Che la poesia italiana contemporanea inizi nel 1968, che il 1961 non sia nemmeno preso in considerazione; che si riesca a non menzionare nemmeno per errore (né persino come errore) la neoavanguardia; che gli anni Settanta debbano essere liquidati come drogati sbarazzini e suicidarii tacendo uscite notevoli tanto presso Feltrinelli che presso altri editori; che Mondadori debba essere presa sul serio quale Specchio di virtù invece che (come di fatto è diventata da decenni) un locus amoenus di pastorellerie della domenica, mi sembrano elementi su cui allibire più che riflettere: https://differx.noblogs.org/2025/12/14/non-solo-non-esiste-ora-la-ricerca-letteraria-ma-non-e-esistita-nemmeno-la-neoavanguardia-negli-anni-60-e-successivi/
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