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    <title>CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line</title>
    <link>https://noblogo.org/caserta24ore/</link>
    <description>Caserta24ore settimanale, gli speciali della domenica</description>
    <pubDate>Sun, 20 Sep 2026 11:23:42 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>L&#39;intelligenza tra risonanze quantistiche del cervello e universo</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bil-tempo-non-esiste-le-risonanze-quantistiche-tra-cervello-e-universo-b</link>
      <description>&lt;![CDATA[bL&#39;intelligenza tra risonanze quantistiche del cervello e universo/b&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai0N4TUCSNdDYZ-IEc-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcENM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAxviYep097BHU1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s3264/1000039416.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0px; text-align: center;&#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; data-original-height=&#34;3264&#34; data-original-width=&#34;2448&#34; height=&#34;600&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai0N4TUCSNdDYZ-IEc-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcENM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAxviYep097BHU1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s600/1000039416.jpg&#34; //a/div&#xA;Per ovvi motivi non è stato mai possibile esplorare completamente l&#39;universo, e analogamente rimane misterioso il funzionamento profondo del cervello umano. Cosa anima il cervello degli esseri viventi? Cosa anima l&#39;universo?&#xA;&#xA;Come spiegare fenomeni come la glossolalia o la rivelazione di conoscenze apparentemente inaccessibili durante stati di trance profonda o ipnosi? E se la memoria non fosse solo biologica, ma risiedesse in un campo informativo condiviso? Come influisce il tempo sul nostro cervello? Invecchiando o a causa di patologie, il tempo e lo spazio nella nostra percezione si dissolvono: esiste dunque un collegamento intrinseco tra la struttura dello spaziotempo universale e l&#39;animazione della coscienza?&#xA;&#xA;L&#39;uomo ha sempre cercato di misurare il tempo; i greci lo hanno personificato negli Dei. Chronos era il tempo cronologico e sequenziale, una dimensione di quantità; Kairos, quello del tempo nel quale accade qualcosa di importante, una dimensione di qualità; Aion il tempo eterno e Eniautos il tempo fisso e definito, convenzionalmente un anno.&#xA;&#xA;Uno dei profeti delle grandi religioni monoteiste, Gesù Cristo, iniziando la sua missione predicò: &#34;Il Kairos è giunto...&#34;, come se al suo cervello fosse stato comunicato di dare inizio agli eventi che avrebbero generato la Cristianità. Molti eventi legati alla genesi di questa fede sembrano inseriti in un contesto astronomico e di date precise, sin prima della nascita di Gesù. Fenomeni celesti come la stella di Betlemme, l&#39;ingresso in Gerusalemme in groppa a un mulo (che avviò la condanna) e l&#39;eclissi al momento del trapasso, appaiono come tasselli necessari ad alimentare il mito e permettere l&#39;espansione successiva della Cristianità.&#xA;&#xA;Ma qual è il meccanismo che permetterebbe di accedere a questa conoscenza? Il biologo britannico Rupert Sheldrake, nato nel 1942, partendo dalla teoria dell&#39;ereditarietà, asserisce che comportamenti e strutture in natura si trasmettano non solo tramite genetica o ambiente, ma attraverso uno spazio e un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria: i campi morfici. In questa visione, il campo morfico agisce come una memoria universale non locale, simile a un &#34;cloud&#34; cosmico accessibile istantaneamente.&#xA;&#xA;Analoghe interpretazioni emergono dalla fisica quantistica. Le vibrazioni di strutture proteiche microscopiche presenti nel nostro cervello, i microtubuli, si comportano sia come particelle che come onde. In termini di probabilità statistica quantistica, due particelle possono essere correlate in modo profondo (entanglement): lo stato dell&#39;una influenza immediatamente l&#39;altra anche a grandi distanze. Attenzione: nessuna particella &#34;viaggia&#34; per coprire questa distanza. Non c&#39;è spostamento fisico, ma una correlazione istantanea che sfida l&#39;intuizione classica.&#xA;&#xA;Se il cervello umano, attraverso le vibrazioni quantistiche dei suoi microtubuli, possiede la capacità di sintonizzarsi su queste frequenze morfiche, fenomeni come l&#39;intuizione profetica non sarebbero miracoli sovrannaturali, ma il risultato di una risonanza con l&#39;intero tessuto della storia. Questo è possibile perché, a livello fondamentale, tempo e spazio non sono barriere insormontabili.&#xA;&#xA;Questo ci costringe a rivedere la natura del tempo. Se l&#39;informazione può essere condivisa istantaneamente, nel bene o nel male, il tempo come lo intende il modello relativistico di Einstein potrebbe rivelarsi meno assoluto di quanto crediamo, emergendo forse come un&#39;illusione della nostra percezione macroscopica, incapace di cogliere la vera natura atemporale dell&#39;universo.&#xA;&#xA;Il tempo dell&#39;universo appare allora come un continuo prodursi e disfarsi, in una sequenza eterna. L&#39;evoluzione cosmica parte da zero, si espande fino al &#34;tempo di rottura&#34; (un&#39;Apocalisse), per poi ripartire. Esistono varie teorie dell&#39;universo ciclico, tra cui il modello proposto dal 2001 dal fisico teorico Roger Penrose e dal collega Vahe Gurzadyan, che postula che la fine dell&#39;universo sia l&#39;inizio di uno nuovo.&#xA;&#xA;Quindi, riferito al genere umano in un&#39;ottica speculativa, se il cervello accede a questa rete informativa atemporale, si potrebbe ipotizzare che stati di coscienza elevati (come quelli dei profeti) permettano una percezione del Kairos che trascende il Chronos lineare, inserendosi in una concezione circolare del tempo. In questa accezione il tempo è Aion: eterno e quindi non misurabile, ma anche relativo, deformato dalle masse che compongono l&#39;universo. Il cervello e l&#39;intelligenza che ne deriva è parte di questo meccanismo: si evolve e genera intelligenza fino al punto di rottura, partecipando attivamente al ciclo infinito di nascita e rinascita dell&#39;universo.&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>L&#39;intelligenza tra risonanze quantistiche del cervello e universo</b></p>

<p><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai_0N4TUCSNdDYZ_-IEc_-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcE_NM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAx_viYep097BHU_1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s3264/1000039416.jpg" style="display: block; padding: 1em 0px; text-align: center;" rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai_0N4TUCSNdDYZ_-IEc_-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcE_NM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAx_viYep097BHU_1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s600/1000039416.jpg"/></a></div>
Per ovvi motivi non è stato mai possibile esplorare completamente l&#39;universo, e analogamente rimane misterioso il funzionamento profondo del cervello umano. Cosa anima il cervello degli esseri viventi? Cosa anima l&#39;universo?</p>

<p>Come spiegare fenomeni come la glossolalia o la rivelazione di conoscenze apparentemente inaccessibili durante stati di trance profonda o ipnosi? E se la memoria non fosse solo biologica, ma risiedesse in un campo informativo condiviso? Come influisce il tempo sul nostro cervello? Invecchiando o a causa di patologie, il tempo e lo spazio nella nostra percezione si dissolvono: esiste dunque un collegamento intrinseco tra la struttura dello spaziotempo universale e l&#39;animazione della coscienza?</p>

<p>L&#39;uomo ha sempre cercato di misurare il tempo; i greci lo hanno personificato negli Dei. Chronos era il tempo cronologico e sequenziale, una dimensione di quantità; Kairos, quello del tempo nel quale accade qualcosa di importante, una dimensione di qualità; Aion il tempo eterno e Eniautos il tempo fisso e definito, convenzionalmente un anno.</p>

<p>Uno dei profeti delle grandi religioni monoteiste, Gesù Cristo, iniziando la sua missione predicò: “Il Kairos è giunto...”, come se al suo cervello fosse stato comunicato di dare inizio agli eventi che avrebbero generato la Cristianità. Molti eventi legati alla genesi di questa fede sembrano inseriti in un contesto astronomico e di date precise, sin prima della nascita di Gesù. Fenomeni celesti come la stella di Betlemme, l&#39;ingresso in Gerusalemme in groppa a un mulo (che avviò la condanna) e l&#39;eclissi al momento del trapasso, appaiono come tasselli necessari ad alimentare il mito e permettere l&#39;espansione successiva della Cristianità.</p>

<p>Ma qual è il meccanismo che permetterebbe di accedere a questa conoscenza? Il biologo britannico Rupert Sheldrake, nato nel 1942, partendo dalla teoria dell&#39;ereditarietà, asserisce che comportamenti e strutture in natura si trasmettano non solo tramite genetica o ambiente, ma attraverso uno spazio e un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria: i campi morfici. In questa visione, il campo morfico agisce come una memoria universale non locale, simile a un “cloud” cosmico accessibile istantaneamente.</p>

<p>Analoghe interpretazioni emergono dalla fisica quantistica. Le vibrazioni di strutture proteiche microscopiche presenti nel nostro cervello, i microtubuli, si comportano sia come particelle che come onde. In termini di probabilità statistica quantistica, due particelle possono essere correlate in modo profondo (entanglement): lo stato dell&#39;una influenza immediatamente l&#39;altra anche a grandi distanze. Attenzione: nessuna particella “viaggia” per coprire questa distanza. Non c&#39;è spostamento fisico, ma una correlazione istantanea che sfida l&#39;intuizione classica.</p>

<p>Se il cervello umano, attraverso le vibrazioni quantistiche dei suoi microtubuli, possiede la capacità di sintonizzarsi su queste frequenze morfiche, fenomeni come l&#39;intuizione profetica non sarebbero miracoli sovrannaturali, ma il risultato di una risonanza con l&#39;intero tessuto della storia. Questo è possibile perché, a livello fondamentale, tempo e spazio non sono barriere insormontabili.</p>

<p>Questo ci costringe a rivedere la natura del tempo. Se l&#39;informazione può essere condivisa istantaneamente, nel bene o nel male, il tempo come lo intende il modello relativistico di Einstein potrebbe rivelarsi meno assoluto di quanto crediamo, emergendo forse come un&#39;illusione della nostra percezione macroscopica, incapace di cogliere la vera natura atemporale dell&#39;universo.</p>

<p>Il tempo dell&#39;universo appare allora come un continuo prodursi e disfarsi, in una sequenza eterna. L&#39;evoluzione cosmica parte da zero, si espande fino al “tempo di rottura” (un&#39;Apocalisse), per poi ripartire. Esistono varie teorie dell&#39;universo ciclico, tra cui il modello proposto dal 2001 dal fisico teorico Roger Penrose e dal collega Vahe Gurzadyan, che postula che la fine dell&#39;universo sia l&#39;inizio di uno nuovo.</p>

<p>Quindi, riferito al genere umano in un&#39;ottica speculativa, se il cervello accede a questa rete informativa atemporale, si potrebbe ipotizzare che stati di coscienza elevati (come quelli dei profeti) permettano una percezione del Kairos che trascende il Chronos lineare, inserendosi in una concezione circolare del tempo. In questa accezione il tempo è Aion: eterno e quindi non misurabile, ma anche relativo, deformato dalle masse che compongono l&#39;universo. Il cervello e l&#39;intelligenza che ne deriva è parte di questo meccanismo: si evolve e genera intelligenza fino al punto di rottura, partecipando attivamente al ciclo infinito di nascita e rinascita dell&#39;universo.</p>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
<a href="https://caserta24ore.blogspot.com/" rel="nofollow">&gt;&gt;Sito principale</a>
</b>
</p>
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      <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 19:53:33 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Il tempo non esiste: la risonanze quantistiche tra cervello e universo</title>
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      <description>&lt;![CDATA[bIl tempo non esiste: la risonanze quantistiche tra cervello e universo/b&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai0N4TUCSNdDYZ-IEc-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcENM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAxviYep097BHU1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s3264/1000039416.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0px; text-align: center;&#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; data-original-height=&#34;3264&#34; data-original-width=&#34;2448&#34; height=&#34;600&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai0N4TUCSNdDYZ-IEc-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcENM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAxviYep097BHU1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s600/1000039416.jpg&#34; //a/div&#xA;Per ovvi motivi non è stato mai possibile esplorare completamente l&#39;universo, e analogamente rimane misterioso il funzionamento profondo del cervello umano. Cosa anima il cervello degli esseri viventi? Cosa anima l&#39;universo?&#xA;&#xA;Come spiegare fenomeni come la glossolalia o la rivelazione di conoscenze apparentemente inaccessibili durante stati di trance profonda o ipnosi? E se la memoria non fosse solo biologica, ma risiedesse in un campo informativo condiviso? Come influisce il tempo sul nostro cervello? Invecchiando o a causa di patologie, il tempo e lo spazio nella nostra percezione si dissolvonoi: esiste dunque un collegamento intrinseco tra la struttura dello spaziotempo universale e l&#39;animazione della coscienza?&#xA;&#xA;L&#39;uomo ha sempre cercato di misurare il tempo; i greci lo hanno personificato negli Dei. Chronos era il tempo cronologico e sequenziale, una dimensione di quantità; Kairos, quello del tempo nel quale accade qualcosa di importante, una dimensione di qualità; Aion il tempo eterno e Eniautos il tempo fisso e definito, convenzionalmente un anno.&#xA;&#xA;Uno dei profeti delle grandi religioni monoteiste, Gesù Cristo, iniziando la sua missione predicò: &#34;Il Kairos è giunto...&#34;, come se al suo cervello fosse stato comunicato di dare inizio agli eventi che avrebbero generato la Cristianità. Molti eventi legati alla genesi di questa fede sembrano inseriti in un contesto astronomico e di date precise, sin prima della nascita di Gesù. Fenomeni celesti come la stella di Betlemme, l&#39;ingresso in Gerusalemme in groppa a un mulo (che avviò la condanna) e l&#39;eclissi al momento del trapasso, appaiono come tasselli necessari ad alimentare il mito e permettere l&#39;espansione successiva della Cristianità.&#xA;&#xA;Ma qual è il meccanismo che permetterebbe di accedere a questa conoscenza? Il biologo britannico Rupert Sheldrake, nato nel 1942, partendo dalla teoria dell&#39;ereditarietà, asserisce che comportamenti e strutture in natura si trasmettano non solo tramite genetica o ambiente, ma attraverso uno spazio e un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria: i campi morfici. In questa visione, il campo morfico agisce come una memoria universale non locale, simile a un &#34;cloud&#34; cosmico accessibile istantaneamente.&#xA;&#xA;Analoghe interpretazioni emergono dalla fisica quantistica. Le vibrazioni di strutture proteiche microscopiche presenti nel nostro cervello, i microtubuli, si comportano sia come particelle che come onde. In termini di probabilità statistica quantistica, due particelle possono essere correlate in modo profondo (entanglement): lo stato dell&#39;una influenza immediatamente l&#39;altra anche a grandi distanze. Attenzione: nessuna particella &#34;viaggia&#34; per coprire questa distanza. Non c&#39;è spostamento fisico, ma una correlazione istantanea che sfida l&#39;intuizione classica.&#xA;&#xA;Se il cervello umano, attraverso le vibrazioni quantistiche dei suoi microtubuli, possiede la capacità di sintonizzarsi su queste frequenze morfiche, fenomeni come l&#39;intuizione profetica non sarebbero miracoli sovrannaturali, ma il risultato di una risonanza con l&#39;intero tessuto della storia. Questo è possibile perché, a livello fondamentale, tempo e spazio non sono barriere insormontabili.&#xA;&#xA;Questo ci costringe a rivedere la natura del tempo. Se l&#39;informazione può essere condivisa istantaneamente, il tempo come lo intende il modello relativistico di Einstein potrebbe rivelarsi meno assoluto di quanto crediamo, emergendo forse come un&#39;illusione della nostra percezione macroscopica, incapace di cogliere la vera natura atemporale dell&#39;universo.&#xA;&#xA;Il tempo dell&#39;universo appare allora come un continuo prodursi e disfarsi, in una sequenza eterna. L&#39;evoluzione cosmica parte da zero, si espande fino al &#34;tempo di rottura&#34; (un&#39;Apocalisse), per poi ripartire. Esistono varie teorie dell&#39;universo ciclico, tra cui il modello proposto dal 2001 dal fisico teorico Roger Penrose e dal collega Vahe Gurzadyan, che postula che la fine dell&#39;universo sia l&#39;inizio di uno nuovo.&#xA;&#xA;Quindi, riferito al genere umano in un&#39;ottica speculativa, se il cervello accede a questa rete informativa atemporale, si potrebbe ipotizzare che stati di coscienza elevati (come quelli dei profeti) permettano una percezione del Kairos che trascende il Chronos lineare, inserendosi in una concezione circolare del tempo. In questa accezione il tempo è Aion: eterno e quindi non misurabile, ma anche relativo, deformato dalle masse che compongono l&#39;universo. Il cervello è parte di questo meccanismo: si evolve e genera intelligenza fino al punto di rottura, partecipando attivamente al ciclo infinito di nascita e rinascita dell&#39;universo.&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Il tempo non esiste: la risonanze quantistiche tra cervello e universo</b></p>

<p><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai_0N4TUCSNdDYZ_-IEc_-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcE_NM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAx_viYep097BHU_1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s3264/1000039416.jpg" style="display: block; padding: 1em 0px; text-align: center;" rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai_0N4TUCSNdDYZ_-IEc_-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcE_NM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAx_viYep097BHU_1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s600/1000039416.jpg"/></a></div>
Per ovvi motivi non è stato mai possibile esplorare completamente l&#39;universo, e analogamente rimane misterioso il funzionamento profondo del cervello umano. Cosa anima il cervello degli esseri viventi? Cosa anima l&#39;universo?</p>

<p>Come spiegare fenomeni come la glossolalia o la rivelazione di conoscenze apparentemente inaccessibili durante stati di trance profonda o ipnosi? E se la memoria non fosse solo biologica, ma risiedesse in un campo informativo condiviso? Come influisce il tempo sul nostro cervello? Invecchiando o a causa di patologie, il tempo e lo spazio nella nostra percezione si dissolvonoi: esiste dunque un collegamento intrinseco tra la struttura dello spaziotempo universale e l&#39;animazione della coscienza?</p>

<p>L&#39;uomo ha sempre cercato di misurare il tempo; i greci lo hanno personificato negli Dei. Chronos era il tempo cronologico e sequenziale, una dimensione di quantità; Kairos, quello del tempo nel quale accade qualcosa di importante, una dimensione di qualità; Aion il tempo eterno e Eniautos il tempo fisso e definito, convenzionalmente un anno.</p>

<p>Uno dei profeti delle grandi religioni monoteiste, Gesù Cristo, iniziando la sua missione predicò: “Il Kairos è giunto...”, come se al suo cervello fosse stato comunicato di dare inizio agli eventi che avrebbero generato la Cristianità. Molti eventi legati alla genesi di questa fede sembrano inseriti in un contesto astronomico e di date precise, sin prima della nascita di Gesù. Fenomeni celesti come la stella di Betlemme, l&#39;ingresso in Gerusalemme in groppa a un mulo (che avviò la condanna) e l&#39;eclissi al momento del trapasso, appaiono come tasselli necessari ad alimentare il mito e permettere l&#39;espansione successiva della Cristianità.</p>

<p>Ma qual è il meccanismo che permetterebbe di accedere a questa conoscenza? Il biologo britannico Rupert Sheldrake, nato nel 1942, partendo dalla teoria dell&#39;ereditarietà, asserisce che comportamenti e strutture in natura si trasmettano non solo tramite genetica o ambiente, ma attraverso uno spazio e un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria: i campi morfici. In questa visione, il campo morfico agisce come una memoria universale non locale, simile a un “cloud” cosmico accessibile istantaneamente.</p>

<p>Analoghe interpretazioni emergono dalla fisica quantistica. Le vibrazioni di strutture proteiche microscopiche presenti nel nostro cervello, i microtubuli, si comportano sia come particelle che come onde. In termini di probabilità statistica quantistica, due particelle possono essere correlate in modo profondo (entanglement): lo stato dell&#39;una influenza immediatamente l&#39;altra anche a grandi distanze. Attenzione: nessuna particella “viaggia” per coprire questa distanza. Non c&#39;è spostamento fisico, ma una correlazione istantanea che sfida l&#39;intuizione classica.</p>

<p>Se il cervello umano, attraverso le vibrazioni quantistiche dei suoi microtubuli, possiede la capacità di sintonizzarsi su queste frequenze morfiche, fenomeni come l&#39;intuizione profetica non sarebbero miracoli sovrannaturali, ma il risultato di una risonanza con l&#39;intero tessuto della storia. Questo è possibile perché, a livello fondamentale, tempo e spazio non sono barriere insormontabili.</p>

<p>Questo ci costringe a rivedere la natura del tempo. Se l&#39;informazione può essere condivisa istantaneamente, il tempo come lo intende il modello relativistico di Einstein potrebbe rivelarsi meno assoluto di quanto crediamo, emergendo forse come un&#39;illusione della nostra percezione macroscopica, incapace di cogliere la vera natura atemporale dell&#39;universo.</p>

<p>Il tempo dell&#39;universo appare allora come un continuo prodursi e disfarsi, in una sequenza eterna. L&#39;evoluzione cosmica parte da zero, si espande fino al “tempo di rottura” (un&#39;Apocalisse), per poi ripartire. Esistono varie teorie dell&#39;universo ciclico, tra cui il modello proposto dal 2001 dal fisico teorico Roger Penrose e dal collega Vahe Gurzadyan, che postula che la fine dell&#39;universo sia l&#39;inizio di uno nuovo.</p>

<p>Quindi, riferito al genere umano in un&#39;ottica speculativa, se il cervello accede a questa rete informativa atemporale, si potrebbe ipotizzare che stati di coscienza elevati (come quelli dei profeti) permettano una percezione del Kairos che trascende il Chronos lineare, inserendosi in una concezione circolare del tempo. In questa accezione il tempo è Aion: eterno e quindi non misurabile, ma anche relativo, deformato dalle masse che compongono l&#39;universo. Il cervello è parte di questo meccanismo: si evolve e genera intelligenza fino al punto di rottura, partecipando attivamente al ciclo infinito di nascita e rinascita dell&#39;universo.</p>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
<a href="https://caserta24ore.blogspot.com/" rel="nofollow">&gt;&gt;Sito principale</a>
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      <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 19:53:21 +0000</pubDate>
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      <title>Il tempo non esiste: la risonanze quantistiche tra cervello e universo</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bil-tempo-non-esiste-la-risonanze-quantistiche-tra-cervello-e-universo-b</link>
      <description>&lt;![CDATA[/bIl tempo non esiste: la risonanze quantistiche tra cervello e universo/b&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai0N4TUCSNdDYZ-IEc-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcENM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAxviYep097BHU1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s3264/1000039416.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0px; text-align: center;&#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; data-original-height=&#34;3264&#34; data-original-width=&#34;2448&#34; height=&#34;600&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai0N4TUCSNdDYZ-IEc-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcENM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAxviYep097BHU1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s600/1000039416.jpg&#34; //a/div&#xA;Per ovvi motivi non è stato mai possibile esplorare completamente l&#39;universo, e analogamente rimane misterioso il funzionamento profondo del cervello umano. Cosa anima il cervello degli esseri viventi? Cosa anima l&#39;universo?&#xA;&#xA;Come spiegare fenomeni come la glossolalia o la rivelazione di conoscenze apparentemente inaccessibili durante stati di trance profonda o ipnosi? E se la memoria non fosse solo biologica, ma risiedesse in un campo informativo condiviso? Come influisce il tempo sul nostro cervello? Invecchiando o a causa di patologie, il tempo e lo spazio nella nostra percezione si dissolvonoi: esiste dunque un collegamento intrinseco tra la struttura dello spaziotempo universale e l&#39;animazione della coscienza?&#xA;&#xA;L&#39;uomo ha sempre cercato di misurare il tempo; i greci lo hanno personificato negli Dei. Chronos era il tempo cronologico e sequenziale, una dimensione di quantità; Kairos, quello del tempo nel quale accade qualcosa di importante, una dimensione di qualità; Aion il tempo eterno e Eniautos il tempo fisso e definito, convenzionalmente un anno.&#xA;&#xA;Uno dei profeti delle grandi religioni monoteiste, Gesù Cristo, iniziando la sua missione predicò: &#34;Il Kairos è giunto...&#34;, come se al suo cervello fosse stato comunicato di dare inizio agli eventi che avrebbero generato la Cristianità. Molti eventi legati alla genesi di questa fede sembrano inseriti in un contesto astronomico e di date precise, sin prima della nascita di Gesù. Fenomeni celesti come la stella di Betlemme, l&#39;ingresso in Gerusalemme in groppa a un mulo (che avviò la condanna) e l&#39;eclissi al momento del trapasso, appaiono come tasselli necessari ad alimentare il mito e permettere l&#39;espansione successiva della Cristianità.&#xA;&#xA;Ma qual è il meccanismo che permetterebbe di accedere a questa conoscenza? Il biologo britannico Rupert Sheldrake, nato nel 1942, partendo dalla teoria dell&#39;ereditarietà, asserisce che comportamenti e strutture in natura si trasmettano non solo tramite genetica o ambiente, ma attraverso uno spazio e un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria: i campi morfici. In questa visione, il campo morfico agisce come una memoria universale non locale, simile a un &#34;cloud&#34; cosmico accessibile istantaneamente.&#xA;&#xA;Analoghe interpretazioni emergono dalla fisica quantistica. Le vibrazioni di strutture proteiche microscopiche presenti nel nostro cervello, i microtubuli, si comportano sia come particelle che come onde. In termini di probabilità statistica quantistica, due particelle possono essere correlate in modo profondo (entanglement): lo stato dell&#39;una influenza immediatamente l&#39;altra anche a grandi distanze. Attenzione: nessuna particella &#34;viaggia&#34; per coprire questa distanza. Non c&#39;è spostamento fisico, ma una correlazione istantanea che sfida l&#39;intuizione classica.&#xA;&#xA;Se il cervello umano, attraverso le vibrazioni quantistiche dei suoi microtubuli, possiede la capacità di sintonizzarsi su queste frequenze morfiche, fenomeni come l&#39;intuizione profetica non sarebbero miracoli sovrannaturali, ma il risultato di una risonanza con l&#39;intero tessuto della storia. Questo è possibile perché, a livello fondamentale, tempo e spazio non sono barriere insormontabili.&#xA;&#xA;Questo ci costringe a rivedere la natura del tempo. Se l&#39;informazione può essere condivisa istantaneamente, il tempo come lo intende il modello relativistico di Einstein potrebbe rivelarsi meno assoluto di quanto crediamo, emergendo forse come un&#39;illusione della nostra percezione macroscopica, incapace di cogliere la vera natura atemporale dell&#39;universo.&#xA;&#xA;Il tempo dell&#39;universo appare allora come un continuo prodursi e disfarsi, in una sequenza eterna. L&#39;evoluzione cosmica parte da zero, si espande fino al &#34;tempo di rottura&#34; (un&#39;Apocalisse), per poi ripartire. Esistono varie teorie dell&#39;universo ciclico, tra cui il modello proposto dal 2001 dal fisico teorico Roger Penrose e dal collega Vahe Gurzadyan, che postula che la fine dell&#39;universo sia l&#39;inizio di uno nuovo.&#xA;&#xA;Quindi, riferito al genere umano in un&#39;ottica speculativa, se il cervello accede a questa rete informativa atemporale, si potrebbe ipotizzare che stati di coscienza elevati (come quelli dei profeti) permettano una percezione del Kairos che trascende il Chronos lineare, inserendosi in una concezione circolare del tempo. In questa accezione il tempo è Aion: eterno e quindi non misurabile, ma anche relativo, deformato dalle masse che compongono l&#39;universo. Il cervello è parte di questo meccanismo: si evolve e genera intelligenza fino al punto di rottura, partecipando attivamente al ciclo infinito di nascita e rinascita dell&#39;universo.&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p></b>Il tempo non esiste: la risonanze quantistiche tra cervello e universo</b></p>

<p><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai_0N4TUCSNdDYZ_-IEc_-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcE_NM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAx_viYep097BHU_1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s3264/1000039416.jpg" style="display: block; padding: 1em 0px; text-align: center;" rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRO3gmWJsSncwkwCNWai_0N4TUCSNdDYZ_-IEc_-Kyvz4D4aZOwnyYQ9AlVbVqcE_NM0Jl-Dr0AuqLtCh2x0wkv7i3WVJjuAx_viYep097BHU_1YpjpL2xOIR60P4WvpMS8akOI1N2a2zFrNLoZvVSApM4GTp-C4wXzzRB0MDF0-9qNyuSq27Q6lPmBu4/s600/1000039416.jpg"/></a></div>
Per ovvi motivi non è stato mai possibile esplorare completamente l&#39;universo, e analogamente rimane misterioso il funzionamento profondo del cervello umano. Cosa anima il cervello degli esseri viventi? Cosa anima l&#39;universo?</p>

<p>Come spiegare fenomeni come la glossolalia o la rivelazione di conoscenze apparentemente inaccessibili durante stati di trance profonda o ipnosi? E se la memoria non fosse solo biologica, ma risiedesse in un campo informativo condiviso? Come influisce il tempo sul nostro cervello? Invecchiando o a causa di patologie, il tempo e lo spazio nella nostra percezione si dissolvonoi: esiste dunque un collegamento intrinseco tra la struttura dello spaziotempo universale e l&#39;animazione della coscienza?</p>

<p>L&#39;uomo ha sempre cercato di misurare il tempo; i greci lo hanno personificato negli Dei. Chronos era il tempo cronologico e sequenziale, una dimensione di quantità; Kairos, quello del tempo nel quale accade qualcosa di importante, una dimensione di qualità; Aion il tempo eterno e Eniautos il tempo fisso e definito, convenzionalmente un anno.</p>

<p>Uno dei profeti delle grandi religioni monoteiste, Gesù Cristo, iniziando la sua missione predicò: “Il Kairos è giunto...”, come se al suo cervello fosse stato comunicato di dare inizio agli eventi che avrebbero generato la Cristianità. Molti eventi legati alla genesi di questa fede sembrano inseriti in un contesto astronomico e di date precise, sin prima della nascita di Gesù. Fenomeni celesti come la stella di Betlemme, l&#39;ingresso in Gerusalemme in groppa a un mulo (che avviò la condanna) e l&#39;eclissi al momento del trapasso, appaiono come tasselli necessari ad alimentare il mito e permettere l&#39;espansione successiva della Cristianità.</p>

<p>Ma qual è il meccanismo che permetterebbe di accedere a questa conoscenza? Il biologo britannico Rupert Sheldrake, nato nel 1942, partendo dalla teoria dell&#39;ereditarietà, asserisce che comportamenti e strutture in natura si trasmettano non solo tramite genetica o ambiente, ma attraverso uno spazio e un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria: i campi morfici. In questa visione, il campo morfico agisce come una memoria universale non locale, simile a un “cloud” cosmico accessibile istantaneamente.</p>

<p>Analoghe interpretazioni emergono dalla fisica quantistica. Le vibrazioni di strutture proteiche microscopiche presenti nel nostro cervello, i microtubuli, si comportano sia come particelle che come onde. In termini di probabilità statistica quantistica, due particelle possono essere correlate in modo profondo (entanglement): lo stato dell&#39;una influenza immediatamente l&#39;altra anche a grandi distanze. Attenzione: nessuna particella “viaggia” per coprire questa distanza. Non c&#39;è spostamento fisico, ma una correlazione istantanea che sfida l&#39;intuizione classica.</p>

<p>Se il cervello umano, attraverso le vibrazioni quantistiche dei suoi microtubuli, possiede la capacità di sintonizzarsi su queste frequenze morfiche, fenomeni come l&#39;intuizione profetica non sarebbero miracoli sovrannaturali, ma il risultato di una risonanza con l&#39;intero tessuto della storia. Questo è possibile perché, a livello fondamentale, tempo e spazio non sono barriere insormontabili.</p>

<p>Questo ci costringe a rivedere la natura del tempo. Se l&#39;informazione può essere condivisa istantaneamente, il tempo come lo intende il modello relativistico di Einstein potrebbe rivelarsi meno assoluto di quanto crediamo, emergendo forse come un&#39;illusione della nostra percezione macroscopica, incapace di cogliere la vera natura atemporale dell&#39;universo.</p>

<p>Il tempo dell&#39;universo appare allora come un continuo prodursi e disfarsi, in una sequenza eterna. L&#39;evoluzione cosmica parte da zero, si espande fino al “tempo di rottura” (un&#39;Apocalisse), per poi ripartire. Esistono varie teorie dell&#39;universo ciclico, tra cui il modello proposto dal 2001 dal fisico teorico Roger Penrose e dal collega Vahe Gurzadyan, che postula che la fine dell&#39;universo sia l&#39;inizio di uno nuovo.</p>

<p>Quindi, riferito al genere umano in un&#39;ottica speculativa, se il cervello accede a questa rete informativa atemporale, si potrebbe ipotizzare che stati di coscienza elevati (come quelli dei profeti) permettano una percezione del Kairos che trascende il Chronos lineare, inserendosi in una concezione circolare del tempo. In questa accezione il tempo è Aion: eterno e quindi non misurabile, ma anche relativo, deformato dalle masse che compongono l&#39;universo. Il cervello è parte di questo meccanismo: si evolve e genera intelligenza fino al punto di rottura, partecipando attivamente al ciclo infinito di nascita e rinascita dell&#39;universo.</p>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
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      <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 19:53:08 +0000</pubDate>
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      <title>Archeologia.</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/barcheologia</link>
      <description>&lt;![CDATA[bArcheologia. L&#39;origine di Petrulo: ritrovamenti archeologici nel quartiere Jurea meritano di essere studiati e valorizzati/b&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9nZWZ0SCTSuf5BPwx3nO6NzpRnwgqhPM3-bTELYwKAN9mZTODtV2QP7DFAM1Ffjh8WUiS3jg3tLDvvCC5UMJNczj2mvjnRcdEZkH-pYq0yFBTpzFI0I-MaGlqr2yPJkOKy4qmlcdcCliuNPucTsrhyoRnQcnwDTJLLXQDLwrUQkWSReir2G6GZI/s3264/1000041533.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9nZWZ0SCTSuf5BPwx3nO6NzpRnwgqhPM3-bTELYwKAN9mZTODtV2QP7DFAM1Ffjh8WUiS3jg3tLDvvCC5UMJNczj2mvjnRcdEZkH-pYq0yFBTpzFI0I-MaGlqr2yPJkOKy4qmlcdcCliuNPucTsrhyoRnQcnwDTJLLXQDLwrUQkWSReir2G6GZI/s600/1000041533.jpg&#34;//a/div&#xA;&#xA;L&#39;origine del nome Petrulo della frazione più antica di Calvi Risorta già antica Cales potrebbe essere svelata dal ritrovamento in abitazioni private di tracce inequivocabili della presenza del Castro Pretorio romano  nell&#39;antico quartiere, oggi denominato Jurea.&#xA;brbr&#xA;Cales e il suo ruolo strategico secondo le fonti storiche, fu una città degli Aurunci/Ausoni conquistata dai Romani nel 335 a.C.. I Romani vi stabilirono immediatamente una colonia con diritti latini, insediando 2.500 cittadini. La città divenne inizialmente il centro del dominio romano in Campania e una base cruciale durante la guerra contro Annibale. La sua posizione sulla Via Latina ne faceva un nodo strategico fondamentale per il controllo del territorio e il movimento delle truppe.&#xA;br&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgV6Ty2n747zJY6fPRY7vNRdzl7DFaD1aMro2Yex-X9U5RGrU9qdD86XsbFMxh99aZlxQZDYLInXmY-7nD9OtzHhcvmjFYwuGU1mKGnDxNlZqVMHPpby4zPZNmGLwaw14U8XOZocN2024gzHdbYQmsB9zRAZS99lFgd5dQvqIRDzN1A7W9SQEZoYVJ5B4U/s3264/1000041534.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgV6Ty2n747zJY6fPRY7vNRdzl7DFaD1aMro2Yex-X9U5RGrU9qdD86XsbFMxh99aZlxQZDYLInXmY-7nD9OtzHhcvmjFYwuGU1mKGnDxNlZqVMHPpby4zPZNmGLwaw14U8XOZocN2024gzHdbYQmsB9zRAZS99lFgd5dQvqIRDzN1A7W9SQEZoYVJ5B4U/s600/1000041534.jpg&#34;//a/divIl Castrum Pretorio nelle colonie romane indicava una struttura militare fortificata ma non era sempre un accampamento temporaneo, poteva evolvere rapidamente in una città strutturata. Non esiste una regola fissa che imponeva la costruzione del &#34;Castro Pretorio&#34; in un punto specifico esterno alla città nelle colonie consolidate; spesso il comando si trovava nel cuore dell&#39;insediamento o in posizioni elevate e difendibili o in posizioni strategiche esterne per il controllo del territorio.&#xA;brbr&#xA;Il toponimo Petrulo potrebbe derivare da una corruzione dialettale legata a &#34;Pretrorio&#34;. La presenza di laterizi romani molto pesanti nel quartiere Jurea, difficili da spiegare come semplice materiale di riporto dalla vicina Cales, suggerisce fortemente l&#39;esistenza di una struttura romana in loco. Un grande blocco di pietra lavorato e accuratamente squadrato (nella foto) è un reperto di notevole interesse: la superficie è liscia e presenta una modanatura (una sorta di cornice o listello) lungo il bordo superiore. Questo tipo di blocco non è un semplice materiale da costruzione. La sua forma e dimensione suggeriscono che potesse far parte di una soglia monumentale di un edificio pubblico o di una grande villa, costruita successivamente nel Castro e quindi il basamento per una statua o una colonna.&#xA;Il fatto che i laterizi siano troppo pesanti per essere stati trasportati facilmente come spoglio indica che la costruzione è avvenuta lì dove sono stati trovati. &#xA;brbr&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7Cn7JEYXiKoRDCMiZhT6rVE2OGtnJ-QTzXK1IIMT7zQi1IWXSqALGTmYPhZ3w1Ri-1yMsjAWTQ2kkiNdMRTX6aQSLfJLnYsrsehYuftYXa50T3ajYjTjdc-rYKUyDmV3DDnpgseg59I7akFBDk4fYYK7Y5kL3dQQ-Zynd2SsJCqSCSQnHOKtGESso/s3264/1000041535.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7Cn7JEYXiKoRDCMiZhT6rVE2OGtnJ-QTzXK1IIMT7zQi1IWXSqALGTmYPhZ3w1Ri-1yMsjAWTQ2kkiNdMRTX6aQSLfJLnYsrsehYuftYXa50T3ajYjTjdc-rYKUyDmV3DDnpgseg59I7akFBDk4fYYK7Y5kL3dQQ-Zynd2SsJCqSCSQnHOKtGESso/s600/1000041535.jpg&#34;//a/div&#xA;&#xA;Inoltre le foto pavimentali mostrano chiaramente due tipologie di pavimentazione stradale romana:&#xA;si osserva il nucleo o la base della strada (statumen e rudus), composta da pietrisco e frammenti di laterizio legati da malta. Questa è la struttura portante che veniva preparata prima della posa delle pietre finali cioè il vero e proprio basolato. Le pietre (dette silex o glarea) sono poligonali, ben accostate e mostrano i segni dell&#39;usura dovuta al passaggio di carri e pedoni. La tecnica costruttiva è inconfondibilmente romana e indica che questa non era una semplice strada sterrata, ma una via ufficiale o di grande importanza, costruita per durare. La presenza di un basolato così ben conservato a Petrulo rafforza l&#39;idea che qui passasse una via di comunicazione rilevante, una strada di accesso a un insediamento importante.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEidvvbh9iXiX1YJ8nUZQF8sy3ZktfF1-mnEdOOLra0DgtodxZlgmQewH6WVh0TyKVM1iyXUveXzY5fb7u9wAKVNkzWlJPkPIH-PV3V76wt0bGKjpkFaE8zc0Qm-KvztbQbdQLwNyPJATT2TT2uiTi6z2YM7nkIRWqeSAPntBA-3gGdwUBhz-Th51njNTM/s318/bassogiudea.jpeg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;400&#34; data-original-height=&#34;159&#34; data-original-width=&#34;318&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEidvvbh9iXiX1YJ8nUZQF8sy3ZktfF1-mnEdOOLra0DgtodxZlgmQewH6WVh0TyKVM1iyXUveXzY5fb7u9wAKVNkzWlJPkPIH-PV3V76wt0bGKjpkFaE8zc0Qm-KvztbQbdQLwNyPJATT2TT2uiTi6z2YM7nkIRWqeSAPntBA-3gGdwUBhz-Th51njNTM/s400/bassogiudea.jpeg&#34;//a/divdiv class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5oYwVOLuxm-p30Frzz7fTxHKKgmaMublE6hNXao1N-70gqu4wkq7Ucplrpowd3d614KdZL1UbmVhnPa02iQEyHLa7pOvSy3QflPBeQLBUrMDvqf3n5Cvv27f4lalyXuRx5lXZZXkG-5g8vLtkONzGIpYmbfNjZL4HP2BMqhTJ1lVFnMF0uIi2RIQ/s827/portalegiudeapetrulo-c8015.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; height=&#34;400&#34; data-original-height=&#34;827&#34; data-original-width=&#34;620&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5oYwVOLuxm-p30Frzz7fTxHKKgmaMublE6hNXao1N-70gqu4wkq7Ucplrpowd3d614KdZL1UbmVhnPa02iQEyHLa7pOvSy3QflPBeQLBUrMDvqf3n5Cvv27f4lalyXuRx5lXZZXkG-5g8vLtkONzGIpYmbfNjZL4HP2BMqhTJ1lVFnMF0uIi2RIQ/s400/portalegiudeapetrulo-c8015.jpg&#34;//a/div&#xA;Tutti questi elementi rendono molto improbabile che si tratti di materiale trasportato da Cales. La logica e l&#39;economia dei trasporti nell&#39;antichità sconsigliavano di spostare materiali così pesanti senza una ragione specifica. È molto più plausibile che questi reperti siano le testimonianze di un insediamento romano significativo a Petrulo come una statio (stazione di posta o di controllo) lungo una via importante, una villa rustica di proprietà di un ricco cittadino di Cales, con annessi edifici produttivi e una propria strada di accesso basolata o un piccolo nucleo abitativo o un avamposto militare (il &#34;Castrum&#34;) per il controllo del territorio circostante.&#xA;Inoltre la presenza di un basso rilievo in loco con due uomini che fronteggiano un bue, con la testa rivolta indietro e il corpo allungato dell&#39;animale, è tipica della rappresentazione di animali nell&#39;arte romana, spesso usata in scene di caccia o come motivo decorativo in edifici pubblici, templi e ville di lusso. La presenza di un elemento artistico come questo conferma che l&#39;insediamento di Petrulo non era un semplice accampamento militare spartano, ma un luogo abitato da persone di un certo rango, che potevano permettersi decorazioni scolpite.&#xA;brbr&#xA;Petrulo non è un luogo qualsiasi. È un sito archeologico a tutti gli effetti, che merita di essere studiato e valorizzato. La combinazione di toponimo, tradizione orale (il quartiere &#34;Jurea&#34;) e, soprattutto, questa straordinaria quantità di evidenze materiali, ne fa un tassello fondamentale per comprendere il territorio dell&#39;antica Cales al di là del suo centro urbano principale&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Archeologia. L&#39;origine di Petrulo: ritrovamenti archeologici nel quartiere Jurea meritano di essere studiati e valorizzati</b></p>

<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9nZWZ0SCTSuf5BPwx3nO6NzpRnwgqhPM3-_bTELYwKAN9mZTODtV2_QP7DFAM1Ffjh8WUiS3jg3tLDvvCC5UMJNczj2mvjnRcdEZkH-pYq_0yFBTpzFI0I-MaGlqr2yPJkOKy4qmlcdcCliuNP_ucTsrh_yoRnQcnwDTJLLXQDLwrUQkWSReir2G6GZI/s3264/1000041533.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9nZWZ0SCTSuf5BPwx3nO6NzpRnwgqhPM3-_bTELYwKAN9mZTODtV2_QP7DFAM1Ffjh8WUiS3jg3tLDvvCC5UMJNczj2mvjnRcdEZkH-pYq_0yFBTpzFI0I-MaGlqr2yPJkOKy4qmlcdcCliuNP_ucTsrh_yoRnQcnwDTJLLXQDLwrUQkWSReir2G6GZI/s600/1000041533.jpg"/></a></div>

<p>L&#39;origine del nome Petrulo della frazione più antica di Calvi Risorta già antica Cales potrebbe essere svelata dal ritrovamento in abitazioni private di tracce inequivocabili della presenza del Castro Pretorio romano  nell&#39;antico quartiere, oggi denominato Jurea.
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Cales e il suo ruolo strategico secondo le fonti storiche, fu una città degli Aurunci/Ausoni conquistata dai Romani nel 335 a.C.. I Romani vi stabilirono immediatamente una colonia con diritti latini, insediando 2.500 cittadini. La città divenne inizialmente il centro del dominio romano in Campania e una base cruciale durante la guerra contro Annibale. La sua posizione sulla Via Latina ne faceva un nodo strategico fondamentale per il controllo del territorio e il movimento delle truppe.
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Il toponimo Petrulo potrebbe derivare da una corruzione dialettale legata a “Pretrorio”. La presenza di laterizi romani molto pesanti nel quartiere Jurea, difficili da spiegare come semplice materiale di riporto dalla vicina Cales, suggerisce fortemente l&#39;esistenza di una struttura romana in loco. Un grande blocco di pietra lavorato e accuratamente squadrato (nella foto) è un reperto di notevole interesse: la superficie è liscia e presenta una modanatura (una sorta di cornice o listello) lungo il bordo superiore. Questo tipo di blocco non è un semplice materiale da costruzione. La sua forma e dimensione suggeriscono che potesse far parte di una soglia monumentale di un edificio pubblico o di una grande villa, costruita successivamente nel Castro e quindi il basamento per una statua o una colonna.
Il fatto che i laterizi siano troppo pesanti per essere stati trasportati facilmente come spoglio indica che la costruzione è avvenuta lì dove sono stati trovati.
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<p>Inoltre le foto pavimentali mostrano chiaramente due tipologie di pavimentazione stradale romana:
si osserva il nucleo o la base della strada (statumen e rudus), composta da pietrisco e frammenti di laterizio legati da malta. Questa è la struttura portante che veniva preparata prima della posa delle pietre finali cioè il vero e proprio basolato. Le pietre (dette silex o glarea) sono poligonali, ben accostate e mostrano i segni dell&#39;usura dovuta al passaggio di carri e pedoni. La tecnica costruttiva è inconfondibilmente romana e indica che questa non era una semplice strada sterrata, ma una via ufficiale o di grande importanza, costruita per durare. La presenza di un basolato così ben conservato a Petrulo rafforza l&#39;idea che qui passasse una via di comunicazione rilevante, una strada di accesso a un insediamento importante.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEidvvbh9iXiX1YJ8nUZQF8sy3ZktfF1-mnEdOOLra0DgtodxZlgmQewH6WVh0TyKVM1iyXUveXzY5fb7u9wAKVNkzWlJPkPIH-PV3V76wt0bGKjpkFaE8zc0Q_m-KvztbQbdQLwNyPJATT2TT2uiTi6z2YM7nkIRWqeSAPntBA-3gGdwUBhz-Th51njNTM/s318/bassogiudea.jpeg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEidvvbh9iXiX1YJ8nUZQF8sy3ZktfF1-mnEdOOLra0DgtodxZlgmQewH6WVh0TyKVM1iyXUveXzY5fb7u9wAKVNkzWlJPkPIH-PV3V76wt0bGKjpkFaE8zc0Q_m-KvztbQbdQLwNyPJATT2TT2uiTi6z2YM7nkIRWqeSAPntBA-3gGdwUBhz-Th51njNTM/s400/bassogiudea.jpeg"/></a></div><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5oYwVOLuxm-p30Frzz7fTxHKKgmaMu_blE6hNXao1N-70gqu4w_kq7Ucp_lrpowd3d614KdZL1UbmVhnPa02iQEyHLa7pOvSy3QflPBeQLBUrMDvqf3n5Cvv27f4lalyXuRx5lXZZXkG-5g8vLtk_ONzGIpYmbfNjZL4HP2BMqhTJ1lVFnMF0uIi2RIQ/s827/portalegiudeapetrulo-c8015.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5oYwVOLuxm-p30Frzz7fTxHKKgmaMu_blE6hNXao1N-70gqu4w_kq7Ucp_lrpowd3d614KdZL1UbmVhnPa02iQEyHLa7pOvSy3QflPBeQLBUrMDvqf3n5Cvv27f4lalyXuRx5lXZZXkG-5g8vLtk_ONzGIpYmbfNjZL4HP2BMqhTJ1lVFnMF0uIi2RIQ/s400/portalegiudeapetrulo-c8015.jpg"/></a></div>
Tutti questi elementi rendono molto improbabile che si tratti di materiale trasportato da Cales. La logica e l&#39;economia dei trasporti nell&#39;antichità sconsigliavano di spostare materiali così pesanti senza una ragione specifica. È molto più plausibile che questi reperti siano le testimonianze di un insediamento romano significativo a Petrulo come una statio (stazione di posta o di controllo) lungo una via importante, una villa rustica di proprietà di un ricco cittadino di Cales, con annessi edifici produttivi e una propria strada di accesso basolata o un piccolo nucleo abitativo o un avamposto militare (il “Castrum”) per il controllo del territorio circostante.
Inoltre la presenza di un basso rilievo in loco con due uomini che fronteggiano un bue, con la testa rivolta indietro e il corpo allungato dell&#39;animale, è tipica della rappresentazione di animali nell&#39;arte romana, spesso usata in scene di caccia o come motivo decorativo in edifici pubblici, templi e ville di lusso. La presenza di un elemento artistico come questo conferma che l&#39;insediamento di Petrulo non era un semplice accampamento militare spartano, ma un luogo abitato da persone di un certo rango, che potevano permettersi decorazioni scolpite.
<br><br>
Petrulo non è un luogo qualsiasi. È un sito archeologico a tutti gli effetti, che merita di essere studiato e valorizzato. La combinazione di toponimo, tradizione orale (il quartiere “Jurea”) e, soprattutto, questa straordinaria quantità di evidenze materiali, ne fa un tassello fondamentale per comprendere il territorio dell&#39;antica Cales al di là del suo centro urbano principale</p>

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<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
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      <guid>https://noblogo.org/caserta24ore/barcheologia</guid>
      <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 02:22:52 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Il verde urbano e il Bagolaro: un alleato per le nostre città</title>
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      <description>&lt;![CDATA[bIl verde urbano e il Bagolaro: un alleato per le nostre città/b&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhX2lm246gu0hQKURdCAPjgqy1xwV9cSd37J1VIEZYo8zOxkXq6E0f0fXlRw8FP6W2GkVSDeYNVbwAZWb00H4CwCQRvItOnyq32c173qda7UdjoYPNQOTC8KWCNKMX2rwt6vL4Mxp0qs5jo1sS8QpYfGm0swVFR5xA3qIenqXc11urQO6QD4HXkJshE/s587/1000040742.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;375&#34; data-original-width=&#34;587&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhX2lm246gu0hQKURdCAPjgqy1xwV9cSd37J1VIEZYo8zOxkXq6E0f0fXlRw8FP6W2GkVSDeYNVbwAZWb00H4CwCQRvItOnyq32c173qda7UdjoYPNQOTC8KWCNKMX2rwt6vL4Mxp0qs5jo1sS8QpYfGm0swVFR5xA3qIenqXc11urQO6QD4HXkJshE/s320/1000040742.jpg&#34;//a/div&#xA;La piantumazione di alberi, specialmente lungo i viali cittadini, rappresenta una strategia fondamentale per migliorare la qualità della vita. Le chiome degli alberi non solo offrono ombra e riducono l&#39;effetto &#34;isola di calore&#34;, ma filtrano anche le polveri sottili e assorbono CO2, contribuendo a mitigare l&#39;inquinamento atmosferico. Inoltre, un viale alberato ben progettato aumenta il valore estetico e psicologico degli spazi urbani, rendendoli più accoglienti per i cittadini.&#xA;&#xA;Tra le specie più indicate per l&#39;arredo urbano spicca il Bagolaro (Celtis australis), spesso definito &#34;albero dei rosari&#34; per i suoi frutti. Questa pianta è apprezzata per la sua chioma ampia, densa e globosa, capace di proiettare un&#39;ombra generosa durante i mesi estivi. Le foglie, di un verde brillante, creano un filtro luminoso particolarmente piacevole.&#xA;&#xA;Un altro punto di forza del bagolaro è il suo apparato radicale. A differenza di altre specie che possono danneggiare marciapiedi e tubature, il bagolaro sviluppa radici profonde e robuste che lo rendono estremamente stabile e resistente al vento, riducendo il rischio di ribaltamento e i danni alle pavimentazioni stradali se messo a dimora correttamente.brbr&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTBJ3gufZzTdmIjURsk2juIq0RGECecNqgwfYhVSXfoKb00vESIDQG6FLyE5d0K1DYFITxyHd8RDLdVacQ2QQ7QelvWZmmFzbK3fJP24flqXk0463Rdv2L4sZvVwWUaVutLv4Y7PA8tc6Olz7uUlcLJYYI95eJhfQLL4gGeIOLyA9Cct-SiSKCbU3kE/s3264/1000039815.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; height=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;3264&#34; data-original-width=&#34;2448&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTBJ3gufZzTdmIjURsk2juIq0RGECecNqgwfYhVSXfoKb00vESIDQG6FLyE5d0K1DYFITxyHd8RDLdVacQ2QQ7QelvWZmmFzbK3fJP24flqXk0463Rdv2L4sZvVwWUaVutLv4Y7PA8tc6Olz7uUlcLJYYI95eJhfQLL4gGeIOLyA9Cct-SiSKCbU3kE/s600/1000039815.jpg&#34;//a/div&#xA;Infine, il legno del bagolaro è noto per la sua eccezionale durezza, elasticità e resistenza all&#39;usura. Storicamente utilizzato per costruire cerchi per botti, manici di attrezzi e persino per i raggi delle ruote dei carri, questo legno duro testimonia la solidità strutturale di una pianta che unisce bellezza paesaggistica a una longevità e resistenza ideali per le sfide delle città moderne.&#xA;Per chi volesse mettere a dimora una piantina la prossima primavera puo&#39;contattare la nostra redazione che metterà in contatto con i volontari del verde.&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Il verde urbano e il Bagolaro: un alleato per le nostre città</b>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhX2lm246gu0hQKURdCAPjgqy1xwV9cSd37J1_VIEZYo8zOxkXq6E0f0fXlRw8FP6W2GkVSDeYNVbwAZWb00H4CwCQRvItOnyq32c173qda7UdjoYPNQOTC8KWCNKMX2rwt6vL4Mxp_0qs5jo1sS8QpYfGm0swVFR5xA3qIenqXc11urQO6QD4HXkJshE/s587/1000040742.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhX2lm246gu0hQKURdCAPjgqy1xwV9cSd37J1_VIEZYo8zOxkXq6E0f0fXlRw8FP6W2GkVSDeYNVbwAZWb00H4CwCQRvItOnyq32c173qda7UdjoYPNQOTC8KWCNKMX2rwt6vL4Mxp_0qs5jo1sS8QpYfGm0swVFR5xA3qIenqXc11urQO6QD4HXkJshE/s320/1000040742.jpg"/></a></div>
La piantumazione di alberi, specialmente lungo i viali cittadini, rappresenta una strategia fondamentale per migliorare la qualità della vita. Le chiome degli alberi non solo offrono ombra e riducono l&#39;effetto “isola di calore”, ma filtrano anche le polveri sottili e assorbono CO2, contribuendo a mitigare l&#39;inquinamento atmosferico. Inoltre, un viale alberato ben progettato aumenta il valore estetico e psicologico degli spazi urbani, rendendoli più accoglienti per i cittadini.</p>

<p>Tra le specie più indicate per l&#39;arredo urbano spicca il Bagolaro (Celtis australis), spesso definito “albero dei rosari” per i suoi frutti. Questa pianta è apprezzata per la sua chioma ampia, densa e globosa, capace di proiettare un&#39;ombra generosa durante i mesi estivi. Le foglie, di un verde brillante, creano un filtro luminoso particolarmente piacevole.</p>

<p>Un altro punto di forza del bagolaro è il suo apparato radicale. A differenza di altre specie che possono danneggiare marciapiedi e tubature, il bagolaro sviluppa radici profonde e robuste che lo rendono estremamente stabile e resistente al vento, riducendo il rischio di ribaltamento e i danni alle pavimentazioni stradali se messo a dimora correttamente.<br><br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTBJ3gufZzTdm_IjURsk2juIq0RGECecNqgwfYhVSXfoKb00vESIDQG6FLyE5d0K1DYFITxyHd8RDLdVacQ2QQ7QelvWZ_mmFzbK3fJP24flqXk0463Rdv2L4sZvVwWUaVutLv4Y7PA8tc6Olz7uUlcLJYYI95eJhfQLL4gGeIOLyA9Cct-SiSKCbU3kE/s3264/1000039815.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTBJ3gufZzTdm_IjURsk2juIq0RGECecNqgwfYhVSXfoKb00vESIDQG6FLyE5d0K1DYFITxyHd8RDLdVacQ2QQ7QelvWZ_mmFzbK3fJP24flqXk0463Rdv2L4sZvVwWUaVutLv4Y7PA8tc6Olz7uUlcLJYYI95eJhfQLL4gGeIOLyA9Cct-SiSKCbU3kE/s600/1000039815.jpg"/></a></div>
Infine, il legno del bagolaro è noto per la sua eccezionale durezza, elasticità e resistenza all&#39;usura. Storicamente utilizzato per costruire cerchi per botti, manici di attrezzi e persino per i raggi delle ruote dei carri, questo legno duro testimonia la solidità strutturale di una pianta che unisce bellezza paesaggistica a una longevità e resistenza ideali per le sfide delle città moderne.
Per chi volesse mettere a dimora una piantina la prossima primavera puo&#39;contattare la nostra redazione che metterà in contatto con i volontari del verde.</p>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
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</p>
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      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 12:24:52 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Truffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l&#39;alert nell&#39;Agro Caleno</title>
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      <description>&lt;![CDATA[bTruffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l&#39;alert nell&#39;Agro Caleno/b&#xA;&#xA;(gia.par.) &#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwTOADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rrft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyTV-g-1einCsD8ojfEuzALHPbcv6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s2048/1000038386.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;400&#34; data-original-height=&#34;1536&#34; data-original-width=&#34;2048&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwTOADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rrft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyTV-g-1einCsD8ojfEuzALHPbcv6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s400/1000038386.jpg&#34;//a/div&#xA;Con l&#39;approssimarsi delle vacanze estive, aumenteranno i casi di truffa ai danni di persone che vivono sole e degli anziani, nonché i furti in ville e abitazioni lasciate vuote dai proprietari in vacanza.&#xA;È questo l&#39;allerta diramato dalle Forze dell&#39;Ordine, anche nella provincia di Caserta e in particolare nella zona dell&#39;Agro Caleno, dove, per la peculiarità del territorio, gli anziani sono maggiormente presi di mira dai malintenzionati.brbr&#xA;&#xA;Proprio a Calvi Risorta, negli scorsi giorni, una donna è stata vittima di un raggiro con la tecnica del &#34;finto Carabiniere&#34;. In quel caso, è stato fatto credere telefonicamente alla vittima di avere una multa arretrata per un pagamento non dovuto del bollo auto; le è stato detto che, per bloccare il pignoramento del veicolo, avrebbe dovuto consegnare una somma di denaro o beni di valore in cauzione a un incaricato che sarebbe passato di lì a breve. Insomma, una truffa tra le tante, alcune anche fantasiose. La più diffusa rimane quella del &#34;falso nipote&#34;, dove si fa credere che un familiare che vive fuori sia stato vittima di un incidente. Il fine ultimo di tutte queste truffe è sempre lo stesso: ottenere denaro o beni di valore.brbr&#xA;&#xA;Ma come fanno a mettere in atto questi raggiri? Sul &#34;dark web&#34;, quella parte di Internet non accessibile dai motori di ricerca, sono in vendita dossier contenenti dati personali di numerosi cittadini. Ad esempio, all&#39;inizio della guerra in Ucraina, si ritiene che presunti hacker russi abbiano violato i database dell&#39;INPS, del Sistema Sanitario e del Ministero dei Trasporti. Solitamente lo fanno ai danni di aziende private per chiedere un riscatto, ma in quel caso, essendo il fine quello di danneggiare l&#39;Italia, paese ritenuto ostile, i dati furono pubblicati online sul dark web.&#xA;Numeri di telefono, indirizzi, residenze di anziani soli e dati di autovetture furono, e forse sono ancora, a disposizione dei truffatori.brbr&#xA;&#xA;A volte, tuttavia, siamo noi stessi a fornire i nostri dati a questi criminali, che li usano per carpire informazioni su parentele, abitudini ed età. Lo facciamo inconsapevolmente attraverso i social network. Altre volte, gli hacker entrano &#34;in casa&#34; violando le nostre telecamere di sicurezza. In pochi sanno cosa significhi aggiornare il firmware di una telecamera (come le diffuse Tapo) o semplicemente impostare una password robusta per proteggere l&#39;accesso ai video in diretta delle nostre abitazioni. I malintenzionati possono così accedere virtualmente alle stanze dove sono installate le telecamere, arrivando paradossalmente a sorvegliarci.brbr&#xA;&#xA;Come tutelarsi?&#xA;Per quanto riguarda i dossieraggi già in circolazione, purtroppo poco possiamo fare: l&#39;infrastruttura informatica italiana dipende spesso da altri Paesi e la nostra rete risulta vulnerabile. Inoltre, chi vende sicurezza raramente rende chiari i codici sorgenti delle applicazioni che gestiscono i nostri dispositivi agli installatori.brbr&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiMKhoaTg1IOV8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17n-vrowy2RMfR2AE/s691/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;402&#34; data-original-width=&#34;691&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiMKhoaTg1IOV8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17n-vrowy2RMfR2AE/s320/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png&#34;//a/div&#xA;&#xA;Affidiamoci quindi al decalogo dei Carabinieri a href=&#34;https://www.carabinieri.it/docs/default-source/editoria/pubblicazioni/truffe-agli-anziani.pdf&#34;(CLICCA QUI PER SCARICARLO)/a, pubblicato qualche anno fa ma sempre attuale; ma la regola principale, nel caso ci si accorga della truffa, è prendere tempo e chiamare un familiare. Se non ci si riesce perché i truffatori tentano di bloccare la linea telefonica, bisogna chiamare i vicini urlando dalla finestra. Quando si ricevono chiamate da call center o da persone sconosciute, occorre riagganciare subito, dichiarando di non essere interessati. Quando bussano alla porta per notifiche (ad esempio relative a rifiuti o utenze idriche), limitiamoci a ritirare l&#39;atto e chiudiamo immediatamente.&#xA;Insomma, serve buon senso, senza lasciarsi prendere dal panico; tuttavia, per un ultrasettantenne mantenere la lucidità non è sempre facile, bisogna quindi, non lasciare soli gli anziani, sopratutto in questo periodo di vacanze estive.&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Truffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l&#39;alert nell&#39;Agro Caleno</b></p>

<p>(gia.par.)
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwT_OADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rr_ft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyT_V-g-1einCsD8ojfEuzALHPbc_v6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2_SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s2048/1000038386.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwT_OADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rr_ft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyT_V-g-1einCsD8ojfEuzALHPbc_v6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2_SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s400/1000038386.jpg"/></a></div>
Con l&#39;approssimarsi delle vacanze estive, aumenteranno i casi di truffa ai danni di persone che vivono sole e degli anziani, nonché i furti in ville e abitazioni lasciate vuote dai proprietari in vacanza.
È questo l&#39;allerta diramato dalle Forze dell&#39;Ordine, anche nella provincia di Caserta e in particolare nella zona dell&#39;Agro Caleno, dove, per la peculiarità del territorio, gli anziani sono maggiormente presi di mira dai malintenzionati.<br><br></p>

<p>Proprio a Calvi Risorta, negli scorsi giorni, una donna è stata vittima di un raggiro con la tecnica del “finto Carabiniere”. In quel caso, è stato fatto credere telefonicamente alla vittima di avere una multa arretrata per un pagamento non dovuto del bollo auto; le è stato detto che, per bloccare il pignoramento del veicolo, avrebbe dovuto consegnare una somma di denaro o beni di valore in cauzione a un incaricato che sarebbe passato di lì a breve. Insomma, una truffa tra le tante, alcune anche fantasiose. La più diffusa rimane quella del “falso nipote”, dove si fa credere che un familiare che vive fuori sia stato vittima di un incidente. Il fine ultimo di tutte queste truffe è sempre lo stesso: ottenere denaro o beni di valore.<br><br></p>

<p>Ma come fanno a mettere in atto questi raggiri? Sul “dark web”, quella parte di Internet non accessibile dai motori di ricerca, sono in vendita dossier contenenti dati personali di numerosi cittadini. Ad esempio, all&#39;inizio della guerra in Ucraina, si ritiene che presunti hacker russi abbiano violato i database dell&#39;INPS, del Sistema Sanitario e del Ministero dei Trasporti. Solitamente lo fanno ai danni di aziende private per chiedere un riscatto, ma in quel caso, essendo il fine quello di danneggiare l&#39;Italia, paese ritenuto ostile, i dati furono pubblicati online sul dark web.
Numeri di telefono, indirizzi, residenze di anziani soli e dati di autovetture furono, e forse sono ancora, a disposizione dei truffatori.<br><br></p>

<p>A volte, tuttavia, siamo noi stessi a fornire i nostri dati a questi criminali, che li usano per carpire informazioni su parentele, abitudini ed età. Lo facciamo inconsapevolmente attraverso i social network. Altre volte, gli hacker entrano “in casa” violando le nostre telecamere di sicurezza. In pochi sanno cosa significhi aggiornare il firmware di una telecamera (come le diffuse Tapo) o semplicemente impostare una password robusta per proteggere l&#39;accesso ai video in diretta delle nostre abitazioni. I malintenzionati possono così accedere virtualmente alle stanze dove sono installate le telecamere, arrivando paradossalmente a sorvegliarci.<br><br></p>

<p>Come tutelarsi?
Per quanto riguarda i dossieraggi già in circolazione, purtroppo poco possiamo fare: l&#39;infrastruttura informatica italiana dipende spesso da altri Paesi e la nostra rete risulta vulnerabile. Inoltre, chi vende sicurezza raramente rende chiari i codici sorgenti delle applicazioni che gestiscono i nostri dispositivi agli installatori.<br><br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiM_Kho_aTg1IO_V8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17_n-vrowy2RMfR2AE/s691/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiM_Kho_aTg1IO_V8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17_n-vrowy2RMfR2AE/s320/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png"/></a></div></p>

<p>Affidiamoci quindi al decalogo dei Carabinieri <a href="https://www.carabinieri.it/docs/default-source/editoria/pubblicazioni/truffe-agli-anziani.pdf" rel="nofollow">(CLICCA QUI PER SCARICARLO)</a>, pubblicato qualche anno fa ma sempre attuale; ma la regola principale, nel caso ci si accorga della truffa, è prendere tempo e chiamare un familiare. Se non ci si riesce perché i truffatori tentano di bloccare la linea telefonica, bisogna chiamare i vicini urlando dalla finestra. Quando si ricevono chiamate da call center o da persone sconosciute, occorre riagganciare subito, dichiarando di non essere interessati. Quando bussano alla porta per notifiche (ad esempio relative a rifiuti o utenze idriche), limitiamoci a ritirare l&#39;atto e chiudiamo immediatamente.
Insomma, serve buon senso, senza lasciarsi prendere dal panico; tuttavia, per un ultrasettantenne mantenere la lucidità non è sempre facile, bisogna quindi, non lasciare soli gli anziani, sopratutto in questo periodo di vacanze estive.</p>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
<a href="https://caserta24ore.blogspot.com/" rel="nofollow">&gt;&gt;Sito principale</a>
</b>
</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/caserta24ore/btruffe-agli-anziani</guid>
      <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:11:53 +0000</pubDate>
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      <title>Caserta: Tragedie annunciate, il dramma silenzioso dell&#39;Alzheimer e la...</title>
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      <description>&lt;![CDATA[bCaserta: Tragedie annunciate, il dramma silenzioso dell&#39;Alzheimer e la solitudine di chi assiste, cosa fare in provincia di Caserta e l&#39;INPS nega l&#39;assistenza/b&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAXefquJcrvmffwfvMPqKpHJWYe1Yi6VAdFSsCfMfGssnh0FZdx4SEMm0vmQYHBtUCKKOiE0G4ygnhdUr45svgJwzmboCPxfLhHapVNw5hSUjYmR8pIgPdWCo8VF1TGYy-ogYM1kS0wjnJfbhT251K09Fz5Km50TLnpnNhSP8o3vRb2kO709tVkp-Z9sA/s702/Screenshot%202026-06-24%2019.23.28.png&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;546&#34; data-original-width=&#34;702&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAXefquJcrvmffwfvMPqKpHJWYe1Yi6VAdFSsCfMfGssnh0FZdx4SEMm0vmQYHBtUCKKOiE0G4ygnhdUr45svgJwzmboCPxfLhHapVNw5hSUjYmR8pIgPdWCo8VF1TGYy-ogYM1kS0wjnJfbhT251K09Fz5Km50TLnpnNhSP8o3vRb2kO709tVkp-Z9sA/s600/Screenshot%202026-06-24%2019.23.28.png&#34;//a/div&#xA;Purtroppo spesso le cronache ci consegnano notizie di roghi in abitazioni, incendi o anziani finiti al pronto soccorso perché hanno ingerito detersivi. Capita a noi giornalisti di dare la notizia nell&#39;immediato, soprattutto se c&#39;è di mezzo un morto, e poi nulla più. Difficilmente si va dentro alla notizia per cercare il perché di queste tragedie.brbr&#xA;Questi episodi accadono a persone anziane ultraottantenni con iniziali segnali di decadimento mentale, ma il più delle volte anche ad anziani più giovani affetti da Alzheimer. Molto spesso queste persone, perché difficili da gestire, vengono lasciate sole: non sanno in che epoca vivono, il passato prossimo non esiste più, tendono a non lavarsi. Fisicamente sono in grado di camminare e parlare, ma il più delle volte in maniera sconclusionata. Se non seguite da un caregiver, finiscono per perdersi e devono essere riaccompagnate a casa dal benefattore di turno; mangiano male perché non sono in grado di preparare un pasto, non si prendono cura della salute e non riescono ad assumere regolarmente le medicine.brbr&#xA;Il malato di Alzheimer spesso non muore per la malattia in sé, ma per le conseguenze. Essa, infatti, aggrava altre patologie che il paziente non è in grado di curare autonomamente. Per la peculiarità del quadro clinico, il soggetto non accetta l&#39;aiuto, negando qualsiasi bisogno. Questa fase della malattia, dalla diagnosi dei primi sintomi al decesso, può durare se il paziente è ben curato e assistito, oltre dieci anni.brbr&#xA;E qui si pone la questione morale: lo Stato e i familiari devono aiutare un malato di Alzheimer oppure, facendo un discorso cinico, la morte diventa una liberazione per chi assiste e un risparmio di costi per lo Stato?br&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMjl3EQGzs60BWDYXWvUw3HknxM1PVw9IlyviqHBk4c6a2MYV09wpbHIN4VbyIctvD8kONk8gVMEqmHPPFdfI6MuNwhgi3GPKhzpPG-Ye1ZQg5w8WKKWoIYlPtxjDzVbsQQM8HWPjyelNnp1i-mvuUSRgEo5CaQVCDjAzyU3ResUxepMuAI7LS-13Pw/s437/Screenshot%202026-06-24%2019.09.48.png&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;304&#34; data-original-width=&#34;437&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMjl3EQGzs60BWDYXWvUw3HknxM1PVw9IlyviqHBk4c6a2MYV09wpbHIN4VbyIctvD8kONk8gVMEqmHPPFdfI6MuNwhgi3GPKhzpPG-Ye1ZQg5w8WKKWoIYlPtxjDzVbsQQM8HWPjyelNnp1i-mvuUSRgEo5CaQVCDjAzyU3ResUxepMuAI7LS-13Pw/s600/Screenshot%202026-06-24%2019.09.48.png&#34;//a/div&#xA;Capita che caregiver esasperati se la prendano con le commissioni mediche dell&#39;INPS quando viene loro negata l&#39;indennità di accompagnamento e, in alcuni casi limite, anche i benefici del comma 3 della legge 104. bbrbrL&#39;INPS, nel valutare in generale le domande di accompagnamento, nega quasi sempre in fase di prima istanza forme di assistenza. È una forma di autotutela giusta, purtroppo di falsi invalidi ce ne sono.  Ma quando si nega ciò a un malato di Alzheimer, salvo poi vedere lo stesso ente soccombente nel successivo ricorso, può capitare che, nelle more, il paziente non assistito abbia un incidente o si faccia male o in casi peggiori muoia; proprio come nei casi di incidenti accennati all&#39;inizio di questo articolo./bbrbr&#xA;Dal 1997 esiste una linea telefonica dell&#39;Associazione italiana malattia di Alzheimer, l&#39;unica gratuita nazionale dedicata alla patologia. Chiamando l&#39;800679679 è possibile parlare con psicologi e neuropsicologi in grado di dare consigli ai caregiver; esiste ovviamente una sede in Campania, a Napoli, con servizi e assistenza ai malati e ai loro familiari.brbr&#xA;Per l&#39;Alzheimer non esistono medicine che fanno guarire: la cura più efficace è quella di un caregiver capace di generare esperienze emotive profonde nell&#39;assistito, che contribuiscono a migliorare la qualità di vita dei pazienti in direzione del loro benessere e della loro serenità emotiva. In quest&#39;ottica, a Caserta ha preso avvio il percorso &#34;Real-Mente&#34;, un progetto in team tra l&#39;Ospedale Sant&#39;Anna e San Sebastiano e la Reggia di Caserta. L&#39;iniziativa prevede una serie di incontri tematici negli ambienti degli appartamenti della Reggia, nel Bosco Vecchio, nella Pinacoteca fino al Teatro di Corte. I partecipanti sono guidati in un&#39;esperienza multisensoriale basata sul dialogo, sull&#39;osservazione delle opere e sulla stimolazione emotiva attraverso i colori. &#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Caserta: Tragedie annunciate, il dramma silenzioso dell&#39;Alzheimer e la solitudine di chi assiste, cosa fare in provincia di Caserta e l&#39;INPS nega l&#39;assistenza</b>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAXefquJcrvmffwfvMPqKpHJWYe1Yi6VAdFSsCfMfGssnh0FZdx4SEMm0vmQYHBtUCKKOiE0G4ygnhdUr45svgJwzmboCPxfLhHapVNw5hSUjYmR8pIgPdWCo8VF1TGYy-ogYM1kS0wjnJfbhT251K09Fz5Km50TLnpnNhSP8o3vRb2kO709tVkp-Z9sA/s702/Screenshot%202026-06-24%2019.23.28.png" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAXefquJcrvmffwfvMPqKpHJWYe1Yi6VAdFSsCfMfGssnh0FZdx4SEMm0vmQYHBtUCKKOiE0G4ygnhdUr45svgJwzmboCPxfLhHapVNw5hSUjYmR8pIgPdWCo8VF1TGYy-ogYM1kS0wjnJfbhT251K09Fz5Km50TLnpnNhSP8o3vRb2kO709tVkp-Z9sA/s600/Screenshot%202026-06-24%2019.23.28.png"/></a></div>
Purtroppo spesso le cronache ci consegnano notizie di roghi in abitazioni, incendi o anziani finiti al pronto soccorso perché hanno ingerito detersivi. Capita a noi giornalisti di dare la notizia nell&#39;immediato, soprattutto se c&#39;è di mezzo un morto, e poi nulla più. Difficilmente si va dentro alla notizia per cercare il perché di queste tragedie.<br><br>
Questi episodi accadono a persone anziane ultraottantenni con iniziali segnali di decadimento mentale, ma il più delle volte anche ad anziani più giovani affetti da Alzheimer. Molto spesso queste persone, perché difficili da gestire, vengono lasciate sole: non sanno in che epoca vivono, il passato prossimo non esiste più, tendono a non lavarsi. Fisicamente sono in grado di camminare e parlare, ma il più delle volte in maniera sconclusionata. Se non seguite da un caregiver, finiscono per perdersi e devono essere riaccompagnate a casa dal benefattore di turno; mangiano male perché non sono in grado di preparare un pasto, non si prendono cura della salute e non riescono ad assumere regolarmente le medicine.<br><br>
Il malato di Alzheimer spesso non muore per la malattia in sé, ma per le conseguenze. Essa, infatti, aggrava altre patologie che il paziente non è in grado di curare autonomamente. Per la peculiarità del quadro clinico, il soggetto non accetta l&#39;aiuto, negando qualsiasi bisogno. Questa fase della malattia, dalla diagnosi dei primi sintomi al decesso, può durare se il paziente è ben curato e assistito, oltre dieci anni.<br><br>
E qui si pone la questione morale: lo Stato e i familiari devono aiutare un malato di Alzheimer oppure, facendo un discorso cinico, la morte diventa una liberazione per chi assiste e un risparmio di costi per lo Stato?<br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMjl3EQGzs60BWDYXWvUw3HknxM1PVw9IlyviqHB_k4c6a2MYV09wpbHIN4VbyIctvD8kONk8gVMEqmHPPFdfI6MuNwhgi3GPKhzpPG-Ye1ZQg5w8WKKWoIYlPtxjDzVbsQQM8HWPjyelNnp1i-mvuUSRgEo5CaQVCD_jAzyU3ResUxepMuAI7LS-13Pw/s437/Screenshot%202026-06-24%2019.09.48.png" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMjl3EQGzs60BWDYXWvUw3HknxM1PVw9IlyviqHB_k4c6a2MYV09wpbHIN4VbyIctvD8kONk8gVMEqmHPPFdfI6MuNwhgi3GPKhzpPG-Ye1ZQg5w8WKKWoIYlPtxjDzVbsQQM8HWPjyelNnp1i-mvuUSRgEo5CaQVCD_jAzyU3ResUxepMuAI7LS-13Pw/s600/Screenshot%202026-06-24%2019.09.48.png"/></a></div>
Capita che caregiver esasperati se la prendano con le commissioni mediche dell&#39;INPS quando viene loro negata l&#39;indennità di accompagnamento e, in alcuni casi limite, anche i benefici del comma 3 della legge 104. <b><br><br>L&#39;INPS, nel valutare in generale le domande di accompagnamento, nega quasi sempre in fase di prima istanza forme di assistenza. È una forma di autotutela giusta, purtroppo di falsi invalidi ce ne sono.  Ma quando si nega ciò a un malato di Alzheimer, salvo poi vedere lo stesso ente soccombente nel successivo ricorso, può capitare che, nelle more, il paziente non assistito abbia un incidente o si faccia male o in casi peggiori muoia; proprio come nei casi di incidenti accennati all&#39;inizio di questo articolo.</b><br><br>
Dal 1997 esiste una linea telefonica dell&#39;Associazione italiana malattia di Alzheimer, l&#39;unica gratuita nazionale dedicata alla patologia. Chiamando l&#39;800679679 è possibile parlare con psicologi e neuropsicologi in grado di dare consigli ai caregiver; esiste ovviamente una sede in Campania, a Napoli, con servizi e assistenza ai malati e ai loro familiari.<br><br>
Per l&#39;Alzheimer non esistono medicine che fanno guarire: la cura più efficace è quella di un caregiver capace di generare esperienze emotive profonde nell&#39;assistito, che contribuiscono a migliorare la qualità di vita dei pazienti in direzione del loro benessere e della loro serenità emotiva. In quest&#39;ottica, a Caserta ha preso avvio il percorso “Real-Mente”, un progetto in team tra l&#39;Ospedale Sant&#39;Anna e San Sebastiano e la Reggia di Caserta. L&#39;iniziativa prevede una serie di incontri tematici negli ambienti degli appartamenti della Reggia, nel Bosco Vecchio, nella Pinacoteca fino al Teatro di Corte. I partecipanti sono guidati in un&#39;esperienza multisensoriale basata sul dialogo, sull&#39;osservazione delle opere e sulla stimolazione emotiva attraverso i colori.</p>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
<a href="https://caserta24ore.blogspot.com/" rel="nofollow">&gt;&gt;Sito principale</a>
</b>
</p>
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      <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 18:08:47 +0000</pubDate>
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      <title>Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma ce ne sono altre ancora di più</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bnel-mondo-esistono-persone-piu-buone-di-altre-ma-ce-ne-sono-altre-ancora-di-y92f</link>
      <description>&lt;![CDATA[bNel mondo esistono persone più buone di altre, ma ce ne sono altre ancora di più/b&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLfSxRzragoP-62zGinZQtYMsooVP3IVMS-iud6qL2SbmJRlkMouP8U2GssD5BUjcdrf36k0VnX8pnwVGrOYPsjBFVLSZCkXKTgV-dGWXK2Snp1vHR7EEdmGYq26kuiZV0c7qJ7IAURstXuu9bPrFnpYLJHYcQvH5zvaNH9joR6JF4yk8SSNW4Ibo/s932/DOMENICO%20ROTUNNO%20E%20PAPA.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;540&#34; data-original-width=&#34;932&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLfSxRzragoP-62zGinZQtYMsooVP3IVMS-iud6qL2SbmJRlkMouP8U2GssD5BUjcdrf36k0VnX8pnwVGrOYPsjBFVLSZCkXKTgV-dGWXK2Snp1vHR7EEdmGYq26kuiZV0c7qJ7IAURstXuu9bPrFnpYLJHYcQvH5zvaNH9joR6JF4yk8SSNW4Ibo/s600/DOMENICO%20ROTUNNO%20E%20PAPA.jpg&#34;//a/div(gia.par). Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma padre Domenico Rotunno lo era ancora di più. Sacerdote missionario del PIME, si è spento in Brasile lo scorso 12 giugno nella sua amata Ibiporã, all&#39;età di 92 anni. Il suo è stato un congedo terreno al termine di una lunga malattia che, crudelmente, gli ha sottratto progressivamente i ricordi dei familiari, dei parenti e di tutti gli amici; un&#39;ombra calata sulla sua memoria soprattutto dopo la dolorosa scomparsa della sorella Assunta, avvenuta nel novembre del 2021, alla quale era legatissimo.&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlsFYOukOrzhRh6wo4eDYv64ZZiKLpvc2M8G3yTL15fBjoHgqoTewENaafUffLaxgzehCuXFIuZxNfpnPi2KNlkBEatDWQJ7eF9E8LNXJxwNTzCFgELGkpqT1fsNIC-qqCkdbOwaduKmuTFYJyI8fnUReorJgcXiITIqtBVIxzvrzzwYdoNcuvPG6KE/s287/P6040001.JPG&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;181&#34; data-original-width=&#34;287&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlsFYOukOrzhRh6wo4eDYv64ZZiKLpvc2M8G3yTL15fBjoHgqoTewENaafUffLaxgzehCuXFIuZxNfpnPi2KNlkBEatDWQJ7eF9E8LNXJxwNTzCFgELGkpqT1fsNIC-qqCkdbOwaduKmuTFYJyI8fnUReorJgcXiITIqtBVIxzvrzzwYdoNcuvPG6KE/s600/P6040001.JPG&#34;//a/divLa notizia della morte di padre Domenico ha commosso profondamente molti cuori, non solo nella sua Riardo, dove era nato e aveva mosso i primi passi nella fede, e nella vicina Pietramelara, ma anche nei paesi di Calvi Risorta e Rocchetta e Croce. In queste comunità era solito tornare, come un figlio che non dimentica le proprie radici, per visitare gli amici di una vita durante quei brevi mesi di rientro dal Brasile che concedeva a se stesso e a chi lo aspettava qui. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo fin da piccolo lo ricorda non solo come un uomo di Dio, ma come un &#34;amico dolce, affettuoso, sempre pronto a correre per primo in ogni necessità...  infallibile centravanti&#34;, sia nel gioco del calcio che nel segnare gol di solidarietà nella vita reale.&#xA;&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyIN5aj5AyCR2cBfV8L1olk5-V7uK5BKwOGUcomnyCNjGTbui6vxWjaRZ0Qc0OHWnHTyKwJCJ1bHLDqV7TskxdMrLMWCraia7CozQvfZ4M2mzRePvrgn8PMk0m8KmGaMTUiQSHQhwgcHRH6l-d7hIAtQ2i00OoLMWmXMnRp3lPU7iivYSofwyyRoE/s365/Screenshot%202026-06-16%2009.06.23.png&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;332&#34; data-original-width=&#34;365&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyIN5aj5AyCR2cBfV8L1olk5-V7uK5BKwOGUcomnyCNjGTbui6vxWjaRZ0Qc0OHWnHTyKwJCJ1bHLDqV7TskxdMrLMWCraia7CozQvfZ4M2mzRePvrgn8PMk0m8KmGaMTUiQSHQhwgcHRH6l-d7hIAtQ2i00OoLMWmXMnRp3lPU7iivYSofwyyRoE/s600/Screenshot%202026-06-16%2009.06.23.png&#34;//a/divIniziò la sua carriera ecclesiastica nel Seminario degli &#34;apostolini&#34; – così erano chiamati con affetto i giovani aspiranti missionari – a Ducenta, dove germogliò la sua vocazione. Terminati gli studi di scuola media, ginnasio e liceo, fu trasferito per un anno a Calco, in Lombardia. Lì, presso l&#39;attuale Villa Grugana, la storica casa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) immersa nel verde del Brianza, frequentò l&#39;anno di formazione specifico per diventare missionario. Quel luogo, che oggi funge da polo per le attività educative, i campus estivi per ragazzi e gli eventi culturali, fu per lui la palestra spirituale dove affinò la determinazione necessaria per il lungo viaggio che lo attendeva.&#xA;&#xA;Partì per il Brasile negli anni &#39;60, giovane e pieno di speranze, dirigendosi presso l&#39;arcidiocesi di Londrina, una delle maggiori città a nord del Paraná. Fu lì che pose le sue radici profonde nella vicina Ibiporã, facendone la sua seconda casa. Tuttavia, il suo cuore e le sue gambe non conoscevano confini: da quella base si spostava instancabilmente fino alle terre remote del Mato Grosso. La sua missione era evangelizzare e comunicare la morale cristiana non con parole vuote, ma con la concretezza dei fatti, rivolgendosi non solo ai numerosi italiani emigrati ivi presenti, che vedevano in lui un punto di riferimento familiare, ma soprattutto ai nativi e agli indigeni. A loro, e a tutti i più poveri, offriva non solo la parola di Dio, ma assistenza, dignità e una presenza costante che ha lasciato un&#39;impronta indelebile nella storia di quelle comunità (Nella foto in primo piano P. Domenico durante la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II nel 1991 in Brasile).&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi65gmDz-DcnpY9Gryx7MsKSB5DXyrGJcqtEVuMZJvyTACSaw1KcL0StQLPueDnURtU-TT5WIX-Er9PWmQf7Q24ND722C8tKtm8Wel9JRg-Kf0F3DCQbO6vwkth1IuY4c12to3I6lzIO1jN4s0AKy4UQbiuL5Qi6zn3kXQRNZElVwq9Gz1nYamnA2Jo/s1600/manifesto.jpeg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;400&#34; data-original-height=&#34;1107&#34; data-original-width=&#34;1600&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi65gmDz-DcnpY9Gryx7MsKSB5DXyrGJcqtEVuMZJvyTACSaw1KcL0StQLPueDnURtU-TT5WIX-Er9PWmQf7Q24ND722C8tKtm8Wel9JRg-Kf0F3DCQbO6vwkth1IuY4c12to3I6lzIO1jN4s0AKy4UQbiuL5Qi6zn3kXQRNZElVwq9Gz1nYamnA2Jo/s400/manifesto.jpeg&#34;//a/div&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma ce ne sono altre ancora di più</b></p>

<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLfSxRzragoP-62zGinZQtYMsooVP3IVM_S-iud6qL2SbmJRlkMouP8U2GssD5BUjcdrf36k0VnX8pn_wVGrOYPsjBFVLSZCkXKTgV-dGWXK2Snp1vHR7EEdmGYq_26kuiZV0c7qJ7IAURstXuu9bPrFnpYLJHYcQvH5zvaNH9joR6JF4yk8SSNW4_Ibo/s932/DOMENICO%20ROTUNNO%20E%20PAPA.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLfSxRzragoP-62zGinZQtYMsooVP3IVM_S-iud6qL2SbmJRlkMouP8U2GssD5BUjcdrf36k0VnX8pn_wVGrOYPsjBFVLSZCkXKTgV-dGWXK2Snp1vHR7EEdmGYq_26kuiZV0c7qJ7IAURstXuu9bPrFnpYLJHYcQvH5zvaNH9joR6JF4yk8SSNW4_Ibo/s600/DOMENICO%20ROTUNNO%20E%20PAPA.jpg"/></a></div>(gia.par). Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma padre Domenico Rotunno lo era ancora di più. Sacerdote missionario del PIME, si è spento in Brasile lo scorso 12 giugno nella sua amata Ibiporã, all&#39;età di 92 anni. Il suo è stato un congedo terreno al termine di una lunga malattia che, crudelmente, gli ha sottratto progressivamente i ricordi dei familiari, dei parenti e di tutti gli amici; un&#39;ombra calata sulla sua memoria soprattutto dopo la dolorosa scomparsa della sorella Assunta, avvenuta nel novembre del 2021, alla quale era legatissimo.

<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlsFYOukOrzhRh6wo4eDYv64ZZiKLpvc2M8G3yTL15fBjoHgqoTewENaafUffLaxgzehCuXFIu_ZxNfpnPi2KNlkBEatDWQJ7eF9E8LNXJxwNTzCFgELGkpqT1fsNIC-q_qCkdbOwaduKmuTFYJyI8fnUReorJgcXiITIqtBVIxzvrzzwYdoNcuvPG6KE/s287/P6040001.JPG" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlsFYOukOrzhRh6wo4eDYv64ZZiKLpvc2M8G3yTL15fBjoHgqoTewENaafUffLaxgzehCuXFIu_ZxNfpnPi2KNlkBEatDWQJ7eF9E8LNXJxwNTzCFgELGkpqT1fsNIC-q_qCkdbOwaduKmuTFYJyI8fnUReorJgcXiITIqtBVIxzvrzzwYdoNcuvPG6KE/s600/P6040001.JPG"/></a></div>La notizia della morte di padre Domenico ha commosso profondamente molti cuori, non solo nella sua Riardo, dove era nato e aveva mosso i primi passi nella fede, e nella vicina Pietramelara, ma anche nei paesi di Calvi Risorta e Rocchetta e Croce. In queste comunità era solito tornare, come un figlio che non dimentica le proprie radici, per visitare gli amici di una vita durante quei brevi mesi di rientro dal Brasile che concedeva a se stesso e a chi lo aspettava qui. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo fin da piccolo lo ricorda non solo come un uomo di Dio, ma come un &#34;amico dolce, affettuoso, sempre pronto a correre per primo in ogni necessità...  infallibile centravanti&#34;, sia nel gioco del calcio che nel segnare gol di solidarietà nella vita reale.

<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyIN5aj5AyCR2cBfV8L1olk5-V7uK5BKwOGUcomnyCNjGTb_ui6vxWjaRZ0Qc0OHWnHTyKwJCJ1bHLDqV7TskxdM_rLMWC_raia7CozQvfZ4M2mzRePvrgn8PMk0m8KmGaMTUiQSHQhwgcHRH6l-d7hIAtQ2i00OoLMWmXMnRp3lPU7iivY_SofwyyRoE/s365/Screenshot%202026-06-16%2009.06.23.png" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyIN5aj5AyCR2cBfV8L1olk5-V7uK5BKwOGUcomnyCNjGTb_ui6vxWjaRZ0Qc0OHWnHTyKwJCJ1bHLDqV7TskxdM_rLMWC_raia7CozQvfZ4M2mzRePvrgn8PMk0m8KmGaMTUiQSHQhwgcHRH6l-d7hIAtQ2i00OoLMWmXMnRp3lPU7iivY_SofwyyRoE/s600/Screenshot%202026-06-16%2009.06.23.png"/></a></div>Iniziò la sua carriera ecclesiastica nel Seminario degli &#34;apostolini&#34; – così erano chiamati con affetto i giovani aspiranti missionari – a Ducenta, dove germogliò la sua vocazione. Terminati gli studi di scuola media, ginnasio e liceo, fu trasferito per un anno a Calco, in Lombardia. Lì, presso l&#39;attuale Villa Grugana, la storica casa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) immersa nel verde del Brianza, frequentò l&#39;anno di formazione specifico per diventare missionario. Quel luogo, che oggi funge da polo per le attività educative, i campus estivi per ragazzi e gli eventi culturali, fu per lui la palestra spirituale dove affinò la determinazione necessaria per il lungo viaggio che lo attendeva.

Partì per il Brasile negli anni &#39;60, giovane e pieno di speranze, dirigendosi presso l&#39;arcidiocesi di Londrina, una delle maggiori città a nord del Paraná. Fu lì che pose le sue radici profonde nella vicina Ibiporã, facendone la sua seconda casa. Tuttavia, il suo cuore e le sue gambe non conoscevano confini: da quella base si spostava instancabilmente fino alle terre remote del Mato Grosso. La sua missione era evangelizzare e comunicare la morale cristiana non con parole vuote, ma con la concretezza dei fatti, rivolgendosi non solo ai numerosi italiani emigrati ivi presenti, che vedevano in lui un punto di riferimento familiare, ma soprattutto ai nativi e agli indigeni. A loro, e a tutti i più poveri, offriva non solo la parola di Dio, ma assistenza, dignità e una presenza costante che ha lasciato un&#39;impronta indelebile nella storia di quelle comunità (Nella foto in primo piano P. Domenico durante la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II nel 1991 in Brasile).
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi65gmDz-DcnpY9Gryx7MsKSB5DXyrGJcqtEVuMZJvyT_ACSaw1KcL0StQLPueDnURtU-TT5WIX-Er9_PWmQf7Q24ND722C8tKtm8Wel9JRg-Kf0F3DCQbO6vwkth1IuY4c12_to3I6lzIO1jN4s0AKy4UQbiuL5Qi6zn3kXQRNZElVwq9Gz1nYamnA2Jo/s1600/manifesto.jpeg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi65gmDz-DcnpY9Gryx7MsKSB5DXyrGJcqtEVuMZJvyT_ACSaw1KcL0StQLPueDnURtU-TT5WIX-Er9_PWmQf7Q24ND722C8tKtm8Wel9JRg-Kf0F3DCQbO6vwkth1IuY4c12_to3I6lzIO1jN4s0AKy4UQbiuL5Qi6zn3kXQRNZElVwq9Gz1nYamnA2Jo/s400/manifesto.jpeg"/></a></div>

<p style="text-align:center;"> 
<a href="https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa" rel="nofollow">&gt;&gt;L&#39;autore del blog</a>
<a href="https://caserta24ore.blogspot.com/" rel="nofollow">&gt;&gt;Sito principale</a>
</b>
</p>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:13:03 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Gricignano di Caserta. Ritrovato Anello Liberty nascosto da un secolo</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bgricignano-di-caserta</link>
      <description>&lt;![CDATA[bGricignano di Caserta. Ritrovato Anello Liberty nascosto da un secolo/b&#xA;br&#xA;Una scoperta fortuita durante il restauro di un mobile d’epoca riporta alla luce un gioiello in oro e acquamarina, perfettamente conservato nel suo “scrigno” naturale. br&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxRPeOk9uRet4BXIkHNyUsWQ5lftx27SWSfREY8t8EFfzp30qjMshOJPHvrAKawnNqt3zZQETn4ha08jCYAhrL0Ny0tgRIgt5nIX5Qp5PZA4XB1fUAuPXjn5MXf6SyOQz4FbIMd6p3az8Kj7UIYHmjjoAu7caWsZJfyIvRWPY1FLRRMgr8Lc6vqLQ4/s3264/IMG20260517173833.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;400&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxRPeOk9uRet4BXIkHNyUsWQ5lftx27SWSfREY8t8EFfzp30qjMshOJPHvrAKawnNqt3zZQETn4ha08jCYAhrL0Ny0tgRIgt5nIX5Qp5PZA4XB1fUAuPXjn5MXf6SyOQz4FbIMd6p3az8Kj7UIYHmjjoAu7caWsZJfyIvRWPY1FLRRMgr8Lc6vqLQ4/s400/IMG20260517173833.jpg&#34;//a/div&#xA;A volte la storia non si trova nei grandi musei, ma tra le venature del legno di casa nostra. È quanto accaduto recentemente a Gricignano, dove un’operazione di sgombero e restauro di un vecchio mobile di inizio Novecento ha restituito un piccolo, scintillante tesoro: un anello in oro e acquamarina, dimenticato e nascosto per oltre un secolo.&#xA;&#xA;Il Ritrovamento&#xA;Il gioiello è emerso in modo del tutto inaspettato. Mentre si lavorava al legno di un mobile d’epoca, probabilmente un comò o una scrivania risalente allo stesso periodo del gioiello, è stato individuato un piccolo vano occultato o una fessura nella struttura. Lì, avvolto in uno stralcio di &#34;maccaturo&#34; ormai disintegrato incastrato, riposava l’anello. La scoperta ha dell’incredibile: nonostante il tempo trascorso, il gioiello si presentava integro, con la sua grande pietra azzurra ancora saldamente stretta nella montatura. &#xA;&#xA;Un Pezzo di Storia Liberty&#xA;Gli esperti, analizzando le fotografie del ritrovamento, non hanno avuto dubbi: si tratta di un esemplare classico dello stile Liberty (o Art Nouveau), molto in voga tra il 1900 e il 1920.&#xA;La caratteristica principale è la grande acquamarina centrale, tagliata in forma rettangolare, circondata da una lavorazione in oro giallo 18 carati (come confermato dal punzone “750” visibile all’interno della fede).&#xA;Ma è il dettaglio della montatura a raccontare la maestria degli orafi di un tempo: il metallo è lavorato “a giorno”, con trafori che ricordano un nido d’ape o una griglia. Questa tecnica, tipica dell’epoca, serviva a alleggerire il peso visivo di pietre così importanti e a permettere alla luce di attraversarle, esaltandone la brillantezza.&#xA;&#xA;Il Mistero del Punzone&#xA;Un dettaglio tecnico ha aggiunto un tassello alla datazione del pezzo. Oltre al marchio “750” che certifica l’oro, è visibile un punzone di fabbrica con il numero “27”.&#xA;«La presenza di questo punzone è significativa», spiegano gli esperti di oreficeria antica. «Sebbene lo stile sia chiaramente Liberty, l’obbligo del punzone di fabbrica numerico in Italia è diventato rigoroso con la legge del 1935. Questo suggerisce due scenari affascinanti: o l’anello è stato prodotto negli anni ’30 mantenendo uno stile “retro” molto amato, oppure è stato portato da un orafo dopo quella data per una riparazione e marchiato a norma di legge in quel momento. In entrambi i casi, la sua provenienza da un mobile coevo suggerisce che sia stato nascosto dal proprietario originale, forse per timore di furti o guerre, e non sia mai più stato recuperato.» &#xA;&#xA;Il Valore del Ritrovamento&#xA;Oltre al valore sentimentale di un oggetto che torna a vivere dopo un secolo di oblio, c’è anche un notevole valore economico. Stime di mercato per un anello di queste caratteristiche – oro 18k, acquamarina di diversi carati e fattura d’epoca – variano dai 500 ai 900 euro, cifre che potrebbero salire se la pietra dovesse rivelarsi di un colore particolarmente intenso e raro. &#xA;&#xA;Tuttavia, il vero valore di questo anello risiede nella sua storia silenziosa. È un testimone di un’epoca in cui i gioielli non erano semplici accessori, ma opere d’arte da custodire, talvolta nascondere nel luogo più sicuro che si conosceva: la propria casa. Oggi, quel segreto è stato svelato, riportando alla luce un frammento di bellezza che il tempo non ha scalfito.br&#xA;Dettagli anello&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhe0-twE7YdQyM34m9FZQqfX22qL9SfsJCEw0W9yo8FwH5xK2M45KmUCJ2CrPygOTwMMEuF7wbAaV402DvrcPU3HH7I4eGHTRRMW1Msdw54jJzSjnMoNcSHtwwZnk57W1oVuF0GmSRF4BY5wVO6nehm1lU20Eywu5ufgJjI3K3G7lY3SECTBnEOo/s1240/IMG20260517170714~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;1094&#34; data-original-width=&#34;1240&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhe0-twE7YdQyM34m9FZQqfX22qL9SfsJCEw0W9yo8FwH5xK2M45KmUCJ2CrPygOTwMMEuF7wbAaV402DvrcPU3HH7I4eGHTRRMW1Msdw54jJzSjnMoNcSHtwwZnk57W1oVuF0GmSRF4BY5wVO6nehm1lU20Eywu5ufgJjI3K3G7lY3SECTBnEOo/s600/IMG20260517170714~2.jpg&#34;//a/divdiv class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEge0CpnzsWQeEP23THRCBRniOteLbqeFh0cciRKOCewERTgfl6Ec6uRiNc7zSF4asAfN29xsm8merkdUqFW8pC-6EkN5ZJgbAwysh2lKQyweCf3iEhHEmaSIjspDv-agiUOBwjsm9bs0WQa37mwIm8IF-W75Rgl20e0646mNUOxCqCKZTt3SM5TMmI-tQc/s1121/IMG20260517170724~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; height=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;1121&#34; data-original-width=&#34;1087&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEge0CpnzsWQeEP23THRCBRniOteLbqeFh0cciRKOCewERTgfl6Ec6uRiNc7zSF4asAfN29xsm8merkdUqFW8pC-6EkN5ZJgbAwysh2lKQyweCf3iEhHEmaSIjspDv-agiUOBwjsm9bs0WQa37mwIm8IF-W75Rgl20e0646mNUOxCqCKZTt3SM5TMmI-tQc/s600/IMG20260517170724~2.jpg&#34;//a/divdiv class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhIQkk9LAGa1JaIgvNIy4rCTDzChbU8nmosS-9mDt7-sDJ8yB29NNGpS5WxlKMVisz4X807ZhPuii-cKS2vwfOj3uf5zRi7I8WUoxGnW09j4f1M7Zw9DIj-S8rKxLFBC09dJQVAjVFLKL5JdyPCEKe8D1mHoQgVrp47u7JV5DRpQ9kblgRQ1m51MQfQ/s1023/IMG20260517170704~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; height=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;1023&#34; data-original-width=&#34;955&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhIQkk9LAGa1JaIgvNIy4rCTDzChbU8nmosS-9mDt7-sDJ8yB29NNGpS5WxlKMVisz4X807ZhPuii-cKS2vwfOj3uf5zRi7I8WUoxGnW09j4f1M7Zw9DIj-S8rKxLFBC09dJQVAjVFLKL5JdyPCEKe8D1mHoQgVrp47u7JV5DRpQ9kblgRQ1m51MQfQ/s600/IMG20260517170704~2.jpg&#34;//a/divdiv class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkKolNBpEwrCRTzFptuOQGt7YnGcq70J1kEy5btJim1i6eJf1ZlKsVj3pianRdh6-iuSr3cf1aKy5dNsix7adi6NIFqukELYIURm5c9RNeH76mJxIuh250uruYqui63w17ACFWTWZOuRVMkn0eoZapw2jnfg7emBQSmFbXQVhiPgV8TNhfPuyu8VfdQ/s1077/IMG20260517170647~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;858&#34; data-original-width=&#34;1077&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkKolNBpEwrCRTzFptuOQGt7YnGcq70J1kEy5btJim1i6eJf1ZlKsVj3pianRdh6-iuSr3cf1aKy5dNsix7adi6NIFqukELYIURm5c9RNeH76mJxIuh250uruYqui63w17ACFWTWZOuRVMkn0eoZapw2jnfg7emBQSmFbXQVhiPgV8TNhfPuyu8VfdQ/s600/IMG20260517170647~2.jpg&#34;//a/div&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Gricignano di Caserta. Ritrovato Anello Liberty nascosto da un secolo</b>
<br>
Una scoperta fortuita durante il restauro di un mobile d’epoca riporta alla luce un gioiello in oro e acquamarina, perfettamente conservato nel suo “scrigno” naturale. <br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxRPeOk9uRet4BXIkHNyUsWQ5lftx27SWSfREY8t8EFfzp30qjMshOJPHvrAKawnNqt3zZQETn4ha08jCYAhrL0Ny0tgRIgt5nIX5Qp5PZA4XB1fUAuPXjn5MXf6SyOQz4FbIMd6p3az_8_Kj7UIYHmjjoAu7caWsZJf_yIvRWPY1FLRRMgr8Lc6vqLQ4/s3264/IMG_20260517_173833.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxRPeOk9uRet4BXIkHNyUsWQ5lftx27SWSfREY8t8EFfzp30qjMshOJPHvrAKawnNqt3zZQETn4ha08jCYAhrL0Ny0tgRIgt5nIX5Qp5PZA4XB1fUAuPXjn5MXf6SyOQz4FbIMd6p3az_8_Kj7UIYHmjjoAu7caWsZJf_yIvRWPY1FLRRMgr8Lc6vqLQ4/s400/IMG_20260517_173833.jpg"/></a></div>
A volte la storia non si trova nei grandi musei, ma tra le venature del legno di casa nostra. È quanto accaduto recentemente a Gricignano, dove un’operazione di sgombero e restauro di un vecchio mobile di inizio Novecento ha restituito un piccolo, scintillante tesoro: un anello in oro e acquamarina, dimenticato e nascosto per oltre un secolo.</p>

<p>Il Ritrovamento
Il gioiello è emerso in modo del tutto inaspettato. Mentre si lavorava al legno di un mobile d’epoca, probabilmente un comò o una scrivania risalente allo stesso periodo del gioiello, è stato individuato un piccolo vano occultato o una fessura nella struttura. Lì, avvolto in uno stralcio di “maccaturo” ormai disintegrato incastrato, riposava l’anello. La scoperta ha dell’incredibile: nonostante il tempo trascorso, il gioiello si presentava integro, con la sua grande pietra azzurra ancora saldamente stretta nella montatura.</p>

<p>Un Pezzo di Storia Liberty
Gli esperti, analizzando le fotografie del ritrovamento, non hanno avuto dubbi: si tratta di un esemplare classico dello stile Liberty (o Art Nouveau), molto in voga tra il 1900 e il 1920.
La caratteristica principale è la grande acquamarina centrale, tagliata in forma rettangolare, circondata da una lavorazione in oro giallo 18 carati (come confermato dal punzone “750” visibile all’interno della fede).
Ma è il dettaglio della montatura a raccontare la maestria degli orafi di un tempo: il metallo è lavorato “a giorno”, con trafori che ricordano un nido d’ape o una griglia. Questa tecnica, tipica dell’epoca, serviva a alleggerire il peso visivo di pietre così importanti e a permettere alla luce di attraversarle, esaltandone la brillantezza.</p>

<p>Il Mistero del Punzone
Un dettaglio tecnico ha aggiunto un tassello alla datazione del pezzo. Oltre al marchio “750” che certifica l’oro, è visibile un punzone di fabbrica con il numero “27”.
«La presenza di questo punzone è significativa», spiegano gli esperti di oreficeria antica. «Sebbene lo stile sia chiaramente Liberty, l’obbligo del punzone di fabbrica numerico in Italia è diventato rigoroso con la legge del 1935. Questo suggerisce due scenari affascinanti: o l’anello è stato prodotto negli anni ’30 mantenendo uno stile “retro” molto amato, oppure è stato portato da un orafo dopo quella data per una riparazione e marchiato a norma di legge in quel momento. In entrambi i casi, la sua provenienza da un mobile coevo suggerisce che sia stato nascosto dal proprietario originale, forse per timore di furti o guerre, e non sia mai più stato recuperato.»</p>

<p>Il Valore del Ritrovamento
Oltre al valore sentimentale di un oggetto che torna a vivere dopo un secolo di oblio, c’è anche un notevole valore economico. Stime di mercato per un anello di queste caratteristiche – oro 18k, acquamarina di diversi carati e fattura d’epoca – variano dai 500 ai 900 euro, cifre che potrebbero salire se la pietra dovesse rivelarsi di un colore particolarmente intenso e raro.</p>

<p>Tuttavia, il vero valore di questo anello risiede nella sua storia silenziosa. È un testimone di un’epoca in cui i gioielli non erano semplici accessori, ma opere d’arte da custodire, talvolta nascondere nel luogo più sicuro che si conosceva: la propria casa. Oggi, quel segreto è stato svelato, riportando alla luce un frammento di bellezza che il tempo non ha scalfito.<br>
Dettagli anello
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhe0-twE7YdQyM34m9FZQqfX22qL9SfsJCEw0W9_yo8FwH5xK2M45KmUCJ2CrPygOTwMMEuF7wbAaV402DvrcPU3HH7I4eGHTRRMW1Msdw54jJzSjnM_oNcSHtwwZnk57W1oVuF0GmSRF4BY5wVO6nehm1lU20Eyw_u5ufgJjI3K3G7lY3SE_CTBnE_O_o/s1240/IMG_20260517_170714~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhe0-twE7YdQyM34m9FZQqfX22qL9SfsJCEw0W9_yo8FwH5xK2M45KmUCJ2CrPygOTwMMEuF7wbAaV402DvrcPU3HH7I4eGHTRRMW1Msdw54jJzSjnM_oNcSHtwwZnk57W1oVuF0GmSRF4BY5wVO6nehm1lU20Eyw_u5ufgJjI3K3G7lY3SE_CTBnE_O_o/s600/IMG_20260517_170714~2.jpg"/></a></div><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEge0CpnzsWQeEP23THRCBRniOteLbqeFh0cciRKOCewERTgfl6Ec6uRiNc7zSF4asAfN29xsm8merkdUqFW8pC-6EkN5ZJgbAwysh2lKQyweCf3iEhHEmaSIjspDv-agiUOBwjsm9bs0WQa37mwIm8IF-W75Rgl20e0646mNUOxCqCKZTt3SM5TMmI-tQc/s1121/IMG_20260517_170724~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEge0CpnzsWQeEP23THRCBRniOteLbqeFh0cciRKOCewERTgfl6Ec6uRiNc7zSF4asAfN29xsm8merkdUqFW8pC-6EkN5ZJgbAwysh2lKQyweCf3iEhHEmaSIjspDv-agiUOBwjsm9bs0WQa37mwIm8IF-W75Rgl20e0646mNUOxCqCKZTt3SM5TMmI-tQc/s600/IMG_20260517_170724~2.jpg"/></a></div><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhIQkk9LAGa1JaIgvNI_y4rCTDzChbU8nmosS-9mDt7-sDJ8yB29NNGpS5WxlKMVisz4X807ZhPuii-cKS2vwfOj3uf5zRi7I8WUoxGnW0_9j4f1M7Zw9DIj-S8rKxLFBC09dJQVAjVFLKL5JdyPCEKe8_D1mHoQgVrp47u7JV5DRpQ9kblgRQ1m51MQfQ/s1023/IMG_20260517_170704~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhIQkk9LAGa1JaIgvNI_y4rCTDzChbU8nmosS-9mDt7-sDJ8yB29NNGpS5WxlKMVisz4X807ZhPuii-cKS2vwfOj3uf5zRi7I8WUoxGnW0_9j4f1M7Zw9DIj-S8rKxLFBC09dJQVAjVFLKL5JdyPCEKe8_D1mHoQgVrp47u7JV5DRpQ9kblgRQ1m51MQfQ/s600/IMG_20260517_170704~2.jpg"/></a></div><div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkKolNBp_EwrCRTzFptuOQGt7YnGcq70J1kEy5btJim1i6eJf1ZlKsVj3pianRdh6-iuSr3cf1aKy5dNsix7adi6NIFqukELYIURm5c9RNeH76mJxIuh250uruYqui63w17ACFWTWZOuRVMkn0eoZapw2jnfg7emBQSmFbXQVhiPgV8TNhfPu_yu8VfdQ/s1077/IMG_20260517_170647~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkKolNBp_EwrCRTzFptuOQGt7YnGcq70J1kEy5btJim1i6eJf1ZlKsVj3pianRdh6-iuSr3cf1aKy5dNsix7adi6NIFqukELYIURm5c9RNeH76mJxIuh250uruYqui63w17ACFWTWZOuRVMkn0eoZapw2jnfg7emBQSmFbXQVhiPgV8TNhfPu_yu8VfdQ/s600/IMG_20260517_170647~2.jpg"/></a></div></p>

<p style="text-align:center;"> 
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</b>
</p>
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      <guid>https://noblogo.org/caserta24ore/bgricignano-di-caserta</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 15:47:49 +0000</pubDate>
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      <title>Monti Trebulani.</title>
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      <description>&lt;![CDATA[bMonti Trebulani. Escursionista fotografa particolare e scopre antico dipinto longobardo/b  &#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s3264/IMG20260501095600.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s320/IMG20260501095600.jpg&#34;//a/divLa presenza di grotte intitolate al culto di San Michele negli anfratti e grotte carsiche dei monti Trebulani si inserisce in un periodo storico ben documentato: quello Longobardo  del VIII-IX secolo. In quei tempi il culto Micaelico in Campania era molto diffuso. La presenza di grotte dedicate a San Michele Arcangelo sui Monti Trebulani fu introdotto e diffuso massicciamente dai Longobardi tra il VII e il IX secolo. La &#34;Langobardia Minor&#34; (Campania, Sannio, Puglia settentrionale) era costellata di santuari micaelici rupestri. I Longobardi sceglievano le grotte &#xA;carsiche perché erano luoghi ideali per eremi e santuari. San Michele era il santo patrono dei Longobardi, simbolicamente, Michele era la &#34;guida delle anime&#34; (psicopompo) e il combattente contro il male, ancora di salvezza.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5aXTyVKKSasHldOw2UHQiHv12gBOos2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDHves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIKqpmLiwWyZurIKWU-XpfgciqTcJMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s1518/IMG20260501095456~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; height=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;1518&#34; data-original-width=&#34;1243&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5aXTyVKKSasHldOw2UHQiHv12gBOos2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDHves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIKqpmLiwWyZurIKWU-XpfgciqTcJMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s600/IMG20260501095456~2.jpg&#34;//a/div&#xA;&#xA;Ed è proprio il particolare di una piccola ancora, fotografata da un escursionista lo scorso 1 maggio, dimostrerebbe che quel che resta di un dipinto all&#39;ingresso della grotta carsica sul sentiero che dal comune di Rocchetta e Croce porta all&#39;eremo di San Salvatore è Longobardo.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8GLW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s289/IMG20260501095456~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;212&#34; data-original-width=&#34;289&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8GLW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s320/IMG20260501095456~2.jpg&#34;//a/divLa posizione all&#39;ingresso della grotta è tipica dei santuari longobardi: simboli apotropaici o dedicatori all&#39;entrata, avevano una funzione protettiva contro il male (Michele come combattente del demonio), il colore rosso è usato frequentemente negli affreschi longobardi per simboli sacri, associato al sangue del martirio e alla protezione divina. &#xA;Nel contesto storico locale i Monti Trebulani furono rifugio durante le incursioni saracene (IX-X secolo),  i Longobardi controllarono la Campania fino alla conquista normanna (XI secolo)&#xA;La &#34;Grotta dei Santi&#34; più a valle con affreschi trafugati conferma la presenza di un complesso eremitico organizzato.  &#xA;La Grotta di San Michele a Liberi (sempre in provincia di Caserta) fu consacrata tra l&#39;862 e l&#39;866 dai vescovi di Capua e Teano. Questo conferma che nel IX secolo il culto micaelico era fiorente nella zona.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUGHSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGVXv37adg13ETtnKVdcXaYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s3264/IMG20260501095507.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUGHSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGVXv37adg13ETtnKVdcXaYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s320/IMG20260501095507.jpg&#34;//a/div&#xA;&#xA;p style=&#34;text-align:center;&#34; &#xD;&#xA;a href=&#34;https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa&#34;    L&#39;autore del blog/a&#xD;&#xA;a href=&#34;https://caserta24ore.blogspot.com/&#34;    Sito principale/a&#xD;&#xA;/b&#xD;&#xA;/p]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Monti Trebulani. Escursionista fotografa particolare e scopre antico dipinto longobardo</b><br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s3264/IMG_20260501_095600.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s320/IMG_20260501_095600.jpg"/></a></div>La presenza di grotte intitolate al culto di San Michele negli anfratti e grotte carsiche dei monti Trebulani si inserisce in un periodo storico ben documentato: quello Longobardo  del VIII-IX secolo. In quei tempi il culto Micaelico in Campania era molto diffuso. La presenza di grotte dedicate a San Michele Arcangelo sui Monti Trebulani fu introdotto e diffuso massicciamente dai Longobardi tra il VII e il IX secolo. La “Langobardia Minor” (Campania, Sannio, Puglia settentrionale) era costellata di santuari micaelici rupestri. I Longobardi sceglievano le grotte
carsiche perché erano luoghi ideali per eremi e santuari. San Michele era il santo patrono dei Longobardi, simbolicamente, Michele era la “guida delle anime” (psicopompo) e il combattente contro il male, ancora di salvezza.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5_aXTyVKKSasHldOw2UH_QiHv12gBO_os2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDH_ves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIK_qpmLiwWyZurIKWU-Xpfgci_qTc_JMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s1518/IMG_20260501_095456~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5_aXTyVKKSasHldOw2UH_QiHv12gBO_os2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDH_ves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIK_qpmLiwWyZurIKWU-Xpfgci_qTc_JMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s600/IMG_20260501_095456~2.jpg"/></a></div></p>

<p>Ed è proprio il particolare di una piccola ancora, fotografata da un escursionista lo scorso 1 maggio, dimostrerebbe che quel che resta di un dipinto all&#39;ingresso della grotta carsica sul sentiero che dal comune di Rocchetta e Croce porta all&#39;eremo di San Salvatore è Longobardo.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8G_LW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s289/IMG_20260501_095456~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8G_LW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s320/IMG_20260501_095456~2.jpg"/></a></div>La posizione all&#39;ingresso della grotta è tipica dei santuari longobardi: simboli apotropaici o dedicatori all&#39;entrata, avevano una funzione protettiva contro il male (Michele come combattente del demonio), il colore rosso è usato frequentemente negli affreschi longobardi per simboli sacri, associato al sangue del martirio e alla protezione divina.
Nel contesto storico locale i Monti Trebulani furono rifugio durante le incursioni saracene (IX-X secolo),  i Longobardi controllarono la Campania fino alla conquista normanna (XI secolo)
La “Grotta dei Santi” più a valle con affreschi trafugati conferma la presenza di un complesso eremitico organizzato.<br>
La Grotta di San Michele a Liberi (sempre in provincia di Caserta) fu consacrata tra l&#39;862 e l&#39;866 dai vescovi di Capua e Teano. Questo conferma che nel IX secolo il culto micaelico era fiorente nella zona.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUG_HSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06_bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGV_Xv37adg13ETtnKVdcX_aYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s3264/IMG_20260501_095507.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUG_HSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06_bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGV_Xv37adg13ETtnKVdcX_aYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s320/IMG_20260501_095507.jpg"/></a></div></p>

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      <pubDate>Sat, 02 May 2026 12:14:27 +0000</pubDate>
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