<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
  <channel>
    <title>CyberShiva</title>
    <link>https://noblogo.org/cybershiva/</link>
    <description>https://mastodon.uno/@shiva</description>
    <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 09:17:32 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Libertà individuale, proprietà e beni comuni</title>
      <link>https://noblogo.org/cybershiva/liberta-individuale-proprieta-e-beni-comuni</link>
      <description>&lt;![CDATA[Esiste davvero soltanto una scelta tra capitalismo e statalismo?&#xA;&#xA;Per molto tempo il dibattito economico e politico è stato rappresentato come un&#39;alternativa quasi obbligata: da una parte la proprietà privata, il mercato e l&#39;iniziativa individuale; dall&#39;altra la proprietà collettiva e la gestione delle risorse da parte dello Stato.&#xA;&#xA;Ma esiste una terza possibilità, meno conosciuta e forse più interessante: una società fondata sulla libertà individuale e sulla proprietà privata, nella quale alcune risorse fondamentali vengono però gestite come beni comuni dalle comunità che ne fanno uso.&#xA;&#xA;Una delle studiose più importanti ad aver dimostrato che questo modello può funzionare nella realtà è stata l&#39;economista e politologa Elinor Ostrom, premio Nobel per l&#39;economia nel 2009.&#xA;&#xA;Proprietà privata non significa sfruttamento illimitato&#xA;&#xA;Il principio della proprietà privata è strettamente legato alla libertà individuale. Possedere una casa, un terreno, degli strumenti, un&#39;impresa o dei risparmi significa avere una certa autonomia rispetto agli altri e, soprattutto, rispetto allo Stato.&#xA;&#xA;Non è necessario rinunciare a questo principio per costruire una società più sostenibile.&#xA;&#xA;Il problema nasce quando la proprietà viene interpretata esclusivamente come diritto di estrarre il massimo valore economico possibile da ciò che si possiede.&#xA;&#xA;Un bosco può essere visto come una proprietà da cui ricavare legname. Ma può essere anche visto come un ecosistema, un paesaggio, una riserva d&#39;acqua, un luogo per le generazioni future.&#xA;&#xA;La domanda cambia:&#xA;&#xA;&#34;Quanto posso ricavare da questo bene?&#34;&#xA;&#xA;diventa:&#xA;&#xA;&#34;Come posso utilizzarlo senza distruggerne il valore nel tempo?&#34;&#xA;&#xA;La proprietà rimane, ma compare una seconda componente: la responsabilità.&#xA;&#xA;Oltre la dicotomia Stato o mercato&#xA;&#xA;È proprio qui che entra in gioco il concetto di commons, o beni comuni.&#xA;&#xA;Una risorsa non deve necessariamente appartenere a un privato oppure essere controllata dallo Stato. Può essere gestita direttamente da una comunità attraverso regole condivise.&#xA;&#xA;Ostrom studiò per decenni comunità che gestivano collettivamente risorse naturali come pascoli, foreste, sistemi di irrigazione e zone di pesca. Il suo lavoro dimostrò che, in determinate condizioni, le comunità possono sviluppare istituzioni efficaci per evitare il sovrasfruttamento delle risorse senza bisogno né della privatizzazione completa né del controllo centralizzato dello Stato.&#xA;&#xA;È un&#39;idea semplice ma radicale:&#xA;&#xA;alcune cose possono essere né esclusivamente private né esclusivamente statali, ma appartenere alla responsabilità di una comunità.&#xA;&#xA;Una società di individui sovrani&#xA;&#xA;Questa visione non richiede di abolire il mercato.&#xA;&#xA;Si può continuare a possedere una casa, acquistare un&#39;automobile, creare un&#39;impresa, commerciare, risparmiare, investire e diventare economicamente prosperi.&#xA;&#xA;La differenza sta nel riconoscere che non tutto ciò che ha valore deve necessariamente essere trasformato in una merce.&#xA;&#xA;Il territorio, l&#39;acqua, la natura, alcuni spazi comuni e determinate risorse fondamentali possono essere sottratti alla logica della massimizzazione economica e amministrati secondo un principio diverso: preservare il capitale naturale e sociale da cui dipende la comunità.&#xA;&#xA;Questo crea un equilibrio tra due esigenze apparentemente opposte:&#xA;&#xA;libertà individuale&#xA;→ l&#39;individuo mantiene proprietà, autonomia economica e capacità decisionale.&#xA;&#xA;responsabilità collettiva&#xA;→ alcune risorse vengono amministrate pensando anche a chi verrà dopo di noi.&#xA;&#xA;Non è comunismo. Non è statalismo. E non è nemmeno necessariamente un rifiuto del capitalismo.&#xA;&#xA;È un tentativo di superare l&#39;idea che il mercato debba essere l&#39;unico criterio con cui decidere cosa ha valore.&#xA;&#xA;Il problema della crescita&#xA;&#xA;Una società industriale tende naturalmente a cercare maggiore produzione, maggiore efficienza e maggiore consumo.&#xA;&#xA;Ma più ricchezza non significa automaticamente più benessere.&#xA;&#xA;Una persona può lavorare sempre più ore per permettersi una casa più grande, un&#39;automobile più costosa, dispositivi elettronici sempre nuovi e vacanze sempre più elaborate, e contemporaneamente avere meno tempo, meno libertà, meno contatto con la natura e più stress.&#xA;&#xA;A quel punto è legittimo chiedersi:&#xA;&#xA;stiamo aumentando la ricchezza o stiamo semplicemente aumentando la quantità di cose che dobbiamo produrre per mantenere un determinato stile di vita?&#xA;&#xA;Il PIL misura l&#39;attività economica. Non misura direttamente la libertà, il tempo trascorso con i propri figli, la qualità delle relazioni, la bellezza di un paesaggio, l&#39;autonomia di una comunità o la possibilità di trascorrere un pomeriggio senza dover consumare qualcosa.&#xA;&#xA;Una società può quindi diventare più ricca senza diventare necessariamente più felice o più libera.&#xA;&#xA;Una possibile visione per una comunità sovrana&#xA;&#xA;È anche da questa riflessione che può nascere l&#39;idea di una Comunità di Individui Sovrani.&#xA;&#xA;Una comunità nella quale la sovranità appartiene innanzitutto alla persona: ogni individuo mantiene la propria autonomia, i propri beni, il proprio lavoro, i propri risparmi e la libertà di scegliere come vivere.&#xA;&#xA;Ma gli individui scelgono volontariamente di condividere alcune responsabilità e di preservare determinati beni comuni.&#xA;&#xA;Un terreno comunitario potrebbe essere utilizzato per produrre cibo senza essere trasformato in una macchina per massimizzare il rendimento.&#xA;&#xA;Un bosco potrebbe essere mantenuto come patrimonio naturale invece di essere sfruttato fino al limite della sua produttività.&#xA;&#xA;Gli spazi comuni potrebbero essere progettati per favorire la vita sociale anziché per generare continuamente reddito.&#xA;&#xA;La tecnologia potrebbe essere utilizzata per ridurre il lavoro necessario, non semplicemente per produrre ancora di più.&#xA;&#xA;E la prosperità potrebbe essere misurata anche attraverso una domanda molto semplice:&#xA;&#xA;quanto siamo liberi di vivere la vita che desideriamo?&#xA;&#xA;La libertà come fine, non come mezzo per consumare&#xA;&#xA;Forse il punto fondamentale è proprio questo.&#xA;&#xA;Una società libera non dovrebbe avere come obiettivo quello di trasformare ogni individuo in un consumatore sempre più efficiente.&#xA;&#xA;La libertà economica dovrebbe permettere alle persone di possedere, costruire, creare, risparmiare, scambiare e scegliere.&#xA;&#xA;Ma la libertà dovrebbe anche comprendere il diritto di non partecipare continuamente alla corsa verso la massimizzazione.&#xA;&#xA;Possiamo immaginare una società nella quale il progresso tecnologico permetta di lavorare meno, non necessariamente di produrre di più; nella quale la ricchezza permetta di avere più tempo, non soltanto più oggetti; nella quale la proprietà dia autonomia, ma comporti anche responsabilità.&#xA;&#xA;Non si tratta quindi di scegliere tra individuo e comunità, né tra mercato e Stato.&#xA;&#xA;Si tratta di costruire istituzioni nelle quali l&#39;individuo possa rimanere sovrano senza essere costretto a vivere in un mondo dove ogni cosa, ogni spazio e ogni momento della vita deve necessariamente diventare una fonte di profitto.&#xA;&#xA;Proprietà senza sfruttamento.&#xA;Mercato senza dominio.&#xA;Comunità senza statalismo.&#xA;Libertà accompagnata dalla responsabilità.&#xA;&#xA;Potrebbe essere questa una delle possibili direzioni per una società realmente orientata al benessere umano e alla libertà delle generazioni future.&#xA;&#xA;br&#xA;br&#xA;--  commenta qui: https://mastodon.uno/@shiva/117082310270946563&#xA;&#xA;https://mastodon.uno/@shiva]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Esiste davvero soltanto una scelta tra capitalismo e statalismo?</p>

<p>Per molto tempo il dibattito economico e politico è stato rappresentato come un&#39;alternativa quasi obbligata: da una parte la proprietà privata, il mercato e l&#39;iniziativa individuale; dall&#39;altra la proprietà collettiva e la gestione delle risorse da parte dello Stato.</p>

<p>Ma esiste una terza possibilità, meno conosciuta e forse più interessante: una società fondata sulla libertà individuale e sulla proprietà privata, nella quale alcune risorse fondamentali vengono però gestite come beni comuni dalle comunità che ne fanno uso.</p>

<p>Una delle studiose più importanti ad aver dimostrato che questo modello può funzionare nella realtà è stata l&#39;economista e politologa Elinor Ostrom, premio Nobel per l&#39;economia nel 2009.</p>

<p>Proprietà privata non significa sfruttamento illimitato</p>

<p>Il principio della proprietà privata è strettamente legato alla libertà individuale. Possedere una casa, un terreno, degli strumenti, un&#39;impresa o dei risparmi significa avere una certa autonomia rispetto agli altri e, soprattutto, rispetto allo Stato.</p>

<p>Non è necessario rinunciare a questo principio per costruire una società più sostenibile.</p>

<p>Il problema nasce quando la proprietà viene interpretata esclusivamente come diritto di estrarre il massimo valore economico possibile da ciò che si possiede.</p>

<p>Un bosco può essere visto come una proprietà da cui ricavare legname. Ma può essere anche visto come un ecosistema, un paesaggio, una riserva d&#39;acqua, un luogo per le generazioni future.</p>

<p>La domanda cambia:</p>

<p>“Quanto posso ricavare da questo bene?”</p>

<p>diventa:</p>

<p>“Come posso utilizzarlo senza distruggerne il valore nel tempo?”</p>

<p>La proprietà rimane, ma compare una seconda componente: la responsabilità.</p>

<p>Oltre la dicotomia Stato o mercato</p>

<p>È proprio qui che entra in gioco il concetto di commons, o beni comuni.</p>

<p>Una risorsa non deve necessariamente appartenere a un privato oppure essere controllata dallo Stato. Può essere gestita direttamente da una comunità attraverso regole condivise.</p>

<p>Ostrom studiò per decenni comunità che gestivano collettivamente risorse naturali come pascoli, foreste, sistemi di irrigazione e zone di pesca. Il suo lavoro dimostrò che, in determinate condizioni, le comunità possono sviluppare istituzioni efficaci per evitare il sovrasfruttamento delle risorse senza bisogno né della privatizzazione completa né del controllo centralizzato dello Stato.</p>

<p>È un&#39;idea semplice ma radicale:</p>

<p>alcune cose possono essere né esclusivamente private né esclusivamente statali, ma appartenere alla responsabilità di una comunità.</p>

<p>Una società di individui sovrani</p>

<p>Questa visione non richiede di abolire il mercato.</p>

<p>Si può continuare a possedere una casa, acquistare un&#39;automobile, creare un&#39;impresa, commerciare, risparmiare, investire e diventare economicamente prosperi.</p>

<p>La differenza sta nel riconoscere che non tutto ciò che ha valore deve necessariamente essere trasformato in una merce.</p>

<p>Il territorio, l&#39;acqua, la natura, alcuni spazi comuni e determinate risorse fondamentali possono essere sottratti alla logica della massimizzazione economica e amministrati secondo un principio diverso: preservare il capitale naturale e sociale da cui dipende la comunità.</p>

<p>Questo crea un equilibrio tra due esigenze apparentemente opposte:</p>

<p>libertà individuale
→ l&#39;individuo mantiene proprietà, autonomia economica e capacità decisionale.</p>

<p>responsabilità collettiva
→ alcune risorse vengono amministrate pensando anche a chi verrà dopo di noi.</p>

<p>Non è comunismo. Non è statalismo. E non è nemmeno necessariamente un rifiuto del capitalismo.</p>

<p>È un tentativo di superare l&#39;idea che il mercato debba essere l&#39;unico criterio con cui decidere cosa ha valore.</p>

<p>Il problema della crescita</p>

<p>Una società industriale tende naturalmente a cercare maggiore produzione, maggiore efficienza e maggiore consumo.</p>

<p>Ma più ricchezza non significa automaticamente più benessere.</p>

<p>Una persona può lavorare sempre più ore per permettersi una casa più grande, un&#39;automobile più costosa, dispositivi elettronici sempre nuovi e vacanze sempre più elaborate, e contemporaneamente avere meno tempo, meno libertà, meno contatto con la natura e più stress.</p>

<p>A quel punto è legittimo chiedersi:</p>

<p>stiamo aumentando la ricchezza o stiamo semplicemente aumentando la quantità di cose che dobbiamo produrre per mantenere un determinato stile di vita?</p>

<p>Il PIL misura l&#39;attività economica. Non misura direttamente la libertà, il tempo trascorso con i propri figli, la qualità delle relazioni, la bellezza di un paesaggio, l&#39;autonomia di una comunità o la possibilità di trascorrere un pomeriggio senza dover consumare qualcosa.</p>

<p>Una società può quindi diventare più ricca senza diventare necessariamente più felice o più libera.</p>

<p>Una possibile visione per una comunità sovrana</p>

<p>È anche da questa riflessione che può nascere l&#39;idea di una Comunità di Individui Sovrani.</p>

<p>Una comunità nella quale la sovranità appartiene innanzitutto alla persona: ogni individuo mantiene la propria autonomia, i propri beni, il proprio lavoro, i propri risparmi e la libertà di scegliere come vivere.</p>

<p>Ma gli individui scelgono volontariamente di condividere alcune responsabilità e di preservare determinati beni comuni.</p>

<p>Un terreno comunitario potrebbe essere utilizzato per produrre cibo senza essere trasformato in una macchina per massimizzare il rendimento.</p>

<p>Un bosco potrebbe essere mantenuto come patrimonio naturale invece di essere sfruttato fino al limite della sua produttività.</p>

<p>Gli spazi comuni potrebbero essere progettati per favorire la vita sociale anziché per generare continuamente reddito.</p>

<p>La tecnologia potrebbe essere utilizzata per ridurre il lavoro necessario, non semplicemente per produrre ancora di più.</p>

<p>E la prosperità potrebbe essere misurata anche attraverso una domanda molto semplice:</p>

<p>quanto siamo liberi di vivere la vita che desideriamo?</p>

<p>La libertà come fine, non come mezzo per consumare</p>

<p>Forse il punto fondamentale è proprio questo.</p>

<p>Una società libera non dovrebbe avere come obiettivo quello di trasformare ogni individuo in un consumatore sempre più efficiente.</p>

<p>La libertà economica dovrebbe permettere alle persone di possedere, costruire, creare, risparmiare, scambiare e scegliere.</p>

<p>Ma la libertà dovrebbe anche comprendere il diritto di non partecipare continuamente alla corsa verso la massimizzazione.</p>

<p>Possiamo immaginare una società nella quale il progresso tecnologico permetta di lavorare meno, non necessariamente di produrre di più; nella quale la ricchezza permetta di avere più tempo, non soltanto più oggetti; nella quale la proprietà dia autonomia, ma comporti anche responsabilità.</p>

<p>Non si tratta quindi di scegliere tra individuo e comunità, né tra mercato e Stato.</p>

<p>Si tratta di costruire istituzioni nelle quali l&#39;individuo possa rimanere sovrano senza essere costretto a vivere in un mondo dove ogni cosa, ogni spazio e ogni momento della vita deve necessariamente diventare una fonte di profitto.</p>

<p>Proprietà senza sfruttamento.
Mercato senza dominio.
Comunità senza statalismo.
Libertà accompagnata dalla responsabilità.</p>

<p>Potrebbe essere questa una delle possibili direzioni per una società realmente orientata al benessere umano e alla libertà delle generazioni future.</p>

<p><br>
<br>
—&gt; commenta qui: <a href="https://mastodon.uno/@shiva/117082310270946563" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@shiva/117082310270946563</a></p>

<p><a href="https://mastodon.uno/@shiva" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@shiva</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/cybershiva/liberta-individuale-proprieta-e-beni-comuni</guid>
      <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 11:27:17 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Abbiamo il potere, abbiamo Internet</title>
      <link>https://noblogo.org/cybershiva/abbiamo-il-potere-abbiamo-internet</link>
      <description>&lt;![CDATA[Mai come in questo periodo storico le persone (il popolo) hanno avuto così tanto potere tra le mani.&#xA;Il sistema democratico da potere alle persone che scelgono di riunirsi, associarsi e portare avanti idee e ideali. Gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi giorno (internet in primis) semplificano esponenzialmente queste possibilità; ma le persone (la massa) sembrano non rendersene conto, perché addormentate dai reels divertenti, le stories degli altri e un sacco di stupidate inutili. &#xA;&#xA;Sia chiaro, non tutti possono interessarsi sempre di tematiche importanti, e l&#39;intrattenimento senza pensieri è un piacere come tanti altri...&#xA;&#xA;In Italia, i giovani non vengono presi sul serio da troppo tempo. Se non hai almeno qualche capello bianco sei troppo giovane per poterti affidare responsabilità e ruoli importanti. Il risultato è che troppi adulti di oggi non mettono piú la propria energia a disposizione della società (della politica), perché tanto ci pensa qualc&#39;un&#34;altro.&#xA;&#xA;Se le persone non si interessano a prendersi il potere per realizzare le proprie idee e i propri ideali; bhé chi controlla quel potere farà i propri interessi e non quelli delle persone.&#xA;&#xA;Questo è un&#39;invito a prendere consapevolezza che internet é uno strumento che da potere alle persone; il potere di riunirsi, di associarsi, di proporre, di discutere, di unire...&#xA;&#xA;In democrazia fare numero significa avere voce in capitolo. Possiamo manifestare, protestare, boicottare, affissare slogan dislocati, trasmettere il pensiero, proporre referendum...&#xA;&#xA;Su questa istanza non si postano foto di gattini (eccezion fatta per @ildisinformatico@mastodon.uno ;) o di vacanze o meme stupidi o gossip da quattro soldi.&#xA;&#xA;Qui le persone si interessano ad argomenti concreti.&#xA;Qui possiamo discutere di temi utili.&#xA;Qui possiamo proporre idee.&#xA;&#xA;Siamo solo 77000; ma va bene. Siamo una nicchia di persone noiose che vogliono discutere di cose noiose. E le buone idee che possono nascere da questa nicchia, possono essere rielaborate, migliorate e portate avanti da tutti noi (o da chi le sostiene)&#xA;&#xA;Fare un #UnoSondaggio e magari ricevere 30000 voti; significherebbe avere 30000 persone che potenzialmente possono unirsi e fare qualcosa di concreto.&#xA;&#xA;https://mastodon.uno/@shiva]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mai come in questo periodo storico le persone (il popolo) hanno avuto così tanto potere tra le mani.
<em>Il sistema democratico da potere alle persone che scelgono di riunirsi, associarsi e portare avanti idee e ideali.</em> Gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi giorno (internet in primis) semplificano esponenzialmente queste possibilità; ma le persone (la massa) sembrano non rendersene conto, perché addormentate dai reels divertenti, le stories degli altri e un sacco di stupidate inutili.</p>

<p>Sia chiaro, non tutti possono interessarsi sempre di tematiche importanti, e l&#39;intrattenimento senza pensieri è un piacere come tanti altri...</p>

<p>In Italia, i giovani non vengono presi sul serio da troppo tempo. Se non hai almeno qualche capello bianco sei troppo giovane per poterti affidare responsabilità e ruoli importanti. Il risultato è che troppi adulti di oggi non mettono piú la propria energia a disposizione della società (della politica), perché tanto ci pensa qualc&#39;un”altro.</p>

<p>Se le persone non si interessano a prendersi il potere per realizzare le proprie idee e i propri ideali; bhé chi controlla quel potere farà i propri interessi e non quelli delle persone.</p>

<p>Questo è un&#39;invito a <strong>prendere consapevolezza che internet é uno strumento che da potere alle persone</strong>; il potere di riunirsi, di associarsi, di proporre, di discutere, di unire...</p>

<p><em>In democrazia fare numero significa avere voce in capitolo. Possiamo manifestare, protestare, boicottare, affissare slogan dislocati, trasmettere il pensiero, proporre referendum...</em></p>

<p>Su questa istanza non si postano foto di gattini (eccezion fatta per <a href="https://noblogo.org/@/ildisinformatico@mastodon.uno" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>ildisinformatico@mastodon.uno</span></a> ;) o di vacanze o meme stupidi o gossip da quattro soldi.</p>

<p><strong>Qui le persone si interessano ad argomenti concreti.
Qui possiamo discutere di temi utili.
Qui possiamo proporre idee.</strong></p>

<p>Siamo solo 77000; ma va bene. Siamo una nicchia di persone noiose che vogliono discutere di cose noiose. E le buone idee che possono nascere da questa nicchia, possono essere rielaborate, migliorate e portate avanti da tutti noi (o da chi le sostiene)</p>

<p>Fare un <a href="/cybershiva/tag:UnoSondaggio" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">UnoSondaggio</span></a> e magari ricevere 30000 voti; significherebbe avere 30000 persone che potenzialmente possono unirsi e fare qualcosa di concreto.</p>

<p><a href="https://mastodon.uno/@shiva" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@shiva</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/cybershiva/abbiamo-il-potere-abbiamo-internet</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Sep 2025 07:54:36 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Riguardo Bitcoin ed Ethereum </title>
      <link>https://noblogo.org/cybershiva/riguardo-bitcoin-ed-ethereum</link>
      <description>&lt;![CDATA[Scrivo questo articolo (Agosto 2025) rivolto agli utenti del fediverso, e in particolare dell&#39;istanza @mastodon.uno.&#xA;&#xA;Presumo che l&#39;età media e mediana degli utenti che la frequentano sia alta; e onestamente l&#39;ecosistema Criptovalute è più comprensibile alle nuove generazioni che a chi ha raggiunto un&#39;età matura, per svariati motivi, ed uno dei motivi è il fatto che siano una tecnologia talmente dirompente da potenzialmente poter cambiare un&#39;assetto socio-economico e un sistema finanziario di riferimento; e generalmente chi ha un&#39;età matura non vuole!&#xA;&#xA;Cercherò per quanto riesca ad usare un linguaggio comprensibile alla vecchia generazione. Quelli che vengono definiti boomer!&#xA;&#xA;Le Criptovalute sono una grande innovazione nell&#39;informatica e nell&#39;economia (e finanza) grazie alla &#34;proprietà digitale&#34;.&#xA;&#xA;Uno dei comandi più comuni nell&#39;informatica è il copia e incolla.&#xA;Utilissimo nella diffusione dei files, ma problematico per chi produce contenuti digitali come Libri, Musica,  Films ecc.&#xA;&#xA;Ora c&#39;è un modo per rendere &#34; scarsi&#34; prodotti digitali.&#xA;&#xA;BITCOIN:&#xA;Il fine ultimo è quello di essere moneta, o riserva di valore.&#xA;Il fatto che non sia il miglior strumento per questo scopo oggi, non significa che non possa diventarlo.&#xA;&#xA;Qual&#39;è il valore sottostante a Bitcoin?&#xA;&#xA;Darò una risposta più breve e coincisa possibile, perché si potrebbe scrivere un libro per rispondere:&#xA;&#xA;Quando è nato Bitcoin non aveva valore perché nessuno lo conosceva.&#xA;Nel tempo il suo valore è salito principalmente dal mercato, pura domanda e offerta.&#xA;Oggi il suo valore sottostante è dato da vari elementi tra cui: valore dell&#39;Energia, Potenza Computazionale, Domanda/Offerta, Geopolitica.&#xA;&#xA;ETHEREUM:&#xA;É molto più complesso spiegare cosa sia e a cosa serva in modo coinciso. Ci provo:&#xA;&#xA;É un&#39;infrastruttura dove poter far sviluppare cose! &#xA;Ad oggi è la blockchain destinata allo sviluppo di una finanza digitale.&#xA;&#xA;Vi si possono creare monete, &#34;partecipazioni azionarie&#34;, contratti vincolati, &#34; oggetti digitali unici o limitati&#34;&#xA;&#xA;É veramente difficile descrivere il potenziale di Ethereum in modo elementare!&#xA;&#xA;Ethereum è un protocollo, e ETH è &#34;la moneta&#34; del protocollo; che ha un valore di mercato. In questo caso non centra l&#39;energia, ma il suo valore è fortemente influenzato dal mercato. Chiunque può ottenere una rendita passiva possedendo ETH. Un po come una partecipazione azionaria che paga dividendi, tu quando vuoi incassi i dividenti, puoi convertirli in moneta spendibile o lasciarli in azioni aspettando una rivalutazione...&#xA;&#xA;Non aggiungo altro per il momento.&#xA;Non voglio scrivere un lungo articolo noioso che nessuno leggerebbe, ma lasciare un tocco di curiosità a chi non sapeva niente di questi ecosistemi, e se ne vale la pena approfondire in autonomia!&#xA;&#xA;Commenta qua:&#xA;https://mastodon.uno/@shiva/115105718452110012&#xA;&#xA;https://mastodon.uno/@shiva]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo articolo (Agosto 2025) rivolto agli utenti del fediverso, e in particolare dell&#39;istanza @mastodon.uno.</p>

<p>Presumo che l&#39;età media e mediana degli utenti che la frequentano sia alta; e onestamente l&#39;ecosistema Criptovalute è più comprensibile alle nuove generazioni che a chi ha raggiunto un&#39;età matura, per svariati motivi, ed uno dei motivi è il fatto che siano una tecnologia talmente dirompente da potenzialmente poter cambiare <em>un&#39;assetto socio-economico</em> e un sistema finanziario di riferimento; e generalmente chi ha un&#39;età matura non vuole!</p>

<p>Cercherò per quanto riesca ad usare un linguaggio comprensibile alla vecchia generazione. Quelli che vengono definiti boomer!</p>

<p>Le Criptovalute sono una grande innovazione nell&#39;informatica e nell&#39;economia (e finanza) grazie alla “<strong>proprietà digitale</strong>”.</p>

<p>Uno dei comandi più comuni nell&#39;informatica è il copia e incolla.
Utilissimo nella diffusione dei files, ma problematico per chi produce contenuti digitali come Libri, Musica,  Films ecc.</p>

<p>Ora c&#39;è un modo per rendere “ scarsi” prodotti digitali.</p>

<p><strong>BITCOIN:</strong>
Il fine ultimo è quello di essere moneta, o riserva di valore.
Il fatto che non sia il miglior strumento per questo scopo oggi, non significa che non possa diventarlo.</p>

<p>Qual&#39;è il valore sottostante a Bitcoin?</p>

<p>Darò una risposta più breve e coincisa possibile, perché si potrebbe scrivere un libro per rispondere:</p>

<p>Quando è nato Bitcoin non aveva valore perché nessuno lo conosceva.
Nel tempo il suo valore è salito principalmente dal mercato, pura domanda e offerta.
Oggi il suo valore sottostante è dato da vari elementi tra cui: valore del<em>l&#39;Energia, Potenza Computazionale, Domanda/Offerta, Geopolitica</em>.</p>

<p><strong>ETHEREUM:</strong>
É molto più complesso spiegare cosa sia e a cosa serva in modo coinciso. Ci provo:</p>

<p>É un&#39;infrastruttura dove poter far sviluppare cose!
Ad oggi è la blockchain destinata allo sviluppo di una finanza digitale.</p>

<p>Vi si possono creare monete, “partecipazioni azionarie”, contratti vincolati, “ oggetti digitali unici o limitati”</p>

<p>É veramente difficile descrivere il potenziale di Ethereum in modo elementare!</p>

<p>Ethereum è un <em>protocollo</em>, e ETH è “la moneta” del protocollo; che ha un valore di mercato. In questo caso non centra l&#39;energia, ma il suo valore è fortemente influenzato dal mercato. Chiunque può ottenere una rendita passiva possedendo ETH. Un po come una partecipazione azionaria che paga dividendi, tu quando vuoi incassi i dividenti, puoi convertirli in moneta spendibile o lasciarli in azioni aspettando una rivalutazione...</p>

<p>Non aggiungo altro per il momento.
Non voglio scrivere un lungo articolo noioso che nessuno leggerebbe, ma lasciare un tocco di curiosità a chi non sapeva niente di questi ecosistemi, e se ne vale la pena approfondire in autonomia!</p>

<p>Commenta qua:
<a href="https://mastodon.uno/@shiva/115105718452110012" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@shiva/115105718452110012</a></p>

<p><a href="https://mastodon.uno/@shiva" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@shiva</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/cybershiva/riguardo-bitcoin-ed-ethereum</guid>
      <pubDate>Thu, 28 Aug 2025 09:30:26 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Perchè SHIVA?</title>
      <link>https://noblogo.org/cybershiva/perche-shiva</link>
      <description>&lt;![CDATA[Shiva è una delle divinità principali nell&#39;Induismo. Nell&#39;Induismo ci sono migliaia di divinità, tra le principali ci sono quelle della Trimurti:&#xA;Brahma, il Creatore&#xA;Vishnu, il Conservatore&#xA;Shiva, il Distruttore (o Trasformatore)&#xA;&#xA;Anche se a noi occidentali questa religione può apparire molto lontana dal nostro modo di vedere le cose, in realtà il concetto che sta dietro la Trimurti è universale, e può quindi essere applicato ovunque e in ogni sistema.&#xA;&#xA;Un&#39;esempio pratico renderà più chiaro il concetto che ne sta dietro prima di qualsiasi spiegazione o approfondimento.&#xA;&#xA;Immaginiamo una famiglia che ha bisogno di costruirsi una casa per iniziare una nuova vita in serenità; in questo caso nella costruzione di una casa laddove non c&#39;è niente è una nuova Creazione, quindi la manifestazione di Brahma il Creatore.&#xA;Negli anni e decenni successivi, la casa dovrà essere mantenuta, ampliata, migliorata insomma; bhè questa è opera di Vishnu il conservatore.&#xA;Infine dopo molto tempo, forse secoli quella casa sarà talmente malmessa che non converrà più lavorare per mantenerla, perché magari piove dal tetto, ma anche se rifacciamo il tetto l&#39;acqua entra comunque dalle finestre, il pavimento è rotto quindi passa l&#39;umidità, l&#39;intonaco cade e l&#39;impianto idrico perde acqua e dovremmo fare delle nuove tracce per ripristinarlo; anche l&#39;impianto elettrico non è più in grado di funzionare bene. A quel punto sarà più conveniente demolire tutto e ricominciare da capo; è qui che si manifesta Shiva!&#xA;&#xA;Sintetizzando molto:&#xA;La parola Trimurti deriva dal sanscrito e significa &#34;tre forme&#34; (tri = tre, murti = forma, incarnazione). Queste tre divinità simboleggiano il ciclo eterno dell&#39;universo:&#xA;Creazione (opera di Brahma),&#xA;Conservazione (opera di Vishnu),&#xA;Distruzione e rinascita (opera di Shiva).&#xA;&#xA;Anche la vita stessa se ci pensiamo è una Trimurti: Nasciamo, Cresciamo, Moriamo. &#xA;&#xA;Possiamo applicare questo concetto base a ogni cosa, non dobbiamo essere induisti per capirlo!&#xA;&#xA;Il motivo per cui io sono attratto da Shiva non saprei spiegarlo. Generalmente Shiva è un entità più maschile, mentre Brahma e Vishnu sono manifestazione più vicine alla femminilità (la donna crea la vita e alleva), ma definirmi adoratore di Shiva in quanto maschio sarebbe una banale generalizzazione sbagliata. Fatto sta che da sempre, fin da bambino, quando vedo qualcosa che proprio non funziona naturalmente penso che debba essere sostituito con qualcosa di nuovo ed efficiente.&#xA;&#xA;Sia chiaro, solo quando qualcosa proprio mal funziona deve essere sostituita con qualcosa che invece funziona; ideologicamente infatti a me non piace per niente il consumismo, e trovo più sano un sistema dove le cose si fanno per durare ed essere riparate. Ma quando si arriva al punto che non c&#39;è più niente da fare, bhè bisogna farsi coraggio e abbattere.  &#xA;&#xA;https://mastodon.uno/@shiva]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Shiva è una delle divinità principali nell&#39;Induismo. Nell&#39;Induismo ci sono migliaia di divinità, tra le principali ci sono quelle della Trimurti:
<em>Brahma, il Creatore
Vishnu, il Conservatore
Shiva, il Distruttore (o Trasformatore)</em></p>

<p>Anche se a noi occidentali questa religione può apparire molto lontana dal nostro modo di vedere le cose, in realtà il concetto che sta dietro la Trimurti è <em>universale</em>, e può quindi essere applicato ovunque e in ogni sistema.</p>

<p>Un&#39;esempio pratico renderà più chiaro il concetto che ne sta dietro prima di qualsiasi spiegazione o approfondimento.</p>

<p><em>Immaginiamo una famiglia che ha bisogno di costruirsi una casa per iniziare una nuova vita in serenità; in questo caso nella costruzione di una casa laddove non c&#39;è niente è una nuova Creazione, quindi la manifestazione di Brahma il Creatore.
Negli anni e decenni successivi, la casa dovrà essere mantenuta, ampliata, migliorata insomma; bhè questa è opera di Vishnu il conservatore.
Infine dopo molto tempo, forse secoli quella casa sarà talmente malmessa che non converrà più lavorare per mantenerla, perché magari piove dal tetto, ma anche se rifacciamo il tetto l&#39;acqua entra comunque dalle finestre, il pavimento è rotto quindi passa l&#39;umidità, l&#39;intonaco cade e l&#39;impianto idrico perde acqua e dovremmo fare delle nuove tracce per ripristinarlo; anche l&#39;impianto elettrico non è più in grado di funzionare bene. A quel punto sarà più conveniente demolire tutto e ricominciare da capo; è qui che si manifesta Shiva!</em></p>

<p>Sintetizzando molto:
La parola Trimurti deriva dal sanscrito e significa “tre forme” (tri = tre, murti = forma, incarnazione). Queste tre divinità simboleggiano il ciclo eterno dell&#39;universo:
1. <strong>Creazione</strong> (opera di Brahma),
2. <strong>Conservazione</strong> (opera di Vishnu),
3. <strong>Distruzione e rinascita</strong> (opera di Shiva).</p>

<p>Anche la vita stessa se ci pensiamo è una Trimurti: Nasciamo, Cresciamo, Moriamo.</p>

<p>Possiamo applicare questo concetto base a ogni cosa, non dobbiamo essere induisti per capirlo!</p>

<p>Il motivo per cui io sono attratto da Shiva non saprei spiegarlo. Generalmente Shiva è un entità più maschile, mentre Brahma e Vishnu sono manifestazione più vicine alla femminilità (la donna crea la vita e alleva), ma definirmi adoratore di Shiva in quanto maschio sarebbe una banale generalizzazione sbagliata. Fatto sta che da sempre, fin da bambino, quando vedo qualcosa che proprio non funziona naturalmente penso che debba essere sostituito con qualcosa di nuovo ed efficiente.</p>

<p>Sia chiaro, solo quando qualcosa proprio mal funziona deve essere sostituita con qualcosa che invece funziona; ideologicamente infatti a me non piace per niente il consumismo, e trovo più sano un sistema dove le cose si fanno per durare ed essere riparate. Ma quando si arriva al punto che non c&#39;è più niente da fare, bhè bisogna farsi coraggio e abbattere.</p>

<p><a href="https://mastodon.uno/@shiva" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@shiva</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/cybershiva/perche-shiva</guid>
      <pubDate>Tue, 26 Aug 2025 08:51:02 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>