Andrea RedS-EM (New Faces)

razzismo

IL POLITICAMENTE CORRETTO È UNA CAGATA PAZZESCA !

Tutti ci ricordiamo della famosa scena in cui il ragioniere Ugo Fantozzi pronuncia la fatidica frase “la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca”, i novantadue minuti di applausi e che Guidobaldo Maria Ricciardelli fu costretto a guardare ininterrottamente per tre giorni i film di Giovannona coscialunga, l’esorciccio e la polizia s’incazza. Bene, visto che tutti ce lo ricordiamo prendiamo atto che quello fu un atto eversivo che spezzo l’equilibrio sostenuto dal politicamente corretto. Fantozzi e i suoi collegi subivano la visione di film d’autore sovietici che disprezzavano, quando l’ingiustizia li privò della visione di un importante partita della nazionale di calcio fu la goccia che fece traboccare il vaso. Alla fine della proiezione del film nessun collega del ragioniere si senti di salire sul palco ma Fantozzi con un atto di coraggio ci salì volontariamente e pronunciò la fatidica frase che diede il via alla rivolta dei suoi colleghi che non si sarebbero mai immaginati capaci di simili atti, anzi, stavano accettando di aver subito di nuovo l’ingiustizia imposta dal padrone su cui non avrebbero potuto dire ciò che pensavano per paura delle ritorsioni.

Negli #USA sta succedendo esattamente la stessa cosa però invece di veder spezzarsi l’equilibro del politicamente corretto si sta assistendo a una normalizzazione grazie proprio al politicamente corretto.

Dopo aver assistito a #Minneapolis in fiamme e altri episodi simili in altre città americane, il dibattito pubblico si è concentrato su quanto fosse sbagliato tutto questo e allora le manifestazioni hanno diminuito la propria violenza in nome di #manifestazioni #pacifiche, perché se si vuole cambiare le cose bisogna farlo con #educazione, senza indignare la gente che sta osservando da lontano, altrimenti si è come gli altri (niente di più falso) e il sostegno nei propri confronti si vede diminuire piano piano.

La violenza che è scaturita dalla morte di George Floyd non è legata solo a l’ennesimo fatto di cronaca nera comune negli USA ma è legata a un insieme di altri fattori che nessuno sta prendendo in considerazione. La pandemia da Covid-19, la quarantena forzata, la perdita del lavoro e del reddito avevano già creato un clima di forte insicurezza e sfiducia verso il sistema da parte della #popolazione, soprattutto in un paese dove molti sono abituati a vivere alla giornata, dove sprofondare nella #povertà è questione di poco e in questo caso il #sistema piuttosto che aiutarti ti schiaccia sempre di più.

Tutti questi fattori hanno trovato nella morte di #GeorgeFloyd la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le persone chiuse in casa con le loro paure verso il futuro che li attendeva sono scese in strada e hanno dimostrato tutta la loro #rabbia verso il sistema, esattamente come ha fatto il ragionier Fantozzi però mentre lui ha trovato sostegno da parte dei suoi colleghi e colleghe, i manifestanti si sono visti giudicare da chi è come loro ma subisce educatamente l’ingiustizia. Allora la rabbia ha dovuto concentrarsi verso altri obbiettivi, obbiettivi che il politicamente corretto concede: Statue, carte da gioco, dolcetti e roba simile. Perché il politicamente corretto dice che la forma è sostanza ma se la forma è la violenza allora la sostanza non è giustificata. Giusto in parte, la violenza fine a se stessa non è giustificata ma se organizzata per uno scopo allora la forma cambia.

Il politicamente corretto però questa considerazione non la fa, il politicamente corretto giudica come se le due cose fossero uguali ma non lo sono. Le persone stavano esprimendo la loro rabbia verso un sistema #ingiusto che con il politicamente corretto ha sempre dimostrato di non poter essere cambiato, nemmeno un #presidente nero ha migliorato le sorti delle minoranze, cosa fa pensare che un piccolo risultato come una riforma della #polizia possa cancellare il #razzismo e l’#ingiustizia?

Il politicamente corretto è la lo scudo dietro cui il sistema si difende e l’arma con cui attacca per sgonfiare le proteste. L’odio che si sta riversando contro le #statue di personaggi vissuti nel passato è la stessa rabbia che si stava rivolgendo verso i personaggi del presente, solo che a chi è già morto non si può più fare del male e chi è morto per mani loro non resusciterà per vivere in un mondo migliore. L’ingiustizia continuerà a essere presente nella società, la presa di coscienza verso ciò che è già accaduto senza la presa di coscienza su ciò che sta accadendo non cambierà le cose perché non scopriamo oggi ciò che è avvenuto in passato ma continueremo a vivere ciò che sta avvenendo nel presente.

Non bisogna aver paura di chiamare le cose con il proprio nome, non bisogna aver paura cambiare le cose nel modo in cui il momento richiede necessario. I #partigiani non usavano il politicamente corretto con i #fascisti e non credevano che il sistema si potesse cambiare sedendosi a tavola educatamente finché chi rendeva il sistema ingiusto non se ne fosse andato.

Il politicamente corretto ha fermato la rivolta popolare verso un sistema ingiusto, lo ha indirizzato verso questioni superficiali che non debelleranno il razzismo ma lo racchiuderà in piccoli, medi e grandi nuclei che si auto alimenteranno mentre un sistema che sostiene l’ingiustizia continuerà il suo corso e le persone saranno sempre più sole.

Il politicamente corretto ha fermato la #rivoluzione e ne fermerà altre.

Il politicamente corretto è una cagata pazzesca!

Andrea, New Faces, RedS

GEORGE FLOYD. ICONE: IL SOLITO IL PROBLEMA DELLA SINISTRA.

Nel mio ultimo post spiegavo come sia inutile indignarsi davanti alle violenze che si sono verificate durante le #manifestazioni negli #USA, oltre ai motivi già spiegati nel post aggiungo qui che la violenza oltre ad avere uno scopo dev'essere organizzata per raggiungere gli obbiettivi prefissati, se lasciata a se stessa invece è solo violenza e non arriva da nessuna parte.

Questa volta provo a spiegare un altro aspetto di queste #manifestazioni che però disapprovo completamente, non per dare una colpa ai manifestanti ma per criticare chi questi li deve organizzare per raggiungere gli #obbiettivi che ci si è prefissati di raggiungere.

La #sinistra ha un malessere storico, questo malessere è il bisogno continuo di andare alla ricerca di #icone a cui il #popolo si deve aggrappare per portare avanti le proprie #battaglie e i propri #ideali. Come il #fascismo e i #fascisti sono l'icona che si usa per identificare il #nemico e serrare i propri ranghi in mancanza di #idee, le icone come #GeorgeFloyd sono i motivi per cui si portano le persone in #piazza a manifestare quando non si ha ben chiaro l'obbiettivo che si deve raggiungere. Il problema ovviamente non è George Floyd ma l'idea che si vuole dare di questa persona. George Floyd non era un santo, nella vita i suoi errori li aveva fatti e probabilmente avrebbe continuato a farli. Essere nero e povero negli USA non è certo semplice (anche solo povero), l'organizzazione #sociale molte volte non lascia scampo alla via della #malavita e al consumo di #droga e se George Floyd fosse caduto in tutte e due queste situazioni non cambierebbe in nessun modo l'ingiustizia che a subito e che gli è costata la vita. Però di questo non si parla, si parla solo di come George Floyd fosse una brava persona, un padre che ora non potrà più essere presente per i propri figli e cosi via. Tutto questo è molto sbagliato.

George Floyd era una persona come tutti noi, viveva in un #sistema che non lascia molte possibilità alle persone di colore, ai poveri e agli immigrati. Un sistema come quello americano ha un sacco di problemi che una grossa fetta della popolazione subisce continuamente, mentre una minoranza si arricchisce sempre di più e ostenta la propria ricchezza senza troppi problemi.

Negli USA l'#ingiustizia sociale è la regola e la morte di George Floyd non è un caso isolato ma è l'ennesimo caso avvenuto in un momento storico molto particolare in cui le persone sentivano più del solito il peso di questa ingiustizia. La pandemia da #Covid-19 ha gettato tantissime persone in una situazione d'#emergenza a causa della perdita del #lavoro e quindi del #reddito con cui si sostenevano giorno per giorno, la tensione era in crescita già da prima del lock down come dimostravano le file ai negozio di armi. Le persone che già avevano poca fiducia nel sistema hanno sicuramente visto questa sfiducia crescere oltre misura. La morte di George Floyd è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Allora perché ci si ostina a far passare quest'uomo come se fosse un martire? Perché la manifestazioni si fanno in nome di George Floyd?

Si fanno in nome di George Floyd perché la sinistra non sa come guidare il popolo alla #rivoluzione, non ha idee da proporre alla gente e cosi si attacca all'immagine di George Floyd che viene ucciso dalla polizia e si cavalca l'onda del #razzismo senza chiedersi del perché George Floyd fosse arrivato a falsificare un assegno da venti dollari sapendo quale fosse il rischio nel caso fosse stato smascherato. Se sai che il rischio è quello di finire in #galera (non soffocato da un ginocchio di un poliziotto) perché rischiare per venti dollari? Si accetta questo rischio quando non si hanno altre vie d'uscita, perché fondamentalmente non si ha nulla da perdere e allora qualsiasi rischio vale la candela.

La sinistra si concentra sulla #violenza della #polizia e sul forte problema di razzismo che negli USA è molto presente (per favore non paragonate il razzismo europeo a quello degli Stati Uniti d'America, non c'è paragone) ma non mette in discussione il sistema che ha creato tutto questo.

Allora non avendo nessun tipo di proposta di sistema da fare ai manifestanti ci si attacca ad aspetti che si possono gestire con la retorica, con un hashtag, con qualche bella frase e con la rivisitazione storica (peccato che la #storia non si possa cambiare, al contrario del #futuro).

La sinistra non avendo idee e non avendo veri #leader che propongono idee #radicali per #cambiare il sistema, crea queste icone che vengono ripulite dai propri peccati (come è successo anche per Che Guevara) e le si porta avanti finché sono utili per portare le persone in #piazza, le si celebra come eroi e si crea questa figura che diventa quasi mitologica per certi aspetti, irraggiungibile ma che tutti conoscono o di cui hanno sentito parlare perché amici di amici la conoscevano.

Creare icone è una male della sinistra che dev'essere assolutamente estirpato perché non porterà mai a una critica del sistema per poi provare a cambiarlo in qualcosa di migliore per tutti. Creando l''icona si crea la crociata e una volta vinta la crociata (che in questo caso potrà essere vinta con una legge che limita le azioni della polizia, con targhe, strade, piazze, edifici dedicati a George Floyd o addirittura un giorno per la memoria) tutto si spegne e nessuno si fa più domande. L'icona poi può essere un personaggio che si è distinto per altre azioni e magari senza una morte violenta ma che viene comunque elevata a simbolo ed esempio per tutti. Facendo cosi non si fa altro che mettere una persona in un livello più alto di tutti gli altri e di conseguenza oltre a essere un'immagine irraggiungibile per molti, diventa quasi un peso che rallenta o ferma gli spiriti rivoluzionari.

George Floyd era una persona semplice con i suoi mille difetti, probabilmente di carattere buono ma pronto a sapersela cavare quando la situazione lo richiedeva perché è cresciuto in un sistema che gli ha insegnato questo e che non gli dava altre #alternative. Non c'è cosa più inutile che descriverlo come la persona che non era, perché questo creerà fazioni diverse tra il popolo stesso e dopo la rabbia iniziale non rimarrà che un #dibattito su chi fosse davvero George Floyd senza parlare più del sistema e dei suoi problemi. Ci si concentrerà su altro, si perderà di vista il vero #obbiettivo, si accetteranno vittorie di Pirro e si tornerà alla vita di tutti i giorni.

Chi deve difendere il sistema sa bene che questo è il modus operandi per gestire questo tipo di situazioni: creare una bolla per poi farla scoppiare. George Floyd è questo, una bolla che sta incanalando tutta la #rabbia delle persone e che verrà fatta scoppiare con un dibattito sulla persona che era fino a quando la rabbia non sarà scemata del tutto o almeno in buona parte, tutto questo è già in atto. La sinistra ci casca dentro con tutte e due le scarpe e perderà l'ennesima occasione per attaccare il palazzo e cambiare il sistema.

Creare icone che spingano il popolo a ribellarsi o semplicemente a manifestare è sbagliato perché le persone non hanno bisogno di icone, non servono nuovi idoli da seguire ma bisogna prendere consapevolezza che se George Floyd fosse morto tre mesi fa sarebbe stata solo un'altra notizia sul giornale, bisogna capire che se le persone sono scese in piazza è perché dietro la morte di George Floyd c'è molto di più e che quel molto di più è un sistema ingiusto che deve essere radicalmente cambiato.

Non abbiamo bisogno di nuovi #eroi da seguire, vendicare o ricordare.

Abbiamo bisogno di una sinistra che analizzi la situazione e che non abbia paura di dire che l'errore del sistema non è solo il modo in cui è morto George Floyd ma il modo in cui il sistema faceva vivere una persona come George Floyd e tutte quelle come lui, #vittime di un sistema ingiusto e che si serve dei poliziotti come parafulmine.

Questa battaglia è giunta al termine, non abbiamo vinto nemmeno questa volta, George Floyd non sarà l'ultimo cittadino a vivere sotto un sistema ingiusto e a morire in modo ancora più ingiusto.

Sarà ricordato, ma non credo sia un gran successo.

Andrea, New Faces, RedS

MINNEAPOLIS BRUCIA

Ci si indigna perché #Minneapolis #brucia.

Ci s indigna perché la #proprietà privata non si tocca, se si vuole manifestare che si manifesti pacificamente altrimenti si è vandali.

No. Non funziona cosi. Minneapolis deve bruciare perché una grossa fetta delle persone è stanca del #razzismo dilagante, è stanca che questo razzismo sia coperto, protetto e giustificato dal #sistema. Le persone chiedono un #cambiamento, vogliono un cambiamento e allora Minneapolis brucia.

Il compagno #Bakunin in “Stato e Anarchia” scriveva come la proprietà privata sia ciò che ha reso il popolo francese impotente davanti all'invasione tedesca. Dopo aver fatto la rivoluzione contro un sistema ingiusto, i cittadini francesi si sono trasformati in quella classe media che possedeva una proprietà privata e per paura di perderla hanno accettato di subire l'invasione e le richieste della Germania comandata dal principe Bismarck. La proprietà privata ha ucciso la spinta rivoluzionaria di un popolo che quando non aveva nulla da perdere si è ribellato e ha vinto ma quando aveva da perdere una singola cosa ha subito in silenzio l'ingiustizia.

Minneapolis brucia perché le persone non hanno più nulla da perdere, la propria vita potrebbe essere decisa da una persona che con le mani in tasca e il ginocchio sul loro collo arriva a soffocarli, tanto è protetto da un sistema che da la colpa all'ipertensione. La propria #vita non vale nulla per il sistema e se la tua vita non vale nulla allora non hai nulla da perdere.

E allora Minneapolis brucia perché è il segnale che le cose devono cambiare e c'è bisogno dell'impegno di tutti affinché questo accada.

Brucia il negozio in cui lavori e quindi non ha più un #lavoro, allora scendi in strada perché non hai nulla da perdere. Brucia il negozio di cui eri #proprietario e ora sei un nulla tenente, allora scendi in strada perché non hai più niente da perdere.

Prima di dire “questi sono vandali” leggetevi questo articolo de L'Espresso e pensate a quanta ingiustizie subiscono le persone nel “paese più libero del mondo”.

Minneapolis brucia perché da quelle fiamme si proverà a creare qualcosa di #nuovo che con le buone maniere non si era riuscito a creare.

Non indignatevi, non siate #moralisti perché se sotto quel ginocchio ci fosse stato il collo di un vostro caro, l'ennesimo vostro caro, anche voi vorreste vedere le fiamme illuminare la notte sperando che la luce del sole porti a un giorno nuovo fatto di #giustizia e #uguaglianza.

Estremo? si, ma quando l'ingiustizia è dilagante essere moderati non serve a nulla.

Minneapolis brucia perché è giusto cosi.

Andrea, New Faces, Reds