Andrea RedS-EM (New Faces)

sinistra

IL NUOVO CONFLITTO SOCIALE, LA NECESSITÀ DELLO STRUMENTO PUBBLICO (scusate il ritardo ma ho avuto un problema con la pubblicazione che era finita in Darft)

Ieri ho passato un'ora buona a preparare questo cartello per unirmi alla #manifestazione indetta da Riders Union Bologna. Sfortunatamente poco prima di raggiungere piazza Maggiore ho ricevuto una telefonata che ha stravolto i miei programmi, un problema imprevisto che ha capovolto le priorità mi ha impedito di partecipare alla manifestazione.

Oggi leggo i #giornali e sono davvero dispiaciuto per come sono andate le cose. Gli accadimenti di ieri non lasciano spazio sui giornali ad analisi sul problema vissuto dai #Riders ma lasciano il solito spazio alle critiche superficiali e per i pregiudizi inutili.

Ciò che è successo in galleria Cavour lo capisco ma non lo condivido. Non perché sia contro ad atti di violenza a prescindere ma perché o si capisce che la violenza dev'essere #organizzata con un fine nobile, oppure si finisce per farne un uso #inutile e controproducente.

È un peccato vedere che lo #slogan della manifestazione sia stato “dateci i soldi, la crisi la devono pagare i ricchi”. È un peccato perché a fare così si spinge sempre sullo stesso sentimento di #frustrazione che ha caratterizzato le lotte di #sinistra degli ultimi 50 anni e che non ha portato a nulla se non a #screditare la sinistra stessa.

L'invidia sociale non è la risposta, la tassazione dei ricchi non è la panacea di tutti i mali ma solo la morfina per sentire meno il dolore. Si devono tassare i ricchi? Si assolutamente. È la risposta per i nostri problemi? No assolutamente. Perché con la morfina non sentiamo più male è vero, però il male che sta dentro la società, dentro il sistema, non viene spazzato via, viene solo nascosto per un po' per poi venire fuori quando si abbassa la guardia (il '900 insegna).

La #risposta ai problemi che viviamo tutti i giorni non è nel fare cadere anche gli altri nel senso di frustrazione di cui questo sistema si nutre, la risposta sta nel capire come la società si evolve, di come la realtà muti continuamente e di come il sistema che ci circonda non sia immutabile, anzi, bisogna avere il coraggio di chiedere un sistema diverso perché la morfina ad esempio a me non basta, io voglio la cura.

Io volevo andare alla manifestazione con questo cartello per dire che non è l'invidia sociale, o la rabbia, a dover fungere da carburante per le proteste. Sarei andato li per dire che la situazione dei Riders è l'esempio più chiaro di come il nuovo conflitto sociale sia tra dimensione immateriale e dimensione materiale. Sarei andato lì per dire che la dimensione immateriale è terra di nessuno come lo erano le città durante la prima e la seconda rivoluzione industriale. Sarei andato lì per dire che la risposta non è nel chiedere i soldi ai ricchi ma per dire che bisogna chiedere alla politica di ritornare a utilizzare lo strumento pubblico per sanare questo conflitto e provare a mettere i primi paletti per un cambio di sistema.

Però non sono potuto andarci e non ho potuto dire tutto queste cose, capiterà un'altra occasione per stare affianco ai Riders e la loro lotta. Per ora continuo a cercare di parlare con più persone possibili, a cercare di spiegare cosa sia la dimensione immateriale, cosa comporta il nuovo conflitto sociale e spronare la politica della nostra città a fare qualcosa.

Mi raccomando, non limitatevi a giudicare in modo negativo ciò che è successo ieri ma cercate di capire perché ciò accade.

Ricordatevi che i Riders non meritano la situazione lavorativa a cui sono costretti, non meritano contratti truffa che li privano di diritti, non meritano una politica che non coglie il cambio dei tempi.

I Riders meritano di più, come ognuno di noi.

GEORGE FLOYD. ICONE: IL SOLITO IL PROBLEMA DELLA SINISTRA.

Nel mio ultimo post spiegavo come sia inutile indignarsi davanti alle violenze che si sono verificate durante le #manifestazioni negli #USA, oltre ai motivi già spiegati nel post aggiungo qui che la violenza oltre ad avere uno scopo dev'essere organizzata per raggiungere gli obbiettivi prefissati, se lasciata a se stessa invece è solo violenza e non arriva da nessuna parte.

Questa volta provo a spiegare un altro aspetto di queste #manifestazioni che però disapprovo completamente, non per dare una colpa ai manifestanti ma per criticare chi questi li deve organizzare per raggiungere gli #obbiettivi che ci si è prefissati di raggiungere.

La #sinistra ha un malessere storico, questo malessere è il bisogno continuo di andare alla ricerca di #icone a cui il #popolo si deve aggrappare per portare avanti le proprie #battaglie e i propri #ideali. Come il #fascismo e i #fascisti sono l'icona che si usa per identificare il #nemico e serrare i propri ranghi in mancanza di #idee, le icone come #GeorgeFloyd sono i motivi per cui si portano le persone in #piazza a manifestare quando non si ha ben chiaro l'obbiettivo che si deve raggiungere. Il problema ovviamente non è George Floyd ma l'idea che si vuole dare di questa persona. George Floyd non era un santo, nella vita i suoi errori li aveva fatti e probabilmente avrebbe continuato a farli. Essere nero e povero negli USA non è certo semplice (anche solo povero), l'organizzazione #sociale molte volte non lascia scampo alla via della #malavita e al consumo di #droga e se George Floyd fosse caduto in tutte e due queste situazioni non cambierebbe in nessun modo l'ingiustizia che a subito e che gli è costata la vita. Però di questo non si parla, si parla solo di come George Floyd fosse una brava persona, un padre che ora non potrà più essere presente per i propri figli e cosi via. Tutto questo è molto sbagliato.

George Floyd era una persona come tutti noi, viveva in un #sistema che non lascia molte possibilità alle persone di colore, ai poveri e agli immigrati. Un sistema come quello americano ha un sacco di problemi che una grossa fetta della popolazione subisce continuamente, mentre una minoranza si arricchisce sempre di più e ostenta la propria ricchezza senza troppi problemi.

Negli USA l'#ingiustizia sociale è la regola e la morte di George Floyd non è un caso isolato ma è l'ennesimo caso avvenuto in un momento storico molto particolare in cui le persone sentivano più del solito il peso di questa ingiustizia. La pandemia da #Covid-19 ha gettato tantissime persone in una situazione d'#emergenza a causa della perdita del #lavoro e quindi del #reddito con cui si sostenevano giorno per giorno, la tensione era in crescita già da prima del lock down come dimostravano le file ai negozio di armi. Le persone che già avevano poca fiducia nel sistema hanno sicuramente visto questa sfiducia crescere oltre misura. La morte di George Floyd è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Allora perché ci si ostina a far passare quest'uomo come se fosse un martire? Perché la manifestazioni si fanno in nome di George Floyd?

Si fanno in nome di George Floyd perché la sinistra non sa come guidare il popolo alla #rivoluzione, non ha idee da proporre alla gente e cosi si attacca all'immagine di George Floyd che viene ucciso dalla polizia e si cavalca l'onda del #razzismo senza chiedersi del perché George Floyd fosse arrivato a falsificare un assegno da venti dollari sapendo quale fosse il rischio nel caso fosse stato smascherato. Se sai che il rischio è quello di finire in #galera (non soffocato da un ginocchio di un poliziotto) perché rischiare per venti dollari? Si accetta questo rischio quando non si hanno altre vie d'uscita, perché fondamentalmente non si ha nulla da perdere e allora qualsiasi rischio vale la candela.

La sinistra si concentra sulla #violenza della #polizia e sul forte problema di razzismo che negli USA è molto presente (per favore non paragonate il razzismo europeo a quello degli Stati Uniti d'America, non c'è paragone) ma non mette in discussione il sistema che ha creato tutto questo.

Allora non avendo nessun tipo di proposta di sistema da fare ai manifestanti ci si attacca ad aspetti che si possono gestire con la retorica, con un hashtag, con qualche bella frase e con la rivisitazione storica (peccato che la #storia non si possa cambiare, al contrario del #futuro).

La sinistra non avendo idee e non avendo veri #leader che propongono idee #radicali per #cambiare il sistema, crea queste icone che vengono ripulite dai propri peccati (come è successo anche per Che Guevara) e le si porta avanti finché sono utili per portare le persone in #piazza, le si celebra come eroi e si crea questa figura che diventa quasi mitologica per certi aspetti, irraggiungibile ma che tutti conoscono o di cui hanno sentito parlare perché amici di amici la conoscevano.

Creare icone è una male della sinistra che dev'essere assolutamente estirpato perché non porterà mai a una critica del sistema per poi provare a cambiarlo in qualcosa di migliore per tutti. Creando l''icona si crea la crociata e una volta vinta la crociata (che in questo caso potrà essere vinta con una legge che limita le azioni della polizia, con targhe, strade, piazze, edifici dedicati a George Floyd o addirittura un giorno per la memoria) tutto si spegne e nessuno si fa più domande. L'icona poi può essere un personaggio che si è distinto per altre azioni e magari senza una morte violenta ma che viene comunque elevata a simbolo ed esempio per tutti. Facendo cosi non si fa altro che mettere una persona in un livello più alto di tutti gli altri e di conseguenza oltre a essere un'immagine irraggiungibile per molti, diventa quasi un peso che rallenta o ferma gli spiriti rivoluzionari.

George Floyd era una persona semplice con i suoi mille difetti, probabilmente di carattere buono ma pronto a sapersela cavare quando la situazione lo richiedeva perché è cresciuto in un sistema che gli ha insegnato questo e che non gli dava altre #alternative. Non c'è cosa più inutile che descriverlo come la persona che non era, perché questo creerà fazioni diverse tra il popolo stesso e dopo la rabbia iniziale non rimarrà che un #dibattito su chi fosse davvero George Floyd senza parlare più del sistema e dei suoi problemi. Ci si concentrerà su altro, si perderà di vista il vero #obbiettivo, si accetteranno vittorie di Pirro e si tornerà alla vita di tutti i giorni.

Chi deve difendere il sistema sa bene che questo è il modus operandi per gestire questo tipo di situazioni: creare una bolla per poi farla scoppiare. George Floyd è questo, una bolla che sta incanalando tutta la #rabbia delle persone e che verrà fatta scoppiare con un dibattito sulla persona che era fino a quando la rabbia non sarà scemata del tutto o almeno in buona parte, tutto questo è già in atto. La sinistra ci casca dentro con tutte e due le scarpe e perderà l'ennesima occasione per attaccare il palazzo e cambiare il sistema.

Creare icone che spingano il popolo a ribellarsi o semplicemente a manifestare è sbagliato perché le persone non hanno bisogno di icone, non servono nuovi idoli da seguire ma bisogna prendere consapevolezza che se George Floyd fosse morto tre mesi fa sarebbe stata solo un'altra notizia sul giornale, bisogna capire che se le persone sono scese in piazza è perché dietro la morte di George Floyd c'è molto di più e che quel molto di più è un sistema ingiusto che deve essere radicalmente cambiato.

Non abbiamo bisogno di nuovi #eroi da seguire, vendicare o ricordare.

Abbiamo bisogno di una sinistra che analizzi la situazione e che non abbia paura di dire che l'errore del sistema non è solo il modo in cui è morto George Floyd ma il modo in cui il sistema faceva vivere una persona come George Floyd e tutte quelle come lui, #vittime di un sistema ingiusto e che si serve dei poliziotti come parafulmine.

Questa battaglia è giunta al termine, non abbiamo vinto nemmeno questa volta, George Floyd non sarà l'ultimo cittadino a vivere sotto un sistema ingiusto e a morire in modo ancora più ingiusto.

Sarà ricordato, ma non credo sia un gran successo.

Andrea, New Faces, RedS