in Verboracula Emilio Villa usa (più volte, se ben ricordo) per i suoi materiali verbovisivi il titolo di “saltafossum”: https://gammm.org/2026/08/13/saltafossum-emilio-villa/

Villa era di soli nove anni più giovane di mio padre, e di sedici più giovane di mia madre. il mio vocabolario e le mie sintoniche reazioni/percezioni di riscontro e risposta alle scritture e ai materiali villiani, giocoforza, hanno a che fare con il bagaglio lessicale ed esperienziale che i primi anni Settanta mi hanno trasmesso (impresso). e, tra i frammenti di lessico che a quegli anni e ai miei genitori devo, c'è l'idea molto netta dell'abbigliamento del “saltafosso”, dei “saltafossi”.

un abbigliamento – un modo, magari, di essere – trasandato, pantaloni troppo larghi, camicia slacciata o sbrindellata, chissà. qualcosa di provvisorio, addirittura barbonesco forse. insomma il saltafossum è una imperfezione frontale e sfrontata, mise antiborghese, sgangherata, fuori regola.

dalle tasche dei pantaloni Villa magari estrae quel suo sudicio pettinino celeste e nel bel mezzo del pranzo si ravvia i capelli.



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