale Camillo Sileo che ha fatto uno studio dei bisogni interni al Ministero della Difesa. Studio che può ripetersi nel sistema scolastico.

Il software libero però non è sinonimo di gratuità, perché anche se il software è gratuito, la formazione al suo utilizzo ha un costo, costo però sempre inferiore all’acquisto di un software proprietario più la formazione al suo utilizzo. Un vantaggio economico che ogni stato dovrebbe prendere in considerazione. Questa scelta quindi ha diversi punti di vantaggio confronto alla scelta di un software privato e sono: tutela della privacy dei cittadini, risparmio economico e la possibilità di dare inizio a un’alfabetizzazione digitale di massa di cui il nostro paese ha fortemente bisogno.

Andrea

New Faces – La piazza 2.0 che sostiene la filosofia del Free Software

Ho deciso di aprire questo blog per spiegare in cosa consiste questo progetto.

New Faces è una Piazza 2.0. La tecnologia ha cambiato il mondo, cambiamo anche noi.

La filosofia Free Software inizialmente non era presente nei nostri pensieri, useremo questo primo post per spiegarvi com'è capitato l'incontro con questa filosofia e quello che io credo sia il suo potenziale sociale. Capirete come siamo arrivati a credere di aver deciso di appoggiare la lotta giusta, in maniera quasi casuale, grazie proprio alla nostra voglia di provare una strada nuova.

Con un compagno di Milano, Kevin, parlo di come la politica abbia bisogno di cambiare il proprio modo di comunicare per dare vita a un dibattito su un nuovo modello di società socialista, i principi fondanti di questa società devono essere la condivisione e il mutuo appoggio. Partendo da questi principi tutto può essere dibattuto.

Il nostro viaggio è partito dalla creazione di un canale YouTube, abbiamo pensato che fosse la piattaforma adeguata per comunicare con più persone possibili e con delle video chiamate registrate, creare dei contenuti di confronto con quelle persone che fanno tanto per la società ma non trovano spazio nell'informazione mainstream. Inoltre questo formato ci da la possibilità di raggiungere persone che non avremmo mai potuto raggiungere in maniera fisica ma la tecnologia cancella gli spazi e riduce i tempi, cosa molto importante in un modo devoto ormai alla velocità. Questa cosa è ormai assimilata da tutta la società ma la politica stenta a coglierne le infinite possibilità e il potenziale; uno dei motivi a nostro avviso è che la formazione politica di sinistra è ormai più conservatrice che rivoluzionaria e i giovani militanti non hanno la possibilità di utilizzare il potenziale di questi strumenti se non come delle vetrine per far conoscere la propria persona e creare delle community di potenziali elettori.

Personalmente questa cosa non solo non la comprendo ma non ne capisco il senso. Internet è un posto dove le persone possono condividere a distanze incredibili in tempo reale, perché usarla solo per questo motivo?

A questo punto parlando con Kevin abbiamo deciso di dare vita al progetto. Lui si sarebbe occupato degli ospiti politici del lunedì e io degli ospiti di tutti gli altri video. Come primo ospite abbiamo avuto Giuseppe Lipari, membro OBESSU, l'associazione continentale europea che racchiude tutte le associazioni studentesche presenti sul proprio territorio. Giuseppe ha parlato dei problemi presenti nel sistema scolastico USA e Europeo, problemi come la segregazione e la presenza della polizia delle scuole (questo problema è una caratteristica prettamente USA), l'accesso limitato allo studio causato dalle barriere economiche e la tendenza all'omologazione degli studenti, facendo vivere come problemi le caratteristiche uniche di alcuni alunni, come la lingua straniera che viene vissuta come un limite dello studente per l'apprendimento quando invece dovrebbe essere un valore che andrebbe condiviso con il resto della classe, avere dei madri lingua come compagni di banco è un lusso che fino a qualche hanno fa nessuno pensava di poter avere. Insieme arriviamo alla conclusione che la tecnologia dava la possibilità di porre fine a molti di questi problemi.

Concluso il video con Lipari ho chiacchierato un pò, lui mi ha parlato di un suo amico che si occupa di tecnologia e che secondo lui avrei potuto contattarlo per parlare di quello che si occupa. Giuseppe era convinto che la cosa mi sarebbe interessata, non pensavo che stavo per conoscere un mondo che ci avrebbe lasciati totalmente affascinati.

Qualche giorno più tardi, senza darci troppo peso, contatto l'amico di Giuseppe. Francesco risponde al telefono e si dice disponibile per un video ma prima avrebbe voluto un incontro con me per conoscermi, accetto volentieri. Gli dico che potevamo fare un video chiamata con Zoom, convinto di fare bella figura per nominare il software più in voga del momento. Francesco mi risponde che non è il caso e che mi avrebbe mandato lui un link di un software libero. Sul momento non capisco la differenza ma accetto, l'appuntamento è per la sera dopo.

Alle 21 mi arriva il link di Francesco su Whatsapp, clicco e il link mi rimanda a un app che non avevo mai sentito nominare, Jitsi, tempo di attesa per il download quarantacinque minuti. Torno nella chat whatsapp e dico a Francesco che il tempo di attesa è veramente lungo e provo a riproporre Zoom per fare la videochiamata ma lui mi risponde “no, usare questo tipo di software è una questione di principio altrimenti di cosa stiamo parlando”. Rimango un pò cosi ma se a lui va bene aspettare il tempo del download allora per quale motivo avrei dovuto insistere? Appena finisce il Download mi si apre la video chiamata e mi appare la faccia sorridente di Francesco. Parliamo per più di un'ora e per la prima volta sento parlare dei Free Software e dei principi su cui si basa la filosofia e la comunità che la vive ogni giorno in tutto il mondo. Finita la video chiamata rimaniamo d'accordo per un video sui Free Software da mettere sul canale di New Faces, anche se lui si dice non del tutto contento di comunicare tramite YouTube ma che comprende che è necessario per arrivare a più persone possibili. Io ancora non comprendo bene cosa voglia intendere, per me YouTube è il canale libero per eccellenza, perché avere una cosi brutta considerazione? Decido di non farmi troppe domande perché comunque sono riuscito ad ottenere un video sui Free Software, questa filosofia che si basa sugli stessi principi su cui noi abbiamo fondato il nostro canale, sarebbe venuto sicuramente un video con un ottimo contenuto.

Qualche giorno più tardi arriva il fatidico momento del video, Francesco ha chiamato un altro ospite, un suo amico che fa parte di LibreItalia, Andrea, una persona che poi scoprirò essere molto simpatica e disponibile. Durante il video io faccio domande e loro rispondo rimbalzandosi la palla sui diversi argomenti, dopo quasi quaranta minuti concludiamo la video chiamata con la promessa di risentirci per altri video. La pagina con il meeting di Jitsi rimane li, solo il mio faccione nello schermo perché Francesco e Andrea hanno già staccato da qualche minuto. Capisco che qualcosa è cambiato in me. Nel mio modo di vedere il mondo e delle possibilità che ci sono per creare un nuovo sistema basato sul mutuo appoggio, sulla condivisione, sulla Libertà!

Passo i giorni seguenti a cercare più informazioni divulgative possibili sul mondo del Free Software e ne rimango ancora più affascinato.

Prima di quella sera temevo che il capitalismo della sorveglianza sarebbe stato il sistema sociale futuro che ci attendeva senza scampo, noi non avremmo potuto farci nulla se non provare a stimolare un dibattito politico nuovo, su piattaforme nuove, su una nuova filosofia, la filosofia del Free Software, del sistema GNU, di Linux e di una comunità che non avrebbe più fatto della concorrenza e dell'egoismo i propri valori ma che si sarebbe basata sul mutuo appoggio e sulla condivisione.

Il mio modo di vedere il mondo è cambiato, vedo una speranza politica e sociale che fino a ieri tenevo viva solo con la speranza.

La filosofia ha sempre guidato e cambiato il mondo, da tempo si crede che la filosofia non sia più utile, una perdita di tempo per intellettuali che si atteggiano ma quello che ho conosciuto durante una video chiamata con due persone lontane da me novecento chilometri una, trecento l'altra, usando un software che tutela i nostri dati da terzi, dimostra che tutto questo non è vero.

La filosofia può ancora guidare il mondo in nuovo cambiamento.

Il Free Software è lo strumento per combattere il capitalismo della sorveglianza.

New Faces è diventata la Piazza 2.0 dove si cerca di dar vita a un dibattito politico sociale che si basi sul Free Software e la sua filosofia.

Siamo presenti su Mastodon e PeerTube anche se teniamo ancora vivo il nostro canale YouTube perché vogliamo fare da ponte per il nostro pubblico.

Crediamo che la libertà si basi sulla possibilità di scegliere e vogliamo dare alle persone la possibilità di scegliere che software usare e quali tutele vuole o non vuole avere riguardo ai suoi dati.