Andrea RedS-EM (New Faces)

orizzontale

I RIDERS, IL COOPERATIVISMO DI PIATTAFORMA E LA RIVOLUZIONE

L'altro giorno sono stato all'assemblea pubblica dei #riders della mia città. Anche se volessi non riuscirei a scrivere nulla di nuovo sulla situazione scandalosa di questi #lavoratori. Nessun #diritto riconosciuto, nessuna #tutela sanitaria durante questa #pandemia di Covid-19, questi lavoratori vivono in una limbo giuridico e sociale, incastrati tra il vecchio mondo e quello nuovo. La burocrazia non ha gli strumenti per tutelare questi lavoratori e il #mercato sfrutta l'analfabetismo digitale delle persone per creare multinazionali basate su un semplicissimo servizio.

Mentre ero in piazza ad ascoltare i discorsi dei riders su come organizzarsi per far valere i loro diritti, mi guardavo intorno e vedevo che all'assamblea ci stavano una decina di persone, probabilmente causa covid mi sono detto. Continuavo a ascoltare e sentivo tanta buona volontà, tanta voglia di farsi sentire e di far valere i propri diritti ma più ascoltavo e più mi ripetevo: come faremo a farci sentire o a creare un disagio a una piattaforma che ha sede in un altro stato, gestita da poche persone che dicono di offrire un servizio che le persone usano per i propri interessi, loro non assumono nessuno, hanno collaboratori indipendenti ripetono. Come si può pensare di aprire un tavolo di trattative sui contratti di lavoro quando queste piattaforme dispongono di un esercito di riserva immenso? Queste domande che mi ronzavano in testa mi hanno fatto giungere alla conclusione che non era possibile percorrere la strada del conflitto sindacale per ottenere dei risultati concreti (anche perché il #sindacato è rimasto leggermente indietro riguardo il mondo del lavoro e il mercato), bisogna trovare una nuova via.

Tornando verso casa un'idea stava prendendo forma tra i miei pensieri: e se la piattaforma che offre il servizio di delivery fosse gestita direttamente dal comune o meglio ancora dai lavoratori stessi?

Chiedendo qualche consiglio su #mastodon sono venuto a conoscenza del #cooperativismo di #piattaforma, ho subito cercato informazioni e ho scoperto che esistono già realtà di questo tipo come ad esempio Green Taxi Cooperative o anche FairBnB e altre ancora. La cosa interessante di queste cooperative di piattaforma è che non hanno inventato nulla di nuovo, hanno semplicemente preso lo stesso servizio offerto da una piattaforma proprietaria e hanno creato un servizio alternativo basato su una piattaforma cooperativa.

Il cooperativismo di piattaforma permette ai lavoratori di far valere i principi di: – un salario dignitoso – un inquadramento legislativo favorevole – sussidi e protezioni “portabili” per i soci lavoratori a contratto – protezione contro i comportamenti arbitrari – diritto alla disconnessione

Oltre a tutti questi punti aggiungo che il cooperativismo di piattaforma darebbe ai lavoratori la possibilità di organizzare il lavoro in modo orizzontale e autogestito. Fino ad oggi i padroni hanno sempre posseduto i mezzi di #produzione, il mondo fisico legato al denaro ha sempre impedito che questi diventassero #proprietà #pubblica o meglio #comune, nel mondo digitale questo invece è diverso. Se i riders si organizzassero con una cooperativa di piattaforma autogestita questi potrebbero prendere possesso del mezzo di produzione (anche se non produce nulla in questo caso ma eroga solo un servizio), diventare #indipendenti e dimostrare che i lavoratori anche nella peggiore delle situazioni possono prendere in mano il proprio #destino e andare avanti, senza che nessuno gli riconosca nulla, semplice #autodeterminazione, voglia di #giustizia, #uguaglianza e #libertà.

Tutto il mondo del lavoro in realtà potrebbe essere organizzato in maniera #orizzontale e non più #verticale, sono tutti i singoli lavoratori che fanno andare avanti il mondo e non i padroni o i vari manager. Non mi riesco a spiegare quale sia il motivo che fa credere alla stragrande maggioranza delle persone che un organizzazione verticale sia la risposta migliore per organizzare il mondo del lavoro, fatto sta che adesso è cosi.

In questo momento però ci sono dei nuovi lavoratori, i lavoratori della gig economy che vivono in un limbo tra il vecchio mondo e quello nuovo, quello regolato dalla burocrazia e quello regolato dalla velocità. Mentre il secondo si diffonde in tutto il mondo con i suoi nuovi servizi, sfruttando lavoratori privandoli della #dignità, il primo è ancora al punto di partenza che cerca di capire cosa deve fare e come deve muoversi per impedire tutto ciò. A mio avviso i riders non possono credere che il #conflitto con la piattaforma possa dar loro le risposte che cercano ma anzi, dovrebbero creare una piattaforma cooperativa alternativa a quella privata offrendo lo stesso servizio ma gestito in modo #etico, una piattaforma free software che tutti i lavoratori posso aiutare a #gestire e #sviluppare e che allo stesso tempo tutelerebbe i #diritti dei lavoratori, i loro #dati personali e quelli dei clienti.

Il cooperativismo di piattaforma potrebbe tramite i riders fare due cose molto importanti: – dimostrare che le grandi piattaforme sono battibili ma non entrandoci in conflitto ma creando una realtà parallela etica, rispettosa dei lavoratori e dei dati sensibili degli utenti. – dimostrerebbe a tutti i lavoratori che non bisogna aspettarsi che sia il padrone a fare delle concessioni ma che è ora che i lavoratori si organizzino in cooperative a comincino a creare un mondo del lavoro autogestito, organizzato in modo verticale e un mercato rispettoso delle persone.

Il cooperativismo di piattaforma è uno degli strumenti per la #rivoluzione, l'inizio di una nuova cultura e una società nuova.

Andrea, New Faces, RedS

LA STAMPA 3D E LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE

In un post precedente dove scrissi di come a mio avviso il mercato scarichi le proprie responsabilità sulla decisione finale dei consumatori, ipotizzavo di come in una società che prende in seria considerazione la filosofia FOSS questa cosa non sarebbe possibile. Innanzitutto da parte del consumatore ci sarebbero concrete possibilità di poter controllare seriamente come avviene la produzione dei prodotti consumati, in secondo luogo alcune delle tecnologie già presenti nel mercato sono l'esempio di come la produzione industriale centralizzata sarà prossima a scomparire. Sto parlando della stampa 3D.

La possibilità di stampare oggetti di ogni tipo a partire dagli strumenti da lavoro, viti, bulloni, rondelle, pezzi per assemblare intere macchine fino a poter stampare edifici interi dove vivere (o magari colonizzare pianeti come pensa i fare Elon Musk per marte), apre alla possibilità di poter produrre beni senza il bisogno di centralizzare la produzione. Se la possibilità di stampare le cose di cui si ha bisogno fosse presente in ogni casa, come potrebbe andare avanti il mercato cosi come lo conosciamo? L'organizzazione delle infrastrutture e delle città, buona parte di tutta l'organizzazione urbana potrebbe cambiare. Non si avrebbe più la necessità di grosse fabbriche, per gli oggetti più piccoli si avrebbe una produzione per ogni casa e questa si trasformerebbe automaticamente in una micro fabbrica autogestita, per gli oggetti più grandi si potrebbe ipotizzare un organizzazione di paese o di quartiere se parliamo di città, in questo caso potremmo parlare anche di proprietà condivisa del mezzo di produzione. La #produzione sarebbe distribuita come un rete e ognuno avrebbe la possibilità di produrre ciò di cui ha bisogno con il #materiale che ritiene più idoneo.

La stampa 3D cambierà profondamente l'#organizzazione #produttiva e #sociale, per rendere questo cambiamento favorevole per tutta la comunità e non solo per una cerchia ristretta di persone, bisognerà lottare affinché si abbatta la #proprietà #intellettuale sui progetti ma li si renda #liberi e a disposizione di tutti (cosa già presente nella nostra realtà ma quando il mercato comincerà a vivere questa modifica della produzione questo tipo di lotta sarà centrale). Ognuno di noi potrebbe accedere alla #rete e cercare il #progetto che più si adatta alle proprie richieste, oppure potrebbe modificare il progetto trovato in base alle proprie necessità e rimetterlo in rete affinché chiunque possa beneficare di queste modifiche. Per quanto riguarda la proprietà delle macchine di produzione del materiale con cui fare le stampe invece bisognerebbe incominciare a pensare di appoggiare la lotta per i #BeniComuni, per chi non conoscesse questo termine e quali sono gli scopi giuridici e sociali che si pone consiglio di leggere il libro Beni Comuni 2.0, libro che raccoglie diversi saggi scritti da studiosi del diritto e attivisti nel sociale che hanno dato inizio a questo movimento nel nostro paese, o andare a vedere il sito del Comitato Rodotà a difesa dei Beni Comuni dove troverete la informazioni necessarie per capire di cosa si occupa il comitato. A mio avviso il comitato ha perso un po' la retta via ma essendo aperto a tutti la possibilità di incidere e cambiare alcune storture è una possibilità concreta. Dedicherò un post di questo mio #NoBlogo alla spiegazione di cosa siano i beni comuni e cosa cambierebbe nella società con la loro attuazione. Fondamentalmente è lo strumento con cui si andrebbe ad abbattere il concetto di proprietà privata che ormai limita e esclude diverse parti sociali da ciò che è di fondamentale importanza per un esistenza libera e condivisa. Un esempio che fa capire subito di cosa si parla: l'acqua è bene comune quindi non si può privatizzare e non la si può inquinare.

Concludendo. La stampa 3D è una tecnologia che cambierà il modo di produrre, cancellerà la produzione industriale per renderla disponibile e portata di tutte le persone. In questo caso si avrà la concreta possibilità da parte dei consumatori di agire sul mercato e sulle sue storture, creando anche un nuovo tipo di #cooperazione #orizzontale, ora questa cosa è una pura illusione con cui il mercato si libera dalle proprie responsabilità scaricandole sul consumatore finale e sulla sua libertà di scegliere cosa consumare fintamente legata alla possibilità di incidere sul mercato come se si fosse tutti allo stesso livello, quando l'organizzazione del mercato è palesemente verticale.

Per chi volesse approfondire l'argomento dell stampa 3D consiglio la lettura del libro I robot ci ruberano il lavoro ma va bene cosi di Federico Pistono dove c'è un intero capitolo molto interessante dedicato a questo argomento.

Andrea, New Faces, RedS