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    <title>fedora &amp;mdash; Cyberdyne Systems</title>
    <link>https://noblogo.org/aytin/tag:fedora</link>
    <description>&#34;Fare o non fare. Non c&#39;è provare!&#34;</description>
    <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 20:53:41 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Amministrare Gnu/Linux</title>
      <link>https://noblogo.org/aytin/amministrare-gnu-linux</link>
      <description>&lt;![CDATA[tux-lpi&#xA;Il Linux Professional Institute è una di quelle organizzazioni che fanno venire voglia di certificazione.&#xA;&#xA;Oltre ad essere un’autorità in materia di certificazione, il loro sito è una miniera di risorse gratuite.&#xA;&#xA;Per chi conosce i loro percorsi di certificazione, sa che che sono strutturati nel modo seguente:&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Essentials&#xA;   Linux&#xA;   Security&#xA;   Web Developer&#xA;   Open Source&#xA;Linux Professional&#xA;   LPIC-1&#xA;   LPIC-2&#xA;   LPIC-3&#xA;      Mixed Environemnts&#xA;      Security&#xA;      Virtualization and Containerization&#xA;      High Availability and Storage Clusters&#xA;Open Technology&#xA;   DevOps Tools Engineer&#xA;   BSD Specialist&#xA;&#xA;La prima certificazione è il percorso pensato per chi vuole conseguire una conoscenza di base su un sistema Gnu/Linux.&#xA;&#xA;LPIC-1-2-3 possiamo pensarli come percorsi di certificazione per acquisire competenze rispettivamente per l’amministratore Gnu/Linux di base, esperto su reti di piccole e medie dimensioni e esperto verticale.&#xA;&#xA;Open Technology è rivolta invece a chi vuole essere specialista di strumenti DevOps o di BSD.&#xA;&#xA;LPI mette a disposizione una quantità enorme di materiale gratuito che copre Linux Essentials e LPIC-1 e che è possibile reperire qui: https://learning.lpi.org/it/learning-materials/all-materials/ (il materiale italiano è qui: https://learning.lpi.org/it/)&#xA;&#xA;In particolare, LPIC-1-101 e LPIC-1-102, che sono quelli relativi al percorso di amministrazione di base, sono compresi ed estesi da un altro volume, una vera bibbia, edita da TrueLite e giunta ormai alla sesta edizione: Amministrare Gnu/Linux di Simone Piccardi (https://www.truelite.it/libri/amministrare-gnu-linux/) che copre e amplia sia LPIC-1 nella sua interezza (101 e 102) che LPIC-2 (anche se non completamente).&#xA;&#xA;Se LPIC-1-101 e LPIC-1-102 sono verticali per il superamento dell’esame LPIC-1, Amministrare Gnu/Linux è un testo dal respiro molto più ampio, che copre come detto anche buona parte di LPIC-2 e che va considerato, non tanto come un testo alternativo per la preparazione dell’esame di certificazione, quanto piuttosto come un riferimento imprescindibile per un amministratore di sistemi Gnu/Linux.&#xA;&#xA;TrueLite, per non essere da meno, in ossequio alla filosofia di sviluppo Gnu/Linux, offre il libro pubblicato con licenza libera, sia in vendita (che vale ogni centesimo speso e vale la pena averlo in libreria) che disponibile sui loro repository come sorgente LaTeX. E con quelli è possibile ricavare il pdf.&#xA;&#xA;Per farlo ho seguito le loro istruzioni che prevedono Debian come S.O. di riferimento ma si adattano facilmente anche su Fedora 43 (il mio).&#xA;&#xA;Per prima cosa installiamo le dipendenze che differiscono un po’ da quelle indicate:&#xA;dnf install dia inkscape make netpbm texlive-base texlive-pstricks texlive-luatex latexml luahbtex texlive-unicode-math texlive-babel-italian latexml texlive-comment texlive-luapstricks texlive-multirow texlive-mlmodern&#xA;Dovrebbero coprire tutto il necessario.&#xA;&#xA;Un’altra cosa che servirà, per avere la resa tipografica conforme a quanto stabilito dall’autore, è il font UbuntuMono che preleverò dal repository di Canonical:&#xA;creazione dalla cartella dei font in locale&#xA;mkdir -p ~/.local/share/fonts/UbuntuMono&#xA; &#xA;scaricamento del font&#xA;wget -O /tmp/UbuntuMono-v1.002.zip&#xA;https://github.com/canonical/Ubuntu-Sans-Mono-fonts/releases/download/v1.002/UbuntuMono-fonts-1.002.zip&#xA; &#xA;decompressione dell&#39;archivio&#xA;unzip UbuntuMono-v1.002.zip&#xA; &#xA;copia dei file ttf nella cartella dei font della nostra home&#xA;cp /tmp/UbuntuMono-fonts-1.002/ttf/* ~/.local/share/fonts/UbuntuMono&#xA; &#xA;caricamento del font&#xA;fc-cache -f&#xA; &#xA;verifica&#xA;fc-list | grep -i &#39;Ubuntu Mono&#39;&#xA;Sistemati i prerequisiti, possiamo prelevare il sorgente LaTeX del testo dal repository TrueLite e procedere con la compilazione:&#xA;clone del repository&#xA;git clone https://labs.truelite.it/git/truedoc&#xA;&#xA;Creazione delle immagini usate nella compilazione del libro:&#xA;creazione delle immagini&#xA;cd truedoc/&#xA;make&#xA;for i in mailservices sicurezza webservices ldap agl; do&#xA;    cd $i&#xA;    make images&#xA;    cd ..&#xA;done&#xA;Infine, per creare il libro completo di bibliografia e indici:&#xA;cd agl&#xA;lualatex agl.tex&#xA;makeindex agl&#xA;bibtex agl&#xA;lualatex agl.tex&#xA;lualatex agl.tex&#xA;Non dovrebbe esserci alcun errore (solo un po’ di warning) e nella stessa cartella troverete il libro “Amministrare Gnu/Linux”, sotto forma di un grazioso acronimo (agl.pdf), in tutte le sue maestose e densissime 806 pagine!&#xA;&#xA;Buona lettura!&#xA;&#xA;#amministrareGnuLinux  #fedora #fedora43 #GnuLinux #LaTeX #sistemistaGnuLinux]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/489827599091373610/f0975049d-79c41a/CDojyfDYswoO/cBKg3pbgdplzgC2wVp9fsOeziPgVClZHgtSqnNsb.jpg" alt="tux-lpi">
Il <strong>L</strong>inux <strong>P</strong>rofessional <strong>I</strong>nstitute è una di quelle organizzazioni che fanno venire voglia di certificazione.</p>

<p>Oltre ad essere un’autorità in materia di certificazione, il loro sito è una miniera di risorse gratuite.</p>

<p>Per chi conosce i loro percorsi di certificazione, sa che che sono strutturati nel modo seguente:
</p>
<ul><li><strong>Essentials</strong>
<ul><li>Linux</li>
<li>Security</li>
<li>Web Developer</li>
<li>Open Source</li></ul></li>
<li><strong>Linux Professional</strong>
<ul><li>LPIC-1</li>
<li>LPIC-2</li>
<li>LPIC-3
<ul><li>Mixed Environemnts</li>
<li>Security</li>
<li>Virtualization and Containerization</li>
<li>High Availability and Storage Clusters</li></ul></li></ul></li>
<li><strong>Open Technology</strong>
<ul><li>DevOps Tools Engineer</li>
<li>BSD Specialist</li></ul></li></ul>

<p>La prima certificazione è il percorso pensato per chi vuole conseguire una conoscenza di base su un sistema Gnu/Linux.</p>

<p>LPIC-1-2-3 possiamo pensarli come percorsi di certificazione per acquisire competenze rispettivamente per l’amministratore Gnu/Linux di base, esperto su reti di piccole e medie dimensioni e esperto verticale.</p>

<p>Open Technology è rivolta invece a chi vuole essere specialista di strumenti DevOps o di BSD.</p>

<p>LPI mette a disposizione una quantità enorme di materiale gratuito che copre Linux Essentials e LPIC-1 e che è possibile reperire qui: <a href="https://learning.lpi.org/it/learning-materials/all-materials/" rel="nofollow">https://learning.lpi.org/it/learning-materials/all-materials/</a> (il materiale italiano è qui: <a href="https://learning.lpi.org/it/" rel="nofollow">https://learning.lpi.org/it/</a>)</p>

<p>In particolare, LPIC-1-101 e LPIC-1-102, che sono quelli relativi al percorso di amministrazione di base, sono compresi ed estesi da un altro volume, una vera bibbia, edita da <strong>TrueLite</strong> e giunta ormai alla sesta edizione: <strong>Amministrare Gnu/Linux</strong> di Simone Piccardi (<a href="https://www.truelite.it/libri/amministrare-gnu-linux/" rel="nofollow">https://www.truelite.it/libri/amministrare-gnu-linux/</a>) che copre e amplia sia LPIC-1 nella sua interezza (101 e 102) che LPIC-2 (anche se non completamente).</p>

<p>Se LPIC-1-101 e LPIC-1-102 sono verticali per il superamento dell’esame LPIC-1, <strong>Amministrare Gnu/Linux</strong> è un testo dal respiro molto più ampio, che copre come detto anche buona parte di LPIC-2 e che va considerato, non tanto come un testo alternativo per la preparazione dell’esame di certificazione, quanto piuttosto come un <strong>riferimento imprescindibile</strong> per un amministratore di sistemi Gnu/Linux.</p>

<p>TrueLite, per non essere da meno, in ossequio alla filosofia di sviluppo Gnu/Linux, offre il libro pubblicato con licenza libera, sia in vendita (che vale ogni centesimo speso e vale la pena averlo in libreria) che disponibile sui loro repository come sorgente LaTeX. E con quelli è possibile ricavare il pdf.</p>

<p>Per farlo ho seguito le loro istruzioni che prevedono Debian come S.O. di riferimento ma si adattano facilmente anche su Fedora 43 (il mio).</p>

<p>Per prima cosa installiamo le dipendenze che differiscono un po’ da quelle indicate:</p>

<pre><code class="language-bash">dnf install dia inkscape make netpbm texlive-base texlive-pstricks texlive-luatex latexml luahbtex texlive-unicode-math texlive-babel-italian latexml texlive-comment texlive-luapstricks texlive-multirow texlive-mlmodern
</code></pre>

<p>Dovrebbero coprire tutto il necessario.</p>

<p>Un’altra cosa che servirà, per avere la resa tipografica conforme a quanto stabilito dall’autore, è il font <strong>UbuntuMono</strong> che preleverò dal repository di Canonical:</p>

<pre><code class="language-bash"># creazione dalla cartella dei font in locale
mkdir -p ~/.local/share/fonts/UbuntuMono
 
# scaricamento del font
wget -O /tmp/UbuntuMono-v1.002.zip
https://github.com/canonical/Ubuntu-Sans-Mono-fonts/releases/download/v1.002/UbuntuMono-fonts-1.002.zip
 
# decompressione dell&#39;archivio
unzip UbuntuMono-v1.002.zip
 
# copia dei file ttf nella cartella dei font della nostra home
cp /tmp/UbuntuMono-fonts-1.002/ttf/* ~/.local/share/fonts/UbuntuMono
 
# caricamento del font
fc-cache -f
 
# verifica
fc-list | grep -i &#39;Ubuntu Mono&#39;
</code></pre>

<p>Sistemati i prerequisiti, possiamo prelevare il sorgente LaTeX del testo dal repository TrueLite e procedere con la compilazione:</p>

<pre><code class="language-bash"># clone del repository
git clone https://labs.truelite.it/git/truedoc
</code></pre>

<p>Creazione delle immagini usate nella compilazione del libro:</p>

<pre><code class="language-bash"># creazione delle immagini
cd truedoc/
make
for i in mailservices sicurezza webservices ldap agl; do
    cd $i
    make images
    cd ..
done
</code></pre>

<p>Infine, per creare il libro completo di bibliografia e indici:</p>

<pre><code class="language-bash">cd agl
lualatex agl.tex
makeindex agl
bibtex agl
lualatex agl.tex
lualatex agl.tex
</code></pre>

<p>Non dovrebbe esserci alcun errore (solo un po’ di warning) e nella stessa cartella troverete il libro “Amministrare Gnu/Linux”, sotto forma di un grazioso acronimo (<strong>agl.pdf</strong>), in tutte le sue maestose e densissime <strong>806 pagine</strong>!</p>

<p>Buona lettura!</p>

<p><a href="/aytin/tag:amministrareGnuLinux" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">amministrareGnuLinux</span></a>  <a href="/aytin/tag:fedora" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fedora</span></a> <a href="/aytin/tag:fedora43" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fedora43</span></a> <a href="/aytin/tag:GnuLinux" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GnuLinux</span></a> <a href="/aytin/tag:LaTeX" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">LaTeX</span></a> <a href="/aytin/tag:sistemistaGnuLinux" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">sistemistaGnuLinux</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/aytin/amministrare-gnu-linux</guid>
      <pubDate>Mon, 14 Sep 2026 05:52:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La risposta alla vita, l&#39;universo e a tutto quanto: Fedora 42</title>
      <link>https://noblogo.org/aytin/la-risposta-alla-vita-luniverso-e-a-tutto-quanto-fedora-42</link>
      <description>&lt;![CDATA[Fedora 42&#xA;smallida: a href=&#34;https://fedoramagazine.org/whats-new-fedora-workstation-42&#34;fedoramagazine.org/a/i/small&#xA;&#xA;L&#39;aggiornamento a fedora 42 scorre abbastanza tranquillamente con dnf-plugin-system-upgrade nel mio solito modo, ormai consolidato dal passaggio di 7 major release.&#xA;&#xA;Sempre sul filo del rasoio, con poco spazio (dovrò decidermi a ridimensionare un po&#39; di volumi) ma i (più di) 6 giga di aggiornamento vanno via lisci.&#xA;!--more--&#xA;Dopo l&#39;aggiornamento non noto particolari problemi. Un po&#39; di estensioni saltate per aria (fisiologico), qualche repository ancora non aggiornato, Niente di tragico.&#xA;&#xA;dnf repo list --disabled mi dà le indicazioni dei repo disabilitati.&#xA;&#xA;Fra i tanti (sono di tipo “test” e “source” al 99%) ne spiccano due che non godono ancora della visibilità a fedora 42. Sono quelli relativi a vagrant e virtualbox. I binari di fedora 41 sono ancora compatibili con fedora 42 per cui, per non lasciare disabilitati questi repo o per non vedere gli irritanti errori 404 durante l&#39;update, compio un&#39;azione un po&#39; indiscriminata:&#xA;&#xA;riabilito i repo (e fin qui…)&#xA;&#xA;dnf config-manager setopt hashicorp.enabled=1&#xA;dnf config-manager setopt virtualbox.enabled=1&#xA;modifico brutalmente il baseurl scolpendo il numero di versione:&#xA;&#xA;dnf config-manager setopt hashicorp.baseurl=https://rpm.releases.hashicorp.com/fedora/41/x8664/stable&#xA;dnf config-manager setopt virtualbox.baseurl=&#34;http://download.virtualbox.org/virtualbox/rpm/fedora/41/x8664&#34;&#xA;smallNota a margine: quest&#39;operazione mi ha dato modo di approfondire un po&#39; la conoscenza di dnf5. La vecchia cartella /etc/yum/repos.d per le configurazioni dei repo viene mantenuta ancora per legacy. Le modifiche fatte attraverso dnf config-manager vengono mantenute in un file, solitamente 99-configmanager.repo posizionato in /etc/dnf/repos.override.d./small&#xA;&#xA;Sistemati i repository volevo rimettere a posto l&#39;estensione per le notifiche delle app nella tray, visto che AppIndicator and KStatusNotifierItem Support si è rotta dopo l&#39;aggiornamento.&#xA;&#xA;La installo dal repository e semplicemente creo un link simbolico in ~/.local/share&#xA;ln -s /usr/share/gnome-shell/extensions/appindicatorsupport@rgcjonas.gmail.com ~/.local/share/gnome-shell/extensions/appindicatorsupport@rgcjonas.gmail.com&#xA;&#xA;Così funziona. Mah…&#xA;&#xA;Tutto il resto sembra ok. Mi ritrovo con i profili per il risparmio energetico finalmente funzionanti senza ricorrere a strani sotterfugi (prima per passare da un profilo all&#39;altro dovevo staccare l&#39;alimentazione, se no gli rimbalzava. Ora funziona), un nuovo font, il monitoraggio per il consumo, nuove notifiche ecc. (rif. https://fedoramagazine.org/whats-new-fedora-workstation-42/)&#xA;&#xA;Insomma la solita Fedora, aggiornata e soddisfacentemente stabile.&#xA;&#xA;#fedora42 #fedora #upgrade]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/489827599091373610/6ac28a0f2-92b4f8/nwbVk6diJ53Q/uABeL2j67WPABmsuMviqa7IF8i3VLLnRi79vZyhv.jpg" alt="Fedora 42">
<small><i>da: <a href="https://fedoramagazine.org/whats-new-fedora-workstation-42" rel="nofollow">fedoramagazine.org</a></i></small></p>

<p>L&#39;aggiornamento a fedora 42 scorre abbastanza tranquillamente con <code>dnf-plugin-system-upgrade</code> nel <a href="/aytin/aggiornando-fedora-37/" rel="nofollow">mio solito modo</a>, ormai consolidato dal passaggio di 7 major release.</p>

<p>Sempre sul filo del rasoio, con poco spazio (dovrò decidermi a ridimensionare un po&#39; di volumi) ma i (più di) 6 giga di aggiornamento vanno via lisci.

Dopo l&#39;aggiornamento non noto particolari problemi. Un po&#39; di estensioni saltate per aria (fisiologico), qualche repository ancora non aggiornato, Niente di tragico.</p>

<p><code>dnf repo list --disabled</code> mi dà le indicazioni dei repo disabilitati.</p>

<p>Fra i tanti (sono di tipo “test” e “source” al 99%) ne spiccano due che non godono ancora della visibilità a fedora 42. Sono quelli relativi a vagrant e virtualbox. I binari di fedora 41 sono ancora compatibili con fedora 42 per cui, per non lasciare disabilitati questi repo o per non vedere gli irritanti errori 404 durante l&#39;update, compio un&#39;azione un po&#39; indiscriminata:</p>
<ul><li>riabilito i repo (e fin qui…)</li></ul>

<pre><code class="language-bash">dnf config-manager setopt hashicorp.enabled=1
dnf config-manager setopt virtualbox.enabled=1
</code></pre>
<ul><li>modifico brutalmente il baseurl scolpendo il numero di versione:</li></ul>

<pre><code class="language-bash">dnf config-manager setopt hashicorp.baseurl=https://rpm.releases.hashicorp.com/fedora/41/x86_64/stable
dnf config-manager setopt virtualbox.baseurl=&#34;http://download.virtualbox.org/virtualbox/rpm/fedora/41/x86_64&#34;
</code></pre>

<p><small><strong>Nota a margine:</strong> quest&#39;operazione mi ha dato modo di approfondire un po&#39; la conoscenza di <code>dnf5</code>. La vecchia cartella <code>/etc/yum/repos.d</code> per le configurazioni dei repo viene mantenuta ancora per legacy. Le modifiche fatte attraverso <code>dnf config-manager</code> vengono mantenute in un file, solitamente <code>99-config_manager.repo</code> posizionato in <code>/etc/dnf/repos.override.d</code>.</small></p>

<p>Sistemati i repository volevo rimettere a posto l&#39;estensione per le notifiche delle app nella tray, visto che <strong>AppIndicator and KStatusNotifierItem Support</strong> si è rotta dopo l&#39;aggiornamento.</p>

<p>La installo dal repository e semplicemente creo un link simbolico in ~/.local/share</p>

<pre><code class="language-bash">ln -s /usr/share/gnome-shell/extensions/appindicatorsupport@rgcjonas.gmail.com ~/.local/share/gnome-shell/extensions/appindicatorsupport@rgcjonas.gmail.com
</code></pre>

<p>Così funziona. Mah…</p>

<p>Tutto il resto sembra ok. Mi ritrovo con i profili per il risparmio energetico finalmente funzionanti senza ricorrere a strani sotterfugi (prima per passare da un profilo all&#39;altro dovevo staccare l&#39;alimentazione, se no gli rimbalzava. Ora funziona), un nuovo font, il monitoraggio per il consumo, nuove notifiche ecc. (rif. <a href="https://fedoramagazine.org/whats-new-fedora-workstation-42/" rel="nofollow">https://fedoramagazine.org/whats-new-fedora-workstation-42/</a>)</p>

<p>Insomma la solita Fedora, aggiornata e soddisfacentemente stabile.</p>

<p><a href="/aytin/tag:fedora42" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fedora42</span></a> <a href="/aytin/tag:fedora" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fedora</span></a> <a href="/aytin/tag:upgrade" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">upgrade</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/aytin/la-risposta-alla-vita-luniverso-e-a-tutto-quanto-fedora-42</guid>
      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 11:46:23 +0000</pubDate>
    </item>
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