Ho scritto in luoghi molto rumorosi, ho sedotto e sono stata sedotta. Mi sono rifugiata nell'anonimato, nell'illusione di poter venir giudicata da non altro se non le mie parole. Non è stato così, dalle etichette non si sfugge. O sei bella e troia, o sei storpia. No more choices. Ma qui ci sono approdata perché ho sentito sulla pelle quanto male fanno le parole. Le mie e quelle altrui.
Passioni di carta, che in un attimo prendono fuoco e si riducono in cenere. Desideri che ti rendono schiava di ciò che non sei. Togliere è più difficile che aggiungere. Togliere e ridurre all'essenziale:me stessa. Non voglio più sdoppiarmi, voglio riuscire a non farlo. Tutti quegli uomini (non così tanti, poi) non erano attratti da me, ma dal fantoccio che si erano creati. Eppure qualcuno mi trova bella, alla luce di una candela. Qualcuno reale, che non mi interessa e a cui non interesso ma che ringrazio per la sensazione che mi ha donato. Qui c'è silenzio e c'è solo la parola. Serve tempo per farselo amico, il silenzio, e imparare ad ascoltarlo.