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    <title>elettrona</title>
    <link>https://noblogo.org/elettrona/</link>
    <description>Elettrona, in arte Elena Brescacin. Spazio personale. Pensieri sparsi.</description>
    <pubDate>Fri, 01 May 2026 12:06:12 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>7 minuti</title>
      <link>https://noblogo.org/elettrona/7-minuti</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cosa saranno mai 7 minuti? Niente, per la vita quotidiana delle persone oggi; eppure sono stati sufficienti a distruggere una città lasciandosi dietro quasi duemila morti.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il 7 aprile 1944 Treviso è stata distrutta da 159 aerei americani che hanno buttato tonnellate di bombe; da allora, ogni anno, si fa una commemorazione. Alle 13:24, ora dell&#39;attacco, la campana della Torre Civica in piazza dei Signori suona e si tiene un momento di silenzio che dura 7 minuti. &#xA;&#xA;Sette cazzo di minuti. Sette, di silenzio, di ricordo, riflessione. &#xA;Evidentemente però, non è importato a uno dei locali più famosi della zona.&#xA;&#xA;Hanno continuato a servire pizze malgrado il momento di silenzio.&#xA;Sette minuti, signori. Sette fottuti minuti.&#xA;Uno sfregio alla commemorazione in un periodo come questo, in cui le guerre continuano a fare morti. In cui gli americani, continuano a fare morti.&#xA;A me non pare normale. Non adesso, non qui. Non ho un cazzo altro da dire.&#xA;&#xA;fonte: Il gazzettino&#xA;&#xA;Contatti: https://l.devol.it/@elettrona]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Cosa saranno mai 7 minuti? Niente, per la vita quotidiana delle persone oggi; eppure sono stati sufficienti a distruggere una città lasciandosi dietro quasi duemila morti.
</p>

<p>Il 7 aprile 1944 Treviso è stata distrutta da 159 aerei americani che hanno buttato tonnellate di bombe; da allora, ogni anno, si fa una commemorazione. Alle 13:24, ora dell&#39;attacco, la campana della Torre Civica in piazza dei Signori suona e si tiene un momento di silenzio che dura 7 minuti.</p>

<p>Sette cazzo di minuti. Sette, di silenzio, di ricordo, riflessione.
Evidentemente però, non è importato a uno dei locali più famosi della zona.</p>

<p>Hanno continuato a servire pizze malgrado il momento di silenzio.
Sette minuti, signori. Sette fottuti minuti.
Uno sfregio alla commemorazione in un periodo come questo, in cui le guerre continuano a fare morti. In cui gli americani, continuano a fare morti.
A me non pare normale. Non adesso, non qui. Non ho un cazzo altro da dire.</p>

<p><a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/pizze_servite_durante_minuti_silenzio_bombardamento_polemica_sindaco-9461271.html" rel="nofollow">fonte: Il gazzettino</a></p>
<ul><li>Contatti: <a href="https://l.devol.it/@elettrona" rel="nofollow">https://l.devol.it/@elettrona</a></li></ul>
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      <guid>https://noblogo.org/elettrona/7-minuti</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:20:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il paradosso delle parole</title>
      <link>https://noblogo.org/elettrona/il-paradosso-delle-parole</link>
      <description>&lt;![CDATA[Troppe persone si scagliano contro il &#34;woke&#34;, il &#34;politicamente corretto&#34;, rivendicano il diritto di usare liberamente termini offensivi verso interi gruppi.&#xA;L&#39;unica volta in cui do loro ragione è quando considerano insensato dire &#34;operatore cimiteriale&#34; al posto di &#34;becchino&#34; o &#34;operatore ecologico&#34; anziché &#34;netturbino&#34; perché chi si prende cura dei morti PRIMA della sepoltura non è chi fa il custode dei cimiteri, chi pulisce le strade non è lo stesso che smista i rifiuti dove ci si occupa di riciclo, ecc.&#xA;&#xA;Il punto qui è proprio la morte:&#xA;perché si vorrebbe usare la n-word senza conseguenze, ma poi se qualcuno muore, si fa di tutto per non chiamare la morte col suo nome?&#xA;Non dire &#34;è morto improvvisamente&#34;, ma &#34;se n&#39;è andato così com&#39;è venuto&#34; (manco fosse morto dopo una eiaculazione).&#xA;&#xA;Oppure, &#34;se n&#39;è andato dolcemente&#34;. &#xA;Peggio ancora quando si parla di tumori maligni. Non un cancro, un tumore maligno. No. &#34;Un male incurabile, un male cattivo, un brutto male&#34;. &#xA;&#xA;Il punto è che la morte tocca tutti, loro compresi. E le parole che la riguardano, fanno loro male. Li mettono a disagio. Non le usano. Mentre le altre? Le altre non li riguardano, usarle contro gli altri li fa sentire superiori.&#xA;&#xA;Finché non arriva... la signora con la falce... a rimetterli al loro posto.&#xA;&#xA;Contatti: https://l.devol.it/@elettrona]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Troppe persone si scagliano contro il “woke”, il “politicamente corretto”, rivendicano il diritto di usare liberamente termini offensivi verso interi gruppi.
L&#39;unica volta in cui do loro ragione è quando considerano insensato dire “operatore cimiteriale” al posto di “becchino” o “operatore ecologico” anziché “netturbino” perché chi si prende cura dei morti PRIMA della sepoltura non è chi fa il custode dei cimiteri, chi pulisce le strade non è lo stesso che smista i rifiuti dove ci si occupa di riciclo, ecc.</p>

<p>Il punto qui è proprio la morte:
perché si vorrebbe usare la n-word senza conseguenze, ma poi se qualcuno muore, si fa di tutto per non chiamare la morte col suo nome?
Non dire “è morto improvvisamente”, ma “se n&#39;è andato così com&#39;è venuto” (manco fosse morto dopo una eiaculazione).</p>

<p>Oppure, “se n&#39;è andato dolcemente”.
Peggio ancora quando si parla di tumori maligni. Non un cancro, un tumore maligno. No. “Un male incurabile, un male cattivo, un brutto male”.</p>

<p>Il punto è che la morte tocca tutti, loro compresi. E le parole che la riguardano, fanno loro male. Li mettono a disagio. Non le usano. Mentre le altre? Le altre non li riguardano, usarle contro gli altri li fa sentire superiori.</p>

<p>Finché non arriva... la signora con la falce... a rimetterli al loro posto.</p>
<ul><li>Contatti: <a href="https://l.devol.it/@elettrona" rel="nofollow">https://l.devol.it/@elettrona</a></li></ul>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/elettrona/il-paradosso-delle-parole</guid>
      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:30:40 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ipocrisia anche basta</title>
      <link>https://noblogo.org/elettrona/ipocrisia-anche-basta</link>
      <description>&lt;![CDATA[Perché a doverci vergognare e nascondere siamo sempre noi persone, in qualche modo, marginalizzate? LGBT, con HIV, con disabilità, migranti, o con più di una condizione in contemporanea.&#xA;I guerrafondai, giustizialisti da tastiera, estremisti di ogni genere urlano in continuazione. Poi se sei una persona con disabilità devi piegarti alle loro aspettative: &#xA;chi si piange addosso, pieno di problemi, che chiede aiuto;&#xA;chi fa l&#39;eroe, in una volgare pornografia dell&#39;ispirazione e del dolore.&#xA;&#xA;Anche basta. L&#39;ultima mi arriva da qualcuno secondo cui io, HIV negativa, non dovrei parlare della mia passata relazione con un uomo HIV positivo.&#xA;&#xA;Se lui è sempre stato il primo a non nascondersi, perché dovrei farlo io? Perché dovrei negare il mio passato? Non ho rubato né truffato né ammazzato qualcuno.&#xA;Parlare significa esistere, far sentire la propria voce in un mondo che si muove come se tu non ci fossi; paghi le tasse, rispetti le leggi, ma guai se chiedi qualcosa in più di quello che ti concedono. &#xA;Lo stigma esiste, e io sono stata fortunata a non subire ripercussioni come è accaduto ad altri nella stessa situazione, o che vivono col virus direttamente.&#xA;Quando posso, cerco di dare voce anche agli altri e soprattutto di combattere l&#39;attivismo performativo, la pornografia del dolore. Quell&#39;atteggiamento indecente di chi parla di sé per costruire un prodotto.&#xA;Io non sono in vendita, sono una persona attiva nelle cause in cui credo. E mando a quel paese l&#39;ipocrisia. &#xA;&#xA;Contatti: https://l.devol.it/@elettrona]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Perché a doverci vergognare e nascondere siamo sempre noi persone, in qualche modo, marginalizzate? LGBT, con HIV, con disabilità, migranti, o con più di una condizione in contemporanea.
I guerrafondai, giustizialisti da tastiera, estremisti di ogni genere urlano in continuazione. Poi se sei una persona con disabilità devi piegarti alle loro aspettative:
– chi si piange addosso, pieno di problemi, che chiede aiuto;
– chi fa l&#39;eroe, in una volgare pornografia dell&#39;ispirazione e del dolore.</p>

<p>Anche basta. L&#39;ultima mi arriva da qualcuno secondo cui io, HIV negativa, non dovrei parlare della mia passata relazione con un uomo HIV positivo.</p>

<p>Se lui è sempre stato il primo a non nascondersi, perché dovrei farlo io? Perché dovrei negare il mio passato? Non ho rubato né truffato né ammazzato qualcuno.
Parlare significa esistere, far sentire la propria voce in un mondo che si muove come se tu non ci fossi; paghi le tasse, rispetti le leggi, ma guai se chiedi qualcosa in più di quello che ti concedono.
Lo stigma esiste, e io sono stata fortunata a non subire ripercussioni come è accaduto ad altri nella stessa situazione, o che vivono col virus direttamente.
Quando posso, cerco di dare voce anche agli altri e soprattutto di combattere l&#39;attivismo performativo, la pornografia del dolore. Quell&#39;atteggiamento indecente di chi parla di sé per costruire un prodotto.
Io non sono in vendita, sono una persona attiva nelle cause in cui credo. E mando a quel paese l&#39;ipocrisia.</p>
<ul><li>Contatti: <a href="https://l.devol.it/@elettrona" rel="nofollow">https://l.devol.it/@elettrona</a></li></ul>
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      <guid>https://noblogo.org/elettrona/ipocrisia-anche-basta</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:01:37 +0000</pubDate>
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