Che succede quando menti creative si riuniscono per discutere di nuove forme espressive legate al design? Be', le possibilità sono 2: o si prendono a cazzotti, oppure danno vita a un collettivo capace di cambiare il corso degli eventi.
Negli anni 80 prevalse la seconda opzione e il genere umano conobbe il Gruppo Memphis, ma le sue radici risalgono alla fine degli anni 70 e, per essere ancora più precisi, affondano nelle prime sperimentazioni al disegno industriale fatte allo Studio Alchymia da Ettore Sottsass.
Verso la fine degli anni '90 alcuni si immaginarono un futuro estremamente florido sul versante della digitalizzazione: un futuro in cui la banda larga avrebbe annullato le distanze geografiche e consentito a chiunque di vivere una seconda vita virtuale. Questa visione venne accompagnata da un'estetica ben precisa, che oggi viene chiamata Y2K Futurism o Y2K Aesthetic.
Il termine “Y2K Aesthetic” fu coniato nel 2014 da Evan Collins del Consumer Aesthetic Research Institute, ma oggi viene usato in senso più ampio per riferirsi a tutte quelle tendenze dei primi anni 2000. Per non fare confusione tra i due termini, se ci si riferisce alla corrente estetica che va dal 1997 al 2004 è più corretto utilizzare l'espressione “Y2K Futurism”.