riprendo il sedicesimo dip (“diario in pubblico”) da slowforward (9 giugno 2024):

Posso sbagliare, certo, ma effettivamente sembra proprio che i poeti o gli artisti in generale siano sempre fortemente impegnati a riflettere “dopo Auschwitz”, però pervicacemente assenti quando si tratta di pensare e dire qualcosa “durante Auschwitz” (intendo quando Auschwitz riguarda altri, e non li tocca personalmente)

(https://slowforward.net/2024/06/09/dip-016-auschwitz/)



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