Blogicamente

Passeggiando per la blogosfera

Pezzoni Io li chiamo i pezzoni, i grandi successi rock che hanno segnato la storia della musica internazionale. Ogni tanto mi piace varcare la soglia della nostalgia che mi lega a certi brani, un po' come tutti noi quando vogliamo ascoltare le “melodie immortali” per rilassarci e stare bene. Quest'oggi ho tirato fuori dalla mia lunghissima e vastissima playlist alcuni... pezzoni...appunto... partendo da “The Boss” Bruce Springsteen con Street Of Philadelphia che fu anche colonna sonora dell'omonimo film contestatissimo di quel lontano oramai anno 1998 https://invidious.namazso.eu/watch?v=4z2DtNW79sQ Senza una logica perché quando parla il cuore rock la logica se ne sta in un cantuccio, ho ripescato Paul Young con Everytime you go... https://invidious.namazso.eu/watch?v=nfk6sCzRTbM Lei scozzese, lui inglese insieme hanno fondato gli Eurythmics con la voce di Annie Lennox e Dave Stewart mi sono lasciato trastullare dalle note di Here comes the rain again https://invidious.namazso.eu/watch?v=TzFnYcIqj6I Con un balzo spazio-tempo ho fatto un salto negli anni '70 dove mi aspettavano i “miei” Rolling Stones agli albori della guerra in Vietnam con Sympaty For The Devil https://invidious.namazso.eu/watch?v=Jwtyn-L-2gQ e per finire un paio di pezzoni rispolverati per l'occasione: Black Night dei Deep Purple https://invidious.namazso.eu/watch?v=QuAKMlfxX7I e la magica Everybody Hurts dei Rem https://invidious.namazso.eu/watch?v=5rOiW_xY-kc Mi piacerebbe un paio di volte la settimana proporvi i miei pezzoni preferiti che sono sicuro che anche per molti di voi sono stati e sono ancora le melodie immortali.

Trito e ritrito. Le notizie sono un copia e incolla. E' facile copiare e incollare, bastano pochi istanti ed il gioco è fatto e ancora meno di un'istante nel regalarci notizie che sembrano nuove, fresche e pulite ma che invece sono minestre riscaldate. Se tralasciamo la cronaca nera e giudiziaria la rimanenza è un'accozzaglia di parole che si avvicendano ad immagini quasi di “repertorio” ma che le testate giornalistiche ci ripropongono emulandone i contorni e perché no anche gli interni. La causa di questa proliferazione di notizie ripetute sta nella mala gestione dell'informazione italiana che di concerto con i social e le testate online arrecano piu' danni che rimedi. Internet e soprattutto gli smartphone hanno cambiato drasticamente il modo di fare informazione: se prima le notizie venivano date in maniera stringata al telegiornale (ma bisognava essere davanti alla TV) o il giorno dopo sui quotidiani cartacei, oggi tutto è completamente diverso. La proliferazione di siti e giornali online, di blog di improvvisati giornalisti dove ognuno scrive in tempo reale tutto ciò che gli succede e gli viene in mente all’impazzata fornendo notizie spesso futili ma talvolta anche veritiere, obbliga ai giornalisti di informare nel piu' breve tempo possibile perché altrimenti perderebbero lettori, sponsor e quindi denaro. Questo si collega a quanto sopra citato sulla ripetizione delle news che innesca un processo di produzione di notizie con un livello di credibilità pari a zero. Il futuro dell'informazione è online e nei grandi dibattiti televisivi che si trasformano in talk-show con tanto di risse e di scazzottature ma si sa... Chi grida di piu'...

Una serie storica. Grazie a Netflix mi sto godendo la seconda serie di Vikings Whalalla 2, una produzione canadese e irlandese che sta ottenendo un discreto successo anche se per me discreto non è sufficiente il “discreto successo” perché merita molto di piu' per tre buone ragioni: 1) L'intera seconda stagione è stata girata nella contea di Wicklow in Irlanda e chi è stato in Irlanda avrà riconosciuto sicuramente dalle inquadrature i paesaggi e la bellezza di questa terra. 2) Lo spin-off di Vikings che ebbe inizio con la conquista del monastero di Lindsfarme nel 793 d.C. è proseguita fino ad arrivare al XI secolo d.C. quando gli attriti tra vichinghi e inglesi erano quasi arrivati al grande scontro finale. 3) L'impatto storico che nella sceneggiatura è il principio di tutto, in questa seconda serie i personaggi trovano una loro vera identità. Leif Eriksson, Harald Hardrada, Freydís Eiríksdóttir, Re Canuto il Grande, Emma di Normandia e tanti altri protagonisti rientrano a pieno titolo in un periodo storico contestatissimo, affascinante e sanguinoso. In virtù della loro opera, l'Europa del Nord e la Gran Bretagna non furono più le stesse, culture, popoli e credenze si unirono e scontrarono, cambiando lo scacchiere geopolitico in modo radicale. Vikings Whalalla 2 lo scrivo a titolo di suggerimento e non come consiglio, è indicato per chi ama la storia antica e le sue numerose sfumature dove si dipanano intrighi, amori, battaglie contornate da grandi gesta eroiche e salvezze inaspettate. Un bel 8,5 in pagella non glielo toglie nessuno.

Cosi vanno le cose. Confusione e infelicità ma soprattutto indifferenza che ha superato il livello di guardia mista ad una patetica e dissacrante ipocrisia che come un potente veleno sembra aver preso il posto del sangue che circola nelle nostre arterie. Non abbiamo molta aria per respirare, poca acqua da bere, fuoco per riscaldarci e terra da concimare. I quattro elementi primordiali di cui siamo fatti stanno per finire le ultime scorte. Dopo c'è solo l'estinzione. Il sociologo Zygmunt Bauman ha definito la società moderna una società “liquida” che sta per liquefarsi, sciogliersi. I legami tra gli individui sono legami d'interesse economico globalizzato, egemonizzato e manipolato. L'immigrazione è volutamente inarrestabile, l'invecchiamento sempre piu' presente e sempre meno nascite. Il disincanto civile edulcora i palati dei benpensanti e dei perbenisti che saltano la fila per un posto nell'emisfero della pseudo-felicità. L'etica, l'educazione, la disciplina, l'ordine, la cultura sono carne da macello per i demoni che dimorano nel regno del quotidiano vivere che è solo una corsa contro il tempo che corre impazzito nella clessidra della nostra vita.

Dove si nasconde la felicità. Presupponiamo che la felicità di per sé come parola e come concetto etimologico può assumere diversi significati. A partire dall'origine latina la parola è suddivisa in felix=fertile e icis la cui radice fe racchiude il termine abbondanza, ricchezza, prosperità. Ergo per cui la felicità è da attribuirsi ad un genere di entusiasmante sentimento legato alla materialità quindi al denaro. La felicità presente possiamo trovarla nei piaceri e nelle gratificazioni, ovvero praticando attività che reputiamo piacevoli; impegnandoci in qualcosa che ci consenta di utilizzare le proprie potenzialità; individuando un obiettivo e orientando la propria vita verso questo; godendo di relazioni positive. Una professione che viene svolta con passione arreca felicità e stabilisce un ponte di unione tra la materialità e la spiritualità intesa come funzione celebrativa della felicità e della serenità. Il concetto della felicità è racchiuso anche in questo semplice pensiero: se continuerete a ripetervi che qualcosa è impossibile o irraggiungibile, be', statene certi, finirà col diventarlo. Il pensiero crea la forma e materializza quello che dentro di noi abbiamo proiettato al di fuori, ecco dunque che la felicità se abbiamo pensato e agito positivamente si materializzerà davanti ai nostri occhi. Il piacere, la gioia, la serenità, il buon umore, l'ottimismo, l'entusiasmo sono ricettori e trasmettitori dello stare bene e quindi ci permettono di rimanere in contatto con tutto l'universo e non è roba da niente.

Fenomeni... Se ancora in molti credono al soprannaturale e magari anche ai fantasmi è tutta colpa del nostro pensiero più arcaico. È quanto sostiene lo psicologo Christopher French della Goldsmiths University di Londra: secondo la sua teoria, millenni di evoluzione hanno forgiato il cervello perché ritenga plausibili anche spiriti e tavoli che si sollevano da soli, pur di dare una spiegazione a quel che vede. Siamo infatti capaci di due tipi di pensiero, quello reattivo per prendere decisioni su due piedi e quello ragionato, che però richiede tempo: per quanto possiamo considerarci esseri razionali, la nostra modalità preferita è la prima, perché è quella che ci ha consentito di sopravvivere come specie. Se un uomo primitivo sentiva un fruscio nei cespugli, ipotizzare che fosse una minaccia e reagire poteva essere un errore, ma pensare a un innocuo soffio di vento poteva significare diventare il pranzo di un predatore: meglio perciò credere a qualcosa che non c'è, anche a rischio di prendere qualche abbaglio. A questo si aggiungono la tendenza a vedere connessioni fra le cose anche se non ci sono, dovuta al bisogno tutto umano di trovare sempre una causa a quel che accade, e la pareidolia, cioè la predisposizione a riconoscere visi od oggetti nelle cose (come gli animali nelle nuvole in cielo): il risultato è che quando non ci sembra esista una ragione logica per qualcosa che vediamo o sentiamo, da un'ombra sulla parete a un rumore in soffitta, siamo disposti a credere anche nel paranormale pur di trovarla.

Parliamo di libri. L'editoria in Italia nel 2022 ha venduto 16,7 milioni di euro di libri a prezzo di copertina, per 112,6 milioni di copie, in lieve calo rispetto allo scorso anno. Nel 2022 gli italiani hanno comprato 13 milioni di libri in più che nel 2019. Questi dati non generano preoccupazioni e potrebbero anche essere nella norma ma l'associazione editori fa appello al governo per far fronte all'inflazione e all'aumento della carta che ha costi enormi per il settore. Gli audiolibri passano da 24 milioni di euro nel 2021 (valore degli abbonamenti) a 25 nel 2022, in crescita del 4,2%. Cala invece il mercato degli ebook, passando da 86 milioni di euro a 79, con una flessione dell'8%. Per un Paese come l'Italia dove un italiano su 10 legge un libro non ritengo che questi dati siano allarmistici ma auspico che possa crescere di qualche punto la media dei lettori italiani perché siamo sull'orlo di una crisi di cultura.

Consigli per gli acquisti. Eccomi nuovamente a voi con qualche lettura che consiglio assolutamente di leggere a chi ha una sviscerata passione per il genere giallo. Quest’oggi ho scelto cinque lavori di ben cinque grandi autori. Partiamo con “Caminito” di Maurizio De Giovanni. Il grande ritorno del Commissario Ricciardi in un nuovo giallo. La sapiente penna di Maurizio de Giovanni ci porta nel 1939, alle porte dell’ingresso in guerra dell’Italia, dove i timori crescono e le certezze crollano. Tutte, tranne che di delitti si parla in ogni dove e in ogni quando, naturalmente. E così il capace detective si ritrova ad indagare su un caso che intreccia passione, segreti e politica. Una coppia viene ritrovata assassinata durante un amplesso: cosa sarà accaduto? A seguire consiglio “I ragazzi di Biloxi” di John Grisham. Il nuovo giallo di John Grisham è ambientato nell’affascinante contesto del Mississippi, a Biloxi. Una città affacciata sul mare, perno del turismo locale e ricca di attività sportive e culturali. Eppure, Biloxi è inserita anche in uno scenario più vizioso, arricchita dalle attività illegali come il gioco d’azzardo, il contrabbando di alcolici e la prostituzione. I criminali della Dixie Mafia controllano da anni queste criminose vicende. Il romanzo giallo segue la storia di due amici, cresciuti insieme a Biloxi e che scelgono due diverse strade: l’uno nella giustizia e nella lotta alla malavita; l’altro, nella mafia locale. Un thriller che porterà ad un inevitabile scontro. Al terzo posto di questa graduatoria “forfait” La setta“ “di Camilla Lackberg e Henrik Fexeus. I gialli della scrittrice svedese Camilla Lackberg sono tra i più apprezzati in tutto il mondo, per la sua capacità di intessere trame e raccontare tenebrosi spaccati di realtà. In questo nuovo romanzo, la sparizione di un bambino da una scuola materna è il nuovo caso da affrontare per Mina Dabiri, l’agente protagonista dei racconti di Lackberg. Non mancherà l’insostituibile aiuto di Vincent Walder, il famoso mentalista ed esperto di psicologia, che prenderà spunto da un dramma già affrontato qualche anno prima. Forse il bimbo non è l’unico in pericolo… Quarto posto per “Il girotondo delle iene” di Luca D’Andrea. Luca D’Andrea ci proietta a Bolzano nel 1992, in un momento in cui viene ritrovato un corpo senza vita di una giovane prostituta. Si chiamava Lorena, ma per tutti era la bambina, ed è stata uccisa da un uomo senza scrupoli che solo il commissario Krupp inizia a pensare possa trattarsi di un serial killer. Partendo dallo strano e allucinante caso del Mostro di Bolzano, il sapiente giallista italiano intreccia giornalismo e narrazione, raccontando una storia inquietante. Dulcis in fundo al quinto posto consiglio con molta passione “Il complotto dei Calafati” di Francesco Abate. n questo nuovo giallo di Francesco Abate, avviene un omicidio di una coppia di aristocratici, con tanto di autista al seguito. Quanto avvenuto porta all’accusa dei socialisti e tutto ciò potrebbe generare delle conseguenze politiche acute. Tuttavia, qualcosa non torna in questa ricostruzione e attrae l’attenzione di Clara Simon, firma de L’Unione, che aspira a diventare una brava giornalista investigativa. Un avvincente giallo ambientato nella Cagliari del 1905, ricca di personalità, intrighi e grandi emozioni.

Sarà pubblicato il prossimo 24 marzo il cofanetto deluxe dei Pink Floyd per festeggiare i 50 anni di The Dark Side of the Moon, il capolavoro della band inglese. L’album, uscito per la prima volta l’1 marzo 1973 negli Stati Uniti, fu registrato tra il ’72 e il ’73 agli EMI Studios di Londra dove il gruppo incise i dieci brani che compongono l’opera, pieta miliare della musica rock. A cinquant’anni dal suo esordio sul mercato, la copertina rappresentante lo spettro di un prisma, progettata da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis e disegnata da George Hardie, tornerà in un nuovo cofanetto deluxe che include CD e vinile gatefold con una nuova masterizzazione dell’album in studio e audio Blu-Ray + DVD con l’originale mix 5.1 e le versioni stereo rimasterizzate. Il cofanetto include inoltre un BluRay con mix Atmos più CD e LP di The Dark Side Of The Moon – Live At Wembley Empire Pool, London, 1974, l’esibizione che la band tenne durante una data del tour invernale e che per la prima volta sarà disponibile come album separato, con artwork originale del 1973 disegnato da George Hardie. Il 27 febbraio 1973 il disco venne presentato con una conferenza stampa all’interno del planetario di Londra. Sempre il 24 marzo uscirà il libro Pink Floyd – The Dark Side Of The Moon: 50th Anniversary curato dalla fotografa Jill Furmanovsky e dall’art director e co-fondatore dello studio Hipgnosis Aubrey Powell. Il prossimo marzo, a cinquant’anni di distanza, The Dark Side of the Moon verrà riproposto in alcuni selezionati planetari sparsi nel mondo, per una full experience audio-visiva della durata di 42 minuti.

“L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.” (cit. Italo Calvino)