Andrea RedS-EM (New Faces)

sociale

GEORGE FLOYD. ICONE: IL SOLITO IL PROBLEMA DELLA SINISTRA.

Nel mio ultimo post spiegavo come sia inutile indignarsi davanti alle violenze che si sono verificate durante le #manifestazioni negli #USA, oltre ai motivi già spiegati nel post aggiungo qui che la violenza oltre ad avere uno scopo dev'essere organizzata per raggiungere gli obbiettivi prefissati, se lasciata a se stessa invece è solo violenza e non arriva da nessuna parte.

Questa volta provo a spiegare un altro aspetto di queste #manifestazioni che però disapprovo completamente, non per dare una colpa ai manifestanti ma per criticare chi questi li deve organizzare per raggiungere gli #obbiettivi che ci si è prefissati di raggiungere.

La #sinistra ha un malessere storico, questo malessere è il bisogno continuo di andare alla ricerca di #icone a cui il #popolo si deve aggrappare per portare avanti le proprie #battaglie e i propri #ideali. Come il #fascismo e i #fascisti sono l'icona che si usa per identificare il #nemico e serrare i propri ranghi in mancanza di #idee, le icone come #GeorgeFloyd sono i motivi per cui si portano le persone in #piazza a manifestare quando non si ha ben chiaro l'obbiettivo che si deve raggiungere. Il problema ovviamente non è George Floyd ma l'idea che si vuole dare di questa persona. George Floyd non era un santo, nella vita i suoi errori li aveva fatti e probabilmente avrebbe continuato a farli. Essere nero e povero negli USA non è certo semplice (anche solo povero), l'organizzazione #sociale molte volte non lascia scampo alla via della #malavita e al consumo di #droga e se George Floyd fosse caduto in tutte e due queste situazioni non cambierebbe in nessun modo l'ingiustizia che a subito e che gli è costata la vita. Però di questo non si parla, si parla solo di come George Floyd fosse una brava persona, un padre che ora non potrà più essere presente per i propri figli e cosi via. Tutto questo è molto sbagliato.

George Floyd era una persona come tutti noi, viveva in un #sistema che non lascia molte possibilità alle persone di colore, ai poveri e agli immigrati. Un sistema come quello americano ha un sacco di problemi che una grossa fetta della popolazione subisce continuamente, mentre una minoranza si arricchisce sempre di più e ostenta la propria ricchezza senza troppi problemi.

Negli USA l'#ingiustizia sociale è la regola e la morte di George Floyd non è un caso isolato ma è l'ennesimo caso avvenuto in un momento storico molto particolare in cui le persone sentivano più del solito il peso di questa ingiustizia. La pandemia da #Covid-19 ha gettato tantissime persone in una situazione d'#emergenza a causa della perdita del #lavoro e quindi del #reddito con cui si sostenevano giorno per giorno, la tensione era in crescita già da prima del lock down come dimostravano le file ai negozio di armi. Le persone che già avevano poca fiducia nel sistema hanno sicuramente visto questa sfiducia crescere oltre misura. La morte di George Floyd è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Allora perché ci si ostina a far passare quest'uomo come se fosse un martire? Perché la manifestazioni si fanno in nome di George Floyd?

Si fanno in nome di George Floyd perché la sinistra non sa come guidare il popolo alla #rivoluzione, non ha idee da proporre alla gente e cosi si attacca all'immagine di George Floyd che viene ucciso dalla polizia e si cavalca l'onda del #razzismo senza chiedersi del perché George Floyd fosse arrivato a falsificare un assegno da venti dollari sapendo quale fosse il rischio nel caso fosse stato smascherato. Se sai che il rischio è quello di finire in #galera (non soffocato da un ginocchio di un poliziotto) perché rischiare per venti dollari? Si accetta questo rischio quando non si hanno altre vie d'uscita, perché fondamentalmente non si ha nulla da perdere e allora qualsiasi rischio vale la candela.

La sinistra si concentra sulla #violenza della #polizia e sul forte problema di razzismo che negli USA è molto presente (per favore non paragonate il razzismo europeo a quello degli Stati Uniti d'America, non c'è paragone) ma non mette in discussione il sistema che ha creato tutto questo.

Allora non avendo nessun tipo di proposta di sistema da fare ai manifestanti ci si attacca ad aspetti che si possono gestire con la retorica, con un hashtag, con qualche bella frase e con la rivisitazione storica (peccato che la #storia non si possa cambiare, al contrario del #futuro).

La sinistra non avendo idee e non avendo veri #leader che propongono idee #radicali per #cambiare il sistema, crea queste icone che vengono ripulite dai propri peccati (come è successo anche per Che Guevara) e le si porta avanti finché sono utili per portare le persone in #piazza, le si celebra come eroi e si crea questa figura che diventa quasi mitologica per certi aspetti, irraggiungibile ma che tutti conoscono o di cui hanno sentito parlare perché amici di amici la conoscevano.

Creare icone è una male della sinistra che dev'essere assolutamente estirpato perché non porterà mai a una critica del sistema per poi provare a cambiarlo in qualcosa di migliore per tutti. Creando l''icona si crea la crociata e una volta vinta la crociata (che in questo caso potrà essere vinta con una legge che limita le azioni della polizia, con targhe, strade, piazze, edifici dedicati a George Floyd o addirittura un giorno per la memoria) tutto si spegne e nessuno si fa più domande. L'icona poi può essere un personaggio che si è distinto per altre azioni e magari senza una morte violenta ma che viene comunque elevata a simbolo ed esempio per tutti. Facendo cosi non si fa altro che mettere una persona in un livello più alto di tutti gli altri e di conseguenza oltre a essere un'immagine irraggiungibile per molti, diventa quasi un peso che rallenta o ferma gli spiriti rivoluzionari.

George Floyd era una persona semplice con i suoi mille difetti, probabilmente di carattere buono ma pronto a sapersela cavare quando la situazione lo richiedeva perché è cresciuto in un sistema che gli ha insegnato questo e che non gli dava altre #alternative. Non c'è cosa più inutile che descriverlo come la persona che non era, perché questo creerà fazioni diverse tra il popolo stesso e dopo la rabbia iniziale non rimarrà che un #dibattito su chi fosse davvero George Floyd senza parlare più del sistema e dei suoi problemi. Ci si concentrerà su altro, si perderà di vista il vero #obbiettivo, si accetteranno vittorie di Pirro e si tornerà alla vita di tutti i giorni.

Chi deve difendere il sistema sa bene che questo è il modus operandi per gestire questo tipo di situazioni: creare una bolla per poi farla scoppiare. George Floyd è questo, una bolla che sta incanalando tutta la #rabbia delle persone e che verrà fatta scoppiare con un dibattito sulla persona che era fino a quando la rabbia non sarà scemata del tutto o almeno in buona parte, tutto questo è già in atto. La sinistra ci casca dentro con tutte e due le scarpe e perderà l'ennesima occasione per attaccare il palazzo e cambiare il sistema.

Creare icone che spingano il popolo a ribellarsi o semplicemente a manifestare è sbagliato perché le persone non hanno bisogno di icone, non servono nuovi idoli da seguire ma bisogna prendere consapevolezza che se George Floyd fosse morto tre mesi fa sarebbe stata solo un'altra notizia sul giornale, bisogna capire che se le persone sono scese in piazza è perché dietro la morte di George Floyd c'è molto di più e che quel molto di più è un sistema ingiusto che deve essere radicalmente cambiato.

Non abbiamo bisogno di nuovi #eroi da seguire, vendicare o ricordare.

Abbiamo bisogno di una sinistra che analizzi la situazione e che non abbia paura di dire che l'errore del sistema non è solo il modo in cui è morto George Floyd ma il modo in cui il sistema faceva vivere una persona come George Floyd e tutte quelle come lui, #vittime di un sistema ingiusto e che si serve dei poliziotti come parafulmine.

Questa battaglia è giunta al termine, non abbiamo vinto nemmeno questa volta, George Floyd non sarà l'ultimo cittadino a vivere sotto un sistema ingiusto e a morire in modo ancora più ingiusto.

Sarà ricordato, ma non credo sia un gran successo.

Andrea, New Faces, RedS

LA SESSUALITÀ COME IDENTITÀ SOCIALE

Oggi tocco un argomento molto delicato, so che potrei attirare un sacco di polemiche ma se dopo aver letto questo post qualcuno volesse intavolare un dibattito educato e civile io sono sempre a disposizione, il confronto fa sempre bene.

In questo post voglio scrivere di un argomento che mi ha sempre interessato e che mi ha sempre lasciato con forti interrogativi su come la società si organizza (o viene organizzata).

Fin da quando ero un ragazzino ho sempre sentito il tema “Gay” come un qualcosa che la società doveva affrontare, un problema che andava risolto e che vedeva la #società dividersi in due parti, da una parte gli omofobi e dall'altra quelli con la mente aperta. Oggi il “problema” è ancora di forte attualità ma non si parla più di soli#gay ma di comunità #LGBTQ e le teorie su cui discutere si sono moltiplicate anche se le fazioni che ne discutono rimangono sempre le solite due.

Ai tempi io ero li a guardare e sentire cosa le due fazioni avessero da dire, crescendo poi sono andato a sentire anche cosa avesse da dire anche la comunità gay perché sentire il parere di chi non faceva parte della #comunità mi sembrava abbastanza assurdo. Un giorno è successo che mi fu chiesto a me cosa pensassi del tema gay, quale fosse la mia posizione, come giudicavo queste persone, quali diritti e quali no gli si dovesse concedere. Prima di rispondere mi mise un attimo a riflettere perché era ed è un argomento che ritengo molto importante e non mi andava di dare la prima risposta scontata che mi veniva in mente a modi slogan. Una volta ragionato giunsi alla conclusione che la risposta giusta poteva essere solo una: Non me ne frega nulla. Non credo che bisogni discutere sul fatto se mi interessa o no con chi va a letto una persona ma credo sia più giusto discutere su come una persona venga giudicata in base a chi si porta nel proprio letto. Nel senso che non credo sia normale che l'#identità di una persona, i suoi diritti, cambino in base alla propria #attività #sessuale.

Oggi continuo ad avere quella posizione: credo sia assurdo che l'identità della persone derivi dal proprio #orientamento sessuale.

In un post precedente scrissi di come i #cittadini abbiano accettato la nuova identità di #consumatori, credo che lo stesso ragionamento valga per la comunità LGBTQ. Queste persone hanno accettato l'identità che gli è stata data. Essere gay (o qualsiasi altra identità all'interna della comunità LGBTQ), definirsi gay è a mio avviso il modo in cui si è data carne a un #pregiudizio. Il pregiudizio del #padrone per essere più chiaro. I gay hanno sempre vissuto la loro sessualità come un problema perché la società la identificava come tale. Non voglia fare un analisi di come la #religione o qualsiasi altra forma #culturale possa aver dato vita a questo pregiudizio, voglio solo scrivere di come questo pregiudizio sia basato sul nulla e di come questo nulla sia diventato un'identità che divide la società in #sottogruppi.

Quello che voglio dire è che le persone che hanno subito questo pregiudizio si siano fatte forza identificandosi in esso. Hanno cominciato a dire “si io sono gay, sono fiero di esserlo e adesso voglio i miei #diritti”. Credo che questa cosa sia un effetto collegato a l'#istinto di #sopravvivenza, se non sai chi sei ti perdi, allora per sopravvivere accetti l'identità che ti danno e su quella costruisci la tua #realtà. Come i #complottisti che si #radicalizzano nella loro posizione perché vengono ritenuti dei #folli e di conseguenza per farsi forza si identificano in quell'identità che gli viene data e si rapportano al #mondo con essa molte volte #estremizzandosi.

La comunità LGBTQ ha deciso che l'identità del diverso è la loro identità, su questa fanno battaglie giustissime che chiunque abbia a cuore il bene di tutti non ci pensa due volte a dare il proprio appoggio e il proprio contributo, ma quindi dov'è il problema? il problema sta nel fatto che a fare questo tipo di battaglie si torna sempre a giocare sul campo da gioco del padrone. Il padrone è colui che ha dato questa identità e è colui che si avvantaggia della situazione di una società #divisa in sottogruppi. Una volta la società era divisa in #classi, ognuno sapeva di quale classe fosse appartenente e da questa #consapevolezza sono nate le #lotte di classe che per un breve periodo hanno dato ottimi frutti. Oggi la società è si divisa in classi ma le persone non sanno di quale classe sono appartenenti, però tutti sanno di quale gruppo sociale sono parte. Abbiamo i #gruppi sociali divisi per #politica, quelli per #moda, quelli per genere #musicale, i gruppi #religiosi, quelli per #interessi personali e quelli per #orientamento #sessuale. Queste sono tutte persone che fanno parte della stessa classe sociale ma che si dividono in questi sottogruppi gestiti dal #potere, che il #mercato incasella bene in #categorie di consumatori dando a ognuno il proprio bene da consumare e che gli darà la possibilità di vedere la propria identità prendere forma.

Perché tramite il mercato si viene controllati ma non è il mercato il problema ma l'uso che se ne fa, come per ogni strumento.

Quello che voglio dire in questa post è che trovo #assurdo che la propria identità #sociale derivi dalla propria attività sessuale. Questo è un pregiudizio che porta con se un sacco di problemi, come posso io, Andrea, sentirmi oggi una #persona e se domani trovo attraente un uomo allora la mia persona cambia e nella società divento Andrea il gay, è normale che mi troverei spiazzato. Cambierebbero i miei diritti, la mia vita sociale e di conseguenza mi troverei confuso perché non sono più la persona che ero fino a ieri e andrei alla ricerca di questa mia nuova identità. In un vecchio articolo dell'#internazionale (che non trovo online, comunque ha sicuro più di 5 anni) lessi di come in #Inghilterra ci fosse un serio problema all'interno della comunità LGTBQ che vedeva coinvolti i #giovani. Questi, una volta fatto il cosi detto #outing, si sono ritrovati alla ricerca della loro nuova identità, molte volte capitava che il primo contatto con la comunità LGTBQ fosse nei #locali notturni (il mercato, i locali notturni vengono pubblicizzati e quindi sono i più conosciuti, al contrario delle varie #associazioni) e qui entrano in contatto con una parte della comunità che però molte volte è fatta di #trasgressioni e #eccessi. Molti giovani in cerca della loro identità gay credono che quello sia il modo di vivere di quella comunità, la fanno propria e molte volte finiscono per esserne risucchiati. La loro #felicità probabilmente richiederebbe un altro tipo di vita, avendo però questo forte bisogno di avere un'identità cominciano a comportarsi come hanno visto fare alla comunità di cui gli si è detto di fare parte, #overdose e #depressione sono i risultati ottenuti nella maggior parte dei casi. Questo non significa che questa cosa sia la #regola ma significa che oggi il proprio orientamento sessuale è una caratteristica imprescindibile dalla propria identità sociale, quando invece la propria identità sociale è legata alla semplice condizione di #esistere.

Il fatto che il proprio orientamento sessuale comporti anche un cambio d'identità sociale è a mio avviso il gioco più subdolo che il sistema (e il padrone) potesse fare alle persone. La propria attività sessuale non deve in nessun modo essere legata alla propria identità in modo cosi diretto, ne è solo una piccola parte e che non deve interessare a niente e nessuno se non al diretto interessato e chi decide di passare la #vita o dei #momenti con lui/lei. Il fatto che la propria sessualità incida nella propria identità sociale spingendo i cittadini a dividersi in sottogruppi che lottano tra loro per avere il proprio spazio e i propri diritti, è un mero inganno per dividere le persone, un po' come per il #calcio, strumento più che riconosciuto come mezzo per #controllare le masse, però come la sessualità anche il calcio vive oggi un pregiudizio negativo, come se il problema fosse lo sport e non l'utilizzo che se ne fa. Stesso discorso per l'orientamento sessuale, non è il sesso il problema ma l'utilizzo che se ne fa. Se nel calcio il tifoso è visto come un rincoglionito sociale, nel sesso il gay è visto come un deviato. Tutte e due giudizi sono più che sbagliati perché entrambe le persone in questi casi non fanno altro che passare il tempo facendo ciò che li rende felici, è il pregiudizio degli altri il problema e l'uso che se ne fa.

Per una nuova società bisogna a mio avviso smetterla di combattere battaglie che ci sono state date dal padrone per dividerci. Bisogna assolutamente scrollarsi di dosso i #pregiudizi che il sistema ci ha dato e da qui incominciare a creare una nuova società, basata sui principi di #uguaglianza e #fratellanza, perché non può essere un orientamento sessuale a condizionare la nostra identità sociale, non abbiamo bisogno di nuovi diritti che ci dividono, ci servono diritti uguali per tutti che ci uniscano. Perché siamo tutti uguali e non sarà la nostra sessualità a dividerci, non sarà il nostro modo di vestirci o di comportarci che ci dividerà, l'unica cosa che ci potrà dividere sarà tra chi vuole un mondo di uguali e chi vuole un mondo di non uguali.

La sessualità poi non è una “problema” solo per la comunità LGTBQ ma anche per la categoria degli eterosessuali che dividono la loro sessualità in base alle modalità con cui la si vive e molti che hanno dei gusti definiti “spinti” si ritrovano a dover vivere questa loro voglia in modalità segrete, lontani da occhi indiscreti, perché ci si sente a disagio dal giudizio che possono dare gli altri, molte volte anche dal giudizio del proprio partner con il quale l'attività sessuale si svolge in modo esclusivo.

La sessualità e quasi sempre collegata al sentimento di amore (anche se questo è stereotipato), sentirsi a disagio nel volerla esprimere è un problema, perché in qualsiasi forma questa venga espressa non può essere giudicata negativamente finché darà vita alla felicità di tutte le persone coinvolte e non bisogna sentirsi a disagio se non si è trovata la persona con cui condividere la propria sessualità, molte volte si tratta solo di cercare meglio il proprio partner senza sentirsi in difetto con chi non la vive allo stesso modo (questo è un problema legato alla cultura della società).

Dividere la società non più in classi ma in sottogruppi sociali che devono lottare con gli altri sottogruppi per vedere la propria identità affermarsi in una mare di altre identità, tutte appartenenti a persone uguali, è il nuovo successo del sistema che ti fa odiare il tuo vicino di casa facendoti credere che sia lui a privarti della #libertà quando in realtà è colpa di chi ci osserva da lontano.

Bisogna liberarsi di queste catene che ci vengono vendute come leve per una nuova uguaglianza quando invece riescono solo a dividere ancora di più la società evitando che le persone si uniscano nella lotta a una società più giusta per tutti.

Andrea, New Faces, RedS.

LA STAMPA 3D E LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE

In un post precedente dove scrissi di come a mio avviso il mercato scarichi le proprie responsabilità sulla decisione finale dei consumatori, ipotizzavo di come in una società che prende in seria considerazione la filosofia FOSS questa cosa non sarebbe possibile. Innanzitutto da parte del consumatore ci sarebbero concrete possibilità di poter controllare seriamente come avviene la produzione dei prodotti consumati, in secondo luogo alcune delle tecnologie già presenti nel mercato sono l'esempio di come la produzione industriale centralizzata sarà prossima a scomparire. Sto parlando della stampa 3D.

La possibilità di stampare oggetti di ogni tipo a partire dagli strumenti da lavoro, viti, bulloni, rondelle, pezzi per assemblare intere macchine fino a poter stampare edifici interi dove vivere (o magari colonizzare pianeti come pensa i fare Elon Musk per marte), apre alla possibilità di poter produrre beni senza il bisogno di centralizzare la produzione. Se la possibilità di stampare le cose di cui si ha bisogno fosse presente in ogni casa, come potrebbe andare avanti il mercato cosi come lo conosciamo? L'organizzazione delle infrastrutture e delle città, buona parte di tutta l'organizzazione urbana potrebbe cambiare. Non si avrebbe più la necessità di grosse fabbriche, per gli oggetti più piccoli si avrebbe una produzione per ogni casa e questa si trasformerebbe automaticamente in una micro fabbrica autogestita, per gli oggetti più grandi si potrebbe ipotizzare un organizzazione di paese o di quartiere se parliamo di città, in questo caso potremmo parlare anche di proprietà condivisa del mezzo di produzione. La #produzione sarebbe distribuita come un rete e ognuno avrebbe la possibilità di produrre ciò di cui ha bisogno con il #materiale che ritiene più idoneo.

La stampa 3D cambierà profondamente l'#organizzazione #produttiva e #sociale, per rendere questo cambiamento favorevole per tutta la comunità e non solo per una cerchia ristretta di persone, bisognerà lottare affinché si abbatta la #proprietà #intellettuale sui progetti ma li si renda #liberi e a disposizione di tutti (cosa già presente nella nostra realtà ma quando il mercato comincerà a vivere questa modifica della produzione questo tipo di lotta sarà centrale). Ognuno di noi potrebbe accedere alla #rete e cercare il #progetto che più si adatta alle proprie richieste, oppure potrebbe modificare il progetto trovato in base alle proprie necessità e rimetterlo in rete affinché chiunque possa beneficare di queste modifiche. Per quanto riguarda la proprietà delle macchine di produzione del materiale con cui fare le stampe invece bisognerebbe incominciare a pensare di appoggiare la lotta per i #BeniComuni, per chi non conoscesse questo termine e quali sono gli scopi giuridici e sociali che si pone consiglio di leggere il libro Beni Comuni 2.0, libro che raccoglie diversi saggi scritti da studiosi del diritto e attivisti nel sociale che hanno dato inizio a questo movimento nel nostro paese, o andare a vedere il sito del Comitato Rodotà a difesa dei Beni Comuni dove troverete la informazioni necessarie per capire di cosa si occupa il comitato. A mio avviso il comitato ha perso un po' la retta via ma essendo aperto a tutti la possibilità di incidere e cambiare alcune storture è una possibilità concreta. Dedicherò un post di questo mio #NoBlogo alla spiegazione di cosa siano i beni comuni e cosa cambierebbe nella società con la loro attuazione. Fondamentalmente è lo strumento con cui si andrebbe ad abbattere il concetto di proprietà privata che ormai limita e esclude diverse parti sociali da ciò che è di fondamentale importanza per un esistenza libera e condivisa. Un esempio che fa capire subito di cosa si parla: l'acqua è bene comune quindi non si può privatizzare e non la si può inquinare.

Concludendo. La stampa 3D è una tecnologia che cambierà il modo di produrre, cancellerà la produzione industriale per renderla disponibile e portata di tutte le persone. In questo caso si avrà la concreta possibilità da parte dei consumatori di agire sul mercato e sulle sue storture, creando anche un nuovo tipo di #cooperazione #orizzontale, ora questa cosa è una pura illusione con cui il mercato si libera dalle proprie responsabilità scaricandole sul consumatore finale e sulla sua libertà di scegliere cosa consumare fintamente legata alla possibilità di incidere sul mercato come se si fosse tutti allo stesso livello, quando l'organizzazione del mercato è palesemente verticale.

Per chi volesse approfondire l'argomento dell stampa 3D consiglio la lettura del libro I robot ci ruberano il lavoro ma va bene cosi di Federico Pistono dove c'è un intero capitolo molto interessante dedicato a questo argomento.

Andrea, New Faces, RedS