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    <title>Die Dämmerung</title>
    <link>https://noblogo.org/diedammerung/</link>
    <description>&#34;Sembrava che stessi urlando. In realtà, stavo semplicemente cantando&#34; - Sinéad O&#39;Connor</description>
    <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 17:29:17 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Hanno slacciato il corsetto dell&#39;anima</title>
      <link>https://noblogo.org/diedammerung/hanno-slacciato-il-corsetto-dellanima</link>
      <description>&lt;![CDATA[  My zavoevany!&#xA;  Vanny&#xA;  Duši.&#xA;  Lift.&#xA;  Lif duši rasstegnuli,&#xA;  Telo žgut ruki.&#xA;  Kriči, ne kriči:&#xA;  &#34;Â ne hotela!&#34;&#xA;  (Ci han conquistato!&#xA;  Bagni.&#xA;  Docce.&#xA;  Ascensore.&#xA;  Hanno slacciato il corsetto dell&#39;anima.&#xA;  Mani ustionano il corpo&#xA;  Che tu gridi o che no:&#xA;  &#34;Io non volevo!&#34;)&#xA;  Vladimir Majakovskik - iz ulicy v ulicu. Traduzione di Guido Carpi&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Alla notizia di intelligenze artificiali che fanno la spesa (la spesa!) al posto nostro, di sistemi operativi con intelligenza artificiale in ogni singolo elemento dell&#39;interfaccia e di un internet che collassa oramai con cadenza mensile non posso che pensare a questa lirica di Majakovskik poco prima della rivoluzione nel 1913. Probabilmente la mia interpretazione sarà sbagliata, ma la successione di &#34;bagni/docce/ascensori&#34; non è casuale. In russo, come visibile sopra, sono rispettivamente &#34;Vanny/Duši/Lift&#34; e nel verso dopo &#34;Lif duši rasstegnuli&#34; si può notare come ascensore e bagno siano simili a &#34;slacciare&#34; e &#34;anima&#34; (posto al genitivo, dunque con valore di dell&#39;anima). Forse un&#39;iperbole o un caso, ma già allora si vedeva come la tecnologia stesse uccidendo il contatto dell&#39;uomo con la natura, un processo che ora mi pare si sia spostato all&#39;intelletto e alla nostra integrità morale. In poche parole, ci stanno facendo a pezzi, l&#39;anima l&#39;hanno slacciata da un bel po&#39;. Il punto, è che oggi come allora, sia che gridiamo o che non gridiamo, non possiamo fermare qualcosa di irreversibile. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>My zavoevany!
Vanny
Duši.
Lift.
Lif duši rasstegnuli,
Telo žgut ruki.
Kriči, ne kriči:
“Â ne hotela!”
(<em>Ci han conquistato!</em>
<em>Bagni.</em>
<em>Docce.</em>
<em>Ascensore.</em>
<em>Hanno slacciato il corsetto dell&#39;anima.</em>
<em>Mani ustionano il corpo</em>
<em>Che tu gridi o che no:</em>
<em>“Io non volevo!”</em>)
Vladimir Majakovskik – iz ulicy v ulicu. Traduzione di Guido Carpi</p></blockquote>



<p>Alla <a href="https://www.futuroprossimo.it/2025/11/shopping-ai-vi-racconto-come-sara-il-futuro-degli-acquisti/" rel="nofollow">notizia di intelligenze artificiali che fanno la spesa (la spesa!) al posto nostro</a>, di <a href="https://www.theverge.com/news/821948/microsoft-windows-11-ai-agents-taskbar-integration" rel="nofollow">sistemi operativi con intelligenza artificiale in ogni singolo elemento dell&#39;interfaccia</a> e di un <a href="https://www.theverge.com/news/823711/cloudflare-outage-postmortem" rel="nofollow">internet che collassa oramai con cadenza mensile</a> non posso che pensare a questa lirica di Majakovskik poco prima della rivoluzione nel 1913. Probabilmente la mia interpretazione sarà sbagliata, ma la successione di “bagni/docce/ascensori” non è casuale. In russo, come visibile sopra, sono rispettivamente “<em>Vanny/Duši/Lift</em>” e nel verso dopo “<em>Lif duši rasstegnuli</em>” si può notare come ascensore e bagno siano simili a “slacciare” e “anima” (posto al genitivo, dunque con valore di <em>dell&#39;anima</em>). Forse un&#39;iperbole o un caso, ma già allora si vedeva come la tecnologia stesse uccidendo il contatto dell&#39;uomo con la natura, un processo che ora mi pare si sia spostato all&#39;intelletto e alla nostra integrità morale. In poche parole, ci stanno facendo a pezzi, l&#39;anima l&#39;hanno slacciata da un bel po&#39;. Il punto, è che oggi come allora, sia che gridiamo o che non gridiamo, non possiamo fermare qualcosa di irreversibile.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/diedammerung/hanno-slacciato-il-corsetto-dellanima</guid>
      <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 17:04:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Canzoni particolari 2) Kino - Nam s Toboi</title>
      <link>https://noblogo.org/diedammerung/canzoni-particolari-2-kino-nam-s-toboi</link>
      <description>&lt;![CDATA[figure class=&#34;image-with-caption&#34;&#xA;    img src=&#34;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/ba/%D0%9A%D0%B8%D0%BD%D0%BE%2C%D0%A7%D0%B5%D1%80%D0%BD%D1%8B%D0%B9%D0%B0%D0%BB%D1%8C%D0%B1%D0%BE%D0%BC%28Kino%2CChyornyalbum%29%281990%29.jpg&#34; alt=&#34;Copertina dell&#39;album nero&#34;&#xA;    figcaptionCopertina dell&#39;album nero./figcaption&#xA;/figure&#xA;&#xA;Nota: la traslitterazione del cirillico è stata eseguita seguendo lo standard scientifico internazionale&#xA;&#xA;Non è questa la sede per scrivere approfonditamente dei Kino, di Viktor Coj e in generale della musica rock sovietica e di come sia stata importante per me nel corso di questi anni. Per chi non ne avesse mai sentiti parlare, i Kino sono stati senza ombra di dubbio il gruppo rock più noto e amato dell&#39;URSS, con un&#39;eredità che si è ben presto diffusa anche nelle future repubbliche indipendenti, specialmente in Estonia e Russia, ma anche in questi tempi tragici e folli le canzoni di Viktor Coj continuano ad essere suonate in Ucraina e in Georgia. A volte ho la sensazione che Coj sia l&#39;unico artista russo ad essere universalmente amato nello spazio post-sovietico, con la data della sua morte, il 15 agosto 1990, interpretata contemporaneamente come l&#39;inizio e la fine delle sogne e le speranze di un&#39;intera generazione.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;YouTube&#xA;Bandcamp&#xA;&#xA;Nam s toboi è una delle ultime canzoni scritte da Vitja agli inizi del 1990, pubblicata postuma nel cosiddetto &#34;album nero&#34; rilasciato agli inizi nel 1991. La canzone è sicuramente dedicata a Natalja Razlogova, giornalista con la quale Coj, formalmente già sposato con Mar&#39;jana Kovalëva, intrattenne una relazione sentimentale negli ultimi anni della sua vita.&#xA;&#xA;  Zdes&#39; neponjatno gde lico, a gde rylo&#xA;  I ne ponjatno gde prjanik, gde plet&#39;&#xA;  Zdes&#39; v seno ne vtykajutsja vily&#xA;  A ryba prohodit skvoz&#39; set&#39;&#xA;  (Qui non è chiaro dove sia un viso e dove un muso&#xA;  non è chiaro dove sia la carota, dove il bastone.&#xA;  Qui nel fieno non è infilzato un forcone,&#xA;  mentre i pesci attraversano la rete)&#xA;&#xA;In riferimento agli ultimi slanci del morente impero sovietico, dove la corruzione era svolta alla luce del sole e dove la propaganda per nasconderla era diventata grottesca per come continuasse a deformare la realtà, Coj apre la sua canzone con in sottofondo il basso di Aleksandr Titov e la drum machine di Georgi Gurjanov.&#xA;&#xA;  I nejasno gde more, gde suša&#xA;  Gde zoloto, a gde med&#39;&#xA;  Čto postroit&#39; i Čto razrušit&#39;&#xA;  I komu, i začem zdes&#39; pet&#39;&#xA;  (E non è chiaro dove sia il mare (e) dove la terra,&#xA;  Dove sia l&#39;oro, e dove sia il rame.&#xA;  Cosa costruire e cosa distruggere&#xA;  E a chi, e perché qui cantare)&#xA;&#xA;L&#39;ascendenza di contraddizioni con la quale Coj incomincia il brano si sciolgono poi nella sua realizzazione finale, che è forse la parte più bella e complessa della canzone:&#xA;&#xA;  Nam s toboj&#xA;  Golubyh nebes naves&#xA;  Nam s toboj&#xA;  Stanet les gluhoj stenoj&#xA;  Nam s toboj&#xA;  Iz zaplëvannyh kolodcev ne pit&#39;&#xA;  Plan takoj: nam s toboj&#xA;  (Per me e per te,&#xA;  una tettoia di cieli azzurri.&#xA;  Per me e per te, &#xA;  la foresta sarà un muro di silenzio,&#xA;  Il destino di me e te.&#xA;  è non bere da pozzi sputati.&#xA;  Il piano è questo: me e te)&#xA;&#xA;Complessa perché viene usato il pronome della 1a persona plurale &#34;my&#34; declinato al dativo, seguito poi dalla preposizione s (con) e &#34;ty&#34; (2a persona singolare) declinato allo strumentale. Una traduzione letterale di questa struttura sarebbe &#34;a noi con te&#34;, ma, viste le tante irregolarità del russo, nam s toboi ha significato di &#34;per/a me e per/a te&#34;. In un periodo di forti cambiamenti politici e sociali e senza una reale bussola da seguire, Coj pone come suo obiettivo quello di sperare nel meglio per se e per la propria donna amata, ma quel &#34;my&#34; può anche conservare il valore plurale ed essere anche inteso come un lottare di Coj per suoi amici, i membri del suo gruppo e tutti i suoi ammiratori e giovani desiderosi della libertà, messo in parallelo anche dall&#39;amore per la Razlogova.&#xA;&#xA;  A stal&#39; pohoža na žest&#39;&#xA;  I slabost&#39;, kak sila&#xA;  I pravda, kak lest&#39;&#xA;  I ne jasno gde mešok, a gde šilo&#xA;  I ne jasno gde obida, gde mest&#39;&#xA;  I mne ne nravilos&#39; to čto zdes&#39; bylo&#xA;  I mne ne nravitsja to čto zdes&#39; est&#39;&#xA;  (Qui le pietre sono come il sapone&#xA;  E l&#39;acciaio è come lo stagno&#xA;  E la debolezza è come la forza&#xA;  E la verità è come l&#39;adulazione&#xA;  E non è chiaro quale sia il sacco e quale la lesina.&#xA;  E non è chiaro dove c&#39;è offesa e dove c&#39;è vendetta.&#xA;  E non mi piaceva quello che c&#39;era qui&#xA;  E non mi piace quello che c&#39;è qui)&#xA;&#xA;La chitarra di Yurij Kasparjan accompagna le ultime strofe del brano. I Kino non hanno mai suonato dal vivo questa canzone: l&#39;ultimo concerto del gruppo fu il 24 giugno 1990, un mese e mezzo prima della morte di Coj ad appena a 28 anni. Per avere una perfomance del gruppo si è dovuto aspettare all&#39;incirca quasi trent&#39;anni, quando i sopravvissuti dei Kino, Aleksandr Titov, Yurij Kasparjan e Igor&#39; Tichomirov, si sono riuniti agli inizi del 2021 per registrare nuovamente le vecchie canzoni del gruppo, mettendo in sottofondo la voce di Coj, forse oggi ancor più attuale di prima.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure class="image-with-caption">
    <img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/ba/%D0%9A%D0%B8%D0%BD%D0%BE%2C_%D0%A7%D0%B5%D1%80%D0%BD%D1%8B%D0%B9_%D0%B0%D0%BB%D1%8C%D0%B1%D0%BE%D0%BC_%28Kino%2C_Chyorny_album%29_%281990%29.jpg" alt="Copertina dell&#39;album nero">
    <figcaption>Copertina dell&#39;album nero.</figcaption>
</figure>

<p>Nota: la traslitterazione del cirillico è stata eseguita seguendo lo standard scientifico internazionale</p>

<p>Non è questa la sede per scrivere approfonditamente dei Kino, di <strong>Viktor Coj</strong> e in generale della musica rock sovietica e di come sia stata importante per me nel corso di questi anni. Per chi non ne avesse mai sentiti parlare, i Kino sono stati senza ombra di dubbio il gruppo rock più noto e amato dell&#39;URSS, con un&#39;eredità che si è ben presto diffusa anche nelle future repubbliche indipendenti, specialmente in Estonia e Russia, ma anche in questi tempi tragici e folli le canzoni di Viktor Coj continuano ad essere suonate in Ucraina e in Georgia. A volte ho la sensazione che Coj sia l&#39;unico artista russo ad essere universalmente amato nello spazio post-sovietico, con la data della sua morte, il 15 agosto 1990, interpretata contemporaneamente come l&#39;inizio e la fine delle sogne e le speranze di un&#39;intera generazione.</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XXBNC3QwJQc" rel="nofollow">YouTube</a>
<a href="https://kinogroup.bandcamp.com/track/--26?search_page_id=4009235733&amp;search_sig=9af69f110ece0576d500617ea375d9b4" rel="nofollow">Bandcamp</a></p>

<p>Nam s toboi è una delle ultime canzoni scritte da Vitja agli inizi del 1990, pubblicata postuma nel cosiddetto “album nero” rilasciato agli inizi nel 1991. La canzone è sicuramente dedicata a <strong>Natalja Razlogova</strong>, giornalista con la quale Coj, formalmente già sposato con <strong>Mar&#39;jana Kovalëva</strong>, intrattenne una relazione sentimentale negli ultimi anni della sua vita.</p>

<blockquote><p>Zdes&#39; neponjatno gde lico, a gde rylo
I ne ponjatno gde prjanik, gde plet&#39;
Zdes&#39; v seno ne vtykajutsja vily
A ryba prohodit skvoz&#39; set&#39;
(<em>Qui non è chiaro dove sia un viso e dove un muso
non è chiaro dove sia la carota, dove il bastone.
Qui nel fieno non è infilzato un forcone,
mentre i pesci attraversano la rete</em>)</p></blockquote>

<p>In riferimento agli ultimi slanci del morente impero sovietico, dove la corruzione era svolta alla luce del sole e dove la propaganda per nasconderla era diventata grottesca per come continuasse a deformare la realtà, Coj apre la sua canzone con in sottofondo il basso di <strong>Aleksandr Titov</strong> e la drum machine di <strong>Georgi Gurjanov</strong>.</p>

<blockquote><p>I nejasno gde more, gde suša
Gde zoloto, a gde med&#39;
Čto postroit&#39; i Čto razrušit&#39;
I komu, i začem zdes&#39; pet&#39;
(<em>E non è chiaro dove sia il mare (e) dove la terra,</em>
<em>Dove sia l&#39;oro, e dove sia il rame.</em>
<em>Cosa costruire e cosa distruggere</em>
<em>E a chi, e perché qui cantare</em>)</p></blockquote>

<p>L&#39;ascendenza di contraddizioni con la quale Coj incomincia il brano si sciolgono poi nella sua realizzazione finale, che è forse la parte più bella e complessa della canzone:</p>

<blockquote><p>Nam s toboj
Golubyh nebes naves
Nam s toboj
Stanet les gluhoj stenoj
Nam s toboj
Iz zaplëvannyh kolodcev ne pit&#39;
Plan takoj: nam s toboj
(<em>Per me e per te,</em>
<em>una tettoia di cieli azzurri.</em>
<em>Per me e per te,</em>
<em>la foresta sarà un muro di silenzio,</em>
<em>Il destino di me e te.</em>
<em>è non bere da pozzi sputati.</em>
<em>Il piano è questo: me e te</em>)</p></blockquote>

<p>Complessa perché viene usato il pronome della 1a persona plurale “my” declinato al dativo, seguito poi dalla preposizione s (<em>con</em>) e “ty” (2a persona singolare) declinato allo strumentale. Una traduzione letterale di questa struttura sarebbe “a noi con te”, ma, viste le tante irregolarità del russo, nam s toboi ha significato di “per/a me e per/a te”. In un periodo di forti cambiamenti politici e sociali e senza una reale bussola da seguire, Coj pone come suo obiettivo quello di sperare nel meglio per se e per la propria donna amata, ma quel “my” può anche conservare il valore plurale ed essere anche inteso come un lottare di Coj per suoi amici, i membri del suo gruppo e tutti i suoi ammiratori e giovani desiderosi della libertà, messo in parallelo anche dall&#39;amore per la Razlogova.</p>

<blockquote><p>A stal&#39; pohoža na žest&#39;
I slabost&#39;, kak sila
I pravda, kak lest&#39;
I ne jasno gde mešok, a gde šilo
I ne jasno gde obida, gde mest&#39;
I mne ne nravilos&#39; to čto zdes&#39; bylo
I mne ne nravitsja to čto zdes&#39; est&#39;
(<em>Qui le pietre sono come il sapone</em>
<em>E l&#39;acciaio è come lo stagno</em>
<em>E la debolezza è come la forza</em>
<em>E la verità è come l&#39;adulazione</em>
<em>E non è chiaro quale sia il sacco e quale la lesina.</em>
<em>E non è chiaro dove c&#39;è offesa e dove c&#39;è vendetta.</em>
<em>E non mi piaceva quello che c&#39;era qui</em>
<em>E non mi piace quello che c&#39;è qui</em>)</p></blockquote>

<p>La chitarra di <strong>Yurij Kasparjan</strong> accompagna le ultime strofe del brano. I Kino non hanno mai suonato dal vivo questa canzone: l&#39;ultimo concerto del gruppo fu il 24 giugno 1990, un mese e mezzo prima della morte di Coj ad appena a 28 anni. Per avere una perfomance del gruppo si è dovuto aspettare all&#39;incirca quasi trent&#39;anni, quando i sopravvissuti dei Kino, Aleksandr Titov, Yurij Kasparjan e Igor&#39; Tichomirov, si sono <a href="https://www.youtube.com/watch?v=QeqYWZg84OM" rel="nofollow">riuniti agli inizi del 2021</a> per registrare nuovamente le vecchie canzoni del gruppo, mettendo in sottofondo la voce di Coj, forse oggi ancor più attuale di prima.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/diedammerung/canzoni-particolari-2-kino-nam-s-toboi</guid>
      <pubDate>Thu, 16 Jan 2025 15:49:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sid Meier&#39;s Alpha Centauri, il futuro dell&#39;umanità</title>
      <link>https://noblogo.org/diedammerung/sid-meiers-alpha-centauri-il-futuro-dellumanita</link>
      <description>&lt;![CDATA[Schermata iniziale del gioco&#xA;&#xA;  &#34;Non siamo più semplici creature terrestri, né esseri planetari, ma luminosi figli delle stelle! E, insieme, danzeremo per dieci miliardi di anni, festeggiando il dono della coscienza fino a quando anche le stelle stesse non diventeranno fredde e stanche, e allora, tutto ricomincerà di nuovo. Dall&#39;inizio.&#34;&#xA;  Lady Deirdre Skye, &#34;Conversazioni col pianeta&#34;, Epilogo&#xA;&#xA;Ricordo che scoprì Sid Meier&#39;s Alpha Centauri gli ultimi anni delle scuole elementari. Tutti su internet ne parlavano benissimo, ma, viste le mie scarse conoscenze dell&#39;inglese dell&#39;epoca ed immani problemi di compatibilità (non ancora risolti) con i moderni sistemi operativi, ho potuto giocare per la prima ad Alpha Centauri solo nel 2022, e incredibilmente, nonostante gli oltre due decenni dal suo rilascio, credo non esista videogioco che sia stato capace anche solo di scalfirlo o di spodestarlo dal suo trono. A conti fatti, lo considero uno dei pochi videogiochi effettivamente definibile &#34;arte&#34;, con uno dei sistemi di narrazione più originali, profondi e stupefacenti che l&#39;intero medium abbia mai potuto offrire.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il genere&#xA;&#xA;Alpha Centauri è uno spin-off della più famosa serie di Sid Meier&#39;s Civilization. Per chi non conoscesse o avesse mai sentito parlare di Civilization, si tratta di un videogioco a turni, dove il giocatore controlla una civiltà con rispettivo condottiero (esempio: Inghilterra con la Regina Vittoria) partendo dal neolitico fino ad arrivare al 2100 d.C.. Durante il gioco, l&#39;utente deve amministrare città, ricercare tecnologie e sconfiggere o allearsi con le altre civiltà. La vittoria viene raggiunta principalmente tramite la totale egemonia sugli avversari, oppure tramite un importantissimo evento: la costituzione della prima colonia umana su Alpha Centauri, il sistema solare più prossimo al nostro. Sid Meier&#39;s Alpha Centauri è dunque ambientato proprio durante tale &#34;vittoria&#34;, con una differenza fondamentale: il giocatore in questo caso dovrà sì, gestire nuovamente una civiltà con il suo leader, ma questa volta non si parlerà di nazioni o popoli, ma esclusivamente di ideologie.&#xA;&#xA;La narrazione&#xA;&#xA;La terra è diventata oramai invivibile: guerre, crisi economiche e sconvolgimenti climatici hanno costretto l&#39;ONU ad inviare l&#39;astronave coloniale Unity in un viaggio di non ritorno verso il sistema di Alpha Centauri. A bordo della Unity sono stati fatti salire i migliori scienziati, ingegneri, politici, militari, religiosi della razza umana. Nonostante gli immani preparativi e la sicurezza di aver scelto il meglio del meglio dell&#39;umanità per ricominciare su un nuovo mondo, la missione è un fallimento totale: nemmeno il tempo di mettere piede sul pianeta che la morte improvvisa del capitano Garland spinge tutto l&#39;equipaggio a scindersi ideologicamente in sette fazioni, tutte opposte tra di loro e con una loro visione differente non solo sullo sviluppo della colonia, ma anche dell&#39;umanità in generale. Nei Civilization, come detto prima, si devono amministrare città e tecnologie. Negli insediamenti è possibile costruire varie strutture, tra le quali spiccano le meraviglie, come la Torre Eiffel o la piramide di Giza. Alla realizzazione di tale opere (uniche sia nella mappa di gioco che tra i giocatori), il gioco va in pausa per mostrare un messaggio, un filmato o una citazione storica all&#39;utente. Stesso procedimento avviene per le tecnologie o per eventi importanti (come disastri naturali o rivoluzioni). Se però per i Civilization si tratta semplicemente di replicare la storia umana, per Alpha Centauri invece si parla del futuro ancora non scritto del genere umano. Filmati in computer grafica, citazioni (come quella ad inizio articolo) e brevi messaggi di intermezzo sono l&#39;unica forma di narrazione del titolo. Per le prime scoperte e opere architettoniche, gli sviluppatori si sono basati su quelle che per il 1999 erano considerate tecnologie prossime (come il genoma umano, mappato ad inizio anni 2000 con due secoli d&#39;anticipo rispetto al gioco), ma più si avanti, più si ci avventura in un percorso di pura fantascienza, con risvolti scientifici, morali e tecnologici a secoli (se non forse millenni) di distanza da oggi. Ognuna di queste scoperte all&#39;interno di Alpha Centauri sarà dunque un momento di confronto tra le sette fazioni in campo e offriranno degli spunti di riflessione per i giocatori: quando infatti sarà costruita una meraviglia, ne saranno illustrati solo gli effetti nell&#39;economia fittizia del titolo, senza però discernere in alcuna spiegazione diretta su come tali risultati siano ottenuti. Dopo quasi vent&#39;anni dalla sua uscita, Alpha Centauri possiede un sistema di narrazione che non ho mai visto replicato in nessun altro videogioco, con dei colpi di scena assolutamente geniali e uno sguardo sul nostro futuro, prossimo e distante, ancora oggi attuale. &#xA;&#xA;L&#39;insediamento autocosciente&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;La prossima volta creeremo delle false divinità che ci sovrastino? Quanto siamo diventati orgogliosi, e quanto ciechi.&#34;&#xA;  Sorella Miriam Godwinson, &#34;Dobbiamo dissentire&#34;&#xA;&#xA;Miriam Godwinson&#xA;&#xA;In Civilization, la costruzione delle meraviglie non presenta prerogative storiche: i francesi possono tranquillamente costruire il Colosso di Rodi, e il medesimo ragionamento si applica anche per Alpha Centauri.&#xA;&#xA;L&#39;insediamento (o colonia) autocosciente è una delle ultime meraviglie che si possono costruire del titolo e offre un grande vantaggio: la riduzione del 50% del consumo di energia (la valuta del gioco) in ogni colonia e un aumento di +1 per ogni fattore di polizia, potenziamento che de facto dimezza in tutte le città i &#34;droni&#34; (cittadini scontenti). Come però funzioni questo &#34;dimezzamento&#34; del dissenso, non ci è dati saperlo, e possiamo solo intuirlo da un filmato in computer grafica:&#xA;&#xA;  In un ambiente urbano, tenebroso e, curiosamente, vuoto, si scorgono delle figure muoversi tra i vicoli. Porgendo l&#39;orecchio, si possono udire vari sussurri pronunciare &#34;We must dissent&#34; (Dobbiamo dissentire). In una delle ultime inquadrature, tale formula appare scritta a mo&#39; di graffito su un vicolo cieco. Lo schermo dunque si illumina di rosso, e sul vicolo ora appare la sagoma carbonizzata di un corpo. I macchinari della città entrano allora in funzione e sia il graffito che la sagoma del suo probabile autore vengono completamente disintegrate.&#xA;&#xA;Ecco dunque che, senza troppe spiegazioni o giri di parole, ci viene illustrata la reale portata e funzione dell&#39;Insediamento autocosciente: una città governata da una intelligenza artificiale che decide autonomamente come, quando, ma soprattutto chi, reprimere. Già a questo punto, si potrebbe decretare l&#39;assoluta genialità da parte degli sviluppatori per aver impacchettato una miscela così forte di emozioni contrastanti, ma in realtà è solo l&#39;inizio, perché il vero punto più alto di Alpha Centauri sta nel dibattito, nello scontro ideologico che si forma, sempre in maniera indiretta, tra tutti i condottieri delle sette fazioni.&#xA;&#xA;Miriam Godwinson, l&#39;autrice della citazione che accompagna la costruzione della colonia autocoscienze, è l&#39;esponente dei Credenti del Signore, una fazione di estremisti religiosi che considerano Chiron (il pianeta dell&#39;ambientazione del titolo) come la fatidica terra promessa biblica, un luogo dove l&#39;uomo dovrà estirpare il suo più grande peccato: l&#39;arroganza.&#xA;&#xA;I Credenti sono sempre stati considerati universalmente come la fazione più &#34;sfigata&#34; di Alpha Centauri: nonostante dispongano di notevole un vantaggio militare, presentano per il resto solo difetti, tra cui un terribile malus alla ricerca tecnologica. Non sono una fazione di luddisti poiché possono utilizzare teletrasporti, cannoni laser, disintegratori particellari ecc., ma comunque Miriam Godwinson è l&#39;unica persona di tutto il gioco che vede lo sviluppo tecnologico sempre in un ottica negativa, allertando sia il giocatore, che le altre fazioni, sul corso che l&#39;umanità rischia di prendere. Proprio l&#39;insediamento autocosciente rappresenta un punto di non ritorno, sia per il giocatore che, per estensione, l&#39;intero genere umano: la capacità di giudicare gli altri esseri umani, di decidere se meritino di vivere o no, viene tutta appaltata a un computer, un vero e proprio &#34;falso Dio&#34;. Tolti i soliti esempi sul totalitarismo tecnologico cinese, pensiamo un attimo agli strumenti tecnologici del nostro quotidiano: i sistemi operativi che utilizziamo, i social network e i motori di ricerca. Abbiamo dato letteralmente a degli algoritmi già il potere di decidere su alcune scelte della nostra vita. Come già detto, per il momento si tratta di questioni infantili e quasi ingenue, ma realisticamente, quando può essere la linea che, già attualmente, ci separa dall&#39;incubo dell&#39;insediamento autocosciente?&#xA;&#xA;Magneti monopoli&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;Io sostengo in ogni caso che il dualismo yin-yang possa essere superato. Con un pensiero sufficientemente illuminato si può dare sostanza a ogni distinzione: la mente senza il corpo, il nord senza il sud, il piacere senza il dolore. Ricordate: il pensiero illuminato è una funzione della forza di volontà, non della forza fisica.&#34;  &#xA;  Presidente Sheng-ji Yang, &#34;Saggi sulla mente e la materia&#34;&#xA;&#xA;Sheng-ji Yang&#xA;&#xA;In 1984, viene descritto lo stato de &#34;Estasia&#34;, comprendente al suo interno l&#39;attuale Cina e altri paesi asiatici e la cui ideologia si basa sulla &#34;Teoria dell&#39;annullamento di sé&#34;. Nel libro di Orwell tale teoria non viene minimamente approfondita, ma nonostante ciò l&#39;ho sempre vista come una fonte d&#39;ispirazione per l&#39;Alveare umano, la fazione del presidente Sheng-ji Yang.&#xA;&#xA;Curiosamente, a parlare della scoperta dei magneti monopoli, una tecnologia che permetterebbe di costruire con estrema rapidità strutture di qualsiasi tipologia e grandezza, non è l&#39;accademico Prokhor Zakharov, esponente dell&#39;Università del Pianeta, la fazione più scientifica di Alpha Centauri, ma bensì Yang. Per lo statista cinese, l&#39;individualismo è stata la causa scatenante del disastro sulla terra, e in questo nuovo mondo l&#39;umanità deve perciò abbandonare ogni immagine personalistica di sé per abbracciare completamente la collettivizzazione. Ogni singolo aspetto della vita dei cittadini dell&#39;Alveare è basato sull&#39;offrire qualcosa agli altri, &#34;annullandosi&#34; completamente.  Questo discorso di &#34;annullamento&#34; viene poi esteso in senso universale proprio sullo stile dei monopoli: la scoperta di tale tecnologia è come se eliminasse una delle strutture binarie più importanti e note della fisica e dell&#39;universo, e per questo l&#39;essere umano sarebbe in grado anche di distruggere altre opposizioni binarie. Ciò può essere positivo: un mondo senza tristezza è un mondo composto solo da felicità, ma che però può anche corrodersi nell&#39;opposto. Come dirà in un&#39;altra occasione Yang &#34;Si può definire &#39;tiranno&#39; un uomo che opprime chi non può sentire dolore?&#34;&#xA;&#xA;Traduttore universale&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;E il Signore disse: &#39;Ecco, il popolo è uno solo e ha una sola lingua; e adesso cominciano a costruire: ora non gli sarà impedito nulla di ciò che hanno immaginato. Andiamo, scendiamo e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano i discorsi degli altri&#39;.&#34;&#xA;  Bibbia del Conclave&#xA;&#xA;La &#34;meraviglia&#34; (ma sarebbe più propriamente giusto chiamarlo &#34;progetto speciale&#34;) del traduttore universale è uno dei risvolti narrativi più misteriosi di tutto il videogioco. Tale invenzione, più che per tradurre tutte le lingue umane e rendere possibile all&#39;istante qualsiasi comunicazione, viene realizzata per comprendere i misteriosi obelischi artificiali che cospargono il pianeta, frutti forse del lavoro dell&#39;antica razza aliena dei Progenitori. Nel filmato, assistiamo al traduttore universale entrare in funzione e scomporre il misterioso alfabeto alieno, portando alla luce un passo della genesi (quello della citazioni qui sopra), a decine di anni luce dalla terra.&#xA;&#xA;Ovviamente una scoperta del genere può solo generare enormi discussioni. È una prova dell&#39;esistenza di Dio? Oppure il traduttore universale ha riadattato un mito dei progenitori in modo che fosse comprensibile ai coloni umani?&#xA;&#xA;Paradossalmente la prima ipotesi è la più lineare alla quale aggrapparsi, mentre la seconda ha più prospettive. Il riadattamento di un antico mito dei progenitori incredibilmente simile a una delle più note memorie ancestrali degli esseri umani potrebbe significare che i problemi di comunicazione intralinguistici sono una (probabile) costante di tutte le civiltà senzienti dell&#39;universo, oppure in realtà potrebbe essere proprio la spiegazione del perché sia giusto che la nostra specie non sia mai stata capace di adottare (e mai lo sarà) una lingua comune: questo testo è appunto un riadattamento per essere compreso degli esseri umani, e nel processo di riduzione ha perso delle sfumature che lo avrebbero potuto rendere chiaro, condannando dunque i coloni di Chiron a interrogarsi per sempre sul significato di tale obelisco.&#xA;&#xA;Il Paradigma climatico&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;Non affronterò il Pianeta come un nemico, ma accetterò i suoi misteri come doni da custodire. Né cercherò di togliere gli strati in modo grossolano, come la buccia di una cipolla. Li raccoglierò invece come l&#39;albero raccoglie la brezza. Il vento soffierà e io mi piegherò. Il cielo si aprirà e io mi sazierò.&#34;&#xA;  Preghiera dell&#39;Accolito gaiano&#xA;&#xA;Deirdre Sky&#xA;&#xA;Una delle fonti di ispirazione principali di Sid Meier&#39;s Alpha Centauri è la Trilogia di Marte, di Kim Stanley Robinson. L&#39;ambientazione è praticamente la stessa e anche molti risvolti della trama sono simili. Uno dei casi più eclatanti è quello di Hiroko, uno dei personaggi più affascinanti e misteriosi della trilogia di Robinson. Hiroko, unica giapponese della prima spedizione colonizzatrice di Marte, è la fondatrice della teoria dell&#39;Areofania: favorevole ad una terraformazione del pianeta rosso seguita però dopo da una politica estremamente ambientalista, se non religiosamente devota alla cura del nuovo mondo.&#xA;&#xA;In Alpha Centauri, Hiroko viene trasposta come Deirdre Sky, Lady delle Figliastre di Gaia. Per le gaiane, il grave errore dell&#39;umanità è stato quello di mettere in secondo piano la cura della Terra e della Natura. Non sono una fazione che rinnega la tecnologia (tutt&#39;altro) ma semmai odiano profondamente lo sviluppo urbano, lo sperpero di risorse e lo sfruttamento del suolo. Il loro scopo ultimo è quello di entrare in completa simbiosi con Chiron, un pianeta con un atmosfera e una composizione estremamente differente rispetto alla terra, ripieno sulla superficie di misteriosi funghi e abitato da altrettanti misteriosi vermi telepatici, con i quali le gaiane riescono ad entrare sorprendentemente in contatto e a comandarli.&#xA;&#xA;Non viene minimamente spiegato cosa sia il &#34;Paradigma Climatico&#34;. Dalle informazioni del gioco, si tratterebbe di un progetto capace di raddoppiare la velocità di terraformazione di Chiron.&#xA;&#xA;Lo stile di gioco delle gaiane, estremamente dispendioso e poco remunerativo all&#39;inizio, permetterà in seguito di evitare lo scatenarsi di una crisi climatica sul Pianeta, che avrà come principale conseguenza l&#39;innalzamento dei mari.&#xA;&#xA;Piccola curiosità: i cambiamenti climatici sono rimasti per oltre due decenni un&#39;esclusiva di Alpha Centauri, e sono stati reinseriti nel filone di Civilization solo con l&#39;ultima espansione del sesto capitolo, quasi a voler far intuire quanto fosse percepita come &#34;distante&#34; l&#39;emergenza climatica nel 1999.&#xA;&#xA;Altra curiosità: Deirdre è l&#39;unica leader di Alpha Centauri che nel suo ritratto non fissa il giocatore.&#xA;&#xA;Il Datalink planetario&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;Come gli Americani hanno imparato dolorosamente nel corso dell&#39;ultimo secolo della Terra, la libera circolazione delle informazioni è l&#39;unica salvaguardia contro la tirannia. I governanti dei popoli un tempo incatenati hanno perso il loro controllo sul flusso delle informazioni, ma la Nazione libera che gradualmente impone il controllo sul discorso pubblico ha cominciato a scivolare rapidamente verso il dispotismo. Attenti a chi rifiuta l&#39;accesso alle informazioni, perché nel suo cuore sogna già di essere il vostro padrone.&#34;&#xA;  Commissario Pravin Lal, &#34;Dichiarazione dei Diritti delle Nazioni Unite&#34;&#xA;&#xA;Pravin Lal&#xA;&#xA;Nella terminologia di Alpha Centauri, un Datalink sarebbe l&#39;equivalente del moderno Wikipedia: un archivio di rete contenente al suo interno tutta la conoscenza umana.&#xA;&#xA;Nonostante faccia sorridere come gli sviluppatori avessero immaginato che si sarebbero voluti due secoli per sviluppare una tecnologia alla fine scoperta appena due anni dopo il rilascio del gioco, il concetto espresso da Pravin Lal resta comunque oggi ancora attuale.&#xA;&#xA;Lal è il commissario delle Forze di mantenimento della pace, una fazione che prende il meglio di ognuna delle sette in campo: il libero mercato dei morganiani; l&#39;ambientalismo delle gaiane; la critica del post-umanesimo dei credenti; la concezione di &#34;stato sopra ogni cosa&#34; dell&#39;alveare; l&#39;amore per la scienza dell&#39;università ed infine il militarismo, ma per mantenere la pace, degli spartani, il tutto tenuto insieme da quella che è l&#39;unica democrazia di Chiron. Senza giri di parola, si tratta di un vero e proprio stato utopia, completamente esente da difetti, anche a livello di meccaniche, e il solo a non &#34;decadere&#34; nella sua ideologia come gli altri.&#xA;&#xA;Il concetto espresso da Pravin sulla libertà di espressione garantita dalla rete è, come già detto, ancora attualissimo: forse ci troviamo nel periodo dove la libertà di stampa, ma soprattutto di informazione, più sono sotto attacco. Sempre più governi occidentali premono per leggi che limitano la libertà dei propri cittadini di navigare in rete con la scusa di proteggerli, oppure le grandi multinazionali della tecnologia che si sono completamente arrese al potere del diritto d&#39;autore, rendendo difficile, se non impossibile, recuperare opere storiche, gettandole nel baratro del dimenticatoio.&#xA;&#xA;Fa anche riflettere il riferimento agli americani (che nell&#39;ambientazione del gioco sono diventati una dittatura teocratica poco prima della partenza degli USA) che proprio in questi anni stanno attraversando un periodo di disinformazione, ignoranza e limitazioni delle libertà.&#xA;&#xA;Nodo di rete&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;I don&#39;t know but I&#39;ve been told,&#xA;  Deirdre&#39;s got a Network Node.&#xA;  Likes to press the on-off switch,&#xA;  Dig that crazy Gaian witch!&#34;&#xA;  Marcia da caserma spartana&#xA;&#xA;Corazon Santiago&#xA;&#xA;Quando si costruisce il primo &#34;nodo di rete&#34; del gioco, ecco che l&#39;utente, anziché ricevere l&#39;ennesima citazione filosofeggiante o nichilista, si ritrova invece una marcia militare scherzosa, che racchiude al suo intorno la rivalità tra gli spartani e le gaiane&#xA;&#xA;Potrebbe sembrare una correlazione completamente fuorviante, ma in realtà è forse uno degli eventi narrativi più intelligenti di Alpha Centauri: la prima cosa che i coloni caricano sulla rete internet del pianeta non è nientemeno che un meme. Pure ad anni luce dalla loro casa e in una situazione disperata, gli esseri umani non hanno perso la loro visione goliardica delle cose.&#xA;&#xA;Riguardo gli spartani, non c&#39;è molto da dire: la Federazione Spartana è guidata dalla portoricana Corazon Santiago e, come si può intuire, sono una fazione che vede nel conflitto e la violenza la soluzione a tutti i problemi. &#xA;&#xA;Le loro citazioni, così come le loro scoperte, sono esclusivamente relative all&#39;ambito militare, analizzato ossessivamente dagli spartani in ogni ambito: morale, religioso, filosofico e perfino matematico. Emblematico è come Santiago definisca l&#39;addestramento delle sue truppe &#34;capace di superare i limiti dell&#39;aritmetica lineare&#34; (cosa diamine sia l&#39;aritmetica lineare, però, nessuno lo sa).&#xA;&#xA;Integrità intellettuale&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;L&#39;immancabile capacità dell&#39;uomo di credere a ciò che preferisce sia vero piuttosto che a ciò che le prove dimostrano essere probabile e possibile mi ha sempre stupito. Desideriamo un Universo premuroso che ci salvi dai nostri errori infantili e, di fronte a montagne di prove che dimostrano il contrario, riponiamo tutte le nostre speranze nel più flebile dei dubbi. Non è stato dimostrato che Dio non esiste, quindi deve esistere.&#34;&#xA;  Accademico Prokhor Zakharov, &#34;Per questo ho assaggiato il frutto&#34;&#xA;&#xA;Prokhor Zakharov&#xA;&#xA;Dell&#39;Università del pianeta ne ho già parlato prima. Il suo leader, il russo Zakharov, è un chiaro omaggio a due personaggi della Trilogia di Marte: Sax Russell e Arkady Bogdanov. Per il primo, l&#39;umanità rappresenta la coscienza dell&#39;universo, è perciò ha il pieno di diritto di sperimentare e, soprattutto, di terraformare Marte; per il secondo invece l&#39;avventura marziana deve simboleggiare un punto di rottura con il passato dell&#39;umanità, un nuovo inizio, dove tutti i concetti precedenti vanno abbandonati e considerati retrogradi.&#xA;&#xA;L&#39;Integrità intellettuale di Zakharov intende proprio quest&#39;ultimo punto: giunti su un nuovo mondo, così lontani da casa, gli umani devono abbandonare ogni vecchio concetto e preconcetto, e si ritorna dunque sull&#39;esistenza di Dio, uno dei grandi tabù della storia.&#xA;&#xA;Non mi dilungherò a lungo su questo poiché non ne possiedo le conoscenze, ma più che altro questa scoperta rappresenta un punto di svolta nell&#39;evoluzione sia dell&#39;accademico che della sua università: l&#39;abbandono di ogni consapevolezza e concetto della passata umanità, trasformeranno la sede della scienza di Chiron in un vero e proprio incubo, con esperimenti atroci al limite del sopportabile e scoperte capaci di distruggere, letteralmente, l&#39;intero pianeta. Gli effetti di questo approccio senza freni avranno degli effetti positivi: gli scienziati di Zakharov saranno capaci di realizzare una teoria del tutto, scoprire il senso della vita, sintetizzare un vaccino dell&#39;immortalità e modificare lo spazio-tempo, ma a quale prezzo?&#xA;&#xA;La Borsa&#xA;YouTube&#xA;&#xA;  &#34;Il comportamento umano è un comportamento economico. I particolari possono variare, ma la concorrenza per le risorse limitate resta una costante. La necessità, così come l&#39;avidità, ci ha seguito fino alle stelle e le ricompense della fortuna attendono ancora coloro che sono abbastanza saggi da riconoscere questo ritmo profondo delle nostre pulsazioni comuni.&#34;&#xA;  Capo dell&#39;esecutivo Nwabudike Morgan, &#34;Il monopolio Centauri&#34;&#xA;&#xA;Nwabudike Morgan&#xA;&#xA;Nwabudike Morgan è il personaggio più furbo e machiavellico di Alpha Centauri. Lungo l&#39;intero gioco viene fatto intuire come rubi, compri e utilizzi le altre fazioni a suo vantaggio, ottenendo, in qualche maniera, il monopolio sulla produzione e distribuzione del vaccino della longevità (anche questo preso dalla Trilogia di Marte), capace di rendere immortale ogni essere umano. &#xA;&#xA;Nelle sue citazioni e nei suoi modi di parlare, Morgan ricorda molto gli amministratori delegati delle moderne compagnie nord-americane: libertari, arroganti e sempre pronti a scherzare anche quando non dovrebbero, tutto pur di mostrare la loro superiorità.&#xA;&#xA;È curioso però che il ruolo del saccente miliardario in Alpha Centauri non sia stato fatto interpretare da un europeo o un americano, ma bensì da un africano, originario del continente più povero del pianeta, ma, come dice Morgan, l&#39;avidità ci ha seguito fino alle stelle, e vedendo anche come sempre più compagnie vogliano sfruttare le ricchezze dello spazio, ciò diventa ogni giorno sempre più vero. &#xA;&#xA;Dopo Centauri&#xA;&#xA;Mi fermo qui, ma in realtà ci sarebbe ancora molto da parlare: man mano che la partita su Alpha Centauri continua, l&#39;umanità si evolve sempre di più, con computer cerebrali, tecnologie di teletrasporto, miniere extra-mondo, testate termonucleari capaci di distruggere interi continenti ecc. Verso la fine, alcune fasce della popolazione entrano in uno stato di trascendenza, e le prime comunità utopiche iniziano a formarsi. Il videogioco si conclude con il contatto con il Pianeta, che si scopre essere un senziente le cui reti neurali sono i fatidici funghi che lo ricoprono, un pò come in Avatar di James Cameron. Una volta entrato in contatto con il Pianeta, incomincerà un conto alla rovescia, dove a tutta l&#39;umanità sarà data la possibilità di trascendere, entrando in un altro piano di esistenza.&#xA;&#xA;Vorrei allora scriverne ancora per ore e ore, ma si tratterebbe di entrare in questioni di filosofia, fisica e scienza di cui, per il momento, non possiedo le conoscenze adatte. Per i curiosi, esiste un blog in inglese, Peaen to SMAC, che ha svolto il mio medesimo lavoro ma in maniera molto più approfondita. Qui invece su YouTube una playlist che raccoglie tutte le citazioni narrate nel titolo disposte il più vicino possibile in un ordine narrativo.&#xA;&#xA;Ritornando ad Alpha Centauri: agli inizi degli anni 2000 ne fu sviluppata un&#39;espansione, Alien Crossfire, accolta però senza troppi elogi. Tale pacchetto aggiuntivo introduce sette nuovi fazioni, di cui due aliene, che però non spiccano minimamente come le originali, apparendo come versioni semplicemente più &#34;radicalizzate&#34; o come curiosi ibridi. Nel 2014 è stato invece rilasciato Civilization Beyond Earth, seguito &#34;spirituale&#34; di Alpha Centauri che, come Alien Crossfire, non ha saputo minimamente offrire la stessa atmosfera e profondità del gioco originale, facendo, per esempio, guidare al giocatore non ideologie, ma popoli, come se si trattasse di un normale Civilization. Per questo ed altri motivi, Beyond Earth è stato subito abbandonato e dimenticato praticamente da tutti, perfino dai suoi stessi ideatori.&#xA;&#xA;Attualmente, la proprietà intellettuale di Alpha Centauri è in mano ad Electronic Arts, azienda che non ha mai minimamente accennato a restaurare o aggiornare il titolo, il quale però fortunatamente è mantenuto in vita da una comunità di appassionatissimi, oltre che da articoli come questo, che intendono mantenerne viva la memoria nella speranza di un degno seguito.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://turnbasedlovers.com/wp-content/uploads/2022/12/xopeninga.png" alt="Schermata iniziale del gioco"></p>

<blockquote><p><em>“Non siamo più semplici creature terrestri, né esseri planetari, ma luminosi figli delle stelle! E, insieme, danzeremo per dieci miliardi di anni, festeggiando il dono della coscienza fino a quando anche le stelle stesse non diventeranno fredde e stanche, e allora, tutto ricomincerà di nuovo. Dall&#39;inizio.”</em>
<strong>Lady Deirdre Skye</strong>, “Conversazioni col pianeta”, Epilogo</p></blockquote>

<p>Ricordo che scoprì Sid Meier&#39;s Alpha Centauri gli ultimi anni delle scuole elementari. Tutti su internet ne parlavano benissimo, ma, viste le mie scarse conoscenze dell&#39;inglese dell&#39;epoca ed immani problemi di compatibilità (non ancora risolti) con i moderni sistemi operativi, ho potuto giocare per la prima ad Alpha Centauri solo nel 2022, e incredibilmente, nonostante gli oltre due decenni dal suo rilascio, credo non esista videogioco che sia stato capace anche solo di scalfirlo o di spodestarlo dal suo trono. A conti fatti, lo considero uno dei pochi videogiochi effettivamente definibile “arte”, con uno dei sistemi di narrazione più originali, profondi e stupefacenti che l&#39;intero <em>medium</em> abbia mai potuto offrire.
</p>

<h1 id="il-genere">Il genere</h1>

<p>Alpha Centauri è uno <em>spin-off</em> della più famosa serie di <strong>Sid Meier&#39;s Civilization</strong>. Per chi non conoscesse o avesse mai sentito parlare di Civilization, si tratta di un videogioco a turni, dove il giocatore controlla una civiltà con rispettivo condottiero (esempio: Inghilterra con la Regina Vittoria) partendo dal neolitico fino ad arrivare al 2100 d.C.. Durante il gioco, l&#39;utente deve amministrare città, ricercare tecnologie e sconfiggere o allearsi con le altre civiltà. La vittoria viene raggiunta principalmente tramite la totale egemonia sugli avversari, oppure tramite un importantissimo evento: la costituzione della prima colonia umana su Alpha Centauri, il sistema solare più prossimo al nostro. Sid Meier&#39;s Alpha Centauri è dunque ambientato proprio durante tale “vittoria”, con una differenza fondamentale: il giocatore in questo caso dovrà sì, gestire nuovamente una civiltà con il suo <em>leader</em>, ma questa volta non si parlerà di nazioni o popoli, ma esclusivamente di <strong>ideologie</strong>.</p>

<h1 id="la-narrazione">La narrazione</h1>

<p>La terra è diventata oramai invivibile: guerre, crisi economiche e sconvolgimenti climatici hanno costretto l&#39;ONU ad inviare l&#39;astronave coloniale <em>Unity</em> in un viaggio di non ritorno verso il sistema di Alpha Centauri. A bordo della <em>Unity</em> sono stati fatti salire i migliori scienziati, ingegneri, politici, militari, religiosi della razza umana. Nonostante gli immani preparativi e la sicurezza di aver scelto il meglio del meglio dell&#39;umanità per ricominciare su un nuovo mondo, la missione è un fallimento totale: nemmeno il tempo di mettere piede sul pianeta che la morte improvvisa del <strong>capitano Garland</strong> spinge tutto l&#39;equipaggio a scindersi ideologicamente in sette fazioni, tutte opposte tra di loro e con una loro visione differente non solo sullo sviluppo della colonia, ma anche dell&#39;umanità in generale. Nei Civilization, come detto prima, si devono amministrare città e tecnologie. Negli insediamenti è possibile costruire varie strutture, tra le quali spiccano le meraviglie, come la Torre Eiffel o la piramide di Giza. Alla realizzazione di tale opere (uniche sia nella mappa di gioco che tra i giocatori), il gioco va in pausa per mostrare un messaggio, un filmato o una citazione storica all&#39;utente. Stesso procedimento avviene per le tecnologie o per eventi importanti (come disastri naturali o rivoluzioni). Se però per i Civilization si tratta semplicemente di replicare la storia umana, per Alpha Centauri invece si parla del futuro ancora non scritto del genere umano. Filmati in computer grafica, citazioni (come quella ad inizio articolo) e brevi messaggi di intermezzo sono l&#39;unica forma di narrazione del titolo. Per le prime scoperte e opere architettoniche, gli sviluppatori si sono basati su quelle che per il 1999 erano considerate tecnologie prossime (come il genoma umano, mappato ad inizio anni 2000 con due secoli d&#39;anticipo rispetto al gioco), ma più si avanti, più si ci avventura in un percorso di pura fantascienza, con risvolti scientifici, morali e tecnologici a secoli (se non forse millenni) di distanza da oggi. Ognuna di queste scoperte all&#39;interno di Alpha Centauri sarà dunque un momento di confronto tra le sette fazioni in campo e offriranno degli spunti di riflessione per i giocatori: quando infatti sarà costruita una meraviglia, ne saranno illustrati solo gli effetti nell&#39;economia fittizia del titolo, senza però discernere in alcuna spiegazione diretta su <strong>come</strong> tali risultati siano ottenuti. Dopo quasi vent&#39;anni dalla sua uscita, Alpha Centauri possiede un sistema di narrazione che non ho mai visto replicato in nessun altro videogioco, con dei colpi di scena assolutamente geniali e uno sguardo sul nostro futuro, prossimo e distante, ancora oggi attuale.</p>

<h2 id="l-insediamento-autocosciente">L&#39;insediamento autocosciente</h2>

<p><a href="https://youtube.com/watch?v=rb9Q52d7bgk" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p><em>“La prossima volta creeremo delle false divinità che ci sovrastino? Quanto siamo diventati orgogliosi, e quanto ciechi.”</em>
<strong>Sorella Miriam Godwinson</strong>, “Dobbiamo dissentire”</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/b/bd/AC_Fac_Ldr_002.png" alt="Miriam Godwinson"></p>

<p>In Civilization, la costruzione delle meraviglie non presenta prerogative storiche: i francesi possono tranquillamente costruire il Colosso di Rodi, e il medesimo ragionamento si applica anche per Alpha Centauri.</p>

<p><strong>L&#39;insediamento (o colonia) autocosciente</strong> è una delle ultime meraviglie che si possono costruire del titolo e offre un grande vantaggio: la riduzione del 50% del consumo di energia (la valuta del gioco) in ogni colonia e un aumento di +1 per ogni fattore di polizia, potenziamento che <em>de facto</em> dimezza in tutte le città i “droni” (cittadini scontenti). Come però funzioni questo “dimezzamento” del dissenso, non ci è dati saperlo, e possiamo solo intuirlo da un filmato in computer grafica:</p>

<blockquote><p>In un ambiente urbano, tenebroso e, curiosamente, vuoto, si scorgono delle figure muoversi tra i vicoli. Porgendo l&#39;orecchio, si possono udire vari sussurri pronunciare “<em>We must dissent</em>” (Dobbiamo dissentire). In una delle ultime inquadrature, tale formula appare scritta a mo&#39; di graffito su un vicolo cieco. Lo schermo dunque si illumina di rosso, e sul vicolo ora appare la sagoma carbonizzata di un corpo. I macchinari della città entrano allora in funzione e sia il graffito che la sagoma del suo probabile autore vengono completamente disintegrate.</p></blockquote>

<p>Ecco dunque che, senza troppe spiegazioni o giri di parole, ci viene illustrata la reale portata e funzione dell&#39;Insediamento autocosciente: una città governata da una intelligenza artificiale che decide autonomamente come, quando, ma soprattutto chi, reprimere. Già a questo punto, si potrebbe decretare l&#39;assoluta genialità da parte degli sviluppatori per aver impacchettato una miscela così forte di emozioni contrastanti, ma in realtà è solo l&#39;inizio, perché il vero punto più alto di Alpha Centauri sta nel dibattito, nello scontro ideologico che si forma, sempre in maniera indiretta, tra tutti i condottieri delle sette fazioni.</p>

<p><strong>Miriam Godwinson</strong>, l&#39;autrice della citazione che accompagna la costruzione della colonia autocoscienze, è l&#39;esponente dei <strong>Credenti del Signore</strong>, una fazione di estremisti religiosi che considerano Chiron (il pianeta dell&#39;ambientazione del titolo) come la fatidica terra promessa biblica, un luogo dove l&#39;uomo dovrà estirpare il suo più grande peccato: l&#39;arroganza.</p>

<p>I Credenti sono sempre stati considerati universalmente come la fazione più “sfigata” di Alpha Centauri: nonostante dispongano di notevole un vantaggio militare, presentano per il resto solo difetti, tra cui un terribile malus alla ricerca tecnologica. Non sono una fazione di luddisti poiché possono utilizzare teletrasporti, cannoni laser, disintegratori particellari ecc., ma comunque Miriam Godwinson è l&#39;unica persona di tutto il gioco che vede lo sviluppo tecnologico sempre in un ottica negativa, allertando sia il giocatore, che le altre fazioni, sul corso che l&#39;umanità rischia di prendere. Proprio l&#39;insediamento autocosciente rappresenta un punto di non ritorno, sia per il giocatore che, per estensione, l&#39;intero genere umano: la capacità di giudicare gli altri esseri umani, di decidere se meritino di vivere o no, viene tutta appaltata a un computer, un vero e proprio “falso Dio”. Tolti i soliti esempi sul totalitarismo tecnologico cinese, pensiamo un attimo agli strumenti tecnologici del nostro quotidiano: i sistemi operativi che utilizziamo, i social network e i motori di ricerca. Abbiamo dato letteralmente a degli algoritmi già il potere di decidere su alcune scelte della nostra vita. Come già detto, per il momento si tratta di questioni infantili e quasi ingenue, ma realisticamente, quando può essere la linea che, già attualmente, ci separa dall&#39;incubo dell&#39;insediamento autocosciente?</p>

<h2 id="magneti-monopoli">Magneti monopoli</h2>

<p><a href="https://youtu.be/-aUcvswVJ58?t=2632" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p><em>“Io sostengo in ogni caso che il dualismo yin-yang possa essere superato. Con un pensiero sufficientemente illuminato si può dare sostanza a ogni distinzione: la mente senza il corpo, il nord senza il sud, il piacere senza il dolore. Ricordate: il pensiero illuminato è una funzione della forza di volontà, non della forza fisica.”</em><br>
<strong>Presidente Sheng-ji Yang</strong>, “Saggi sulla mente e la materia”</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/b/ba/AC_Fac_Ldr_009.png" alt="Sheng-ji Yang"></p>

<p>In <em>1984</em>, viene descritto lo stato de “Estasia”, comprendente al suo interno l&#39;attuale Cina e altri paesi asiatici e la cui ideologia si basa sulla “<em>Teoria dell&#39;annullamento di sé</em>”. Nel libro di Orwell tale teoria non viene minimamente approfondita, ma nonostante ciò l&#39;ho sempre vista come una fonte d&#39;ispirazione per <strong>l&#39;Alveare umano</strong>, la fazione del presidente <strong>Sheng-ji Yang</strong>.</p>

<p>Curiosamente, a parlare della scoperta dei magneti monopoli, una tecnologia che permetterebbe di costruire con estrema rapidità strutture di qualsiasi tipologia e grandezza, non è l&#39;accademico <strong>Prokhor Zakharov</strong>, esponente dell&#39;<strong>Università del Pianeta</strong>, la fazione più scientifica di Alpha Centauri, ma bensì Yang. Per lo statista cinese, l&#39;individualismo è stata la causa scatenante del disastro sulla terra, e in questo nuovo mondo l&#39;umanità deve perciò abbandonare ogni immagine personalistica di sé per abbracciare completamente la collettivizzazione. Ogni singolo aspetto della vita dei cittadini dell&#39;Alveare è basato sull&#39;offrire qualcosa agli altri, “annullandosi” completamente.  Questo discorso di “annullamento” viene poi esteso in senso universale proprio sullo stile dei monopoli: la scoperta di tale tecnologia è come se eliminasse una delle strutture binarie più importanti e note della fisica e dell&#39;universo, e per questo l&#39;essere umano sarebbe in grado anche di distruggere altre opposizioni binarie. Ciò può essere positivo: un mondo senza tristezza è un mondo composto solo da felicità, ma che però può anche corrodersi nell&#39;opposto. Come dirà in un&#39;altra occasione Yang “Si può definire &#39;tiranno&#39; un uomo che opprime chi non può sentire dolore?”</p>

<h2 id="traduttore-universale">Traduttore universale</h2>

<p><a href="https://youtube.com/watch?v=8gOXj_UsSDg" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p><em>“E il Signore disse: &#39;Ecco, il popolo è uno solo e ha una sola lingua; e adesso cominciano a costruire: ora non gli sarà impedito nulla di ciò che hanno immaginato. Andiamo, scendiamo e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano i discorsi degli altri&#39;.”</em>
Bibbia del Conclave</p></blockquote>

<p>La “meraviglia” (ma sarebbe più propriamente giusto chiamarlo “progetto speciale”) del traduttore universale è uno dei risvolti narrativi più misteriosi di tutto il videogioco. Tale invenzione, più che per tradurre tutte le lingue umane e rendere possibile all&#39;istante qualsiasi comunicazione, viene realizzata per comprendere i misteriosi obelischi artificiali che cospargono il pianeta, frutti forse del lavoro dell&#39;antica razza aliena dei Progenitori. Nel filmato, assistiamo al traduttore universale entrare in funzione e scomporre il misterioso alfabeto alieno, portando alla luce un passo della genesi (quello della citazioni qui sopra), a decine di anni luce dalla terra.</p>

<p>Ovviamente una scoperta del genere può solo generare enormi discussioni. È una prova dell&#39;esistenza di Dio? Oppure il traduttore universale ha riadattato un mito dei progenitori in modo che fosse comprensibile ai coloni umani?</p>

<p>Paradossalmente la prima ipotesi è la più lineare alla quale aggrapparsi, mentre la seconda ha più prospettive. Il riadattamento di un antico mito dei progenitori incredibilmente simile a una delle più note memorie ancestrali degli esseri umani potrebbe significare che i problemi di comunicazione intralinguistici sono una (probabile) costante di tutte le civiltà senzienti dell&#39;universo, oppure in realtà potrebbe essere proprio la spiegazione del perché sia giusto che la nostra specie non sia mai stata capace di adottare (e mai lo sarà) una lingua comune: questo testo è appunto un riadattamento per essere compreso degli esseri umani, e nel processo di riduzione ha perso delle sfumature che lo avrebbero potuto rendere chiaro, condannando dunque i coloni di Chiron a interrogarsi per sempre sul significato di tale obelisco.</p>

<h2 id="il-paradigma-climatico">Il Paradigma climatico</h2>

<p><a href="https://youtu.be/dcW-iTBwtNs" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p><em>“Non affronterò il Pianeta come un nemico, ma accetterò i suoi misteri come doni da custodire. Né cercherò di togliere gli strati in modo grossolano, come la buccia di una cipolla. Li raccoglierò invece come l&#39;albero raccoglie la brezza. Il vento soffierà e io mi piegherò. Il cielo si aprirà e io mi sazierò.”</em>
Preghiera dell&#39;Accolito gaiano</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/b/b8/AC_Fac_Ldr_008.png" alt="Deirdre Sky"></p>

<p>Una delle fonti di ispirazione principali di Sid Meier&#39;s Alpha Centauri è la <em>Trilogia di Marte</em>, di <strong>Kim Stanley Robinson</strong>. L&#39;ambientazione è praticamente la stessa e anche molti risvolti della trama sono simili. Uno dei casi più eclatanti è quello di <strong>Hiroko</strong>, uno dei personaggi più affascinanti e misteriosi della trilogia di Robinson. Hiroko, unica giapponese della prima spedizione colonizzatrice di Marte, è la fondatrice della <em>teoria dell&#39;Areofania</em>: favorevole ad una terraformazione del pianeta rosso seguita però dopo da una politica estremamente ambientalista, se non religiosamente devota alla cura del nuovo mondo.</p>

<p>In Alpha Centauri, Hiroko viene trasposta come <strong>Deirdre Sky</strong>, Lady delle <strong>Figliastre di Gaia</strong>. Per le gaiane, il grave errore dell&#39;umanità è stato quello di mettere in secondo piano la cura della Terra e della Natura. Non sono una fazione che rinnega la tecnologia (tutt&#39;altro) ma semmai odiano profondamente lo sviluppo urbano, lo sperpero di risorse e lo sfruttamento del suolo. Il loro scopo ultimo è quello di entrare in completa simbiosi con Chiron, un pianeta con un atmosfera e una composizione estremamente differente rispetto alla terra, ripieno sulla superficie di misteriosi funghi e abitato da altrettanti misteriosi vermi telepatici, con i quali le gaiane riescono ad entrare sorprendentemente in contatto e a comandarli.</p>

<p>Non viene minimamente spiegato cosa sia il “Paradigma Climatico”. Dalle informazioni del gioco, si tratterebbe di un progetto capace di raddoppiare la velocità di terraformazione di Chiron.</p>

<p>Lo stile di gioco delle gaiane, estremamente dispendioso e poco remunerativo all&#39;inizio, permetterà in seguito di evitare lo scatenarsi di una crisi climatica sul Pianeta, che avrà come principale conseguenza l&#39;innalzamento dei mari.</p>

<p>Piccola curiosità: i cambiamenti climatici sono rimasti per oltre due decenni un&#39;esclusiva di Alpha Centauri, e sono stati reinseriti nel filone di Civilization solo con l&#39;ultima espansione del sesto capitolo, quasi a voler far intuire quanto fosse percepita come “distante” l&#39;emergenza climatica nel 1999.</p>

<p>Altra curiosità: Deirdre è l&#39;unica leader di Alpha Centauri che nel suo ritratto non fissa il giocatore.</p>

<h2 id="il-datalink-planetario">Il Datalink planetario</h2>

<p><a href="https://youtu.be/GMVOcz8itw8" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p><em>“Come gli Americani hanno imparato dolorosamente nel corso dell&#39;ultimo secolo della Terra, la libera circolazione delle informazioni è l&#39;unica salvaguardia contro la tirannia. I governanti dei popoli un tempo incatenati hanno perso il loro controllo sul flusso delle informazioni, ma la Nazione libera che gradualmente impone il controllo sul discorso pubblico ha cominciato a scivolare rapidamente verso il dispotismo. Attenti a chi rifiuta l&#39;accesso alle informazioni, perché nel suo cuore sogna già di essere il vostro padrone.”</em>
<strong>Commissario Pravin Lal</strong>, “Dichiarazione dei Diritti delle Nazioni Unite”</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/0/02/AC_Fac_Ldr_011.png" alt="Pravin Lal"></p>

<p>Nella terminologia di Alpha Centauri, un Datalink sarebbe l&#39;equivalente del moderno Wikipedia: un archivio di rete contenente al suo interno tutta la conoscenza umana.</p>

<p>Nonostante faccia sorridere come gli sviluppatori avessero immaginato che si sarebbero voluti due secoli per sviluppare una tecnologia alla fine scoperta appena due anni dopo il rilascio del gioco, il concetto espresso da <strong>Pravin Lal</strong> resta comunque oggi ancora attuale.</p>

<p>Lal è il commissario delle <strong>Forze di mantenimento della pace</strong>, una fazione che prende il meglio di ognuna delle sette in campo: il libero mercato dei morganiani; l&#39;ambientalismo delle gaiane; la critica del post-umanesimo dei credenti; la concezione di “stato sopra ogni cosa” dell&#39;alveare; l&#39;amore per la scienza dell&#39;università ed infine il militarismo, ma per mantenere la pace, degli spartani, il tutto tenuto insieme da quella che è l&#39;unica democrazia di Chiron. Senza giri di parola, si tratta di un vero e proprio stato utopia, completamente esente da difetti, anche a livello di meccaniche, e il solo a non “decadere” nella sua ideologia come gli altri.</p>

<p>Il concetto espresso da Pravin sulla libertà di espressione garantita dalla rete è, come già detto, ancora attualissimo: forse ci troviamo nel periodo dove la libertà di stampa, ma soprattutto di informazione, più sono sotto attacco. Sempre più governi occidentali premono per leggi che limitano la libertà dei propri cittadini di navigare in rete con la scusa di proteggerli, oppure le grandi multinazionali della tecnologia che si sono completamente arrese al potere del diritto d&#39;autore, rendendo difficile, se non impossibile, recuperare opere storiche, gettandole nel baratro del dimenticatoio.</p>

<p>Fa anche riflettere il riferimento agli americani (che nell&#39;ambientazione del gioco sono diventati una dittatura teocratica poco prima della partenza degli USA) che proprio in questi anni stanno attraversando un periodo di disinformazione, ignoranza e limitazioni delle libertà.</p>

<h2 id="nodo-di-rete">Nodo di rete</h2>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?t=4550&amp;v=-aUcvswVJ58" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p><em>“I don&#39;t know but I&#39;ve been told,</em>
<em>Deirdre&#39;s got a Network Node.</em>
<em>Likes to press the on-off switch,</em>
<em>Dig that crazy Gaian witch!”</em>
Marcia da caserma spartana</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/b/b6/AC_Fac_Ldr_014.png" alt="Corazon Santiago"></p>

<p>Quando si costruisce il primo “nodo di rete” del gioco, ecco che l&#39;utente, anziché ricevere l&#39;ennesima citazione filosofeggiante o nichilista, si ritrova invece una marcia militare scherzosa, che racchiude al suo intorno la rivalità tra gli spartani e le gaiane</p>

<p>Potrebbe sembrare una correlazione completamente fuorviante, ma in realtà è forse uno degli eventi narrativi più intelligenti di Alpha Centauri: la prima cosa che i coloni caricano sulla rete internet del pianeta non è nientemeno che un <em>meme</em>. Pure ad anni luce dalla loro casa e in una situazione disperata, gli esseri umani non hanno perso la loro visione goliardica delle cose.</p>

<p>Riguardo gli spartani, non c&#39;è molto da dire: la <strong>Federazione Spartana</strong> è guidata dalla portoricana <strong>Corazon Santiago</strong> e, come si può intuire, sono una fazione che vede nel conflitto e la violenza la soluzione a tutti i problemi.</p>

<p>Le loro citazioni, così come le loro scoperte, sono esclusivamente relative all&#39;ambito militare, analizzato ossessivamente dagli spartani in ogni ambito: morale, religioso, filosofico e perfino matematico. Emblematico è come Santiago definisca l&#39;addestramento delle sue truppe “capace di superare i limiti dell&#39;aritmetica lineare” (cosa diamine sia l&#39;aritmetica lineare, però, nessuno lo sa).</p>

<h2 id="integrità-intellettuale">Integrità intellettuale</h2>

<p><a href="https://youtu.be/-aUcvswVJ58?t=3060" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p>“<em>L&#39;immancabile capacità dell&#39;uomo di credere a ciò che preferisce sia vero piuttosto che a ciò che le prove dimostrano essere probabile e possibile mi ha sempre stupito. Desideriamo un Universo premuroso che ci salvi dai nostri errori infantili e, di fronte a montagne di prove che dimostrano il contrario, riponiamo tutte le nostre speranze nel più flebile dei dubbi. Non è stato dimostrato che Dio non esiste, quindi deve esistere.</em>“
<strong>Accademico Prokhor Zakharov</strong>, “Per questo ho assaggiato il frutto”</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/5/5f/AC_Fac_Ldr_015.png" alt="Prokhor Zakharov"></p>

<p>Dell&#39;Università del pianeta ne ho già parlato prima. Il suo leader, il russo <strong>Zakharov</strong>, è un chiaro omaggio a due personaggi della Trilogia di Marte: <strong>Sax Russell</strong> e <strong>Arkady Bogdanov</strong>. Per il primo, l&#39;umanità rappresenta la coscienza dell&#39;universo, è perciò ha il pieno di diritto di sperimentare e, soprattutto, di terraformare Marte; per il secondo invece l&#39;avventura marziana deve simboleggiare un punto di rottura con il passato dell&#39;umanità, un nuovo inizio, dove tutti i concetti precedenti vanno abbandonati e considerati retrogradi.</p>

<p>L&#39;Integrità intellettuale di Zakharov intende proprio quest&#39;ultimo punto: giunti su un nuovo mondo, così lontani da casa, gli umani devono abbandonare ogni vecchio concetto e preconcetto, e si ritorna dunque sull&#39;esistenza di Dio, uno dei grandi tabù della storia.</p>

<p>Non mi dilungherò a lungo su questo poiché non ne possiedo le conoscenze, ma più che altro questa scoperta rappresenta un punto di svolta nell&#39;evoluzione sia dell&#39;accademico che della sua università: l&#39;abbandono di ogni consapevolezza e concetto della passata umanità, trasformeranno la sede della scienza di Chiron in un vero e proprio incubo, con esperimenti atroci al limite del sopportabile e scoperte capaci di distruggere, letteralmente, l&#39;intero pianeta. Gli effetti di questo approccio senza freni avranno degli effetti positivi: gli scienziati di Zakharov saranno capaci di realizzare una teoria del tutto, scoprire il senso della vita, sintetizzare un vaccino dell&#39;immortalità e modificare lo spazio-tempo, ma a quale prezzo?</p>

<h2 id="la-borsa">La Borsa</h2>

<p><a href="https://youtube.com/watch?v=ez7AFPX9RYE" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<blockquote><p>“<em>Il comportamento umano è un comportamento economico. I particolari possono variare, ma la concorrenza per le risorse limitate resta una costante. La necessità, così come l&#39;avidità, ci ha seguito fino alle stelle e le ricompense della fortuna attendono ancora coloro che sono abbastanza saggi da riconoscere questo ritmo profondo delle nostre pulsazioni comuni.</em>“
<strong>Capo dell&#39;esecutivo Nwabudike Morgan</strong>, “Il monopolio Centauri”</p></blockquote>

<p><img src="https://static.wikia.nocookie.net/alphacentauri_en/images/2/2e/AC_Fac_Ldr_010.png" alt="Nwabudike Morgan"></p>

<p><strong>Nwabudike Morgan</strong> è il personaggio più furbo e machiavellico di Alpha Centauri. Lungo l&#39;intero gioco viene fatto intuire come rubi, compri e utilizzi le altre fazioni a suo vantaggio, ottenendo, in qualche maniera, il monopolio sulla produzione e distribuzione del vaccino della longevità (anche questo preso dalla Trilogia di Marte), capace di rendere immortale ogni essere umano.</p>

<p>Nelle sue citazioni e nei suoi modi di parlare, Morgan ricorda molto gli amministratori delegati delle moderne compagnie nord-americane: libertari, arroganti e sempre pronti a scherzare anche quando non dovrebbero, tutto pur di mostrare la loro superiorità.</p>

<p>È curioso però che il ruolo del saccente miliardario in Alpha Centauri non sia stato fatto interpretare da un europeo o un americano, ma bensì da un africano, originario del continente più povero del pianeta, ma, come dice Morgan, l&#39;avidità ci ha seguito fino alle stelle, e vedendo anche come sempre più compagnie vogliano sfruttare le ricchezze dello spazio, ciò diventa ogni giorno sempre più vero.</p>

<h2 id="dopo-centauri">Dopo Centauri</h2>

<p>Mi fermo qui, ma in realtà ci sarebbe ancora molto da parlare: man mano che la partita su Alpha Centauri continua, l&#39;umanità si evolve sempre di più, con computer cerebrali, tecnologie di teletrasporto, miniere extra-mondo, testate termonucleari capaci di distruggere interi continenti ecc. Verso la fine, alcune fasce della popolazione entrano in uno stato di trascendenza, e le prime comunità utopiche iniziano a formarsi. Il videogioco si conclude con il contatto con il <strong>Pianeta</strong>, che si scopre essere un senziente le cui reti neurali sono i fatidici funghi che lo ricoprono, un pò come in <em>Avatar</em> di James Cameron. Una volta entrato in contatto con il Pianeta, incomincerà un conto alla rovescia, dove a tutta l&#39;umanità sarà data la possibilità di trascendere, entrando in un altro piano di esistenza.</p>

<p>Vorrei allora scriverne ancora per ore e ore, ma si tratterebbe di entrare in questioni di filosofia, fisica e scienza di cui, per il momento, non possiedo le conoscenze adatte. Per i curiosi, esiste un blog in inglese, <a href="https://paeantosmac.wordpress.com/page/15/" rel="nofollow">Peaen to SMAC</a>, che ha svolto il mio medesimo lavoro ma in maniera molto più approfondita. Qui invece su <a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLyR1OIuULeP4qz0a9tQxgsKNF-NW9jfeX" rel="nofollow">YouTube</a> una playlist che raccoglie tutte le citazioni narrate nel titolo disposte il più vicino possibile in un ordine narrativo.</p>

<p>Ritornando ad Alpha Centauri: agli inizi degli anni 2000 ne fu sviluppata un&#39;espansione, <em>Alien Crossfire</em>, accolta però senza troppi elogi. Tale pacchetto aggiuntivo introduce sette nuovi fazioni, di cui due aliene, che però non spiccano minimamente come le originali, apparendo come versioni semplicemente più “radicalizzate” o come curiosi ibridi. Nel 2014 è stato invece rilasciato <em>Civilization Beyond Earth</em>, seguito “spirituale” di Alpha Centauri che, come Alien Crossfire, non ha saputo minimamente offrire la stessa atmosfera e profondità del gioco originale, facendo, per esempio, guidare al giocatore non ideologie, ma popoli, come se si trattasse di un normale Civilization. Per questo ed altri motivi, Beyond Earth è stato subito abbandonato e dimenticato praticamente da tutti, perfino dai suoi stessi ideatori.</p>

<p>Attualmente, la proprietà intellettuale di Alpha Centauri è in mano ad Electronic Arts, azienda che non ha mai minimamente accennato a restaurare o aggiornare il titolo, il quale però fortunatamente è mantenuto in vita da una comunità di appassionatissimi, oltre che da articoli come questo, che intendono mantenerne viva la memoria nella speranza di un degno seguito.</p>
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      <guid>https://noblogo.org/diedammerung/sid-meiers-alpha-centauri-il-futuro-dellumanita</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Apr 2024 11:38:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Perché c&#39;è una luce che non si spegnerà mai - Sinéad O&#39;Connor</title>
      <link>https://noblogo.org/diedammerung/perche-ce-una-luce-che-non-si-spegnera-mai-sinead-oconnor</link>
      <description>&lt;![CDATA[Andrew Catlin - 48 - 1988&#xA;&#xA;La pronuncia irlandese di &#34;Sinéad&#34; è  /ʃɪˈneɪd/ (&#34;shin-eid&#34;)&#xA;&#xA;  My name is Sinéad O’Connor.&#xA;  I am learning to love myself.&#xA;  I am deserving.&#xA;  I deserve to be treated with respect.&#xA;  I deserve not to be treated like dirt.&#xA;  I deserve to be listened to.&#xA;  I am a member of the human race.&#xA;  I deserve not to be hurt.&#xA;  My name is Sinéad O’Connor.&#xA;  I am a woman.&#xA;  I have something to offer. &#xA;  (Mi chiamo Sinéad O&#39;Connor.&#xA;  Sto imparando ad amare me stessa.&#xA;  Sono meritevole.&#xA;  Merito di essere trattata con rispetto.&#xA;  Merito di non essere trattata come immondizia.&#xA;  Merito di essere ascoltata.&#xA;  Sono un membro della razza umana.&#xA;  Merito di non essere ferita.&#xA;  Il mio nome è Sinéad O&#39;Connor.&#xA;  Sono una donna.&#xA;  Ho qualcosa da offrire.) &#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Irish Times 1993&#xA;&#xA;Non sarò mai realmente in grado di trovare le parole giuste per esprimere quanto amassi la figura, la musica e l&#39;arte di Sinéad O&#39;Connor. La notizia della sua dipartita è stata per me devastante, poiché l&#39;avevo scoperta esattamente nove mesi prima della sua morte. L&#39;attenzione e la passione con la quale mi sono dedicato nello studio (perché &#34;ascoltare&#34; qui sarebbe riduttivo) di tutta la sua discografia non ha eguali per me con nessun altra artista. Non nascondo che in certi punti mi sentissi prossimo ad una relazione parasociale con lei, ma davvero non riuscivo a trovare un elemento di lei che non fosse per me affascinante, unico o incredibile. Su Sinéad O&#39;Connor nel corso degli anni si è scritto tanto e in maniera molto irregolare, e in questa marea di opinioni condivisibili o non, io vorrei solo contribuire concentrandomi su ciò che mi ha sempre più colpito di lei. Non posso ignorare la sua vita privata perché in determinati punti essa è totalmente fusa con la musica e non può in alcun modo essere slegata da essa, ma allo stesso tempo non intendo pormi in mezzo a questioni personali o di gossip: Sinéad O&#39;Connor viveva per cantare e cantava per vivere. Questa pertanto, è una monografia sulla sua musica.&#xA;!--more--&#xA;Eroina&#xA;L&#39;inizio della carriera musicale di Sinéad è abbastanza noto: già a 15 anni le fu proposto di cantare Take My Hand degli In Tua Nua. Alla fine la sua versione non fu mai pubblicata ed è andata perduta, ma il brano fu comunque rilasciato nel 1984 e Sinéad, essendo co-autrice, fu accreditata. Il vero debutto discografico di Sinéad fu però due anni più tardi, nel 1986, quando, assieme al chitarrista degli U2, The Edge, scrisse e cantò Heroine (di cui ho già scritto qui).&#xA; &#xA;Il retro della copertina del singolo conteneva la prima foto pubblica di Sinéad, distinguibile già per il suo tratto estetico più noto: i capelli rasati a zero. &#xA;&#xA;Retro della copertina di Heroine&#xA;&#xA;La ragione dietro questo taglio così estremo è sempre stata dubbiosa: Sinéad in vita diede più spiegazioni anche conflittuali tra di loro, ma più che il &#34;come&#34; credo sia importante in questo caso il &#34;fine&#34;: Sinéad, rasandosi a zero, intendeva dare uno strappo a ogni senso tradizionale di femminilità e fare in modo che le persone si concentrassero più sulla sua musica che sulla sua persona. Paradossalmente però, questo gesto le attirò il grosso delle sue attenzioni iniziali, non sempre positive. &#xA;Il leone e il cobra&#xA;&#xA;  I will walk in the garden&#xA;  Feel religion within&#xA;  will learn how to run&#xA;  With the big boys&#xA;  will learn how to sink&#xA;  And to swim&#xA;  (Camminerò nel giardino&#xA;  Sentirò in me la religione&#xA;  imparerò a correre&#xA;  con i ragazzi più grandi&#xA;  imparerò ad annegare&#xA;  e a nuotare)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Just Like U Said it Would B&#xA;&#xA;Considerato immediatamente come un classico, The Lion and The Cobra è sempre stato definito come la base della discografia di Sinéad O&#39;Connor, dalla quale doveva obbligatoriamente diramarsi un&#39;analisi di tutta la sua futura carriera, quando, in realtà, l&#39;intero disco non è che un unicum. Composto quando la cantante aveva da poco compiuto 20 anni (con testi risalenti agli inizi della sua adolescenza), The Lion and The Cobra trova la sua unicità e la sua forza proprio nell&#39;inesperienza di Sinéad, nella sua giovane età e nella sua ingenuità. Proprio queste doti la spinsero a concepire l&#39;album come la chiave per la soluzione di tutti i suoi problemi: la perdita della madre, il trauma delle violenze subite da bambina e una forte ristrettezza economica (Sinéad era volata a Londra con in tasca solo l&#39;anticipo della casa discografica). L&#39;album però risolse solo l&#39;ultimo dei problemi, mentre i primi due furono, al contrario, scoperchiati come un immenso vaso di Pandora e la vita privata di Sinéad divenne di dominio pubblico con tutte le conseguenze del caso. &#xA;&#xA;The Lion and The Cobra si apre con l&#39;ipnotica Jackie, che immediatamente getta nel calderone della poetica di Sinéad O&#39;Connor il tema a lei più caro: la morte. Il brano è la narrazione del fantasma di una vedova sulla secolare attesa del ritorno del marito disperso in mare, in un&#39;atmosfera cupa, composta da sintetizzatori, chitarre elettriche e voci distorte che Sinéad mai replicherà in nessuna opera successiva. A certificarne ancor di più l&#39;anomalia all&#39;interno della carriera di Sinéad, segue poco dopo Mandinka, che, oltre ad essere oggettivamente una delle sue migliori canzoni, è anche una delle poche orgogliosamente ottimiste. Se la produzione musicale emana gioia fin dal primo riff di chitarra di Marco Pirroni, il testo invece necessità di un po&#39; più di attenzione, poiché a distanza di quasi quarant&#39;anni non è ancora ben chiaro cosa lei volesse pienamente intendere. In vita, la cantautrice ha sempre dichiarato che l&#39;ispirazione del brano gli fosse venuta da ragazzina dopo la lettura di Radici di Alex Haley (romanzo storico incentrato sulle origini di una famiglia di afroamericani) ma sul suo significato non si è mai dilungata. Alcuni hanno puntato su dei riferimenti alla mutilazione dei genitali femminili, su una generica critica al razzismo o su una metafora dell&#39;industria discografica che già aveva provato più volte a mettere i bastoni nelle ruote a Sinéad. In ogni caso, non è importante, e probabilmente Mandinka non è che la reazione entusiasta di una quindicenne alla lettura di un romanzo che le è piaciuto particolarmente. Leggermente più cupi, ma comunque lontani dalla desolazione emotiva dei suoi lavori successivi, sono Just Like U Said it Would B e Jerusalem: i riferimenti al suo passato e al suo presente sono evidentissimi, e sono espressi con una furia tale che Sinéad smise di suonare questi brani immediatamente dopo il rilascio del suo secondo album. Mai eseguito in pubblico, o perlomeno mai ufficialmente registrato, è anche Drink before the War, dove le prestazioni vocali di Sinéad sono così assolutamente fuori da scala da mandare in crisi la strumentazione usata per registrarle, ma la motivazione dietro le sue pochissime esecuzioni non sta in problematiche tecniche: Sinéad odiava questo brano, che considerava troppo immaturo nel suo messaggio lirico. Il pezzo in assoluto più importante e straordinario, universalmente acclamato ed elogiato sia allora che oggi, è certamente Troy: un&#39;anomalia nell&#39;anomalia, in un album pieno di canzoni arrangiate con chitarre elettriche e percussioni rock, si erge questo brano orchestrale, ma non è l&#39;accompagnamento sonoro a renderlo unico (Sinéad suonerà Troy accompagnata da un&#39;orchestra solo una volta, nel 2008, mentre tutte in tutte le restanti occasioni avrà con sé solo una chitarra acustica): quello che rende straordinario Troy è l&#39;intensità emotiva di Sinéad, poiché il brano è una confessione netta del più grande dramma di tutta la sua poetica e di tutta la sua vita: il rapporto con la madre.  &#xA;&#xA;L&#39;undreground&#xA;&#xA;The Lion and The Cobra si conclude con Just call me Joe, ed è proprio il parlare di questo brano che mi permette di concentrarmi su un altro aspetto molto peculiare e forse poco noto dell&#39;album. The Lion and The Cobra, infatti, non fu un progetto totalmente &#34;personale&#34; come sarebbero stati certamente tutti i lavori successivi di Sinéad. La protagonista certamente è sempre lei, ma non si possono ignorare i contributi di John Reynolds, Fachtna Ó Ceallaigh e, soprattutto, John Maybury. Se i primi due si occuparono del lato musicale (Fachtna fu anche il primo manager di Sinéad), Maybury invece si occupò di tutto il lato artistico, dedicando anima e corpo all&#39;aspetto visuale dell&#39;album. Suoi sono infatti i videoclip di Mandinka, I Want Your Hands e Troy, quest&#39;ultimo anticipato anche da un &#34;cortometraggio&#34; dalle tendenze alternative e undreground, futura ispirazione per la magnus opera di Maybury: The Value of Ignorance, il primo concerto ufficialmente registrato di Sinéad O&#39;Connor, con uno stile sperimentale senza alcuna scenografia, con un illuminazione ridotta all&#39;osso che pare far brillare di luce propria la bianchissima pelle di Sinéad, la quale si erge quasi da sola su un palco immerso in un buio totale, presagio involontario della carriera e della vita che le sarebbe aspettata.&#xA;&#xA;Just Call me Joe&#xA;&#xA;Ultimo tassello di The Lion and The Cobra è l&#39;apocalittica Just call me Joe, brano peculiare per due motivi. Il primo è che fu scritto a quattro mani con Kevin Mooney, il secondo è che presenta una parte parlata da parte di Leslie Winer, una delle cantautrici e compositrici di musica elettronica più sottovalutate dello scorso secolo. La sua fama è così esigua, nonostante i suoi fattuali contributi al mondo della musica, che proprio questa partecipazione (tra l&#39;altro non accreditata!) in The Lion and The Cobra rappresenta il picco di notorietà della sua carriera. &#xA;&#xA;Per i curiosi, allego una monografia di Ondarock.&#xA;&#xA;Il salto nel fiume&#xA;&#xA;The Lion and The Cobra secondo le stime più ottimiste avrebbe dovuto vendere ventimila copie, ma nel giro di due anni arrivò quasi al milione. Il successo fu oltre le aspettative, ma non del tutto inatteso: Sinéad, non abituata e non desiderosa di abituarsi alle regole dell&#39;industria, si lanciò ben presto in comunicazioni infuocate sulla situazione politica irlandese e sulla sua vita personale. Mandinka e Troy conquistarono gli Stati Uniti, a tal punto che il suo primo concerto a Boston fu inaugurato da una folla di irlandesi che irruppe nella sala stampa. Sinéad fu estasiata all&#39;inizio da un tale successo e da tutte quelle attenzioni, ma ben presto incominciò anche a dimostrare una certa insofferenza che subito espresse nelle sue canzoni successive: in sostanza, le sembrava che a nessuno importasse realmente dei suoi brani, dei messaggi che voleva trasmettere e soffriva immensamente per la distanza con il suo primo marito, il già sopracitato John Reynolds, e il suo primo figlio Jake, concepito proprio durante la registrazione dell&#39;album.&#xA;&#xA;L&#39;arrivo negli Stati Uniti fu, almeno agli inizi, un periodo molto stimolante per Sinéad. Se l&#39;allora ventiduenne era in estasi per già l&#39;immensa comunità rasta-giamaicana di Londra, l&#39;ancor più estesa e ramificata comunità di New York la sconvolse, senza contare che si trattava di un ambiente (almeno alle apparenze) più liberale e meno bigotto di quello anglo-irlandese. Fu proprio qui che Sinéad registrò Jump in the River, aggiungendo come lato b del singolo una versione remixata del brano con l&#39;artista &#34;profana&#34; Karen Finley&#xA;&#xA;Hush-a-Bye-Baby&#xA;&#xA;  Each of these,&#xA;  My three babies,&#xA;  will carry with me.&#xA;  For myself,&#xA;  ask no one else will be&#xA;  Mother to these three.&#xA;  (Ognuno di questi&#xA;  tre bambini&#xA;  io portò con me&#xA;  Per volere di me stessa&#xA;  chiedo che nessun altro possa mai essere&#xA;  madre di questi tre)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Three Babies&#xA;&#xA;Nel 1989 Sinéad prese parte alle riprese del film Hush-a-Bye-Baby. Una parentesi breve, ma cruciale per la futura carriera artistica della cantautrice. Sinéad inizialmente si inserì nella produzione come compositrice della colonna sonora, ma dopo la lettura del soggetto, il racconto di una ragazza di 14 anni che rimane incinta in un ambiente estremamente cattolico e conservatore, chiese di essere scritturata come attrice nel ruolo di una suora. Alla fine, la cantante interpretò il ruolo di &#34;Sinéad&#34;, una taciturna e devota ragazzina liceale, in quello che sarà il suo debutto cinematografico e il suo primo e unico ruolo attoriale di una certa importanza.&#xA;&#xA;La partecipazione in Hush-a-Bye-Baby è importante nella carriera di Sinéad poiché coincide con il suo primo impegno dichiaratamente femminista (si ricorda che all&#39;epoca in Irlanda erano illegali e perseguiti sia il divorzio, sia l&#39;aborto che il matrimonio omosessuale), ma soprattutto perché è il primo accenno a quella che considero la terza tematica centrale della poetica di lei: la maternità. Morte, rapporto con la madre e maternità, questa è la &#34;trinità&#34; che serve per comprendere appieno Sinéad O&#39;Connor, e non a caso è anche il titolo del brano che lei scrisse per la colonna sonora di Hush-a-Bye-Baby: Three Babies&#xA;&#xA;Purtroppo, Hush-a-Bye-Baby all&#39;epoca fu trasmesso esclusivamente in Irlanda del Nord e al festival di Locarno, per tale motivo il reale significato di Three Babies, la confessione da parte di Sinéad di aver subito tre aborti, non fu colto e rivelato da lei solo decenni dopo nelle sue memorie.&#xA;&#xA;BP Fallon (Londra 1998)&#xA;Non voglio ciò che non ho&#xA;&#xA;  He thinks I just became famous&#xA;  And that&#39; s what messed me up,&#xA;  But he&#39;s wrong.&#xA;  How could I possibly know what I want&#xA;  When I was only twenty-one?&#xA;  (Pensa che io sia diventata famosa&#xA;  e che ciò mi abbia incasinato,&#xA;  ma si sbaglia.&#xA;  Come potevo minimamente sapere cosa volessi,&#xA;  quando avevo solo 21 anni?)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - The Emperor&#39;s New Clothes&#xA;&#xA;La candidatura agli ai Grammy Awards del 1989 fece aumentare enormemente la fama di Sinéad, ma ciò, più che la nomina in sé, fu dovuto alla sua esibizione di Mandinka durante la premiazione, esibizione che stregò totalmente il pubblico. L&#39;industria musicale, sorpresa da una reazione tanto entusiasta, quel giorno decise: Sinéad O&#39;Connor sarebbe diventata la prima stella musicale degli anni 90&#39;.&#xA;&#xA;A coronare questo traguardo fu I Do Not Want What I Haven&#39;t Got, un album, per me, distante anni luce da The Lion and The Cobra, ma che si può considerare come il vero nucleo dal quale poi si sarebbe diramata l&#39;intera carriera musicale di Sinéad. Al disco lavorarono appassionatamente tutti coloro che avevano seguito la cantante nei suoi primi anni di carriera: Marco Pirroni, Andy Rourke, Jah Wobble, John Reynolds e John Maybury.&#xA;&#xA;L&#39;album è considerabile essenzialmente uno &#34;sfogo dello sfogo&#34;: le rivelazioni di The Lion and The Cobra non avevano, come la cantautrice si aspettava, guarito le ferite del passato, ma semmai le avevano rese ancor più dolorose ed evidenti. Con il brano di apertura, l&#39;orchestrale Feel So Different, Sinéad si augura di andare avanti &#34;accettando le cose che non posso cambiare&#34; citando la preghiera della serenità, ma già solo alcune tracce più avanti tutto cambia con la (purtroppo dimenticata) You Cause as Much Sorrow dove l&#39;eco della morte della madre continua a farsi sentire a tal punto che la finale e omonima I Do Not Want What I Haven&#39;t Got è proprio il racconto di una visione avuta con la sua genitrice, che confessa di non volere il perdono dei propri figli perché consapevole che non sarebbe mai stata degna di ottenerlo.&#xA;&#xA;In ogni caso, la cosa più interessante dell&#39;album è l&#39;interpretazione a posteriori che può esserne fatta. Letto con gli occhi dell&#39;epoca, alcuni brani paiono slegati tra di loro e i riferimenti del vago &#34;you&#34; che affligge la maggior parte delle canzoni paiono impossibili da cogliere. The Last Day of Our Acquaintance, uno dei suoi brani migliori a tal punto che la cantante lo avrebbe sempre suonato alla conclusione dei suoi concerti per tutti i successivi trent&#39;anni, oggi è chiaramente un preavviso della sua futura separazione con John Reynolds. Il brano merita qualche riga in più per la sua genesi: stando alle parole dello stesso Reynolds, la versione presente nell&#39;album è la primissima esecuzione, senza che i due l&#39;avessero mai provato prima. The Emperor&#39;s New Clothes, che considero invece proprio la miglior canzone mai scritta da Sinéad, credo invece possa essere letta solo a posteriori: Sinéad, già nel 1989, delusa e amareggiata, stava preparando la sua fuoriuscita da un&#39;industria musicale che percepiva disinteressata a lei e alla musica in generale:&#xA;&#xA;  They laugh &#39;cos they know they&#39;re untouchable,&#xA;  Not because what I said was wrong&#xA;  (Ridono perché credono di essere intoccabili,&#xA;  non perché abbia detto qualcosa di sbagliato)&#xA;&#xA;Una reazione che lei aveva già immaginato in previsione del rilascio di Black Boys on Mopeds, un brano di denuncia della violenza della polizia britannica contro le minoranze di afrodiscendenza, sconvolgente ancora oggi per la sua attualità nel mondo angloamericano e che all&#39;epoca fu recepito come una &#34;lagna radical-chic&#34;, nonostante Sinéad avesse passato gran parte dei suoi primi anni proprio nei quartieri etnici di Londra. Il brano generò ampio eco anche per la comparazione tra Margaret Thatcher con la repressione del partito comunista cinese (siamo nel periodo della strage di piazza Tiannamen).&#xA;&#xA;Prima di procedere alla prossima sezione, l&#39;ultimo brano di I Do Not Want What I Haven&#39;t Got che va citato è indubbiamente I Am Stretched on Your Grave che Sinéad e Reynolds, in maniera a dir poco geniale, resero nell&#39;album. La cantante infatti era solita eseguirlo &#34;a cappella&#34; alla fine dei suoi concerti (una di queste versioni conclude proprio il già citato concerto di The Value of Ignorance) mentre nell&#39;album si optò per porre come base sonora un loop di Funky Drummer di James Brown con in sottofondo il basso di Jah Wobble.&#xA;&#xA;Nothing Compares&#xA;&#xA;  All the flowers that u planted, mama,&#xA;  In the back yard&#xA;  All died when u went away.&#xA;  (Tutti i fiori che tu hai piantato, mamma,&#xA;  Nel cortile&#xA;  Sono tutti morti quando te ne sei andata)&#xA;&#xA;Il brano più importante e riconosciuto di I Do Not Want What I Haven&#39;t Got è indubbiamente Nothing Compares 2 U. Scritto inizialmente da Prince, passò per mediazione di Ó Ceallaigh nelle mani di Sinéad, che lo rese il singolo più venduto del 1990 e una delle canzoni più importanti della storia della musica popolare. Il videoclip del singolo, diretto sempre da Maybury, divenne storico per la sua impostazione: un primo piano di Sinéad, imbarazzata, vestita completamente di nero e con due occhi da cerbiatta. Nonostante il brano non fosse stato composto da lei, si generarono varie teorie su chi fossero i destinatari della canzone, tutte smentite alla fine da lei stessa nelle sue memorie, dove rivelò che la destinataria era semplicemente e ancora una volta sua madre, alla quale era dedicata anche la lacrima versata da Sinéad verso la fine del videoclip.&#xA;&#xA;L&#39;anno del cavallo&#xA;&#xA;Nothing Compares 2 U fu rilasciato a gennaio 1990, mentre l&#39;album a marzo dello stesso anno. In questo lasso di tempo le aspettative crebbero a tal punto che in un solo giorno I Do Not Want What I Haven&#39;t Got riuscì a vendere più copie di quante ne avesse fatte The Lion and The Cobra nell&#39;arco di tutta la sua commercializzazione. Il resto dell&#39;anno fu pertanto denso di concerti, eventi, singoli (praticamente uno al mese) e interviste, con l&#39;infelicità e l&#39;insoddisfazione di Sinéad che crescevano di giorno in giorno: inizialmente euforica per tutto il successo ricevuto, la cantante incominciò a soffrire una forte alienazione: ciò che voleva trasmettere agli inizi della carriera era stato inevitabilmente malinteso. Intenzionata (come molti dei suoi colleghi) a trasferirsi in California, le contraddizioni dell&#39;industria musicale, lo sciovinismo militare e il razzismo dilagante degli Stati Uniti la spinsero sempre più lontano dalle aspettative che le erano state imposte. Negli ultimi mesi dell&#39;anno si sommarono gli &#34;scandali&#34;: il rifiuto dei Grammy Awards, il boicotaggio dell&#39;inno americano e prese di posizioni recepite sempre come più &#34;radicali&#34; (ma che oggi parrebbero normalissime) sulla musica e il femminismo. Considerata una mina vagante, Sinéad si beccò l&#39;etichetta (mai del tutto rimossa) di piantagrane, titolo che con orgoglio porterà con sé fino alla fine. &#xA;&#xA;Visioni di te&#xA;&#xA;Nel 1991 Sinéad si prese una pausa dalla frenesia dell&#39;anno precedente, con pochissimi concerti e un continuo avanti e indietro tra Los Angeles, New York e Londra. Nei primi mesi dell&#39;anno Sinéad, a titolo gratuito, diede una mano a suo marito e Jah Wobble per Visions of You, una delle sue migliori collaborazioni, mentre, come beneficenza per le donne curde coinvolte nella guerra del Golfo, probabilmente ripescò da una vecchia sessione My Special Child, una delle sue canzoni più drammatiche e sofferte. &#xA;Non sono la tua ragazza?&#xA;&#xA;  &#34;I&#39;m angry, but I&#39;m not full of hate, I&#39;m full of love. God said &#39;I bring not peace&#39;: I bring a sword&#34; (Sono arrabbiata, ma non sono piena di odio, sono piena di amore. Dio dice &#34;Io non porto pace, io porto una spada&#34;)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Messaggio finale alla fine di Am I Not Your Girl?&#xA;&#xA;Mentre il mondo della musica stava conoscendo il grunge e iniziando a sperimentare con l&#39;elettronica, Sinéad decise di registrare un album Jazz. La casa discografica le concesse carta bianca dopo gli straordinari numeri Nothing Compares 2 U, ma Am I Not Your Girl? venne recepito con enorme freddezza. L&#39;album vendette comunque tantissimo, ma meno di I Do Not Want What I Haven&#39;t Got e di sicuro più per il nome sulla copertina che per i suoi contenuti.&#xA; &#xA;Certo, l&#39;odio della critica nei confronti di questo lavoro, rivista oggi, fa ridere, poiché  Am I Not Your Girl? è vero che contenga solo cover delle canzoni preferite di Sinéad durante la sua infanzia, ma si tratta di interpretazioni che comunque presentano delle caratteristiche essenziali per la sua poetica. &#xA;&#xA;Don&#39;t Cry for me Argentina era la canzone preferita di sua madre, e l&#39;intensità della voce di Sinéad fa emergere il dolore per questa eterna mancanza. Leggendo tra le righe del brano originale di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber si intravede anche un significato più profondo: la confessione di una Sinéad esausta, sconfortata e delusa, desiderosa, ancora una volta, di cambiare. Success Has Made a Failure of Our Home invece non ha bisogno di presentazioni: Sinéad in quei mesi aveva per la prima volta divorziato e lanciato una serie di accuse (poi ritirate) nei confronti del padre. Il brano si conclude con il verso &#34;Am I not your girl?&#34; ripetuto sempre più intensamente, a tal punto da superare volutamente la sensibilità del microfono e grattare nelle orecchie dell&#39;ascoltatore.&#xA;&#xA;Giovanna d&#39;Arco&#xA;&#xA;Ma il vero cuore dell&#39;opera, che causò l&#39;estraniamento totale di Sinéad sia dal suo pubblico che dal settore musicale, fu la sua feroce presa di posizione nei confronti della violenza (sia fisica che psicologica) su minori. All&#39;interno della custodia del vinile si trova una lunga dichiarazione di Sinéad &#xA;&#xA;  ou est le roi perdu? (If you&#39;re out of there, I want to see you)&#xA;  (Dov&#39;è il re perduto? Se sei lì fuori, voglio vederti)&#xA;&#xA;relativa alle violenze su minori, che Sinéad aveva già identificato come la causa di tutti i mali del mondo, e nella traccia segreta posta alla fine del disco Sinéad denuncia una delle origini della violenza minorile: Il sacro romano impero, un&#39;iperbole per riferirsi alla chiesa cattolica.&#xA;&#xA;Rivelazioni e inchieste di quel periodo, precursori del più noto &#34;caso Spotlight&#34; che sarebbe stato reso pubblico un anno dopo, avevano rivelato a Sinéad di come la chiesa cattolica per decenni avesse depistato atti di violenza e pedofilia. Sinéad, in vita sua, non fu vittima &#34;diretta&#34; di questi atti, ma legò la violenza che aveva subito da piccola, sia da parte della madre che dell&#39;istituto di suore dove fu rinchiusa, come il prodotto di una convivenza tacita, alla quale Sinéad collegava la condizione irlandese, la guerra civile, la carestia e l&#39;allora attuale crisi tra la repubblica e l&#39;Ulster. In tutto questo, la cantante si idealizzò come una sorta di Giovanna d&#39;Arco, destinata a sacrificare tutto pur di &#34;combattere il vero nemico&#34;&#xA;&#xA;Guerra&#xA;&#xA;Questo messaggio nascosto di Am I Not Your Girl? fu ampiamente ignorato o definito come delirante, ma leggerlo e analizzarlo oggi permette sicuramente di mettere subito ben in chiaro il gesto più iconico di tutta la carriera di Sinéad O&#39;Connor: lo strappo della foto di Papa Giovanni Paolo II in diretta televisiva il 3 ottobre 1992. Di questo gesto se ne è discusso e se ne discute ancora oggi, ma è ben noto come distrusse in un&#39;istante ogni prospettiva di carriera di successo per Sinéad. Solo tredici giorni dopo, Sinéad fu recepita con insulti e fischi durante il concerto per i 30 anni di carriera di Bob Dylan (cantautore che, assieme a Bob Marley, Sinéad ha definito come la propria più ispirazione) durante il quale avrebbe dovuto cantare I believe in You (inclusa due anni dopo come b-side dei singoli di Univeral Mother) ma alla fine riuscì solo ad intonare una esplosiva War, il medesimo brano che aveva cantato in televisione due settimane prima. Il simbolo della fine della carriera di successo di Sinéad O&#39;Connor è l&#39;ultima esecuzione del concerto: quando tutti gli artisti si riuniscono con Dylan per cantare Knockin&#39; on Heaven&#39;s Door, Sinéad viene messa in disparte, ma il suo vestito blu zaffiro e i suoi capelli rasati continuano a farla spuntare tra la calca. La reazione fu tale che il padre di Sinéad, presente tra il pubblico, la invitò a ritentare la via universitaria, certo che oramai con la musica aveva definitivamente concluso, ma in realtà, fu proprio la musica a salvare di nuovo Sinéad. Il giorno dopo nonostante tutto, Sinéad si presentò per le registrazioni di Don&#39;t Give Up con Willie Nelson, anche qui, inutile ripeterlo oramai, uno dei suoi migliori lavori, emozionante come pochi e, soprattutto, estremamente sincero.&#xA;La madre universale&#xA;&#xA;  This album it&#39;s dedicated as a prayer&#xA;  Dedica di Universal Mother&#xA;&#xA;Universal Mother (Fronte/Retro copertina)&#xA;&#xA;  Thank you for breaking my heart.&#xA;  Thank you for tearing me apart.&#xA;  Now I&#39;ve a strong, strong heart.&#xA;  Thank you for breaking my heart.&#xA;  (Grazie per avermi spezzato il cuore,&#xA;  Grazie per avermi fatto a pezzi,&#xA;  Ora ho un cuore forte,&#xA;  Grazie per avermi spezzato il cuore)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Thank You For Hearing Me&#xA;&#xA;Alla parvenza abbandonata da tutti, Sinéad trovò rifugio tra le braccia di Peter Gabriel che accompagnò in tour da aprile a ottobre 1993, prima di abbandonarlo dopo un tentativo di suicidio che, anni dopo, rivelò essere legato proprio per una rottura definitiva tra i due. Se Sinéad avesse compiuto il gesto fatale, sarebbe entrata nel club 27, ma ciò, per fortuna, non avvenne, anche se segnò la definitiva rottura con il passato e l&#39;inizio di un nuovo periodo della cantante. Desiderosa di porre fine una volta per tutte ai demoni del passato che la tormentavano, Sinéad visse in questo arco di tempo una vera e propria rinascita spirituale: frequentò corsi di teologia, iniziò a dipingere e, soprattutto, incomincio di nuovo a studiare canto. In questo stato di quasi estasi religiosa, Sinéad scrisse di pugno i testi di dieci canzoni e si recò, in piena notte, a casa di John Reynolds per cantargliele: questa fu la genesi di Universal Mother, l&#39;opera magna e l&#39;assoluto capolavoro di Sinéad.&#xA;&#xA;L&#39;album fu il frutto di una strettissima collaborazione tra Sinéad, Reynolds e Phil Coulter, l&#39;uomo che introdusse per la prima volta il pianoforte nella musica di Sinéad. La struttura del disco è peculiare: la prima e ultima traccia sono frutto del solo Reynolds, quelle centrali di Coulter mentre le restanti una commissione di generi tra i due. Ciò che le lega la voce di Sinéad e i temi a lei cari, che qui fanno una comparsa in tutte le loro forme: si parla di morte, del rapporto con la madre, di maternità e perfino di politica.&#xA;&#xA;L&#39;album si apre con Germaine Greer che dice &#34;l&#39;opposto del patriarcato non è il matriarcato, ma la fratellanza&#34;. Subito dopo, la tromba di Miles Davis introduce Fire on Babylon, narrazione epica e tragica, modellata su Troy (il fuoco accomuna entrambi i brani) sulla violenza della madre, in questo caso (sembra) nei confronti di uno dei fratelli minori di Sinéad. La forza che lei esprime in questa canzone pare inarrestabile, ma ecco che subito segue arriva John I Love You. Sinéad nel corso della sua vita diede decine di interpretazioni su chi fosse questo &#34;John&#34; tra i tanti che in vita l&#39;accompagnarono, a tal punto che tentare di decifrarlo mi pare a dir poco inutile se non impossibile; quello sul quale vorrei concentrarmi e la sinergia tra il pianoforte di Coulter, la batteria di Reynolds e la voce di Sinéad, in quello che considero una delle sue canzoni più belle e purtroppo completamente sconosciute. Da questo momento in poi, Universal  Mother inizia una lenta discesa verso una dimensione sempre più onirica e spirituale. My Darling Child è una ninna dedicata a suo figlio Jake (che fa una comparsa in Am I a Human?), ma il gesto, ad un primo ascolto tenero e grazioso, si rivela l&#39;inizio di una lunga spirale di tristezza: Red Football è un memoriale della violenza sulle donne, mentre i successivi All Apologies (brano originale di Kurt Cobain, suicidatosi pochi mesi prima), A Perfect Indian, Scorn Not His Simplicity e All Babies sono tra le composizioni più tristi, tragiche e profonde di Sinéad, un concentrato di morte, maternità, mistero e spiritualità. In This Heart è un vero e proprio canto funebre (non a caso sarà scelto come brano di chiusura proprio del funerale della cantante), sulla stessa soglia del successivo Tiny Grief Song che contiene la chiave di volta di tutta questa sezione dell&#39;album&#xA;&#xA;  You were born on the day my mother was buried.&#xA;  My grief, my grief, my grief, my grief, my grief.&#xA;  (Sei nato il giorno in cui mia madre fu sepolta,&#xA;  Il mio dolore, il mio dolore, il mio dolore, il mio dolore)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Tiny Grief Song&#xA;&#xA;&#34;Famine&#34; è l&#39;immancabile parte &#34;politica&#34; e l&#39;unico brano similmente &#34;rap&#34; di tutta la sua carriera; una lunga descrizione sulla carestia irlandese, che Sinéad definiva volontariamente scatenata dal governo inglese e dal clero cattolico per soggiogare in via definitiva l&#39;intera isola. L&#39;ultima canzone del disco, Thank You for Hearing Me, fu il più grande successo del disco, direttamente ispirato alla rottura con Peter Gabriel. Come per concludere il cerchio apertosi con Fire on Babylon, l&#39;album termina con il suono di alcune cascate e lo scorrere di un fiume.&#xA;&#xA;Quercia del vangelo&#xA;&#xA;  All the pain that you have known,&#xA;  All the violence in your soul,&#xA;  All the &#34;wrong&#34; things you have done,&#xA;  I will take from you when I come.&#xA;  (Tutto il dolore che hai conosciuto,&#xA;  Tutta la violenza nella tua anima,&#xA;  Tutte le cose &#34;sbagliate&#34; che hai fatto,&#xA;  Le prenderò da te, quando verrò)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - This is to mother you&#xA;&#xA;Universal Mother fu de facto ignorato dal grosso della critica musicale. Le radio trasmisero le canzoni dell&#39;album per un decimo del tempo rispetto ai precedenti lavori di Sinéad e molte recensioni furono critiche per partito preso. Solo con il passare degli anni l&#39;album fu &#34;riscoperto&#34; e rivalutato, mentre la cantautrice in vita avrebbe sempre raccontato con orgoglio come molti dei suoi colleghi l&#39;avessero definito uno dei lavori più sensibili e sentimentali degli ultimi anni.&#xA;&#xA;In ogni caso, Sinéad riuscì per quasi un anno a pubblicizzare l&#39;album e ad andare in tour senza grossi scandali e problemi, ma nel 1995 Sinéad fu costretta a lasciare il palco del Lollapalooza scatenando le più astruse teorie e costringendo la cantante a rivelare di essere incinta del giornalista, già padre e coniugato, John Waters.&#xA;&#xA;La lunghissima diatriba sui due riguardo la gestione della figlia divenne un argomento centrale del primo e unico EP di Sinéad O&#39;Connor: Gospel Oak, che per tematiche e stile ho sempre considerato una costola di Universal Mother. &#xA;&#xA;Intitolato al quartiere di Londra dove Sinéad all&#39;epoca viveva, Gospel Oak incomincia esattamente come Universal Mother ma con l&#39;opposto delle intenzioni: This is to mother you è un brano sereno, una sorta di perdono, non esente di critiche, nei confronti della madre. Come disse la stessa Sinéad, Gospel Oak rientrava proprio in un periodo dove la cantante stava tentando di lasciarsi dietro il suo passato, di sbollire la sua rabbia e la sua furia, in un modo che prima considerava inconcepibile. &#xA;&#xA;Le successive I Am Enough for Myself, Petit Poulet e 4 My Love sono tutte relative alla questione tra lei e Waters sulla gestione della figlia, mentre il brano che conclude This is to mother you sarebbe stato l&#39;ultimo grosso successo della cantante. Freccina velata agli U2, Sinéad in realtà a volte presentava il brano ai concerti come &#34;This Is a LOVE song&#34; poiché, come espresso nel testo del brano, si tratta di una chiara metafora tra l&#39;amore di una donna irlandese con il suo compagno inglese. Per una coincidenza temporale, il brano divenne una sorta di colonna sonora degli accordi del Venerdì Santo che sarebbero stati firmati circa un anno dopo, nel 1998, e inaugurò anche un &#34;ritorno&#34; di Sinéad nel suo paese natio, mettendo oramai da parte le feroci critiche che essa gli aveva rivolto agli inizi della sua carriera musicale.&#xA;&#xA;Fede e coraggio&#xA;&#xA;Mark Harrison (Dublino 2000)&#xA;&#xA;  &#34;Io sono una madre, sono una cantante e sono una sacerdotessa. Questa è la mia trinità.&#34;&#xA;  Sinéad O&#39;Connor sulla sua investitura&#xA;&#xA;Agli inizi del 1999, Sinéad si fece proclamare sacerdotessa cattolica da parte di un vescovo dissidente. Come ha raccontato BP Fallon, per lei si trattava soltanto di una comica provocazione, ma la reazione generale alla notizia fu così feroce che fece passare in disparte la successiva notizia di un nuovo tentativo di suicidio della cantante, avvenuto nel giorno del suo 33esimo compleanno, l&#39;8 dicembre 1999, dopo la perdita della custodia della seconda figlia.&#xA;&#xA;Fu in questo contesto che prese forma Faith and Courage, il primo album di Sinéad in oltre 6 anni, al quale parteciparono una decina di produttori di tutto rispetto del panorama musicale anglo-irlandese. È bene specificare il sesso maschile di questi perché la canzone portabandiera del disco s&#39;intitola proprio No Man&#39;s Woman, nella quale Sinéad rivendica la sua indipendenza nei confronti di qualsiasi maschio se non dello spirito di Gesù Cristo. Tolto questo brano e The Healing Room (sul modello di Feel So Different), il resto dell&#39;album è composto da canzoni che si potrebbero semplicemente descrivere come &#34;deliziose&#34;; né memorabili, né pessime, le poche attenzioni che la cantante in vita ne dedicò durante i suoi concerti credo possano considerarsi uno specchio della loro effettiva qualità. Da ricordare trovo unicamente Hold Back the Night, Dancing Lessons e Jealous, mentre, come brano effettivamente di straordinaria qualità e fondamentale per la discografia di Sinéad, non posso ignorare Daddy I&#39;m Fine che in tre minuti esatti riassume l&#39;intera carriera della cantante fino ad allora. &#xA;&#xA;Colei che…&#xA;&#xA;Faith and Courage venne salutato come un ritorno di fiamma della cantante (praticamente sparita dalla scena musicale mainstream da oltre sei anni). In realtà, Faith and Courage è stato l&#39;inizio della fine della prima parte della carriera di Sinéad: i due album successivi Sean-Nós Nua e She Who Dwells... vennero da lei introdotti come i suoi ultimi lavori prima di abbandonare definitivamente l&#39;industria musicale. &#xA;&#xA;Il primo è una raccolta di sole cover di canzoni popolari celtiche/irlandesi. Il modello è simile a quello di Am I Not Your Girl: sono brani che hanno accompagnato in larga parte l&#39;infanzia di Sinéad, lei stessa, nelle note dell&#39;album, aggiunge brevi aneddoti su come abbia scoperto le canzoni grazie ai consigli del padre o della madre. Personalmente si tratta di uno dei suoi lavori migliori: brani come Her Mantle So Green, The Singing Bird, Paddy&#39;s Lament e Óró Sé do Bheata &#39;Bhaile sono tutte delle straordinarie rese di musica popolare, adattate da lei con il suo tocco che, specialmente nell&#39;ultimo brano, mischia un minimo il reggae con lo sean-nós. Questa curiosa unione tra musica giamaicana e irlandese sarà proprio l&#39;elemento centrale per tutto il suo decennio successivo. &#xA;&#xA;She Who Dwells… è diviso in due dischi: nel primo compaiono demo, cover, remix e qualche inedito, mentre nel secondo sono presenti le tracce audio del concerto del Vicar Street Theater nel 2002, che, secondi i suoi piani, sarebbe dovuto essere l&#39;ultimo della sua carriera. Di tutto il mucchio, vanno assolutamente salvate la cover di Chiquitita e Dense Water, Deeper Down, mentre del concerto è difficile trovare un singolo brano che non sia stato magistralmente eseguito.&#xA;&#xA;Faith and Courage, Sean-Nós Nua e She Who Dwells... furono tutti &#34;quasi&#34; registrati in contemporanea nel corso di tre anni, pertanto li ho sempre interpretati come una sorta di trilogia basata sulle convinzioni religiose e femministe di Sinéad dell&#39;epoca.&#xA;Getta le tue braccia&#xA;&#xA;Dal 1992 al 2002 non si può che restare meravigliati dalla varietà della discografia di Sinéad. A testimonianza di ciò, nel 2005 fu rilasciato Collaborations, una raccolta di brani a quattro o più mani pubblicati dal 1987 e i primi anni 2000. Oltre che per la sua straordinaria qualità (da segnalare che, grazie a questo album fu salvata dall&#39;oblio, la seconda canzone di Sinéad: la meravigliosa e commovente Monkey in Winter), questa compilation va ricordata per un altra ragione a prima vista secondaria: per l&#39;ultima volta su una copertina sarà usato lo storico font di Sinéad con la stella di David.&#xA;&#xA;Il successivo Thrown Down Your Arms è infatti un cambiamento totale: abbandonata ogni grossa casa discografica, Sinéad ne fonda una indipendente e autofinanzia il suo sogno musicale: un disco di canzoni reggae registrato in Giamaica. Dopo aver reso tributo alle canzoni della sua infanzia (Am I Not Your Girl?) e della sua terra (Sean-Nós Nua), Thrown Down Your Arms è una lettera d&#39;amore alla musica che aveva formato Sinéad nei suoi anni di vita a Londra, le cui influenze si scorgevano già in maniera molto sfumata nei suoi primi due album. Ad aiutare Sinéad in questa avventura ci sono i due produttori giamaicani Sly Dunbar e Robbie Shakespeare.&#xA;&#xA;Mick Houston (Giamaica 2004)&#xA;&#xA;Da persona non minimamente esperta (né interessata, a dirla tutta) di musica reggae mi è difficile dare una valutazione dell&#39;album. In ogni caso, tra le mie tracce preferite ci sono Untold Stories, Macus Garvey e l&#39;omonima Thrown Down your Arms. L&#39;album si conclude con War, la medesima canzone che Sinéad aveva cantato più di un decennio prima al Saturday Night Live. L&#39;album ebbe successo solo in Irlanda e tra gli appassionati di musica reggae, incuriositi dalle interpretazioni di una cantante europea di brani non minimamente pensati per un tale timbro di voce.&#xA;&#xA;Teologia&#xA;&#xA;Il periodo di &#34;indipendenza&#34; continuò con Theology un&#39;album che Sinéad ha sempre orgogliosamente definito come il suo preferito nonostante sia sempre stato il più criticato, sia dalla stampa, che dai suoi ammiratori. Concepito come il frutto di anni e anni di studi teologici, l&#39;album è composto esclusivamente da canzoni di carattere religioso divise tra due dischi identici se non per la base: nel primo (Dublin session) solo la voce di Sinéad e la chitarra di Steve Cooney (suo futuro terzo marito); nel secondo (London session) un accompagnamento da lei definito più &#34;pop&#34;.&#xA;&#xA;In ogni caso, entrambi i dischi per me non sono memorabili e le canzoni sono così monotematiche da alienare chi non sia così tanto interessato o devoto alla religione. I brani Something Beautiful (Dublin session) e Whomsoever Dwells (Dublin session) sono straordinari, ma non risollevano le sorti di un disco condannato (purtroppo visto l&#39;amore da lei speso per registrarlo) all&#39;oblio e al dimenticatoio.&#xA;&#xA;Sinèad sponsorizzò l&#39;album con il concerto al Sugar Club di Dublino (incluso come extra in un&#39;edizione speciale del disco), nel quale la cantante annunciava anche di essere incinta del suo quarto e ultimo figlio.&#xA;&#xA;Il lupo sta per sposarsi&#xA;&#xA;  Oh, so long I&#39;ve been a junkie,&#xA;  I ought to wrap it up and mind my monkeys.&#xA;  I really want to mend my ways;&#xA;  I&#39;m gonna call that number one of these days.&#xA;  I&#39;m gonna reach a hand out to you,&#xA;  Say &#34;would you pull me up? Now could you?&#34;&#xA;  I don&#39;t want to waste the life God gave me,&#xA;  And I don&#39;t think that it&#39;s too late to save me.&#xA;  (Oh, sono stati così a lungo una merda,&#xA;  dovrei smetterla per badare ai miei figli&#xA;  Voglio davvero cambiare le mie abitudini&#xA;  Chiamerò quel numero uno di quei giorni&#xA;  Ti tenderò una mano&#xA;  E ti chiederò &#34;Puoi tirarmi sopra? Ora che puoi?&#34;&#xA;  Non voglio sprecare la vita che Dio mi ha dato.&#xA;  E non credo sia troppo tardi per salvarmi)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - Reason with me&#xA;&#xA;Il periodo che va tra il 2008 e il 2011 è uno dei più duri e instabili per la vita personale di Sinéad, che attraversa due divorzi e numerosi scandali. Il cambiamento più notevole di questo periodo è estetico: Sinéad si fa tatuare il volto di Gesù Cristo sul petto e tutto il suo corpo si ricopre di tatuaggi, inizia ad ingrassare e in poco tempo tutta la fragilità e la grazia che l&#39;avevano contraddistinta fin dagli albori della sua carriera scompaiono del tutto.&#xA;&#xA;Questi passaggi burrascosi si ripetono anche in How About I Be Me?, inizialmente intitolato Home, che ebbe una produzione estremamente peculiare. Completato nella prima metà del 2011, l&#39;album fu rilasciato solo un anno dopo, castrato dell&#39;omonimo singolo iniziale (ripubblicato solo tre anni più tardi) e con un disastroso tour, mai incominciato, sempre per i numerosi problemi di Sinéad. L&#39;album in ogni caso segna nuovamente un&#39;inversione ad U per la sua musica; un netto ritorno al passato, Sinéad per produrre quest&#39;album andò a ripescare John Reynolds e Marco Pirroni: The Wolf is Getting Married e Take Off Your Shoes sono dei ritorni alle atmosfere di The Lion and The Cobra. Perfino da un punto di vista promozionale ci sono delle notevoli similitudini: come per il suo debutto, una grossa controversia si formò intorno alla copertina del disco, che fu &#34;censurata&#34; in tutta Europa. Specchio totale di questo periodo della carriera di Sinéad è la sofferta Reason with me: nonostante tutti gli sforzi immensi, i continui cambiamenti e tutti i lavori realizzati, Sinéad non riesce ancora a fare pace con sé stessa. Tolta questa tragica canzone, l&#39;album è tendenzialmente positivo e spensierato, con brani stupendi come Old Lady e 4th and Vine &#xA;&#xA;The Vishnu Room&#xA;&#xA;  You know I love to make music,&#xA;  But my head got wrecked by the business&#xA;  Everybody wanting something from me,&#xA;  They rarely ever wanna just know me.&#xA;  I became the stranger no one sees.&#xA;  Cut glass, I&#39;ve crawled upon my knees,&#xA;  But I got eight good reasons to stick around,&#xA;  Eight good reasons,&#xA;  Well, maybe nine now.&#xA;  (Lo sapete, io amo fare musica&#xA;  Ma la mia testa è stata schiacciata dall&#39;industria&#xA;  Tutti vogliono qualcosa da me&#xA;  Raramente vogliono davvero conoscermi&#xA;  Sono diventata l&#39;estraneo che nessuno vede&#xA;  Mi sono inginocchiato sui vetri rotti&#xA;  Ma ho otto buoni motivi per continuare a vivere&#xA;  Otto buoni motivi&#xA;  Beh, forse ora nove)&#xA;  Sinéad O&#39;Connor - 8 Good Reasons&#xA;&#xA;How About I Be Me? fu un successo, con recensioni positive e ottime vendite, ma la vita personale di Sinéad sembrava costantemente fuori controllo. Nonostante ciò, in qualche modo Sinéad fu capace di organizzarsi e realizzare un altro album nel 2014, anche questo con John Reynolds. Inizialmente intitolato The Vishnu Room, Sinéad cambiò poi il nome in I&#39;m the Boss, not the Bossy per sensibilizzare sulla campagna linguistica femminista di Ban the Bossy, in voga nel Regno Unito in quegli anni.&#xA;&#xA;Personalmente è tra i peggiori lavori della cantante, un tentativo da parte sua di sperimentare con il country e il blues. In alcuni brani l&#39;esperimento riesce, come Dense Water, Deeper Down, ma per il resto non ho trovato nulla di memorabile se non il trio di 8 Good Reasons, Take Me to Church e Where Have You Been?. Da citare anche l&#39;apertura del disco How About I Be Me, il brano appunto scartato per qualche ragione dall&#39;album precedente.&#xA;&#xA;La fine&#xA;Anche questa volta, di nuovo, la vita di Sinéad assunse le forme di un&#39;imprevedibile montagna russa. I concerti dell&#39;album tra il 2014 e il 2015 furono ottimi, lasciando presagire, finalmente, un proseguimento stabile per la carriera di Sinéad, ma anche questa volta non fu così.&#xA;&#xA;Nel 2015, Sinéad subì un&#39;isterectomia, operazione che, stando a lei, le procurò un vero e proprio collasso psicologico. Quel che ne seguì è ben documentato dai giornali scandalistici, ma, in sostanza, tolte alcune eccezioni, Sinéad non mise piede su un palco o in uno studio di registrazione per oltre quattro anni, l&#39;allontanamento più lungo dalla musica di tutta la sua carriera.&#xA;&#xA;Nel 2019, Sinéad (che paradossalmente grazie ai continui scandali di quegli anni non era sparita) annunciò di essersi convertita all&#39;islam, generando reazioni che andavano dall&#39;euforia alla vera e propria lapidazione. Purtroppo Sinéad in vita non ha prodotto alcuna testimonianza artistica riguardo questa sua scelta, ma in ogni caso per chiunque conoscesse un minimo la sua discografia e vita privata, si ci può ben presto rendere conto di come sia stata una scelta, in qualche modo, &#34;naturale&#34; per lei. Fortunatamente, in questo lasso di tempo i concerti ripresero e non furono nemmeno niente male. Sinéad, anzi, Shuhada sembrava ora essere tornata di nuovo, ma l&#39;abbattersi del COVID, ancora una volta, l&#39;allontanò dalla musica, ma questa volta le permise anche di scrivere le sue memorie, chiamate semplicemente Rememberings, fonte per molte delle informazioni di questa monografia, ma purtroppo con enormi buchi (motivati da lei come &#34;ero troppo strafatta di canne per ricordare&#34;) dal 1994 in poi. Medesima sorte per il documentario Nothing Compares, incentrato esclusivamente sulla Sinéad del 1987-1992, ignorando completamente tutto ciò che aveva realizzato dopo. Queste due opere, unite ad interviste per grossi giornali, monografie e numerosissime rivalutazioni, sembravano inaugurare una nuova giovinezza per la cantautrice, ma ecco abbattersi su di lei un&#39;altro flagello, questa volta insuperabile: il suicidio del suo terzo figlio, che Sinéad nelle sue memorie aveva senza grossi giri di parole descritto come il suo prediletto. &#xA;&#xA;Per tutto il 2022, Sinéad scompare, mentre agli inizi del 2023 riprende timidamente la sua attività sui social network. A marzo viene premiata per I Do Not Want What I Haven&#39;t Got, e si presenta alla cerimonia truccata, con l&#39;hijab e con un enorme dito medio in reazione alle domande dei giornalisti. È tornata, di nuovo, ma questa volta è veramente l&#39;ultima.&#xA;&#xA;Sinéad O&#39;Connor viene ritrovata senza vita nel suo appartamento di Londra il 26 luglio 2023, nella stessa città dove tutta la sua carriera era iniziata. Alla notizia della sua morte, tutte le radio irlandesi riproducono Nothing Compares 2 U ed encomi arrivano da tutto il mondo della musica. Viene sepolta con il suo nome di battesimo e sulla sua bara viene posta una sua foto di una lei 20enne e spensierata, con la sua testa rasata (forse l&#39;unica costante di tutta la sua travagliata carriera) e il suo meraviglioso sorriso.&#xA;&#xA;Nello stesso anno sono morti Andy Rourke (bassista dei suoi primi due album) e Shane MacGowan, altro cantante irlandese, dalla vita perfino più travagliata di Sinéad, con il quale nel 1995 aveva duettato per il singolo Haunted:&#xA;&#xA;  You got a way of walking,&#xA;  You got a way of talking.&#xA;  And there&#39;s somethig about you&#xA;  And now I know I never ever&#xA;  Want to be without you&#xA;  I want to be haunted by the ghost&#xA;  Of your preciou love&#xA;  (Hai un modo di camminare.&#xA;  Hai un modo di parlare.&#xA;  E c&#39;è qualcosa di te&#xA;  E ora so che mai e poi mai&#xA;  Vorrò stare senza di te&#xA;  Voglio essere perseguitato dal fantasma&#xA;  Del tuo amore prezioso)&#xA;  Shane MacGowan e Sinéad O&#39;Connor - Haunted&#xA;&#xA;BP Fallon (Olanda 1988)&#xA;Perché nulla è andato perso&#xA;&#xA;A questo punto si possono iniziare a tirare le conclusioni sulla musica e l&#39;arte di Sinéad O&#39;Connor, una cantautrice totalmente multiforme eppure solidissima nella sua base che provocatoriamente si potrebbero rendere come Dio, Patria e Famiglia. Ciò ovviamente parrebbe assurdo: Sinéad aveva preso fin dal principio posizioni che oggi considereremo progressiste ma che all&#39;epoca erano viste come quasi radicali e come tali contrastate, eppure queste idee si sono materializzate in una perfetta sintesi. Sinéad era favorevole al divorzio (ha avuto quattro mariti diversi) e all&#39;aborto, ma considerava la famiglia come il pilastro della sua esistenza; era una progressista estremamente tollerante verso le altre culture, eppure aveva messo sempre in primo piano il suo nazionalismo irlandese; aveva infranto ogni singola legge, scritta o non scritta, sulla religione cattolica, però nessuno avrebbe mai osato mettere in dubbio la sua fede. Un articolo di qualche mese fa, precedente la sua morte, considerava Sinéad come la più cristiana e religiose delle figure nonostante la sua esplicita opposizione allo stato delle cose, una moderna San Francesco, o, come sarebbe piaciuto a lei, una Giovanna d&#39;Arco. &#xA;&#xA;Ciò che è sicuro è questa &#34;fluidità&#34; nella religione, nell&#39;etnia e nella sessualità andava di pari passo con la sua musica: sempre variegata, per genere stile e tematiche, ma saldamente legata alla sua voce, quella che lei, sempre in maniera religiosa, vedeva come il suo unico vero talento, il suo strumento di preghiera e la sua missione divina. Lo scopo della sua vita è sempre stato quello di cantare, e nonostante tutti i problemi, le disgrazie, le tragedie, le (tantissime) cadute e le (tantissime) rialzate, lo ha sempre fatto perfettamente.&#xA;&#xA;Questa era una monografia su Sinéad O&#39;Connor, la più grande cantante di tutti i tempi.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/bc40e5d2a-3c51e6/vxe2XiEW8vfh/QrYqWijaqQjrtVZtBq0yxRbfUkHoOcLE1SnxscjF.jpg" alt="Andrew Catlin - 48 - 1988"></p>

<p>La pronuncia irlandese di “Sinéad” è  /ʃɪˈneɪd/ (”<em>shin-eid</em>”)</p>

<blockquote><p>My name is Sinéad O’Connor.
I am learning to love myself.
I am deserving.
I deserve to be treated with respect.
I deserve not to be treated like dirt.
I deserve to be listened to.
I am a member of the human race.
I deserve not to be hurt.
My name is Sinéad O’Connor.
I am a woman.
I have something to offer.
(<em>Mi chiamo Sinéad O&#39;Connor.</em>
<em>Sto imparando ad amare me stessa.</em>
<em>Sono meritevole.</em>
<em>Merito di essere trattata con rispetto.</em>
<em>Merito di non essere trattata come immondizia.</em>
<em>Merito di essere ascoltata.</em>
<em>Sono un membro della razza umana.</em>
<em>Merito di non essere ferita.</em>
<em>Il mio nome è Sinéad O&#39;Connor.</em>
<em>Sono una donna.</em>
<em>Ho qualcosa da offrire.</em>)
Sinéad O&#39;Connor – <a href="https://www.irishtimes.com/culture/music/2023/07/28/sinead-oconnors-full-page-irish-times-ad-in-1993-i-deserve-not-to-be-treated-like-dirt-i-deserve-not-to-be-hurt/" rel="nofollow">Irish Times 1993</a></p></blockquote>

<p>Non sarò mai realmente in grado di trovare le parole giuste per esprimere quanto amassi la figura, la musica e l&#39;arte di Sinéad O&#39;Connor. La notizia della sua dipartita è stata per me devastante, poiché l&#39;avevo scoperta esattamente nove mesi prima della sua morte. L&#39;attenzione e la passione con la quale mi sono dedicato nello studio (perché “ascoltare” qui sarebbe riduttivo) di tutta la sua discografia non ha eguali per me con nessun altra artista. Non nascondo che in certi punti mi sentissi prossimo ad una <a href="https://www.internazionale.it/notizie/arthur-c-brooks/2023/04/15/relazioni-parasociali-amicizie-immaginarie-problemi" rel="nofollow">relazione parasociale</a> con lei, ma davvero non riuscivo a trovare un elemento di lei che non fosse per me affascinante, unico o incredibile. Su Sinéad O&#39;Connor nel corso degli anni si è scritto tanto e in maniera molto irregolare, e in questa marea di opinioni condivisibili o non, io vorrei solo contribuire concentrandomi su ciò che mi ha sempre più colpito di lei. Non posso ignorare la sua vita privata perché in determinati punti essa è totalmente fusa con la musica e non può in alcun modo essere slegata da essa, ma allo stesso tempo non intendo pormi in mezzo a questioni personali o di gossip: Sinéad O&#39;Connor viveva per cantare e cantava per vivere. Questa pertanto, è una monografia sulla sua musica.
</p>

<h1 id="eroina">Eroina</h1>

<p>L&#39;inizio della carriera musicale di Sinéad è abbastanza noto: già a 15 anni le fu proposto di cantare <em>Take My Hand</em> degli <strong>In Tua Nua</strong>. Alla fine la sua versione non fu mai pubblicata ed è andata perduta, ma il brano fu comunque rilasciato nel 1984 e Sinéad, essendo co-autrice, fu accreditata. Il vero debutto discografico di Sinéad fu però due anni più tardi, nel 1986, quando, assieme al chitarrista degli <strong>U2</strong>, <strong>The Edge</strong>, scrisse e cantò <em>Heroine</em> (di cui ho già scritto <a href="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/bc40e5d2a-3c51e6/BHCikO9ewSIW/WTQSii0d8oZCPguJGCqpNfecAjynDDEjhCF9Rxw5.jpg" rel="nofollow">qui</a>).</p>

<p>Il retro della copertina del singolo conteneva la prima foto pubblica di Sinéad, distinguibile già per il suo tratto estetico più noto: i capelli rasati a zero.</p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/bc40e5d2a-3c51e6/BHCikO9ewSIW/WTQSii0d8oZCPguJGCqpNfecAjynDDEjhCF9Rxw5.jpg" alt="Retro della copertina di Heroine"></p>

<p>La ragione dietro questo taglio così estremo è sempre stata dubbiosa: Sinéad in vita diede più spiegazioni anche conflittuali tra di loro, ma più che il “come” credo sia importante in questo caso il “fine”: Sinéad, rasandosi a zero, intendeva dare uno strappo a ogni senso tradizionale di femminilità e fare in modo che le persone si concentrassero più sulla sua musica che sulla sua persona. Paradossalmente però, questo gesto le attirò il grosso delle sue attenzioni iniziali, non sempre positive.</p>

<h1 id="il-leone-e-il-cobra">Il leone e il cobra</h1>

<blockquote><p>I will walk in the garden
Feel religion within
will learn how to run
With the big boys
will learn how to sink
And to swim
(<em>Camminerò nel giardino
Sentirò in me la religione
imparerò a correre
con i ragazzi più grandi
imparerò ad annegare
e a nuotare</em>)
Sinéad O&#39;Connor – Just Like U Said it Would B</p></blockquote>

<p>Considerato immediatamente come un classico, <em>The Lion and The Cobra</em> è sempre stato definito come la base della discografia di Sinéad O&#39;Connor, dalla quale doveva obbligatoriamente diramarsi un&#39;analisi di tutta la sua futura carriera, quando, in realtà, l&#39;intero disco non è che un <em>unicum</em>. Composto quando la cantante aveva da poco compiuto 20 anni (con testi risalenti agli inizi della sua adolescenza), <em>The Lion and The Cobra</em> trova la sua unicità e la sua forza proprio nell&#39;inesperienza di Sinéad, nella sua giovane età e nella sua ingenuità. Proprio queste doti la spinsero a concepire l&#39;album come la chiave per la soluzione di tutti i suoi problemi: la perdita della madre, il trauma delle violenze subite da bambina e una forte ristrettezza economica (Sinéad era volata a Londra con in tasca solo l&#39;anticipo della casa discografica). L&#39;album però risolse solo l&#39;ultimo dei problemi, mentre i primi due furono, al contrario, scoperchiati come un immenso vaso di Pandora e la vita privata di Sinéad divenne di dominio pubblico con tutte le conseguenze del caso.</p>

<p><em>The Lion and The Cobra</em> si apre con l&#39;ipnotica <em>Jackie</em>, che immediatamente getta nel calderone della poetica di Sinéad O&#39;Connor il tema a lei più caro: <strong>la morte</strong>. Il brano è la narrazione del fantasma di una vedova sulla secolare attesa del ritorno del marito disperso in mare, in un&#39;atmosfera cupa, composta da sintetizzatori, chitarre elettriche e voci distorte che Sinéad mai replicherà in nessuna opera successiva. A certificarne ancor di più l&#39;anomalia all&#39;interno della carriera di Sinéad, segue poco dopo <em>Mandinka</em>, che, oltre ad essere oggettivamente una delle sue migliori canzoni, è anche una delle poche orgogliosamente ottimiste. Se la produzione musicale emana gioia fin dal primo riff di chitarra di <strong>Marco Pirroni</strong>, il testo invece necessità di un po&#39; più di attenzione, poiché a distanza di quasi quarant&#39;anni non è ancora ben chiaro cosa lei volesse pienamente intendere. In vita, la cantautrice ha sempre dichiarato che l&#39;ispirazione del brano gli fosse venuta da ragazzina dopo la lettura di <em>Radici</em> di <strong>Alex Haley</strong> (romanzo storico incentrato sulle origini di una famiglia di afroamericani) ma sul suo significato non si è mai dilungata. Alcuni hanno puntato su dei riferimenti alla mutilazione dei genitali femminili, su una generica critica al razzismo o su una metafora dell&#39;industria discografica che già aveva provato più volte a mettere i bastoni nelle ruote a Sinéad. In ogni caso, non è importante, e probabilmente Mandinka non è che la reazione entusiasta di una quindicenne alla lettura di un romanzo che le è piaciuto particolarmente. Leggermente più cupi, ma comunque lontani dalla desolazione emotiva dei suoi lavori successivi, sono <em>Just Like U Said it Would B</em> e <em>Jerusalem</em>: i riferimenti al suo passato e al suo presente sono evidentissimi, e sono espressi con una furia tale che Sinéad smise di suonare questi brani immediatamente dopo il rilascio del suo secondo album. Mai eseguito in pubblico, o perlomeno mai ufficialmente registrato, è anche <em>Drink before the War</em>, dove le prestazioni vocali di Sinéad sono così assolutamente fuori da scala da mandare in crisi la strumentazione usata per registrarle, ma la motivazione dietro le sue pochissime esecuzioni non sta in problematiche tecniche: Sinéad odiava questo brano, che considerava troppo immaturo nel suo messaggio lirico. Il pezzo in assoluto più importante e straordinario, universalmente acclamato ed elogiato sia allora che oggi, è certamente <em>Troy</em>: un&#39;anomalia nell&#39;anomalia, in un album pieno di canzoni arrangiate con chitarre elettriche e percussioni rock, si erge questo brano orchestrale, ma non è l&#39;accompagnamento sonoro a renderlo unico (Sinéad suonerà Troy accompagnata da un&#39;orchestra solo una volta, nel <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BgKcaLEhM_w" rel="nofollow">2008</a>, mentre tutte in tutte le restanti occasioni avrà con sé solo una chitarra acustica): quello che rende straordinario Troy è l&#39;intensità emotiva di Sinéad, poiché il brano è una confessione netta del più grande dramma di tutta la sua poetica e di tutta la sua vita: <strong>il rapporto con la madre</strong>.</p>

<h2 id="l-undreground">L&#39;undreground</h2>

<p><em>The Lion and The Cobra</em> si conclude con <em>Just call me Joe</em>, ed è proprio il parlare di questo brano che mi permette di concentrarmi su un altro aspetto molto peculiare e forse poco noto dell&#39;album. The Lion and The Cobra, infatti, non fu un progetto totalmente “personale” come sarebbero stati certamente tutti i lavori successivi di Sinéad. La protagonista certamente è sempre lei, ma non si possono ignorare i contributi di <strong>John Reynolds</strong>, <strong>Fachtna Ó Ceallaigh</strong> e, soprattutto, <strong>John Maybury</strong>. Se i primi due si occuparono del lato musicale (Fachtna fu anche il primo <em>manager</em> di Sinéad), Maybury invece si occupò di tutto il lato artistico, dedicando anima e corpo all&#39;aspetto visuale dell&#39;album. Suoi sono infatti i videoclip di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Gf_RHVjPrHY" rel="nofollow">Mandinka</a>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HPJ8SLagt7I" rel="nofollow">I Want Your Hands</a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=0c4v7fp5GC8" rel="nofollow">Troy</a>, quest&#39;ultimo anticipato anche da un “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=elxbWPVsbvE&amp;t=212" rel="nofollow">cortometraggio</a>” dalle tendenze alternative e undreground, futura ispirazione per la <em>magnus opera</em> di Maybury: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=hzPyhIp-Gk4" rel="nofollow">The Value of Ignorance</a>, il primo concerto ufficialmente registrato di Sinéad O&#39;Connor, con uno stile sperimentale senza alcuna scenografia, con un illuminazione ridotta all&#39;osso che pare far brillare di luce propria la bianchissima pelle di Sinéad, la quale si erge quasi da sola su un palco immerso in un buio totale, presagio involontario della carriera e della vita che le sarebbe aspettata.</p>

<h3 id="just-call-me-joe">Just Call me Joe</h3>

<p>Ultimo tassello di The Lion and The Cobra è l&#39;apocalittica <em>Just call me Joe</em>, brano peculiare per due motivi. Il primo è che fu scritto a quattro mani con <strong>Kevin Mooney</strong>, il secondo è che presenta una parte parlata da parte di <strong>Leslie Winer</strong>, una delle cantautrici e compositrici di musica elettronica più sottovalutate dello scorso secolo. La sua fama è così esigua, nonostante i suoi fattuali contributi al mondo della musica, che proprio questa partecipazione (tra l&#39;altro non accreditata!) in <em>The Lion and The Cobra</em> rappresenta il picco di notorietà della sua carriera.</p>

<p>Per i curiosi, <a href="https://www.ondarock.it/altrisuoni/lesliewiner.htm" rel="nofollow">allego una monografia di Ondarock</a>.</p>

<h2 id="il-salto-nel-fiume">Il salto nel fiume</h2>

<p><em>The Lion and The Cobra</em> secondo le stime più ottimiste avrebbe dovuto vendere ventimila copie, ma nel giro di due anni arrivò quasi al milione. Il successo fu oltre le aspettative, ma non del tutto inatteso: Sinéad, non abituata e non desiderosa di abituarsi alle regole dell&#39;industria, si lanciò ben presto in comunicazioni infuocate sulla situazione politica irlandese e sulla sua vita personale. <em>Mandinka</em> e <em>Troy</em> conquistarono gli Stati Uniti, a tal punto che il suo primo concerto a Boston fu inaugurato da una folla di irlandesi che irruppe nella sala stampa. Sinéad fu estasiata all&#39;inizio da un tale successo e da tutte quelle attenzioni, ma ben presto incominciò anche a dimostrare una certa insofferenza che subito espresse nelle sue canzoni successive: in sostanza, le sembrava che a nessuno importasse realmente dei suoi brani, dei messaggi che voleva trasmettere e soffriva immensamente per la distanza con il suo primo marito, il già sopracitato John Reynolds, e il suo primo figlio <strong>Jake</strong>, concepito proprio durante la registrazione dell&#39;album.</p>

<p>L&#39;arrivo negli Stati Uniti fu, almeno agli inizi, un periodo molto stimolante per Sinéad. Se l&#39;allora ventiduenne era in estasi per già l&#39;immensa comunità rasta-giamaicana di Londra, l&#39;ancor più estesa e ramificata comunità di New York la sconvolse, senza contare che si trattava di un ambiente (almeno alle apparenze) più liberale e meno bigotto di quello anglo-irlandese. Fu proprio qui che Sinéad registrò <em>Jump in the River</em>, aggiungendo come lato b del singolo una versione remixata del brano con l&#39;artista “profana” <strong>Karen Finley</strong></p>

<h2 id="hush-a-bye-baby">Hush-a-Bye-Baby</h2>

<blockquote><p>Each of these,
My three babies,
will carry with me.
For myself,
ask no one else will be
Mother to these three.
(<em>Ognuno di questi</em>
<em>tre bambini</em>
<em>io portò con me</em>
<em>Per volere di me stessa</em>
<em>chiedo che nessun altro possa mai essere</em>
<em>madre di questi tre</em>)
Sinéad O&#39;Connor – Three Babies</p></blockquote>

<p>Nel 1989 Sinéad prese parte alle riprese del film <em>Hush-a-Bye-Baby</em>. Una parentesi breve, ma cruciale per la futura carriera artistica della cantautrice. Sinéad inizialmente si inserì nella produzione come compositrice della colonna sonora, ma dopo la lettura del soggetto, il racconto di una ragazza di 14 anni che rimane incinta in un ambiente estremamente cattolico e conservatore, chiese di essere scritturata come attrice nel ruolo di una suora. Alla fine, la cantante interpretò il ruolo di “Sinéad”, una taciturna e devota ragazzina liceale, in quello che sarà il suo debutto cinematografico e il suo primo e unico ruolo attoriale di una certa importanza.</p>

<p>La partecipazione in Hush-a-Bye-Baby è importante nella carriera di Sinéad poiché coincide con il suo primo impegno dichiaratamente femminista (si ricorda che all&#39;epoca in Irlanda erano illegali e perseguiti sia il divorzio, sia l&#39;aborto che il matrimonio omosessuale), ma soprattutto perché è il primo accenno a quella che considero la terza tematica centrale della poetica di lei: la maternità. <strong>Morte, rapporto con la madre e maternità</strong>, questa è la “trinità” che serve per comprendere appieno Sinéad O&#39;Connor, e non a caso è anche il titolo del brano che lei scrisse per la colonna sonora di Hush-a-Bye-Baby: <em>Three Babies</em></p>

<p>Purtroppo, Hush-a-Bye-Baby all&#39;epoca fu trasmesso esclusivamente in Irlanda del Nord e al festival di Locarno, per tale motivo il reale significato di <em>Three Babies</em>, la confessione da parte di Sinéad di aver subito tre aborti, non fu colto e rivelato da lei solo decenni dopo nelle sue memorie.</p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/c6a394f69-21cf85/sS5a83BJyJuq/QSLQCxvBSRu5VrO2mfdCcFVXpWpZGkh8eX77jYdK.jpg" alt="BP Fallon (Londra 1998)"></p>

<h1 id="non-voglio-ciò-che-non-ho">Non voglio ciò che non ho</h1>

<blockquote><p>He thinks I just became famous
And that&#39; s what messed me up,
But he&#39;s wrong.
How could I possibly know what I want
When I was only twenty-one?
(<em>Pensa che io sia diventata famosa</em>
<em>e che ciò mi abbia incasinato,</em>
<em>ma si sbaglia.</em>
<em>Come potevo minimamente sapere cosa volessi,</em>
<em>quando avevo solo 21 anni?</em>)
Sinéad O&#39;Connor – The Emperor&#39;s New Clothes</p></blockquote>

<p>La candidatura agli ai Grammy Awards del 1989 fece aumentare enormemente la fama di Sinéad, ma ciò, più che la nomina in sé, fu dovuto alla sua <a href="https://www.youtube.com/watch?v=hXKlmIN3NH4" rel="nofollow">esibizione</a> di <em>Mandinka</em> durante la premiazione, esibizione che stregò totalmente il pubblico. L&#39;industria musicale, sorpresa da una reazione tanto entusiasta, quel giorno decise: Sinéad O&#39;Connor sarebbe diventata la prima stella musicale degli anni 90&#39;.</p>

<p>A coronare questo traguardo fu <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em>, un album, per me, distante anni luce da <em>The Lion and The Cobra</em>, ma che si può considerare come il vero nucleo dal quale poi si sarebbe diramata l&#39;intera carriera musicale di Sinéad. Al disco lavorarono appassionatamente tutti coloro che avevano seguito la cantante nei suoi primi anni di carriera: <strong>Marco Pirroni</strong>, <strong>Andy Rourke</strong>, <strong>Jah Wobble</strong>, <strong>John Reynolds</strong> e <strong>John Maybury</strong>.</p>

<p>L&#39;album è considerabile essenzialmente uno “sfogo dello sfogo”: le rivelazioni di <em>The Lion and The Cobra</em> non avevano, come la cantautrice si aspettava, guarito le ferite del passato, ma semmai le avevano rese ancor più dolorose ed evidenti. Con il brano di apertura, l&#39;orchestrale <em>Feel So Different</em>, Sinéad si augura di andare avanti “accettando le cose che non posso cambiare” citando la <em>preghiera della serenità</em>, ma già solo alcune tracce più avanti tutto cambia con la (purtroppo dimenticata) <em>You Cause as Much Sorrow</em> dove l&#39;eco della morte della madre continua a farsi sentire a tal punto che la finale e omonima <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em> è proprio il racconto di una visione avuta con la sua genitrice, che confessa di non volere il perdono dei propri figli perché consapevole che non sarebbe mai stata degna di ottenerlo.</p>

<p>In ogni caso, la cosa più interessante dell&#39;album è l&#39;interpretazione a posteriori che può esserne fatta. Letto con gli occhi dell&#39;epoca, alcuni brani paiono slegati tra di loro e i riferimenti del vago “you” che affligge la maggior parte delle canzoni paiono impossibili da cogliere. <em>The Last Day of Our Acquaintance</em>, uno dei suoi brani migliori a tal punto che la cantante lo avrebbe sempre suonato alla conclusione dei suoi concerti per tutti i successivi trent&#39;anni, oggi è chiaramente un preavviso della sua futura separazione con John Reynolds. Il brano merita qualche riga in più per la sua genesi: stando alle parole dello stesso Reynolds, la versione presente nell&#39;album è la primissima esecuzione, senza che i due l&#39;avessero mai provato prima. <em>The Emperor&#39;s New Clothes</em>, che considero invece proprio la miglior canzone mai scritta da Sinéad, credo invece possa essere letta solo a posteriori: Sinéad, già nel 1989, delusa e amareggiata, stava preparando la sua fuoriuscita da un&#39;industria musicale che percepiva disinteressata a lei e alla musica in generale:</p>

<blockquote><p>They laugh &#39;cos they know they&#39;re untouchable,
Not because what I said was wrong
(<em>Ridono perché credono di essere intoccabili,</em>
<em>non perché abbia detto qualcosa di sbagliato</em>)</p></blockquote>

<p>Una reazione che lei aveva già immaginato in previsione del rilascio di <em>Black Boys on Mopeds</em>, un brano di denuncia della violenza della polizia britannica contro le minoranze di afrodiscendenza, sconvolgente ancora oggi per la sua attualità nel mondo angloamericano e che all&#39;epoca fu recepito come una “lagna radical-chic”, nonostante Sinéad avesse passato gran parte dei suoi primi anni proprio nei quartieri etnici di Londra. Il brano generò ampio eco anche per la comparazione tra Margaret Thatcher con la repressione del partito comunista cinese (siamo nel periodo della strage di piazza Tiannamen).</p>

<p>Prima di procedere alla prossima sezione, l&#39;ultimo brano di <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em> che va citato è indubbiamente <em>I Am Stretched on Your Grave</em> che Sinéad e Reynolds, in maniera a dir poco geniale, resero nell&#39;album. La cantante infatti era solita eseguirlo “a cappella” alla fine dei suoi concerti (una di queste versioni conclude proprio il già citato concerto di <em>The Value of Ignorance</em>) mentre nell&#39;album si optò per porre come base sonora un loop di <em>Funky Drummer</em> di <strong>James Brown</strong> con in sottofondo il basso di Jah Wobble.</p>

<h2 id="nothing-compares">Nothing Compares</h2>

<blockquote><p>All the flowers that u planted, mama,
In the back yard
All died when u went away.
(<em>Tutti i fiori che tu hai piantato, mamma,</em>
<em>Nel cortile</em>
<em>Sono tutti morti quando te ne sei andata</em>)</p></blockquote>

<p>Il brano più importante e riconosciuto di <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em> è indubbiamente <em>Nothing Compares 2 U</em>. Scritto inizialmente da <strong>Prince</strong>, passò per mediazione di Ó Ceallaigh nelle mani di Sinéad, che lo rese il singolo più venduto del 1990 e una delle canzoni più importanti della storia della musica popolare. Il videoclip del singolo, diretto sempre da Maybury, divenne storico per la sua impostazione: un primo piano di Sinéad, imbarazzata, vestita completamente di nero e con due occhi da cerbiatta. Nonostante il brano non fosse stato composto da lei, si generarono varie teorie su chi fossero i destinatari della canzone, tutte smentite alla fine da lei stessa nelle sue memorie, dove rivelò che la destinataria era semplicemente e ancora una volta sua madre, alla quale era dedicata anche la lacrima versata da Sinéad verso la fine del videoclip.</p>

<h2 id="l-anno-del-cavallo">L&#39;anno del cavallo</h2>

<p><em>Nothing Compares 2 U</em> fu rilasciato a gennaio 1990, mentre l&#39;album a marzo dello stesso anno. In questo lasso di tempo le aspettative crebbero a tal punto che in un solo giorno <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em> riuscì a vendere più copie di quante ne avesse fatte <em>The Lion and The Cobra</em> nell&#39;arco di tutta la sua commercializzazione. Il resto dell&#39;anno fu pertanto denso di concerti, eventi, singoli (praticamente uno al mese) e interviste, con l&#39;infelicità e l&#39;insoddisfazione di Sinéad che crescevano di giorno in giorno: inizialmente euforica per tutto il successo ricevuto, la cantante incominciò a soffrire una forte alienazione: ciò che voleva trasmettere agli inizi della carriera era stato inevitabilmente malinteso. Intenzionata (come molti dei suoi colleghi) a trasferirsi in California, le contraddizioni dell&#39;industria musicale, lo sciovinismo militare e il razzismo dilagante degli Stati Uniti la spinsero sempre più lontano dalle aspettative che le erano state imposte. Negli ultimi mesi dell&#39;anno si sommarono gli “scandali”: il rifiuto dei Grammy Awards, il boicotaggio dell&#39;inno americano e prese di posizioni recepite sempre come più “radicali” (ma che oggi parrebbero normalissime) sulla musica e il femminismo. Considerata una mina vagante, Sinéad si beccò l&#39;etichetta (mai del tutto rimossa) di piantagrane, titolo che con orgoglio porterà con sé fino alla fine.</p>

<h1 id="visioni-di-te">Visioni di te</h1>

<p>Nel 1991 Sinéad si prese una pausa dalla frenesia dell&#39;anno precedente, con pochissimi concerti e un continuo avanti e indietro tra Los Angeles, New York e Londra. Nei primi mesi dell&#39;anno Sinéad, a titolo gratuito, diede una mano a suo marito e Jah Wobble per <em>Visions of You</em>, una delle sue migliori collaborazioni, mentre, come beneficenza per le donne curde coinvolte nella guerra del Golfo, probabilmente ripescò da una vecchia sessione <em>My Special Child</em>, una delle sue canzoni più drammatiche e sofferte.</p>

<h2 id="non-sono-la-tua-ragazza">Non sono la tua ragazza?</h2>

<blockquote><p>“I&#39;m angry, but I&#39;m not full of hate, I&#39;m full of love. God said &#39;I bring not peace&#39;: I bring a sword” (<em>Sono arrabbiata, ma non sono piena di odio, sono piena di amore. Dio dice “Io non porto pace, io porto una spada”</em>)
Sinéad O&#39;Connor – Messaggio finale alla fine di Am I Not Your Girl?</p></blockquote>

<p>Mentre il mondo della musica stava conoscendo il <em>grunge</em> e iniziando a sperimentare con l&#39;elettronica, Sinéad decise di registrare un album Jazz. La casa discografica le concesse carta bianca dopo gli straordinari numeri <em>Nothing Compares 2 U</em>, ma <em>Am I Not Your Girl?</em> venne recepito con enorme freddezza. L&#39;album vendette comunque tantissimo, ma meno di <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em> e di sicuro più per il nome sulla copertina che per i suoi contenuti.</p>

<p>Certo, l&#39;odio della critica nei confronti di questo lavoro, rivista oggi, fa ridere, poiché  <em>Am I Not Your Girl?</em> è vero che contenga solo cover delle canzoni preferite di Sinéad durante la sua infanzia, ma si tratta di interpretazioni che comunque presentano delle caratteristiche essenziali per la sua poetica.</p>

<p><em>Don&#39;t Cry for me Argentina</em> era la canzone preferita di sua madre, e l&#39;intensità della voce di Sinéad fa emergere il dolore per questa eterna mancanza. Leggendo tra le righe del brano originale di <strong>Tim Rice</strong> e <strong>Andrew Lloyd Webber</strong> si intravede anche un significato più profondo: la confessione di una Sinéad esausta, sconfortata e delusa, desiderosa, ancora una volta, di cambiare. <em>Success Has Made a Failure of Our Home</em> invece non ha bisogno di presentazioni: Sinéad in quei mesi aveva per la prima volta divorziato e lanciato una serie di accuse (poi ritirate) nei confronti del padre. Il brano si conclude con il verso “Am I not your girl?” ripetuto sempre più intensamente, a tal punto da superare volutamente la sensibilità del microfono e grattare nelle orecchie dell&#39;ascoltatore.</p>

<h2 id="giovanna-d-arco">Giovanna d&#39;Arco</h2>

<p>Ma il vero cuore dell&#39;opera, che causò l&#39;estraniamento totale di Sinéad sia dal suo pubblico che dal settore musicale, fu la sua feroce presa di posizione nei confronti della violenza (sia fisica che psicologica) su minori. All&#39;interno della custodia del vinile si trova una lunga dichiarazione di Sinéad</p>

<blockquote><p>ou est le roi perdu? (If you&#39;re out of there, I want to see you)
(<em>Dov&#39;è il re perduto? Se sei lì fuori, voglio vederti</em>)</p></blockquote>

<p>relativa alle violenze su minori, che Sinéad aveva già identificato come la causa di tutti i mali del mondo, e nella traccia segreta posta alla fine del disco Sinéad denuncia una delle origini della violenza minorile: Il <em>sacro romano impero</em>, un&#39;iperbole per riferirsi alla chiesa cattolica.</p>

<p>Rivelazioni e inchieste di quel periodo, precursori del più noto “caso Spotlight” che sarebbe stato reso pubblico un anno dopo, avevano rivelato a Sinéad di come la chiesa cattolica per decenni avesse depistato atti di violenza e pedofilia. Sinéad, in vita sua, non fu vittima “diretta” di questi atti, ma legò la violenza che aveva subito da piccola, sia da parte della madre che dell&#39;istituto di suore dove fu rinchiusa, come il prodotto di una convivenza tacita, alla quale Sinéad collegava la condizione irlandese, la guerra civile, la carestia e l&#39;allora attuale crisi tra la repubblica e l&#39;Ulster. In tutto questo, la cantante si idealizzò come una sorta di Giovanna d&#39;Arco, destinata a sacrificare tutto pur di “<strong>combattere il vero nemico</strong>“</p>

<h2 id="guerra">Guerra</h2>

<p>Questo messaggio nascosto di <em>Am I Not Your Girl?</em> fu ampiamente ignorato o definito come delirante, ma leggerlo e analizzarlo oggi permette sicuramente di mettere subito ben in chiaro il gesto più iconico di tutta la carriera di Sinéad O&#39;Connor: <strong>lo strappo della foto di Papa Giovanni Paolo II</strong> in diretta televisiva il 3 ottobre 1992. Di questo gesto se ne è discusso e se ne discute ancora oggi, ma è ben noto come distrusse in un&#39;istante ogni prospettiva di carriera di successo per Sinéad. Solo tredici giorni dopo, Sinéad fu recepita con insulti e fischi durante il concerto per i 30 anni di carriera di <strong>Bob Dylan</strong> (cantautore che, assieme a <strong>Bob Marley</strong>, Sinéad ha definito come la propria più ispirazione) durante il quale avrebbe dovuto cantare <em>I believe in You</em> (inclusa due anni dopo come b-side dei singoli di <em>Univeral Mother</em>) ma alla fine riuscì solo ad intonare una esplosiva <em>War</em>, il medesimo brano che aveva cantato in televisione due settimane prima. Il simbolo della fine della carriera di successo di Sinéad O&#39;Connor è l&#39;ultima esecuzione del concerto: quando tutti gli artisti si riuniscono con Dylan per cantare <em>Knockin&#39; on Heaven&#39;s Door</em>, Sinéad viene messa in disparte, ma il suo vestito blu zaffiro e i suoi capelli rasati continuano a farla spuntare tra la calca. La reazione fu tale che il padre di Sinéad, presente tra il pubblico, la invitò a ritentare la via universitaria, certo che oramai con la musica aveva definitivamente concluso, ma in realtà, fu proprio la musica a salvare di nuovo Sinéad. Il giorno dopo nonostante tutto, Sinéad si presentò per le registrazioni di <em>Don&#39;t Give Up</em> con <strong>Willie Nelson</strong>, anche qui, inutile ripeterlo oramai, uno dei suoi migliori lavori, emozionante come pochi e, soprattutto, estremamente sincero.</p>

<h1 id="la-madre-universale">La madre universale</h1>

<blockquote><p>This album it&#39;s dedicated as a prayer
Dedica di Universal Mother</p></blockquote>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/c6a394f69-21cf85/COhoWdjmGEce/9ikaVqM8v4nhBjb5aWdq1uVB2kVimqsywSjs9btZ.png" alt="Universal Mother (Fronte/Retro copertina)"></p>

<blockquote><p>Thank you for breaking my heart.
Thank you for tearing me apart.
Now I&#39;ve a strong, strong heart.
Thank you for breaking my heart.
(<em>Grazie per avermi spezzato il cuore,</em>
<em>Grazie per avermi fatto a pezzi,</em>
<em>Ora ho un cuore forte,</em>
<em>Grazie per avermi spezzato il cuore</em>)
Sinéad O&#39;Connor – Thank You For Hearing Me</p></blockquote>

<p>Alla parvenza abbandonata da tutti, Sinéad trovò rifugio tra le braccia di <strong>Peter Gabriel</strong> che accompagnò in tour da aprile a ottobre 1993, prima di abbandonarlo dopo un tentativo di suicidio che, anni dopo, rivelò essere legato proprio per una rottura definitiva tra i due. Se Sinéad avesse compiuto il gesto fatale, sarebbe entrata nel club 27, ma ciò, per fortuna, non avvenne, anche se segnò la definitiva rottura con il passato e l&#39;inizio di un nuovo periodo della cantante. Desiderosa di porre fine una volta per tutte ai demoni del passato che la tormentavano, Sinéad visse in questo arco di tempo una vera e propria rinascita spirituale: frequentò corsi di teologia, iniziò a dipingere e, soprattutto, incomincio di nuovo a studiare canto. In questo stato di quasi estasi religiosa, Sinéad scrisse di pugno i testi di dieci canzoni e si recò, in piena notte, a casa di John Reynolds per cantargliele: questa fu la genesi di <em>Universal Mother</em>, l&#39;opera magna e l&#39;assoluto capolavoro di Sinéad.</p>

<p>L&#39;album fu il frutto di una strettissima collaborazione tra Sinéad, Reynolds e <strong>Phil Coulter</strong>, l&#39;uomo che introdusse per la prima volta il pianoforte nella musica di Sinéad. La struttura del disco è peculiare: la prima e ultima traccia sono frutto del solo Reynolds, quelle centrali di Coulter mentre le restanti una commissione di generi tra i due. Ciò che le lega la voce di Sinéad e i temi a lei cari, che qui fanno una comparsa in tutte le loro forme: si parla di morte, del rapporto con la madre, di maternità e perfino di politica.</p>

<p>L&#39;album si apre con <strong>Germaine Greer</strong> che dice “l&#39;opposto del patriarcato non è il matriarcato, ma la fratellanza”. Subito dopo, la tromba di <strong>Miles Davis</strong> introduce <em>Fire on Babylon</em>, narrazione epica e tragica, modellata su <em>Troy</em> (il fuoco accomuna entrambi i brani) sulla violenza della madre, in questo caso (sembra) nei confronti di uno dei fratelli minori di Sinéad. La forza che lei esprime in questa canzone pare inarrestabile, ma ecco che subito segue arriva <em>John I Love You</em>. Sinéad nel corso della sua vita diede decine di interpretazioni su chi fosse questo “John” tra i tanti che in vita l&#39;accompagnarono, a tal punto che tentare di decifrarlo mi pare a dir poco inutile se non impossibile; quello sul quale vorrei concentrarmi e la sinergia tra il pianoforte di Coulter, la batteria di Reynolds e la voce di Sinéad, in quello che considero una delle sue canzoni più belle e purtroppo completamente sconosciute. Da questo momento in poi, <em>Universal  Mother</em> inizia una lenta discesa verso una dimensione sempre più onirica e spirituale. <em>My Darling Child</em> è una ninna dedicata a suo figlio Jake (che fa una comparsa in <em>Am I a Human?</em>), ma il gesto, ad un primo ascolto tenero e grazioso, si rivela l&#39;inizio di una lunga spirale di tristezza: <em>Red Football</em> è un memoriale della violenza sulle donne, mentre i successivi <em>All Apologies</em> (brano originale di <strong>Kurt Cobain</strong>, suicidatosi pochi mesi prima), <em>A Perfect Indian</em>, <em>Scorn Not His Simplicity</em> e <em>All Babies</em> sono tra le composizioni più tristi, tragiche e profonde di Sinéad, un concentrato di morte, maternità, mistero e spiritualità. <em>In This Heart</em> è un vero e proprio canto funebre (non a caso sarà scelto come brano di chiusura proprio del funerale della cantante), sulla stessa soglia del successivo <em>Tiny Grief Song</em> che contiene la chiave di volta di tutta questa sezione dell&#39;album</p>

<blockquote><p>You were born on the day my mother was buried.
My grief, my grief, my grief, my grief, my grief.
(<em>Sei nato il giorno in cui mia madre fu sepolta,</em>
<em>Il mio dolore, il mio dolore, il mio dolore, il mio dolore</em>)
Sinéad O&#39;Connor – Tiny Grief Song</p></blockquote>

<p><em>“Famine”</em> è l&#39;immancabile parte “politica” e l&#39;unico brano similmente “rap” di tutta la sua carriera; una lunga descrizione sulla carestia irlandese, che Sinéad definiva volontariamente scatenata dal governo inglese e dal clero cattolico per soggiogare in via definitiva l&#39;intera isola. L&#39;ultima canzone del disco, <em>Thank You for Hearing Me</em>, fu il più grande successo del disco, direttamente ispirato alla rottura con Peter Gabriel. Come per concludere il cerchio apertosi con <em>Fire on Babylon</em>, l&#39;album termina con il suono di alcune cascate e lo scorrere di un fiume.</p>

<h2 id="quercia-del-vangelo">Quercia del vangelo</h2>

<blockquote><p>All the pain that you have known,
All the violence in your soul,
All the “wrong” things you have done,
I will take from you when I come.
(<em>Tutto il dolore che hai conosciuto,</em>
<em>Tutta la violenza nella tua anima,</em>
<em>Tutte le cose “sbagliate” che hai fatto,</em>
<em>Le prenderò da te, quando verrò</em>)
Sinéad O&#39;Connor – This is to mother you</p></blockquote>

<p><em>Universal Mother</em> fu <em>de facto</em> ignorato dal grosso della critica musicale. Le radio trasmisero le canzoni dell&#39;album per un decimo del tempo rispetto ai precedenti lavori di Sinéad e molte recensioni furono critiche per partito preso. Solo con il passare degli anni l&#39;album fu “riscoperto” e rivalutato, mentre la cantautrice in vita avrebbe sempre raccontato con orgoglio come molti dei suoi colleghi l&#39;avessero definito uno dei lavori più sensibili e sentimentali degli ultimi anni.</p>

<p>In ogni caso, Sinéad riuscì per quasi un anno a pubblicizzare l&#39;album e ad andare in tour senza grossi scandali e problemi, ma nel 1995 Sinéad fu costretta a lasciare il palco del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=8-gmfnOhjGY&amp;t=123" rel="nofollow">Lollapalooza</a> scatenando le più astruse teorie e costringendo la cantante a rivelare di essere incinta del giornalista, già padre e coniugato, <strong>John Waters</strong>.</p>

<p>La lunghissima diatriba sui due riguardo la gestione della figlia divenne un argomento centrale del primo e unico EP di Sinéad O&#39;Connor: <em>Gospel Oak</em>, che per tematiche e stile ho sempre considerato una costola di <em>Universal Mother</em>.</p>

<p>Intitolato al quartiere di Londra dove Sinéad all&#39;epoca viveva, <em>Gospel Oak</em> incomincia esattamente come <em>Universal Mother</em> ma con l&#39;opposto delle intenzioni: <em>This is to mother you</em> è un brano sereno, una sorta di perdono, non esente di critiche, nei confronti della madre. Come disse la stessa Sinéad, <em>Gospel Oak</em> rientrava proprio in un periodo dove la cantante stava tentando di lasciarsi dietro il suo passato, di sbollire la sua rabbia e la sua furia, in un modo che prima considerava inconcepibile.</p>

<p>Le successive <em>I Am Enough for Myself</em>, <em>Petit Poulet</em> e <em>4 My Love</em> sono tutte relative alla questione tra lei e Waters sulla gestione della figlia, mentre il brano che conclude <em>This is to mother you</em> sarebbe stato l&#39;ultimo grosso successo della cantante. Freccina velata agli <strong>U2</strong>, Sinéad in realtà a volte presentava il brano ai concerti come “<em>This Is a LOVE song</em>” poiché, come espresso nel testo del brano, si tratta di una chiara metafora tra l&#39;amore di una donna irlandese con il suo compagno inglese. Per una coincidenza temporale, il brano divenne una sorta di colonna sonora degli accordi del Venerdì Santo che sarebbero stati firmati circa un anno dopo, nel 1998, e inaugurò anche un “ritorno” di Sinéad nel suo paese natio, mettendo oramai da parte le feroci critiche che essa gli aveva rivolto agli inizi della sua carriera musicale.</p>

<h1 id="fede-e-coraggio">Fede e coraggio</h1>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/c6a394f69-21cf85/GiF79wtAp0U1/vgseJCnQLE5Z3Cc9IqNCdR6EEZtXTnQl0jFwKhal.jpg" alt="Mark Harrison (Dublino 2000)"></p>

<blockquote><p>“Io sono una madre, sono una cantante e sono una sacerdotessa. Questa è la mia trinità.”
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=xnuPcn2ERa8" rel="nofollow">Sinéad O&#39;Connor sulla sua investitura</a></p></blockquote>

<p>Agli inizi del 1999, Sinéad si fece proclamare sacerdotessa cattolica da parte di un vescovo dissidente. Come ha raccontato <strong>BP Fallon</strong>, per lei si trattava soltanto di una comica provocazione, ma la reazione generale alla notizia fu così feroce che fece passare in disparte la successiva notizia di un nuovo tentativo di suicidio della cantante, avvenuto nel giorno del suo 33esimo compleanno, l&#39;8 dicembre 1999, dopo la perdita della custodia della seconda figlia.</p>

<p>Fu in questo contesto che prese forma <em>Faith and Courage</em>, il primo album di Sinéad in oltre 6 anni, al quale parteciparono una decina di produttori di tutto rispetto del panorama musicale anglo-irlandese. È bene specificare il sesso maschile di questi perché la canzone portabandiera del disco s&#39;intitola proprio <em>No Man&#39;s Woman</em>, nella quale Sinéad rivendica la sua indipendenza nei confronti di qualsiasi maschio se non dello spirito di Gesù Cristo. Tolto questo brano e <em>The Healing Room</em> (sul modello di <em>Feel So Different</em>), il resto dell&#39;album è composto da canzoni che si potrebbero semplicemente descrivere come “deliziose”; né memorabili, né pessime, le poche attenzioni che la cantante in vita ne dedicò durante i suoi concerti credo possano considerarsi uno specchio della loro effettiva qualità. Da ricordare trovo unicamente <em>Hold Back the Night</em>, <em>Dancing Lessons</em> e <em>Jealous</em>, mentre, come brano effettivamente di straordinaria qualità e fondamentale per la discografia di Sinéad, non posso ignorare <em>Daddy I&#39;m Fine</em> che in tre minuti esatti riassume l&#39;intera carriera della cantante fino ad allora.</p>

<h2 id="colei-che">Colei che…</h2>

<p><em>Faith and Courage</em> venne salutato come un ritorno di fiamma della cantante (praticamente sparita dalla scena musicale <em>mainstream</em> da oltre sei anni). In realtà, <em>Faith and Courage</em> è stato l&#39;inizio della fine della prima parte della carriera di Sinéad: i due album successivi <em>Sean-Nós Nua</em> e <em>She Who Dwells...</em> vennero da lei introdotti come i suoi ultimi lavori prima di abbandonare definitivamente l&#39;industria musicale.</p>

<p>Il primo è una raccolta di sole cover di canzoni popolari celtiche/irlandesi. Il modello è simile a quello di <em>Am I Not Your Girl</em>: sono brani che hanno accompagnato in larga parte l&#39;infanzia di Sinéad, lei stessa, nelle note dell&#39;album, aggiunge brevi aneddoti su come abbia scoperto le canzoni grazie ai consigli del padre o della madre. Personalmente si tratta di uno dei suoi lavori migliori: brani come <em>Her Mantle So Green</em>, <em>The Singing Bird</em>, <em>Paddy&#39;s Lament</em> e <em>Óró Sé do Bheata &#39;Bhaile</em> sono tutte delle straordinarie rese di musica popolare, adattate da lei con il suo tocco che, specialmente nell&#39;ultimo brano, mischia un minimo il reggae con lo sean-nós. Questa curiosa unione tra musica giamaicana e irlandese sarà proprio l&#39;elemento centrale per tutto il suo decennio successivo.</p>

<p><em>She Who Dwells…</em> è diviso in due dischi: nel primo compaiono demo, cover, remix e qualche inedito, mentre nel secondo sono presenti le tracce audio del concerto del <em>Vicar Street Theater</em> nel 2002, che, secondi i suoi piani, sarebbe dovuto essere l&#39;ultimo della sua carriera. Di tutto il mucchio, vanno assolutamente salvate la cover di <em>Chiquitita</em> e <em>Dense Water, Deeper Down</em>, mentre del concerto è difficile trovare un singolo brano che non sia stato magistralmente eseguito.</p>

<p><em>Faith and Courage</em>, <em>Sean-Nós Nua</em> e <em>She Who Dwells...</em> furono tutti “quasi” registrati in contemporanea nel corso di tre anni, pertanto li ho sempre interpretati come una sorta di trilogia basata sulle convinzioni religiose e femministe di Sinéad dell&#39;epoca.</p>

<h1 id="getta-le-tue-braccia">Getta le tue braccia</h1>

<p>Dal 1992 al 2002 non si può che restare meravigliati dalla varietà della discografia di Sinéad. A testimonianza di ciò, nel 2005 fu rilasciato <em>Collaborations</em>, una raccolta di brani a quattro o più mani pubblicati dal 1987 e i primi anni 2000. Oltre che per la sua straordinaria qualità (da segnalare che, grazie a questo album fu salvata dall&#39;oblio, la seconda canzone di Sinéad: la meravigliosa e commovente <em>Monkey in Winter</em>), questa compilation va ricordata per un altra ragione a prima vista secondaria: per l&#39;ultima volta su una copertina sarà usato lo storico font di Sinéad con la stella di David.</p>

<p>Il successivo <em>Thrown Down Your Arms</em> è infatti un cambiamento totale: abbandonata ogni grossa casa discografica, Sinéad ne fonda una indipendente e autofinanzia il suo sogno musicale: un disco di canzoni reggae registrato in Giamaica. Dopo aver reso tributo alle canzoni della sua infanzia (<em>Am I Not Your Girl?</em>) e della sua terra (<em>Sean-Nós Nua</em>), <em>Thrown Down Your Arms</em> è una lettera d&#39;amore alla musica che aveva formato Sinéad nei suoi anni di vita a Londra, le cui influenze si scorgevano già in maniera molto sfumata nei suoi primi due album. Ad aiutare Sinéad in questa avventura ci sono i due produttori giamaicani <strong>Sly Dunbar</strong> e <strong>Robbie Shakespeare</strong>.</p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/c6a394f69-21cf85/HeWGWSFM5nQw/E0RSEjUKk9DrgJTQLMiud8ewdq5rMhs3Hdecy06O.jpg" alt="Mick Houston (Giamaica 2004)"></p>

<p>Da persona non minimamente esperta (né interessata, a dirla tutta) di musica reggae mi è difficile dare una valutazione dell&#39;album. In ogni caso, tra le mie tracce preferite ci sono <em>Untold Stories</em>, <em>Macus Garvey</em> e l&#39;omonima <em>Thrown Down your Arms</em>. L&#39;album si conclude con <em>War</em>, la medesima canzone che Sinéad aveva cantato più di un decennio prima al <em>Saturday Night Live</em>. L&#39;album ebbe successo solo in Irlanda e tra gli appassionati di musica reggae, incuriositi dalle interpretazioni di una cantante europea di brani non minimamente pensati per un tale timbro di voce.</p>

<h1 id="teologia">Teologia</h1>

<p>Il periodo di “indipendenza” continuò con <em>Theology</em> un&#39;album che Sinéad ha sempre orgogliosamente definito come il suo preferito nonostante sia sempre stato il più criticato, sia dalla stampa, che dai suoi ammiratori. Concepito come il frutto di anni e anni di studi teologici, l&#39;album è composto esclusivamente da canzoni di carattere religioso divise tra due dischi identici se non per la base: nel primo (<em>Dublin session</em>) solo la voce di Sinéad e la chitarra di <strong>Steve Cooney</strong> (suo futuro terzo marito); nel secondo (<em>London session</em>) un accompagnamento da lei definito più “pop”.</p>

<p>In ogni caso, entrambi i dischi per me non sono memorabili e le canzoni sono così monotematiche da alienare chi non sia così tanto interessato o devoto alla religione. I brani <em>Something Beautiful</em> (<em>Dublin session</em>) e <em>Whomsoever Dwells</em> (<em>Dublin session</em>) sono straordinari, ma non risollevano le sorti di un disco condannato (purtroppo visto l&#39;amore da lei speso per registrarlo) all&#39;oblio e al dimenticatoio.</p>

<p>Sinèad sponsorizzò l&#39;album con il concerto al <em>Sugar Club</em> di Dublino (incluso come extra in un&#39;edizione speciale del disco), nel quale la cantante annunciava anche di essere incinta del suo quarto e ultimo figlio.</p>

<h1 id="il-lupo-sta-per-sposarsi">Il lupo sta per sposarsi</h1>

<blockquote><p>Oh, so long I&#39;ve been a junkie,
I ought to wrap it up and mind my monkeys.
I really want to mend my ways;
I&#39;m gonna call that number one of these days.
I&#39;m gonna reach a hand out to you,
Say “would you pull me up? Now could you?”
I don&#39;t want to waste the life God gave me,
And I don&#39;t think that it&#39;s too late to save me.
(<em>Oh, sono stati così a lungo una merda,</em>
<em>dovrei smetterla per badare ai miei figli</em>
<em>Voglio davvero cambiare le mie abitudini</em>
<em>Chiamerò quel numero uno di quei giorni</em>
<em>Ti tenderò una mano</em>
<em>E ti chiederò “Puoi tirarmi sopra? Ora che puoi?”</em>
<em>Non voglio sprecare la vita che Dio mi ha dato.</em>
<em>E non credo sia troppo tardi per salvarmi</em>)
Sinéad O&#39;Connor – Reason with me</p></blockquote>

<p>Il periodo che va tra il 2008 e il 2011 è uno dei più duri e instabili per la vita personale di Sinéad, che attraversa due divorzi e numerosi scandali. Il cambiamento più notevole di questo periodo è estetico: Sinéad si fa tatuare il volto di Gesù Cristo sul petto e tutto il suo corpo si ricopre di tatuaggi, inizia ad ingrassare e in poco tempo tutta la fragilità e la grazia che l&#39;avevano contraddistinta fin dagli albori della sua carriera scompaiono del tutto.</p>

<p>Questi passaggi burrascosi si ripetono anche in <em>How About I Be Me?</em>, inizialmente intitolato <em>Home</em>, che ebbe una produzione estremamente peculiare. Completato nella prima metà del 2011, l&#39;album fu rilasciato solo un anno dopo, castrato dell&#39;omonimo singolo iniziale (ripubblicato solo tre anni più tardi) e con un disastroso tour, mai incominciato, sempre per i numerosi problemi di Sinéad. L&#39;album in ogni caso segna nuovamente un&#39;inversione ad U per la sua musica; un netto ritorno al passato, Sinéad per produrre quest&#39;album andò a ripescare John Reynolds e Marco Pirroni: <em>The Wolf is Getting Married</em> e <em>Take Off Your Shoes</em> sono dei ritorni alle atmosfere di The Lion and The Cobra. Perfino da un punto di vista promozionale ci sono delle notevoli similitudini: come per il suo debutto, una grossa controversia si formò intorno alla copertina del disco, che fu “censurata” in tutta Europa. Specchio totale di questo periodo della carriera di Sinéad è la sofferta <em>Reason with me</em>: nonostante tutti gli sforzi immensi, i continui cambiamenti e tutti i lavori realizzati, Sinéad non riesce ancora a fare pace con sé stessa. Tolta questa tragica canzone, l&#39;album è tendenzialmente positivo e spensierato, con brani stupendi come <em>Old Lady</em> e <em>4th and Vine</em></p>

<h1 id="the-vishnu-room">The Vishnu Room</h1>

<blockquote><p>You know I love to make music,
But my head got wrecked by the business
Everybody wanting something from me,
They rarely ever wanna just know me.
I became the stranger no one sees.
Cut glass, I&#39;ve crawled upon my knees,
But I got eight good reasons to stick around,
Eight good reasons,
Well, maybe nine now.
(<em>Lo sapete, io amo fare musica</em>
<em>Ma la mia testa è stata schiacciata dall&#39;industria</em>
<em>Tutti vogliono qualcosa da me</em>
<em>Raramente vogliono davvero conoscermi</em>
<em>Sono diventata l&#39;estraneo che nessuno vede</em>
<em>Mi sono inginocchiato sui vetri rotti</em>
<em>Ma ho otto buoni motivi per continuare a vivere</em>
<em>Otto buoni motivi</em>
<em>Beh, forse ora nove</em>)
Sinéad O&#39;Connor – 8 Good Reasons</p></blockquote>

<p><em>How About I Be Me?</em> fu un successo, con recensioni positive e ottime vendite, ma la vita personale di Sinéad sembrava costantemente fuori controllo. Nonostante ciò, in qualche modo Sinéad fu capace di organizzarsi e realizzare un altro album nel 2014, anche questo con John Reynolds. Inizialmente intitolato <em>The Vishnu Room</em>, Sinéad cambiò poi il nome in <em>I&#39;m the Boss, not the Bossy</em> per sensibilizzare sulla campagna linguistica femminista di <em>Ban the Bossy</em>, in voga nel Regno Unito in quegli anni.</p>

<p>Personalmente è tra i peggiori lavori della cantante, un tentativo da parte sua di sperimentare con il country e il blues. In alcuni brani l&#39;esperimento riesce, come <em>Dense Water, Deeper Down</em>, ma per il resto non ho trovato nulla di memorabile se non il trio di <em>8 Good Reasons</em>, <em>Take Me to Church</em> e <em>Where Have You Been?</em>. Da citare anche l&#39;apertura del disco <em>How About I Be Me</em>, il brano appunto scartato per qualche ragione dall&#39;album precedente.</p>

<h1 id="la-fine">La fine</h1>

<p>Anche questa volta, di nuovo, la vita di Sinéad assunse le forme di un&#39;imprevedibile montagna russa. I concerti dell&#39;album tra il 2014 e il 2015 furono ottimi, lasciando presagire, finalmente, un proseguimento stabile per la carriera di Sinéad, ma anche questa volta non fu così.</p>

<p>Nel 2015, Sinéad subì un&#39;isterectomia, operazione che, stando a lei, le procurò un vero e proprio collasso psicologico. Quel che ne seguì è ben documentato dai giornali scandalistici, ma, in sostanza, tolte alcune eccezioni, Sinéad non mise piede su un palco o in uno studio di registrazione per oltre quattro anni, l&#39;allontanamento più lungo dalla musica di tutta la sua carriera.</p>

<p>Nel 2019, Sinéad (che paradossalmente grazie ai continui scandali di quegli anni non era sparita) annunciò di essersi convertita all&#39;islam, generando reazioni che andavano dall&#39;euforia alla vera e propria lapidazione. Purtroppo Sinéad in vita non ha prodotto alcuna testimonianza artistica riguardo questa sua scelta, ma in ogni caso per chiunque conoscesse un minimo la sua discografia e vita privata, si ci può ben presto rendere conto di come sia stata una scelta, in qualche modo, “naturale” per lei. Fortunatamente, in questo lasso di tempo i concerti ripresero e non furono nemmeno niente male. Sinéad, anzi, Shuhada sembrava ora essere tornata di nuovo, ma l&#39;abbattersi del COVID, ancora una volta, l&#39;allontanò dalla musica, ma questa volta le permise anche di scrivere le sue memorie, chiamate semplicemente <em>Rememberings</em>, fonte per molte delle informazioni di questa monografia, ma purtroppo con enormi buchi (motivati da lei come “ero troppo strafatta di canne per ricordare”) dal 1994 in poi. Medesima sorte per il documentario <em>Nothing Compares</em>, incentrato esclusivamente sulla Sinéad del 1987-1992, ignorando completamente tutto ciò che aveva realizzato dopo. Queste due opere, unite ad interviste per grossi giornali, monografie e numerosissime rivalutazioni, sembravano inaugurare una nuova giovinezza per la cantautrice, ma ecco abbattersi su di lei un&#39;altro flagello, questa volta insuperabile: il suicidio del suo terzo figlio, che Sinéad nelle sue memorie aveva senza grossi giri di parole descritto come il suo prediletto.</p>

<p>Per tutto il 2022, Sinéad scompare, mentre agli inizi del 2023 riprende timidamente la sua attività sui social network. A marzo viene premiata per <em>I Do Not Want What I Haven&#39;t Got</em>, e si presenta alla cerimonia truccata, con l&#39;hijab e con un enorme dito medio in reazione alle domande dei giornalisti. È tornata, di nuovo, ma questa volta è veramente l&#39;ultima.</p>

<p>Sinéad O&#39;Connor viene ritrovata senza vita nel suo appartamento di Londra il 26 luglio 2023, nella stessa città dove tutta la sua carriera era iniziata. Alla notizia della sua morte, tutte le radio irlandesi riproducono <em>Nothing Compares 2 U</em> ed encomi arrivano da tutto il mondo della musica. Viene sepolta con il suo nome di battesimo e sulla sua bara viene posta una sua foto di una lei 20enne e spensierata, con la sua testa rasata (forse l&#39;unica costante di tutta la sua travagliata carriera) e il suo meraviglioso sorriso.</p>

<p>Nello stesso anno sono morti <strong>Andy Rourke</strong> (bassista dei suoi primi due album) e <strong>Shane MacGowan</strong>, altro cantante irlandese, dalla vita perfino più travagliata di Sinéad, con il quale nel 1995 aveva duettato per il singolo <em>Haunted</em>:</p>

<blockquote><p>You got a way of walking,
You got a way of talking.
And there&#39;s somethig about you
And now I know I never ever
Want to be without you
I want to be haunted by the ghost
Of your preciou love
(<em>Hai un modo di camminare.</em>
<em>Hai un modo di parlare.</em>
<em>E c&#39;è qualcosa di te</em>
<em>E ora so che mai e poi mai</em>
<em>Vorrò stare senza di te</em>
<em>Voglio essere perseguitato dal fantasma</em>
<em>Del tuo amore prezioso</em>)
Shane MacGowan e Sinéad O&#39;Connor – Haunted</p></blockquote>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/c6a394f69-21cf85/OeWh8TNBSLrn/r8KKGpFEnwMPb0qv4DnkCCB51gH3d19AGUFbgigX.jpg" alt="BP Fallon (Olanda 1988)"></p>

<h1 id="perché-nulla-è-andato-perso">Perché nulla è andato perso</h1>

<p>A questo punto si possono iniziare a tirare le conclusioni sulla musica e l&#39;arte di Sinéad O&#39;Connor, una cantautrice totalmente multiforme eppure solidissima nella sua base che provocatoriamente si potrebbero rendere come Dio, Patria e Famiglia. Ciò ovviamente parrebbe assurdo: Sinéad aveva preso fin dal principio posizioni che oggi considereremo progressiste ma che all&#39;epoca erano viste come quasi radicali e come tali contrastate, eppure queste idee si sono materializzate in una perfetta sintesi. Sinéad era favorevole al divorzio (ha avuto quattro mariti diversi) e all&#39;aborto, ma considerava la famiglia come il pilastro della sua esistenza; era una progressista estremamente tollerante verso le altre culture, eppure aveva messo sempre in primo piano il suo nazionalismo irlandese; aveva infranto ogni singola legge, scritta o non scritta, sulla religione cattolica, però nessuno avrebbe mai osato mettere in dubbio la sua fede. Un articolo di qualche mese fa, precedente la sua morte, considerava Sinéad come la più cristiana e religiose delle figure nonostante la sua esplicita opposizione allo stato delle cose, una moderna San Francesco, o, come sarebbe piaciuto a lei, una Giovanna d&#39;Arco.</p>

<p>Ciò che è sicuro è questa “fluidità” nella religione, nell&#39;etnia e nella sessualità andava di pari passo con la sua musica: sempre variegata, per genere stile e tematiche, ma saldamente legata alla sua voce, quella che lei, sempre in maniera religiosa, vedeva come il suo unico vero talento, il suo strumento di preghiera e la sua missione divina. Lo scopo della sua vita è sempre stato quello di cantare, e nonostante tutti i problemi, le disgrazie, le tragedie, le (tantissime) cadute e le (tantissime) rialzate, lo ha sempre fatto perfettamente.</p>

<p>Questa era una monografia su Sinéad O&#39;Connor, la più grande cantante di tutti i tempi.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/diedammerung/perche-ce-una-luce-che-non-si-spegnera-mai-sinead-oconnor</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Apr 2024 11:26:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>I miei videogiochi preferiti</title>
      <link>https://noblogo.org/diedammerung/i-miei-videogiochi-preferiti</link>
      <description>&lt;![CDATA[Classifica, assolutamente personale ed in espansione, dei miei videogiochi preferiti.&#xA;!--more--&#xA;Attenzione!&#xA;Breve introduzione prima di cimentarsi nella lettura:&#xA;Se un videogioco non è presente, o non mi è piaciuto o, semplicemente non l&#39;ho mai giocato!&#xA;La classifica è basata sui gusti personali;&#xA;Ci sono tanti altri videogiochi che ho giocato anche per più tempo e con più frequenza di quelli sottostanti, ma non li ho inseriti perché non hanno un altrettanto impatto su di me;&#xA;Ho evitato di inserire più di un gioco per serie onde evitare di rendere il testo un continuo &#34;ma rispetto al seguito/predecessore è meglio/peggio&#34;.&#xA;1) Ultima IV Quest of the Avatar&#xA;Copertina Ultima IV&#xA;A dir poco &#34;leggendario&#34; con i suoi 40 anni di anzianità, Ultima IV deve la sua fama e popolarità per aver introdotto nei videogiochi un mondo di gioco aperto e ben delimitato, con un nome (Britannia), una storia, degli insediamenti e per averlo reso completamente esplorabile via terra, via mare e, perfino, via aria, in un periodo dove il videogioco di ruolo era ancora perlopiù relegato all&#39;esplorazione in soggettiva di anguste e claustrofobiche segrete. Ma l&#39;elemento più importante e realmente inedito fu il sistema di &#34;Karma&#34; e moralità, all&#39;epoca ancora acerbo, ma che per la prima volta imponeva delle condizioni morali al giocatore, che andavano dal non rubare al non uccidere, con delle forti implicazioni su tutto il genere e i videogiochi in generale. L&#39;impatto di Ultima IV nel all&#39;epoca, minuscola, comunità di videogiocatori e informatici appassionati fu tale che forse proprio il concetto di &#34;Avatar&#34;, intesa come l&#39;identità virtuale di un qualsiasi utente di internet, pare aver posto le sue radici proprio con Ultima IV. Ultimo videogioco sviluppato in solitaria da Richard Garriott, Ultima IV fu forse anche l&#39;inizio della fine della produzione &#34;artigianale&#34; a discapito di una direzione sempre più industriale e collaborativa, che avrebbe visto videogiochi dai valori produttivi sempre più elevati.&#xA;2) Sid Meier&#39;s Alpha Centauri&#xA;Copertina Sid Meier&#39;s Alpha Centauri&#xA;Spin-off/seguito di Civilization III, Sid Meier&#39;s Alpha Centauri è un vero e proprio monumento. Testimonianza di come il futuro fosse percepito nel 1999, Alpha Centauri proietta l&#39;umanità nell&#39;omonimo sistema solare alle prese con la possibilità di poter realizzare una nuova visione dell&#39;esistenza quasi prossima alla trascendenza. Oltre a possedere una delle narrazioni più geniali della storia (mesi fa dedicai un intero articolo solo su di essa), Alpha Centauri presenta delle meccaniche di gioco incredibilmente avanzate e curate, come la gestione del cambiamento climatico o dei satelliti, assenti o mutilate nel seguito Beyond Earth rilasciato 15 anni dopo. L&#39;esperienza moderna di Alpha Centauri, rovinata solamente da un&#39;interfaccia (già all&#39;epoca) molto discutibile, è ancora magnifica, unica nel suo genere e incredibilmente stimolante a tal punto che ancora oggi si organizzano tornei online o si discute sugli incredibili svolti narrativi della sua trama.&#xA;3) System Shock&#xA;Copertina System Shock&#xA;Essenzialmente il miglior FPS mai realizzato, System Shock persiste, dopo quasi 30 anni, sostanzialmente imbattuto, e con un impatto sull&#39;industria difficilmente quantificabile. Tecnologicamente superiore a tutti i suoi contemporanei, basti pensare che, System Shock, così come il suo &#34;predecessore&#34; Ultima Underworld, permetteva di muovere la visuale verticale e orizzontale, contro l&#39;obbligatorietà orizzontale di Doom e Wolfenstein 3D. Si potrebbe controbattere che questo grandissimo risultato fu ottenuto con un&#39;interfaccia ancora rudimentale e lontana anni luce dalla velocità garantita dai due capolavori di Id Software (in fondo, esisteva ed esiste un solo John Carmack sulla faccia della terra), ma System Shock non era un banale &#34;Doom-like&#34;, ma un vero e proprio FPS Tattico: coperture, ricariche, tantissime granate, abilità (sotto forma di innesti cibernetici) e persino delle sezioni di un molto arcaico e approssimato &#34;parkour&#34;, con livelli ad impostazione addirittura verticale (una rarità perfino per i giorni nostri). Ma ovviamente la caratteristica principale di System Shock, e che lo portò alla notorietà, fu la sua sperimentazione della narrazione ambientale. Scrivo &#34;sperimentazione&#34; perché l&#39;origine di tale tecnica narrativa si deve a Project Firestart (al contrario di come espresso dallo stesso Spector), ma è indubbio che il cuore pulsante di System Shock e della sua storia sia la presenza di S.H.O.D.A.N doppiata da Terri Brosius in una delle prime memorabili interpretazioni di doppiaggio della storia dei videogiochi. La trama di System Shock né allora né oggi vincerebbe il premio per qualità e originalità, ma la sua profondità e narrazione (basti pensare agli Audiolog, introdotti proprio con System Shock) si scontravano profondamente con il mantra che girava all&#39;epoca nel genere &#34;La trama in un videogioco [FPS] è come quella di un film porno, ci si aspetta che ci sia ma, non è così importante&#34;. L&#39;eredità di System Shock è ancora visibile oggi sia indirettamente che direttamente, come dimostrato dall&#39;ultimo remake rilasciato dopo uno sviluppo a dir poco biblico da parte di Nightdive Studios, in un&#39;operazione che alla fine, personalmente, non ha dimostrato come l&#39;opera del 1994 di Looking Glass fosse futuristica e avveniristica nell&#39;anno del suo rilascio.&#xA;4) Homeworld: Cataclysm&#xA;Copertina Homeworld Cataclysm&#xA;Homeworld: Cataclysm rientra nella categoria dei videogiochi concepiti inizialmente come semplici espansioni ma poi divenuti titoli a sé stanti. Realizzato da Barking Dog Studios, Cataclysm praticamente risolveva i (già pochi) difetti di Homeworld, con delle trovate geniali purtroppo non ripescate dal suo diretto seguito: Caccia capaci di combinarsi per formare corvette, micro-astronavi capaci di disabilitare corazzate e un nemico capace di prendere il controllo di qualsiasi nostro vascello in un&#39;istante, questi e altri elementi rendono il gameplay di Cataclysm molto più profondo, divertente e appagante di tutti gli altri capitoli della serie. Dal punto di vista della trama e della narrazione, Cataclysm sostituisce l&#39;epica del predecessore un&#39;atmosfera di orrore e disperazione, con uno dei più grandi doppiaggi della storia dei videogiochi. In sostanza, un videogioco straordinario, purtroppo letteralmente dimenticato e abbandonato (il suo codice sorgente pare sia stato perfino irreparabilmente perso), se non perfino umiliato, visto che il suo nome, per questione di diritto d&#39;autore terze, è stato cambiato da &#34;Cataclysm&#34; al più stravagante &#34;Emergence&#34;.&#xA;5) Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty&#xA;Copertina Metal Gear Solid 2&#xA;Difficile descrivere a parole cosa sia Metal Gear Solid 2. Odiato al suo rilascio per delle questioni oggi a dir poco assurde, MGS2 fu alla fine totalmente rivalutato con il passare degli anni e la crescita del suo pubblico. Una totale rivoluzione rispetto al suo predecessore, agli ambienti &#34;vasti&#34; di una base militare in Alaska, Kojima Production sostituisce con spazi sì chiusi e claustrofobici, ma magistralmente progettati con un intelligenza artificiale così variegata da far impallidire molte produzioni odierne. Se non forse per dei controlli pessimi e una continua ripetizione degli ambienti di gioco (forse dovuti anche a una feroce censura post 11 settembre), MGS2 avrebbe forse ambito al podio se non al primo posto, ma in ogni caso non deve preoccuparsi, poiché la qualità e l&#39;intelligenza della sua trama e della narrazione lo rendono un capolavoro definitivo, più attuale e comprensibile oggi rispetto alla sua originale data di rilascio. &#xA;6) Disco Elysium&#xA;Copertina Disco Elysium&#xA;Uscito letteralmente dal nulla, nella sorpresa e stupore generale, Disco Elysium fu capace di conquistare il titolo di &#34;Miglior RPG ad essere mai stato scritto&#34;, scavalcando Planescape Torment, venerato fin dalla sua uscita come la &#34;Divina Commedia dei videogiochi&#34;, come se si trattasse di romanzetto, mettendo in crisi tutti i primati precedentemente acquisiti anche da mostri sacri e colossi come i Fallout, i Baldur&#39;s Gate, gli Ultima, i Wizardry e, in generale, tutti gli RPG e i videogiochi con un&#39;ampio e complesso elemento testuale e narrativo. Il tutto, come detto prima, raggiunto da un gruppo di artisti completamente estranei all&#39;industria dei videogiochi. A rendere Disco Elysium così geniale, sono i dialoghi (scritti in tutti i registri possibile dell&#39;inglese, con riferimenti all&#39;italiano, al russo, al francese, al tedesco e perfino al greco antico!), l&#39;ambientazione e il carisma innato di ognuno dei suoi personaggi. Il sistema dei &#34;pensieri&#34; e delle abilità (nel gioco dei personaggi veri e propri!) sono delle trovate ludiche assolutamente inconcepibili prima del rilascio di Disco Elysium e pare lo saranno per ancora molto tempo, visto lo stordimento generale che l&#39;opera di ZA/UM (il cui nome proviene da Заумь, la scuola futurista russa) ha lasciato sull&#39;intero settore, se non sul concetto di videogioco stesso. &#xA;7) Deus Ex&#xA;Copertina Deus Ex&#xA;Sogno nel cassetto di Warren Spector, Deus Ex è stata la sintesi e l&#39;ultima fatica di una filosofia di sviluppo (nata quasi un decennio prima con Ultima Underworld e System Shock), e che proprio con Deus Ex prese la parola definitiva di Immersive sim. Se però gli esponenti futuri del genere personalmente hanno sempre più teso per una concezione ruolistica o &#34;furtiva&#34;, Deus Ex è rimasto unico per come permetta al giocatore di passare dall&#39;azione più frenetica dove ogni regola e permessa a sezioni che consigliano (senza mai imporre!) un approccio più cauto e ragionato, senza però mai dare alcun svantaggio al giocatore. La trama di Deus Ex può oggi considerarsi immatura, ma il fascino della sua ambientazione e la sua realizzazione cupa, quasi post-apocalittica, del cyberpunk, lo rendono ancora una pietra miliare e un capolavoro eterno.&#xA;8) Freespace 2 Open&#xA;Copertina Freespace 2&#xA;Seguito di un capitolo che, al suo rilascio, fu già giudicato sorprendete e maestoso, Freespace 2 era ed è ancora oggi semplicemente immenso. Solo la portata delle sue battaglie spaziali è capace di annichilire tutti i titoli concorrenti, ma a ciò consegue anche delle meccaniche di gioco che garantiscono una grande libertà di azione e struttura narrativa &#34;militaresca&#34; geniale e spettacolare nella sua voluta freddezza. Rispetto a Wing Commander mancano i momenti realmente epici e gli attori in gioco (per il tono già descritto sopra) appaiono distanti e anonimi, ma il vero motivo per il quale ho voluto posizionarlo sopra Wing Commander IV è per la sua enorme comunità, che da più di 20 anni si occupa di mantenere e aggiornare il codice sorgente, rilasciato dalla defunta Volition Inc. a seguito delle vendite disastrose del titolo. Ciò ha portato al rilascio a sua volta di numerosissime modifiche, videogiochi a sé stanti ed espansioni delle capacità ludiche del titolo, a dimostrazione della supremazia assoluta e soggettiva dei videogiochi per pc e a codice aperto.&#xA;9) Wing Commander IV: The Price of Freedom&#xA;Copertina Wing Commander IV&#xA;Al momento del suo rilascio, Wing Commander IV si trovava nella difficile situazione di mandare avanti la serie, dopo che il precedente capitolo aveva posto fine al conflitto tra Umani e Kilrathi, soggetto e motivo di esistenza della serie stessa. Con grande ingegno, Chris Roberts (che per questo capitolo si ridusse a scrivere la trama e a curare la regia, lasciando lo sviluppo al ben più talentuoso Anthony Morone) decise allora di riassumere tutto con la massima &#34;Qual è il prezzo della libertà?&#34;, in una narrativa sempre vittima della scarsa preparazione dei suoi autori, ma comunque superiore alla media del periodo. Ad amalgamare il tutto si trovano le solite meccaniche di gioco della serie, migliorate in tutto e con un lato tecnico che, tolto l&#39;abbandono degli abitacoli delle astronavi per questioni di tempo, era al passo coi tempi se non oltre.&#xA;10) Fallout 2&#xA;Fallout 2&#xA;Rilasciato subito dopo il suo predecessore, Fallout 2 era il notevole miglioramento di un gioco di sé già quasi perfetto, divenendo fin da subito uno dei più grandi giochi di ruolo di tutti i tempi. A consegnarlo all&#39;immortalità sono state le missioni secondarie dense e profonde, la gestione dei rapporti con i singoli insediamenti e una lore e una trama a dir poco esplosive, con un&#39;atmosfera seriosa e drammatica che i futuri capitoli della serie avrebbero, purtroppo, inevitabilmente perso. &#xA;11) Prey (2017)&#xA;Copertina Prey&#xA;Orrendamente criticato, se non odiato, da critica e pubblico, Prey potrebbe tranquillamente definirsi come il videogioco più sottovalutato e peggio recensito della storia dei videogiochi. Dato in pasta alla critica con paragoni assurdi e ridicoli, Prey ne usci con le ossa distrutte, vendite catastrofiche e perfino qualche posizione alta nella classifica dei peggiori giochi dell&#39;anno di determinate riviste &#34;specializzate&#34;. Tutte queste &#34;critiche&#34; possono essere tranquillamente smentite già solo parlando dell&#39;ambientazione del titolo: Talos I, una stazione spaziale realizzata con dei principi architettonici plausibili, in scala e con degli stili estetici che rimbalzano tra 4 epoche differenti. Già solo il connubio geniale tra realismo e giocabilità di determinate sezioni di Talos I farebbero rimbalzare Prey sulle primissime posizioni dei più grandi videogiochi del 21esimo secolo, e non ho ancora citato la trama, la narrazione (fortunatamente almeno il colpo di scena iniziale è stato notato da tutti) e il messaggio finale del titolo. Il cannone GLOO è ancora attualmente l&#39;unico strumento capace di modificare il layout dei livelli senza &#34;romperne&#34; la giocabilità offerto a disposizione dei giocatori e i Mimic, con la loro capacità di prendere le sembianze di qualsiasi oggetto presente in gioco, sono ancora incredibili nella loro realizzazione dopo quasi 7 anni di distanza. &#xA;12) Halo 2&#xA;Copertina Halo 2&#xA;Senza ombra di dubbio frutto del più travagliato sviluppo della storia dei videogiochi, spesso è più facile dire cosa non sia successo negli studi di Bungie tra il 2001 e il 2004, mentre erano impegnati nella realizzazione di Halo 2. Sorprendentemente, nonostante i tremendi tagli e gli enormi sacrifici (senza esagerare, si può dire che circa 3/5 del progetto originale di Halo 2 siano stati cancellati nel corso dello sviluppo), il risultato finale è stato uno dei più grandi FPS di tutti i tempi il cui unico difetto è un finale troppo cliffhanger e deludente (sempre frutto dei tagli sopracitati). L&#39;elemento che rende unico Halo 2 in questa classifica è stato il suo enorme impatto sul mercato videoludico: se l&#39;intero medium è passato dal valere qualche miliardo ad inizio 2000 a più di un trilione oggi, è anche grazie all&#39;impatto che il multigiocatore di Halo 2 ebbe sulla vita di milioni di persone. Non era nulla di nuovo né il migliore sulla piazza, ma nessuno prima di allora era riuscito nell&#39;intento di renderlo così accessibile e di &#34;massa&#34;, inaugurando una tendenza che da lì a poco avrebbe portato al decennio di monopolio delle console (2005 - 2015) proprio grazie alla diffusione e accessibilità dei loro videogiochi multiplayer.&#xA;13) Company of Heroes&#xA;Copertina Company of Heroes&#xA;Forse il primo videogioco della mia vita, Company of Heroes fu accolto con immane sorpresa dagli appassionati di strategici in tempo reale: al paradigma che prevedeva più un&#39;ottimizzazione dei tempi repentina che una reale strategia, Company of Heroes si presentò precipitosamente con una vera e propria nuova mentalità. Le unità schierate dovevano avere coperture per resistere al fuoco nemico, potevano andare nel panico se soverchiate e i mezzi corazzati non potevano essere scalfiti dalle armi convenzionali. Tutto questo condito da una delle più incredibili realizzazioni tecniche del suo tempo (la distruttibilità di certi ambienti è tranquillamente considerabile ancora attuale) e una campagna ricca di pathos. &#xA;14) ICO&#xA;Copertina ICO&#xA;Da molti (ma non dal sottoscritto) considerato come il primo videogioco &#34;artistico&#34;, ICO fu sicuramente anche l&#39;ideatore del cosiddetto &#34;minimalismo videoludico&#34;, dove ogni elemento di gioco, dall&#39;interfaccia alle musiche, allo stile artistico fino perfino alle schermate del menu, erano state ridotto al minimo indispensabile, forse anche troppo come confidato dagli stessi sviluppatori. Non il primo né il miglior esponente dei videogiochi a rompicapo, né la più grande delle avventure, ICO merita un posto in questa classifica solo per la sua filosofia peculiare di gioco e un&#39;atmosfera a dir poco irriproducibile in nessun&#39;altra forma.&#xA;15) Metro Exodus&#xA;Copertina Metro Exodus&#xA;Mutilato da una delle peggiori decisioni di commercializzazione della storia dei videogiochi poiché relegato per un anno sul terribile Epic Games Store, Metro Exodus meritava molto di più che qualche 8 o addirittura 7 lasciato dalla critica. Probabilmente recensito in fretta e furia e subito &#34;bocciato&#34; per la sua (voluta) rigidità e macchinosità, Metro Exodus si è rivelato essere una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera da videogiocatore: la realizzazione sublime di una Russia post-apocalittica nel corso di quattro stagioni, una campagna costituita da due monumentali (in termini qualitativi) sessioni semi-aperte e uno dei finali più emozionanti e adrenalinici al quale abbia mai assistito. Gli unici, grossi, nei di questo mancato capolavoro definitivo sono una I.A. deficitaria e una assenza di reale varietà tra nemici mutanti e armi riciclate e ripetute all&#39;infinito.&#xA;16) Star Control II&#xA;Copertina Star Control II&#xA;Probabilmente il videogioco più influente di tutti i tempi, è difficile non trovare uno sviluppatore che non abbia confidato di aver giocato, amato e finito innumerevoli volte Star Control 2. Seguito di un &#34;semplice&#34; simulatore arcade di battaglie spaziali, Star Control 2 introduceva una galassia completamente esplorabile, pianeti dove atterrare, guerre intergalattiche e una delle storie più umoristiche e assurde dell&#39;intero medium. Non è invecchiato benissimo, ma già solo dai primi minuti di gioco si ci può rendere conto come un quantitativo a dir poco sterminato di altri titoli abbiano preso ispirazione da questa avventura.&#xA;17) I-War&#xA;Copertina I-War&#xA;Uno dei più grandi ma purtroppo sconosciuti traguardi tecnici della storia dei videogiochi, I-War, noto anche come Independence War deve la sua piccola fama per essere uno dei primi videogiochi a poter vantare una simulazione (semi)realistica e newtoniana. Nato inizialmente come simulatore che doveva rivaleggiare con Elite tramite una galassia ugualmente vasta ed esplorabile, fu alla fine &#34;ridotto&#34; ad un simulatore di corvette, mentre il restante dell&#39;industria era rimasto a simulatori arcade di caccia. La qualità della simulazione era tale che I-War può vantare perfino delle missioni &#34;rompicapo&#34; basate proprio sulla fisica! Personalmente il videogioco con l&#39;interfaccia grafica più giocosa, utile e meglio realizzata, Independence War paga purtroppo un terribile problema tecnico che ne ha mutilato la giocabilità sui moderni sistemi operativi, mentre nulla potrà mai risolvere il problema di una delle trame più stupide e sottotono del genere.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Classifica, assolutamente personale ed in espansione, dei miei videogiochi preferiti.
</p>

<h1 id="attenzione">Attenzione!</h1>

<p>Breve introduzione prima di cimentarsi nella lettura:
– Se un videogioco non è presente, o non mi è piaciuto o, semplicemente <strong>non l&#39;ho mai giocato</strong>!
– La classifica è basata sui gusti personali;
– Ci sono tanti altri videogiochi che ho giocato anche per più tempo e con più frequenza di quelli sottostanti, ma non li ho inseriti perché non hanno un altrettanto impatto su di me;
– Ho evitato di inserire più di un gioco per serie onde evitare di rendere il testo un continuo “ma rispetto al seguito/predecessore è meglio/peggio”.</p>

<h1 id="1-ultima-iv-quest-of-the-avatar">1) Ultima IV Quest of the Avatar</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/3703994-ultima-iv-quest-of-the-avatar-apple-ii-front-cover.jpg" alt="Copertina Ultima IV">
A dir poco “leggendario” con i suoi 40 anni di anzianità, Ultima IV deve la sua fama e popolarità per aver introdotto nei videogiochi un mondo di gioco aperto e ben delimitato, con un nome (Britannia), una storia, degli insediamenti e per averlo reso completamente esplorabile via terra, via mare e, perfino, via aria, in un periodo dove il videogioco di ruolo era ancora perlopiù relegato all&#39;esplorazione in soggettiva di anguste e claustrofobiche segrete. Ma l&#39;elemento più importante e realmente inedito fu il sistema di “Karma” e moralità, all&#39;epoca ancora acerbo, ma che per la prima volta imponeva delle condizioni morali al giocatore, che andavano dal non rubare al non uccidere, con delle forti implicazioni su tutto il genere e i videogiochi in generale. L&#39;impatto di Ultima IV nel all&#39;epoca, minuscola, comunità di videogiocatori e informatici appassionati fu tale che forse proprio il concetto di “Avatar”, intesa come l&#39;identità virtuale di un qualsiasi utente di internet, pare aver posto le sue radici proprio con Ultima IV. Ultimo videogioco sviluppato in solitaria da Richard Garriott, Ultima IV fu forse anche l&#39;inizio della fine della produzione “artigianale” a discapito di una direzione sempre più industriale e collaborativa, che avrebbe visto videogiochi dai valori produttivi sempre più elevati.</p>

<h1 id="2-sid-meier-s-alpha-centauri">2) Sid Meier&#39;s Alpha Centauri</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/4024341-sid-meiers-alpha-centauri-windows-front-cover.jpg" alt="Copertina Sid Meier&#39;s Alpha Centauri">
Spin-off/seguito di Civilization III, Sid Meier&#39;s Alpha Centauri è un vero e proprio monumento. Testimonianza di come il futuro fosse percepito nel 1999, Alpha Centauri proietta l&#39;umanità nell&#39;omonimo sistema solare alle prese con la possibilità di poter realizzare una nuova visione dell&#39;esistenza quasi prossima alla trascendenza. Oltre a possedere una delle narrazioni più geniali della storia (mesi fa dedicai un intero articolo solo su di essa), Alpha Centauri presenta delle meccaniche di gioco incredibilmente avanzate e curate, come la gestione del cambiamento climatico o dei satelliti, assenti o mutilate nel seguito Beyond Earth rilasciato 15 anni dopo. L&#39;esperienza moderna di Alpha Centauri, rovinata solamente da un&#39;interfaccia (già all&#39;epoca) molto discutibile, è ancora magnifica, unica nel suo genere e incredibilmente stimolante a tal punto che ancora oggi si organizzano tornei online o <a href="https://paeantosmac.wordpress.com/" rel="nofollow">si discute sugli incredibili svolti narrativi della sua trama</a>.</p>

<h1 id="3-system-shock">3) System Shock</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/8522531-system-shock-dos-front-cover.jpg" alt="Copertina System Shock">
Essenzialmente il miglior FPS mai realizzato, System Shock persiste, dopo quasi 30 anni, sostanzialmente imbattuto, e con un impatto sull&#39;industria difficilmente quantificabile. Tecnologicamente superiore a tutti i suoi contemporanei, basti pensare che, System Shock, così come il suo “predecessore” Ultima Underworld, permetteva di muovere la visuale verticale e orizzontale, contro l&#39;obbligatorietà orizzontale di Doom e Wolfenstein 3D. Si potrebbe controbattere che questo grandissimo risultato fu ottenuto con un&#39;interfaccia ancora rudimentale e lontana anni luce dalla velocità garantita dai due capolavori di Id Software (in fondo, esisteva ed esiste un solo John Carmack sulla faccia della terra), ma System Shock non era un banale “Doom-like”, ma un vero e proprio FPS Tattico: coperture, ricariche, tantissime granate, abilità (sotto forma di innesti cibernetici) e persino delle sezioni di un molto arcaico e approssimato “parkour”, con livelli ad impostazione addirittura verticale (una rarità perfino per i giorni nostri). Ma ovviamente la caratteristica principale di System Shock, e che lo portò alla notorietà, fu la sua sperimentazione della <strong>narrazione ambientale</strong>. Scrivo “sperimentazione” perché l&#39;origine di tale tecnica narrativa si deve a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=b8UJamK45o4" rel="nofollow">Project Firestart</a> (<a href="https://www.pcgamer.com/warren-spector-says-his-major-contribution-to-system-shock-was-to-stop-it-many-times-from-getting-killed/" rel="nofollow">al contrario di come espresso dallo stesso Spector</a>), ma è indubbio che il cuore pulsante di System Shock e della sua storia sia la presenza di S.H.O.D.A.N doppiata da Terri Brosius in una delle prime memorabili interpretazioni di doppiaggio della storia dei videogiochi. La trama di System Shock né allora né oggi vincerebbe il premio per qualità e originalità, ma la sua profondità e narrazione (basti pensare agli Audiolog, introdotti proprio con System Shock) si scontravano profondamente con il mantra che girava all&#39;epoca nel genere “La trama in un videogioco [FPS] è come quella di un film porno, ci si aspetta che ci sia ma, non è così importante”. L&#39;eredità di System Shock è ancora visibile oggi sia indirettamente che direttamente, come dimostrato dall&#39;ultimo remake rilasciato dopo uno sviluppo a dir poco biblico da parte di Nightdive Studios, in un&#39;operazione che alla fine, personalmente, non ha dimostrato come l&#39;opera del 1994 di Looking Glass fosse futuristica e avveniristica nell&#39;anno del suo rilascio.</p>

<h1 id="4-homeworld-cataclysm">4) Homeworld: Cataclysm</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/4142903-homeworld-cataclysm-windows-front-cover.jpg" alt="Copertina Homeworld Cataclysm">
Homeworld: Cataclysm rientra nella categoria dei videogiochi concepiti inizialmente come semplici espansioni ma poi divenuti titoli a sé stanti. Realizzato da Barking Dog Studios, Cataclysm praticamente risolveva i (già pochi) difetti di Homeworld, con delle trovate geniali purtroppo non ripescate dal suo diretto seguito: Caccia capaci di combinarsi per formare corvette, micro-astronavi capaci di disabilitare corazzate e un nemico capace di prendere il controllo di qualsiasi nostro vascello in un&#39;istante, questi e altri elementi rendono il gameplay di Cataclysm molto più profondo, divertente e appagante di tutti gli altri capitoli della serie. Dal punto di vista della trama e della narrazione, Cataclysm sostituisce l&#39;epica del predecessore un&#39;atmosfera di orrore e disperazione, con uno dei più grandi doppiaggi della storia dei videogiochi. In sostanza, un videogioco straordinario, purtroppo letteralmente dimenticato e abbandonato (il suo codice sorgente pare sia stato perfino irreparabilmente perso), se non perfino umiliato, visto che il suo nome, per questione di diritto d&#39;autore terze, è stato cambiato da “Cataclysm” al più stravagante “Emergence”.</p>

<h1 id="5-metal-gear-solid-2-sons-of-liberty">5) Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/3990598-metal-gear-solid-2-sons-of-liberty-playstation-2-front-cover.jpg" alt="Copertina Metal Gear Solid 2">
Difficile descrivere a parole cosa sia Metal Gear Solid 2. Odiato al suo rilascio per delle questioni oggi a dir poco assurde, MGS2 fu alla fine totalmente rivalutato con il passare degli anni e la crescita del suo pubblico. Una totale rivoluzione rispetto al suo predecessore, agli ambienti “vasti” di una base militare in Alaska, Kojima Production sostituisce con spazi sì chiusi e claustrofobici, ma magistralmente progettati con un intelligenza artificiale così variegata da far impallidire molte produzioni odierne. Se non forse per dei controlli pessimi e una continua ripetizione degli ambienti di gioco (forse dovuti anche a una feroce censura post 11 settembre), MGS2 avrebbe forse ambito al podio se non al primo posto, ma in ogni caso non deve preoccuparsi, poiché la qualità e l&#39;intelligenza della sua trama e della narrazione lo rendono un capolavoro definitivo, più attuale e comprensibile oggi rispetto alla sua originale data di rilascio.</p>

<h1 id="6-disco-elysium">6) Disco Elysium</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/11267408-disco-elysium-the-final-cut-stadia-front-cover.jpg" alt="Copertina Disco Elysium">
Uscito letteralmente dal nulla, nella sorpresa e stupore generale, Disco Elysium fu capace di conquistare il titolo di “Miglior RPG ad essere mai stato scritto”, scavalcando Planescape Torment, venerato fin dalla sua uscita come la “Divina Commedia dei videogiochi”, come se si trattasse di romanzetto, mettendo in crisi tutti i primati precedentemente acquisiti anche da mostri sacri e colossi come i Fallout, i Baldur&#39;s Gate, gli Ultima, i Wizardry e, in generale, tutti gli RPG e i videogiochi con un&#39;ampio e complesso elemento testuale e narrativo. Il tutto, come detto prima, raggiunto da un gruppo di artisti completamente estranei all&#39;industria dei videogiochi. A rendere Disco Elysium così geniale, sono i dialoghi (scritti in tutti i registri possibile dell&#39;inglese, con riferimenti all&#39;italiano, al russo, al francese, al tedesco e perfino al greco antico!), l&#39;ambientazione e il carisma innato di ognuno dei suoi personaggi. Il sistema dei “pensieri” e delle abilità (nel gioco dei personaggi veri e propri!) sono delle trovate ludiche assolutamente inconcepibili prima del rilascio di Disco Elysium e pare lo saranno per ancora molto tempo, visto lo stordimento generale che l&#39;opera di ZA/UM (il cui nome proviene da Заумь, la scuola futurista russa) ha lasciato sull&#39;intero settore, se non sul concetto di videogioco stesso.</p>

<h1 id="7-deus-ex">7) Deus Ex</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/5131873-deus-ex-windows-front-cover.jpg" alt="Copertina Deus Ex">
Sogno nel cassetto di Warren Spector, Deus Ex è stata la sintesi e l&#39;ultima fatica di una filosofia di sviluppo (nata quasi un decennio prima con Ultima Underworld e System Shock), e che proprio con Deus Ex prese la parola definitiva di <strong>Immersive sim</strong>. Se però gli esponenti futuri del genere personalmente hanno sempre più teso per una concezione ruolistica o “furtiva”, Deus Ex è rimasto unico per come permetta al giocatore di passare dall&#39;azione più frenetica dove ogni regola e permessa a sezioni che consigliano (senza mai imporre!) un approccio più cauto e ragionato, senza però mai dare alcun svantaggio al giocatore. La trama di Deus Ex può oggi considerarsi immatura, ma il fascino della sua ambientazione e la sua realizzazione cupa, quasi post-apocalittica, del cyberpunk, lo rendono ancora una pietra miliare e un capolavoro eterno.</p>

<h1 id="8-freespace-2-open">8) Freespace 2 Open</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/4527073-freespace-2-windows-front-cover.jpg" alt="Copertina Freespace 2">
Seguito di un capitolo che, al suo rilascio, fu già giudicato sorprendete e maestoso, Freespace 2 era ed è ancora oggi semplicemente immenso. Solo la portata delle sue battaglie spaziali è capace di annichilire tutti i titoli concorrenti, ma a ciò consegue anche delle meccaniche di gioco che garantiscono una grande libertà di azione e struttura narrativa “militaresca” geniale e spettacolare nella sua voluta freddezza. Rispetto a Wing Commander mancano i momenti realmente epici e gli attori in gioco (per il tono già descritto sopra) appaiono distanti e anonimi, ma il vero motivo per il quale ho voluto posizionarlo sopra Wing Commander IV è per la sua enorme comunità, che da più di 20 anni si occupa di mantenere e aggiornare il codice sorgente, rilasciato dalla defunta Volition Inc. a seguito delle vendite disastrose del titolo. Ciò ha portato al rilascio a sua volta di numerosissime modifiche, videogiochi a sé stanti ed espansioni delle capacità ludiche del titolo, a dimostrazione della supremazia assoluta e soggettiva dei videogiochi per pc e a codice aperto.</p>

<h1 id="9-wing-commander-iv-the-price-of-freedom">9) Wing Commander IV: The Price of Freedom</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/6047345-wing-commander-iv-the-price-of-freedom-dos-front-cover.jpg" alt="Copertina Wing Commander IV">
Al momento del suo rilascio, Wing Commander IV si trovava nella difficile situazione di mandare avanti la serie, dopo che il precedente capitolo aveva posto fine al conflitto tra Umani e Kilrathi, soggetto e motivo di esistenza della serie stessa. Con grande ingegno, Chris Roberts (che per questo capitolo si ridusse a scrivere la trama e a curare la regia, lasciando lo sviluppo al ben più talentuoso Anthony Morone) decise allora di riassumere tutto con la massima “Qual è il prezzo della libertà?”, in una narrativa sempre vittima della scarsa preparazione dei suoi autori, ma comunque superiore alla media del periodo. Ad amalgamare il tutto si trovano le solite meccaniche di gioco della serie, migliorate in tutto e con un lato tecnico che, tolto l&#39;abbandono degli abitacoli delle astronavi per questioni di tempo, era al passo coi tempi se non oltre.</p>

<h1 id="10-fallout-2">10) Fallout 2</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/5848658-fallout-2-windows-front-cover.jpg" alt="Fallout 2">
Rilasciato subito dopo il suo predecessore, Fallout 2 era il notevole miglioramento di un gioco di sé già quasi perfetto, divenendo fin da subito uno dei più grandi giochi di ruolo di tutti i tempi. A consegnarlo all&#39;immortalità sono state le missioni secondarie dense e profonde, la gestione dei rapporti con i singoli insediamenti e una lore e una trama a dir poco esplosive, con un&#39;atmosfera seriosa e drammatica che i futuri capitoli della serie avrebbero, purtroppo, inevitabilmente perso.</p>

<h1 id="11-prey-2017">11) Prey (2017)</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/2478758-prey-windows-manual.jpg" alt="Copertina Prey">
Orrendamente criticato, se non odiato, da critica e pubblico, Prey potrebbe tranquillamente definirsi come il videogioco più sottovalutato e peggio recensito della storia dei videogiochi. Dato in pasta alla critica con paragoni assurdi e ridicoli, Prey ne usci con le ossa distrutte, vendite catastrofiche e perfino qualche posizione alta nella classifica dei peggiori giochi dell&#39;anno di determinate riviste “specializzate”. Tutte queste “critiche” possono essere tranquillamente smentite già solo parlando dell&#39;ambientazione del titolo: Talos I, una stazione spaziale realizzata con dei principi architettonici plausibili, in scala e con degli stili estetici che rimbalzano tra 4 epoche differenti. Già solo il connubio geniale tra <strong>realismo</strong> e <strong>giocabilità</strong> di determinate sezioni di Talos I farebbero rimbalzare Prey sulle primissime posizioni dei più grandi videogiochi del 21esimo secolo, e non ho ancora citato la trama, la narrazione (fortunatamente almeno il colpo di scena iniziale è stato notato da tutti) e il messaggio finale del titolo. Il cannone GLOO è ancora attualmente <strong>l&#39;unico strumento capace di modificare il layout dei livelli senza “romperne” la giocabilità</strong> offerto a disposizione dei giocatori e i Mimic, con la loro capacità di prendere le sembianze di qualsiasi oggetto presente in gioco, sono ancora incredibili nella loro realizzazione dopo quasi 7 anni di distanza.</p>

<h1 id="12-halo-2">12) Halo 2</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/4196193-halo-2-xbox-front-cover.jpg" alt="Copertina Halo 2">
Senza ombra di dubbio frutto del più travagliato sviluppo della storia dei videogiochi, spesso è più facile dire cosa non sia successo negli studi di Bungie tra il 2001 e il 2004, mentre erano impegnati nella realizzazione di Halo 2. Sorprendentemente, nonostante i tremendi tagli e gli enormi sacrifici (senza esagerare, si può dire che circa 3/5 del progetto originale di Halo 2 siano stati cancellati nel corso dello sviluppo), il risultato finale è stato uno dei più grandi FPS di tutti i tempi il cui unico difetto è un finale troppo cliffhanger e deludente (sempre frutto dei tagli sopracitati). L&#39;elemento che rende unico Halo 2 in questa classifica è stato il suo enorme impatto sul mercato videoludico: se l&#39;intero medium è passato dal valere qualche miliardo ad inizio 2000 a più di un trilione oggi, è anche grazie all&#39;impatto che il multigiocatore di Halo 2 ebbe sulla vita di milioni di persone. Non era nulla di nuovo né il migliore sulla piazza, ma nessuno prima di allora era riuscito nell&#39;intento di renderlo così accessibile e di “massa”, inaugurando una tendenza che da lì a poco avrebbe portato al decennio di monopolio delle console (2005 – 2015) proprio grazie alla diffusione e accessibilità dei loro videogiochi multiplayer.</p>

<h1 id="13-company-of-heroes">13) Company of Heroes</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/4557931-company-of-heroes-windows-front-cover.jpg" alt="Copertina Company of Heroes">
Forse il primo videogioco della mia vita, Company of Heroes fu accolto con immane sorpresa dagli appassionati di strategici in tempo reale: al paradigma che prevedeva più un&#39;ottimizzazione dei tempi repentina che una reale strategia, Company of Heroes si presentò precipitosamente con una vera e propria nuova mentalità. Le unità schierate dovevano avere coperture per resistere al fuoco nemico, potevano andare nel panico se soverchiate e i mezzi corazzati non potevano essere scalfiti dalle armi convenzionali. Tutto questo condito da una delle più incredibili realizzazioni tecniche del suo tempo (la distruttibilità di certi ambienti è tranquillamente considerabile ancora attuale) e una campagna ricca di pathos.</p>

<h1 id="14-ico">14) ICO</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/6249109-ico-playstation-2-front-cover.jpg" alt="Copertina ICO">
Da molti (ma non dal sottoscritto) considerato come il primo videogioco “artistico”, ICO fu sicuramente anche l&#39;ideatore del cosiddetto “minimalismo videoludico”, dove ogni elemento di gioco, dall&#39;interfaccia alle musiche, allo stile artistico fino perfino alle schermate del menu, erano state ridotto al minimo indispensabile, forse anche troppo come confidato dagli stessi sviluppatori. Non il primo né il miglior esponente dei videogiochi a rompicapo, né la più grande delle avventure, ICO merita un posto in questa classifica solo per la sua filosofia peculiare di gioco e un&#39;atmosfera a dir poco irriproducibile in nessun&#39;altra forma.</p>

<h1 id="15-metro-exodus">15) Metro Exodus</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/7230960-metro-exodus-windows-apps-front-cover.jpg" alt="Copertina Metro Exodus">
Mutilato da una delle peggiori decisioni di commercializzazione della storia dei videogiochi poiché relegato per un anno sul terribile Epic Games Store, Metro Exodus meritava molto di più che qualche 8 o addirittura 7 lasciato dalla critica. Probabilmente recensito in fretta e furia e subito “bocciato” per la sua (voluta) rigidità e macchinosità, Metro Exodus si è rivelato essere una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera da videogiocatore: la realizzazione sublime di una Russia post-apocalittica nel corso di quattro stagioni, una campagna costituita da due monumentali (in termini qualitativi) sessioni semi-aperte e uno dei finali più emozionanti e adrenalinici al quale abbia mai assistito. Gli unici, grossi, nei di questo mancato capolavoro definitivo sono una I.A. deficitaria e una assenza di reale varietà tra nemici mutanti e armi riciclate e ripetute all&#39;infinito.</p>

<h1 id="16-star-control-ii">16) Star Control II</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/6625696-star-control-ii-dos-front-cover.jpg" alt="Copertina Star Control II">
Probabilmente il videogioco più influente di tutti i tempi, è difficile non trovare uno sviluppatore che non abbia confidato di aver giocato, amato e finito innumerevoli volte Star Control 2. Seguito di un “semplice” simulatore arcade di battaglie spaziali, Star Control 2 introduceva una galassia completamente esplorabile, pianeti dove atterrare, guerre intergalattiche e una delle storie più umoristiche e assurde dell&#39;intero medium. Non è invecchiato benissimo, ma già solo dai primi minuti di gioco si ci può rendere conto come un quantitativo a dir poco sterminato di altri titoli abbiano preso ispirazione da questa avventura.</p>

<h1 id="17-i-war">17) I-War</h1>

<p><img src="https://cdn.mobygames.com/covers/3970190-independence-war-the-starship-simulator-windows-front-cover.jpg" alt="Copertina I-War">
Uno dei più grandi ma purtroppo sconosciuti traguardi tecnici della storia dei videogiochi, I-War, noto anche come <em>Independence War</em> deve la sua piccola fama per essere uno dei primi videogiochi a poter vantare una simulazione (semi)realistica e newtoniana. Nato inizialmente come simulatore che doveva rivaleggiare con Elite tramite una galassia ugualmente vasta ed esplorabile, fu alla fine “ridotto” ad un simulatore di corvette, mentre il restante dell&#39;industria era rimasto a simulatori arcade di caccia. La qualità della simulazione era tale che I-War può vantare perfino delle missioni “rompicapo” basate proprio sulla fisica! Personalmente il videogioco con l&#39;interfaccia grafica più giocosa, utile e meglio realizzata, Independence War paga purtroppo un terribile problema tecnico che ne ha mutilato la giocabilità sui moderni sistemi operativi, mentre nulla potrà mai risolvere il problema di una delle trame più stupide e sottotono del genere.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/diedammerung/i-miei-videogiochi-preferiti</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jan 2024 21:42:39 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Canzoni particolari 1) Sinéad O&#39;Connor &amp; The Edge - Heroine</title>
      <link>https://noblogo.org/diedammerung/canzoni-particolari-1-sinead-oconnor-and-the-edge-heroine</link>
      <description>&lt;![CDATA[Retro della copertina di Heroine&#xA;&#xA;Rilasciata nel 1986, Heroine fu il primo singolo da solista sia per David Evans (in arte The Edge) che per Sinéad O&#39;Connor, ma se il primo allora già godeva di una certa fama, per O&#39;Connor, all&#39;epoca appena 19enne, si trattò invece del suo primissimo debutto (sul retro del singolo c&#39;era anche la sua prima foto &#34;pubblica&#34;). Il brano fu realizzato per la colonna sonora del film anglo-francese The Captive, pellicola che deve la sua notorietà unicamente alla qualità del suo accompagnamento musicale.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;YouTube&#xA;&#xA;Per me è estremamente difficile parlare in maniera oggettiva ed esaustiva del brano visto come oramai sia impregnato totalmente da ricordi ed esperienze personali, senza contare l&#39;enorme valore affettivo che, nell&#39;anno appena finito, aveva assunto per me Sinéad O&#39;Connor.&#xA;&#xA;Non c&#39;è nulla però che possa evitarmi dal farmi sottolineare come Heroine si apra con un quasi accennato e sussurrato&#xA;&#xA;  Afraid&#xA;&#xA;che suona sconvolgente se rapportato a tutta la carriera futura di Sinéad O&#39;Connor da lì a poco. Quel afraid, quel spaventata, racchiude tutti i timori, gli affanni e le sofferenze sia della protagonista di The Captive (che, come suggerisce il titolo, è stata sequestrata) che della stessa O&#39;Connor. All&#39;epoca dei fatti la cantante si era trasferita a Londra da Dublino, dopo aver convissuto prima con la violenza della madre (deceduta l&#39;anno precedente, nel 1985) che del collegio per suore dove era stata rinchiusa, due esperienze di vita che hanno avuto influenza sulla sua poetica fino alla fine della sua carriera.&#xA;&#xA;  Heroine,&#xA;  Heroine,&#xA;  Heroine,&#xA;  Heroine.&#xA;&#xA;Lo stesso titolo del brano, eroina (attenzione, in inglese la pronuncia è la medesima, ma graficamente la droga si scrive heroin senza la -e finale!) può essere anche lui interpretato con un valore quasi profetico: già pochi anni dopo Sinéad sarebbe stata definita una paladina dei diritti umani, in prima linea contro la violenza sui bambini e per i diritti delle donne, senza contare tutta la rivalutazione e, in un certo senso, riscoperta che si è svolta negli ultimi due anni, dove anche se le sue gesta anti-clericali, all&#39;epoca dei fatti equiparate a vera e propria blasfemia, sono state finalmente viste finalmente per quello che erano veramente.&#xA;&#xA;  The night is long&#xA;  But the day will come&#xA;&#xA;La strofa conclusiva del brano, che si apre accompagnata dal colpo di batteria di Larry Mullen Jr. (anche lui, come The Edge, membro degli U2), è una delle massime più positive e ottimistiche di tutta la discografia di Sinéad, ricolma fin dai primissimi albori di compianto, morte e sofferenza. Anche qui si potrebbe leggere un altro atto profetico: dopo appena un anno, Sinéad avrebbe rilasciato The Lion and The Cobra, ottenendo il successo commerciale e la fama, due elementi ai quali, per sua stessa ammissione, lei era interessata, più che per la pecunia, per la possibilità di potersi finalmente esprimere e avere la soddisfazione di aver prodotto e realizzato qualcosa.&#xA;&#xA;In sostanza, Heroine aprì la carriera &#34;commerciale&#34; di Sinéad O&#39;Connor, che si sarebbe consumata in appena cinque anni, ma già solo in questo brano si poteva intravedere tutta la sua debolezza, la sua forza, il suo sconforto, la sua speranza e la sua incredibile umanità.&#xA;&#xA;Purtroppo del brano non esiste alcuna registrazione di un&#39;esibizione dal vivo (ma ad occhio credo che forse non sia mai stato portato in live né da Sinéad e né da The Edge), e se non fosse stato per due raccolte pubblicate nel 1998 e nel 2006, addirittura sarebbe rimasto per sempre perduto come pezzo della colonna sonora di un film semi-sconosciuto. &#xA;&#xA;Posso solo aggiungere che Heroine mi ha accompagnato in due momenti speculari della mia vita, uno di estrema tristezza e l&#39;altro di estrema gioia, ad un anno esatto di distanza dal suo primo ascolto, e credo che continuerà ad accompagnarmi, fino a quando la notte sarà lunga, ma il giorno non smetterà mai di arrivare. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/646056052827333256/bc40e5d2a-3c51e6/BHCikO9ewSIW/WTQSii0d8oZCPguJGCqpNfecAjynDDEjhCF9Rxw5.jpg" alt="Retro della copertina di Heroine"></p>

<p>Rilasciata nel 1986, <em>Heroine</em> fu il primo singolo da solista sia per <strong>David Evans</strong> (in arte <strong>The Edge</strong>) che per <strong>Sinéad O&#39;Connor</strong>, ma se il primo allora già godeva di una certa fama, per O&#39;Connor, all&#39;epoca appena 19enne, si trattò invece del suo primissimo debutto (sul retro del singolo c&#39;era anche la sua prima foto “pubblica”). Il brano fu realizzato per la colonna sonora del film anglo-francese <em>The Captive</em>, pellicola che deve la sua notorietà unicamente alla qualità del suo accompagnamento musicale.</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ex8-f02X-AE" rel="nofollow">YouTube</a></p>

<p>Per me è estremamente difficile parlare in maniera oggettiva ed esaustiva del brano visto come oramai sia impregnato totalmente da ricordi ed esperienze personali, senza contare l&#39;enorme valore affettivo che, nell&#39;anno appena finito, aveva assunto per me Sinéad O&#39;Connor.</p>

<p>Non c&#39;è nulla però che possa evitarmi dal farmi sottolineare come <em>Heroine</em> si apra con un quasi accennato e sussurrato</p>

<blockquote><p><em>Afraid</em></p></blockquote>

<p>che suona sconvolgente se rapportato a tutta la carriera futura di Sinéad O&#39;Connor da lì a poco. Quel <em>afraid</em>, quel <em>spaventata</em>, racchiude tutti i timori, gli affanni e le sofferenze sia della protagonista di <em>The Captive</em> (che, come suggerisce il titolo, è stata sequestrata) che della stessa O&#39;Connor. All&#39;epoca dei fatti la cantante si era trasferita a Londra da Dublino, dopo aver convissuto prima con la violenza della madre (deceduta l&#39;anno precedente, nel 1985) che del collegio per suore dove era stata rinchiusa, due esperienze di vita che hanno avuto influenza sulla sua poetica fino alla fine della sua carriera.</p>

<blockquote><p><em>Heroine,</em>
<em>Heroine,</em>
<em>Heroine,</em>
<em>Heroine.</em></p></blockquote>

<p>Lo stesso titolo del brano, <em>eroina</em> (attenzione, in inglese la pronuncia è la medesima, ma graficamente la droga si scrive <em>heroin</em> senza la -e finale!) può essere anche lui interpretato con un valore quasi profetico: già pochi anni dopo Sinéad sarebbe stata definita una paladina dei diritti umani, in prima linea contro la violenza sui bambini e per i diritti delle donne, senza contare tutta la rivalutazione e, in un certo senso, riscoperta che si è svolta negli ultimi due anni, dove anche se le sue gesta anti-clericali, all&#39;epoca dei fatti equiparate a vera e propria blasfemia, sono state finalmente viste finalmente per quello che erano veramente.</p>

<blockquote><p><em>The night is long</em>
<em>But the day will come</em></p></blockquote>

<p>La strofa conclusiva del brano, che si apre accompagnata dal colpo di batteria di <strong>Larry Mullen Jr.</strong> (anche lui, come The Edge, membro degli U2), è una delle massime più positive e ottimistiche di tutta la discografia di Sinéad, ricolma fin dai primissimi albori di compianto, morte e sofferenza. Anche qui si potrebbe leggere un altro atto profetico: dopo appena un anno, Sinéad avrebbe rilasciato <em>The Lion and The Cobra</em>, ottenendo il successo commerciale e la fama, due elementi ai quali, per sua stessa ammissione, lei era interessata, più che per la pecunia, per la possibilità di potersi finalmente esprimere e avere la soddisfazione di aver prodotto e realizzato qualcosa.</p>

<p>In sostanza, Heroine aprì la carriera “commerciale” di Sinéad O&#39;Connor, che si sarebbe consumata in appena cinque anni, ma già solo in questo brano si poteva intravedere tutta la sua debolezza, la sua forza, il suo sconforto, la sua speranza e la sua incredibile umanità.</p>

<p>Purtroppo del brano non esiste alcuna registrazione di un&#39;esibizione dal vivo (ma ad occhio credo che forse non sia mai stato portato in live né da Sinéad e né da The Edge), e se non fosse stato per due raccolte pubblicate nel 1998 e nel 2006, addirittura sarebbe rimasto per sempre perduto come pezzo della colonna sonora di un film semi-sconosciuto.</p>

<p>Posso solo aggiungere che <em>Heroine</em> mi ha accompagnato in due momenti speculari della mia vita, uno di estrema tristezza e l&#39;altro di estrema gioia, ad un anno esatto di distanza dal suo primo ascolto, e credo che continuerà ad accompagnarmi, fino a quando la notte sarà lunga, ma il giorno non smetterà mai di arrivare.</p>
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      <guid>https://noblogo.org/diedammerung/canzoni-particolari-1-sinead-oconnor-and-the-edge-heroine</guid>
      <pubDate>Sat, 30 Dec 2023 20:55:21 +0000</pubDate>
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