c'è uno svalvolato nel mio condominio che mi ha spiegato la poesia italiana.

nel senso che tutti i giorni, da questa estate, a partire da un punto aleatorio nella mattina (tra le 10 e le 13), fa risonare nel cavedio=chiostrina il meglio ossia il peggio della moussica italiana cantautorata in zona Settanta Ottanta. i cugini di ca e la metanoia, aqquazzurra, rick & cola, little totti, totonno e biggìs. tutto esilarante, ma – uno trova e straride – cantano persuasissimi. cioè proprio credono in quello che cantano. le vocali allungate su “amore”, valanghe di vocali, non una risparmiata dal segno di corona, e i sovracuti, la distruzione della chiave di basso, la batteria a scimmia a carica, la passione, soprattutto la passione, il vocabolario ridotto a tre pagine, forse una. l'eco. dio quanta eco.

o San Biagio protettore della voce, tu che fosti martire in Armenia, non importa il cantautorato, piuttosto tu veglia sulla pesìa nazionata, stroncali, dona a noi la pace, amen.



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