tendenzialmente un hikikomori, rinvio scadenze e perfino a volte attenzione ai rapporti umani, per tenere viva e aggiornata la mia personale (e totalmente pubblica: un servizio pubblico) rete delle reti della ricerca letteraria. posso non riuscire a rispondere a una mail, perché sto ultimando una lista di link a siti che archiviano materiale verbovisivo. (è un esempio). mentre cammino in strada aggiorno siti e social che rinviano a testi e saggi. eccetera. non posso completamente negare che si tratti di introiezione di un diktat lavorativo “efficientista” che, in quanto anarchico, dovrei proprio rifiutare alla radice e calpestare. ma, allo stesso tempo, spero non sia una mera autogiustificazione pensare che questo lavoro serva (in modo del tutto non-centripeto, non diretto alla mia persona) a spostare recisamente lo sguardo delle persone, dei lettori, degli osservatori, dalla cancrena del mainstream agli spazi aperti della scrittura, della musica e dell'arte di ricerca.