Procrastinare rientra nelle mie specialità. A volte penso a come sarebbe bello condividere con una persona e sentirsi come non mi sono sentita mai. Non è tanto una questione di sesso, quanto il non sentirsi sole a portare tutto il fardello delle scelte che si fanno e, soprattutto, di quelle che non si riescono a fare. Mi chiedo sempre più spesso qual è il significato della vita, di questa mia vita qui. A. crede nel karma e nella reincarnazione. Io no, ma mi chiedo che cazzo voglia insegnarmi questa vita. Io non lo capisco. A scegliere? A rendermi conto che non sono un'educatrice migliore di lei e che ho fallito anch'io? Quanto vorrei essere sciolta in un abbraccio, stasera. M. non risponde, è il suo modo di dirmi:“Sai cosa dovresti fare, te l'ho detto, ce lo siamo dette. Non lo stai facendo, che vuoi da me?”. La metafora del pane, che accumulo ma non mangio, vale anche stavolta. L'insistenza delle due mosche che mi ronzano intorno e s'appoggiano sulla mia pelle in continuazione rende bene il senso di fastidio che trasuda da tutti i miei pori. Sono protetta da persone amate, non sono sola. Eppure mi manca il “sentirmi viva” e qualcuno che mi dica: “Questa merda la gestiamo insieme”, oppure “Ti aiuto a reggerne il peso”. Perché è una valanga di merda! Perché alla fine sono io che dovrò decidere e attuare la mia decisione. È sparita la poesia dalle mie parole. Strizzata via dall'esasperazione, dalla disillusione, dalla morte del sogno. Schizzata via, come una molecola impazzita. Non era quello che avevo sperato per te. Avrei dovuto prenderti prima, quando l'ho fatto era già troppo tardi. Avrebbero dovuto tutelarti prima, adesso è difficile incollare i pezzi. “Forse devi recuperare il bambino che era”. Ma quel bambino è morto, sotto i colpi di chi l'ha fatto crescere troppo in fretta. Un po' di responsabilità ce l'hai anche tu. Potevi scegliere altro, potresti scegliere altro, invece di perpetuare l'autocondanna di tua madre. Potresti scegliere altro ma non lo fai. La vita ti presenterà il conto e tu le attribuirai la colpa. Ho visto gente innamorata, di recente. Mi sembra uno stato d'animo antico, che odora di armadio chiuso da troppo tempo. O forse sono io che odoro così.

Ps. Anche le mosche si sono rotte il cazzo, pare. O forse no...