l'eccesso di dati lavora contro cognizione e azione.

ho tradotto con Deepl qualche frammento dell'articolo di Dylan Riley su Ant/agón e ho postato poi il link per rimandare direttamente alla rivista: https://differx.tracciabi.li/2026/09/27/ant-agon/ ma i materiali in campo sulla situazione sono decine e centinaia, vedo. solo nell'ultima settimana ho raccolto un bel po' di link sugli argomenti fin qui affrontati anche da https://ahidaonline.com. non si sa come tener dietro a una massa così imponente di analisi, segnalazioni, e azioni, iniziative, affioramenti.

una delle costanti, nelle accelerazioni dell'ultimo quarto di secolo, è l'impressione (anzi la realtà) di 'paralisi' di fronte alla sovrabbondanza di dati paragonata ai tempi necessari a un umano medio per processarla, inscriverla in un quadro orientabile sia alla conoscenza che all'azione. io ci divento matto e il genocidio, in questi ultimi tre anni, ha evidenziato al massimo questa urgenza di intervento schiacciata dalla massa di orrori che non si riusciva e non si riesce ad affrontare e a comunicare. (comunicare, poi, a chi? a un 'pubblico mediale' stordito da altro e incapace di vedere 'veramente' perfino i cadaveri dei bambini)



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