Un saluto a chi legge.

Buon 2021! Ho deciso, con il nuovo anno, di dare un nuovo “taglio” a questo blog: principalmente, scriverò meditazioni sulla Parola di Dio. Essendo un seminarista, e dato che ho a che fare con la Sacra Scrittura praticamente ogni giorno, penso che potrebbe essere un modo per riflettere insieme su quanto la liturgia ci offre. E gli spunti non mancano di certo.

In questa seconda domenica dopo Natale, ci viene proposto un celebre brano, tratto dal Vangelo secondo Giovanni (per la precisione Gv 1,1-18):

[In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.] Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. [Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.] Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Si tratta del “prologo” di Giovanni, ovvero del brano di apertura di questo Vangelo. Un brano che sintetizza la missione di Gesù, e probabilmente buona parte della sua vita stessa. Gesù che porta la luce, l'amore di Dio, la pace. Non tutti sanno che si tratta dell'ultima parte di questo libro ad essere stata scritta, e che è una delle più significative di tutto il testo. Gesù stesso, facendosi carne, ci mostra come Dio stesso voglia diradare l'oscurità dalle nostre esistenze “opache”, per rivestirci del Suo amore, che è pura luce e puro bene. Per questo, Dio si è fatto uomo. Ed è una differenza sostanziale, rispetto all'Antico Testamento: mentre nel passato Dio si rivelava attraverso dei profeti, con la venuta di Cristo Dio si rivela direttamente all'uomo, senza intermediari e dandoci un esempio “concreto” da seguire. La missione di Giovanni il Battista era di “preparare la strada” a Gesù, ma molti credettero che fosse Giovanni stesso il “Messia”. Ma Giovanni, dice il testo venne “per dare testimonianza alla luce”, al Salvatore dell'umanità. Gesù ci parla del Padre, avendolo visto e conosciuto. Ecco perché, come cristiani, siamo chiamati a “fidarci” di Lui e a seguirne gli insegnamenti.

Buona domenica a tutti!