TERRA DI Superbia poesie

Mart. 28 07 15 h 07:37

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Con tutto il disprezzo, alla decadenza della terra che mi è stata matrigna...

1.

Mart. 28 07 15 h 07:42

Voci senza scopo prive di identità provengono dalle strade sottostanti

Rumori sempre uguali fastidiosi come immobili menti colme all'inverosimile unicamente di sé stesse

Nessuna ragione al vento alla pioggia diagonale battente alle “gelosie” maligne che studiano, gratuite, il vicinato al sorriso che viene fatto sparire nascondendone il cadavere in uffici dal nome idiota

Discorsi liquorosi al condizionale venduti al chilo cadono da molto in alto compiono tortuosi itinerari per arrivare all'abuso edilizio senza condizionale

I Titoli sono utili solo ad insultare l'intelligenza mentre il mare “mugugna” ingrato arrestato dalle colline di cemento e torturato da un sole dialettale minaccioso e polemico invidioso e capace solo di volgere lo sguardo alla valuta pregiata.

2.

Mart. 28 07 15 h 08:34

Moto feroci corrono senza presente ma con il destino segnato immutabile, limitato murato.

Una bestemmia aggredisce una birra perché ha perso ogni cosa alle slot

Muri cupi d'ombra come matrimoni la domenica pomeriggio

Fiumi di stupefacenti vene che esondano lungo le fronti accigliate dei vicoli fatiscenti

Muffe sulle schiene bruciate e un anziano dalla voce stentorea accenna un urlo tremante per anni

Stupide ricchezze avvolte nel cellophane decadono ignoranti masticando a bocca spalancata le loro brioches.

Un povero diavolo ubriaco vomita…

3.

Sab. 15 08 15 h 06:47

Squallore salmastro nelle narici

Vento trasversale come vendette

La Superbia non dimentica mai ciò che ha inteso male: tutta d'un pezzo priva di udito scaglia ferocia e dispettoso rancore sul candore di un pensiero

Convenienze e piani di rientro ad ogni costo per altri a costo zero per sé

Ulivi spietati sfigurati da nodosità simili a tumori nel grigiore di un verde militare mungono vacche avare gravide coniugate con arte ad ottimi partiti.

La Superbia è matrigna dei ricordi: dimenticando di non essere sola abbandona i propri figli in vasi di vetro e ride mentre li osserva soffocare

Il volto sconfitto piange la vita…

4.

Dom. 16 08 15 h 06:07

Le spalle alla finestra?

No.

Le spalle al muro.

Anche il Demiurgo è ormai senza occupazione stabile Platone, il suo pallido domestico cucina e serve all'occhio malvagio pasta al pesto molto scotta basilico svenduto e olio adulterato.

Rex Mundi mangia ungendosi le labbra divino artigiano dalla tuta blu macchiata.

Piove pigramente pessimo formaggio Parmigiano il conto è salato.

Per placare ogni sete bruciante: acqua della mola o infuso di cicuta.

5.

Dom. 16 08 15 h 16:23

Sensazioni dell'infanzia di quando le cose possedevano la logica dei cespugli di fiori rosa e la terra era un mondo ricco e piccolo

Parole generose davano i loro frutti il miele sereno impreziosiva il palato e semplici scampanii di mucche lontane, i rintocchi solitari delle ore profumo del sole nell'aria, la gentilezza dei volti del lavoro il sapore del pane e i disegni dell'olio della focaccia sulla carta

Epoca di pagine fresche di vento quando i cieli commuovevano le navi greche il dialetto settembrino del nonno nella vigna il mosto di uva fragola tanti gattini ancora malfermi sulle zampette

Un mare scolpiva storie di Calvino sui sassi davanti a platee di agavi e cicale e sale grosso sulle acciughe

Il treno fischiava prima del temporale…

6.

Lun. 24 08 15 h 09:15

Albero dell'inverno ti allontani perdendo le tue radici

Non sentirai mai più voci antiche di sorrisi e il vivere ti accecherà di fronte alle gole nebbiose di un tempo

Prigioniero ormai in una caverna senza vento umida e malsana come la Speranza penserai al raggio di sole del pomeriggio che giocava tra i tuoi rami

Terra saccheggiata del futuro dalle passate generazioni pingui oltre il tollerabile capaci solo di insegnare l'ignoranza e la stupida nenia delle carte bollate

Giovani nel deserto ubriachi e drogati di disperazione si uccidono su facebook.

Vi piace?

7.

Mart. 25 08 15 h 07:46

Pochi stracci tremanti campane arroganti dalle scarpe sporche prepuzi impomatati sorseggiano caffè scientifici e fantascientifici rosso e blu cerchiati la colazione dei campioni

Musiche rigorosamente senza scopo fuggono disturbanti dalle auto meglio non parlare al conducente non capirebbe nulla volumi alcolici intollerabili

Polveri sottili, grigie su questo umido presepe Platonico battuto dal mare e dal vento

Sacchetti di plastica fuorilegge sulla testa delle statue che soffocano mute di macaja mentre crolla casa Paganini

Rumore di scooter che investiranno qualcuno sulle strisce di un fumetto tragico

Muschio sul cuore ormai impallidito dalla vergogna…

8.

Mart. 25 08 15 h 09:52

Nonna, tento di scrivere di Te ma le lacrime si asciugano sulla carta o si perdono in questo mare severo

Odore di legna e vino rosso e della salsa a seccare al sole

I Tuoi capelli lunghissimi sciolti, abbandonati sul letto di morte il respiro timido come una luce in una valle notturna un lenzuolo candido che Ti lascia libere le spalle

La lenta certezza della natura che cresce il calore vitale delle uova e i sentieri che incidono con fatica spietate colline erbose su cielo plumbeo

Nel Tuo sguardo turchino le mie parole che cercano le Tue

Il mio tempo non ha più Terra…

Ho tanto freddo.

9.

Giov. 03 09 15 h 06:24

Casa con occhi di bosco

Faggi e foto di marmo altari feriti dai fiori finti e immensi specchi del passato

Dolori e crepe giungono da lontano come quando le campane insultano la vita e il tanto amato buon senso comune taglia corto.

10.

Dom. 06 09 15 h 08:28

Insonne passato remoto che affolla malato ogni zolla di queste terre incolte

Malinconico canto delle scarne vigne ormai invase dalla sterpaglia e dal rumore dell'autostrada

Il sole obliquo sembra tentare di consolare i poveri muri di una coppia di contadini deformati dalle inutili piogge l'edera veste la madonnina di un'edicola d'angolo

La porta d'ingresso sventrata sanguina fantasmi e l'odore della stufa, un gatto sul tavolo marcito attende paziente qualche boccone ghiotto e una carezza.

11.

Lun. 07 09 15 h 07:19 Espressioni scolpite nella roccia sudano erica e vento piangendo miele avvelenato dall'acqua di mare

Rifiuti bevono vino spazzatura sdraiati tra le auto cantando di alberi uccisi dal gelo accatastati in attesa della cremazione

Dentiere che cadono come foglie la sera, prima di coriscarsi l'ennesima Superbia della medicina cure palliative ai capelli bianchi e alla cattiva coscienza della Morte

Verrà la Morte e avrà i tuoi occhi?

I miei occhi la scorgono invece, nel tempo vuoto che si dilata nella smorfia di un sorriso che si trasforma in sofferenza nelle colline senza più sole

l'antico gioco di un bimbo abbandonato nella neve

Molte verità e molti pretesti in un pezzo di legno nel mare...

12.

Giov. 10 09 15 h 07:16

Muto mare increspato di tetti d'ardesia che s'infrangono come la caccia del falco

Uomini in bianco e nero corrono al lavoro indossando camicie a scacchi con gli occhi stanchi della guerra e il profumo del sugo nelle narici

Esportazioni senza filtro dal pacchetto verde speranza veliero nero verso l'oggi

Vermentino piazzetta della chiesina di Polanesi limoni e bouganville gerani invidiosi dalle articolazioni di vecchio

Versi ammuffiti masticati furtivamente dal salino e dalle dolorose piogge autunnali

Ogni sogno è andato in fumo e si scorge lontano un provinciale con gli occhiali valigia di cartone e un pane di Superbia sottobraccio...

13. Lun. 28 09 15 h 08:14

Che cosa resta di noi? La Solitudine.

Siamo un numero cancellato dalla rubrica una foto nella memoria spolverata raramente piccoli egoismi e conti della spesa ansie da pagare risparmiando anni preziosi e ingenui progetti spazzati via da un orario qualsiasi.

Chiudiamo gli occhi spaventati da ciò che pensiamo di scorgere muti alle parole rispondiamo feroci come motori inutili aumentando la velocità per asciugare le lacrime.

Vorremmo scrivere di Musica ma l'inchiostro si trasforma in Rumore nauseante e privo di forma.

Passiamo la vita costretti in noi stessi.

Che cosa resta della Poesia? La Solitudine.

14. Mart. 29 09 15 h 08:19

Accumuliamo carta e sogni piegandoli e riponendoli con cura perché potrebbero servire

Ora si stanno decomponendo in un mare acquitrinoso di polveri sottili osservando da un abbaino il sole

15. Merc. 30 09 15 h 08:14 A Danilo Leonardini con Amicizia Angelo privo di ali le stanche magre spalle cercano sollievo al sole

Il Tuo sorriso immenso e pochi passi che fumano parole gettate via come sigarette finite

Dove stai andando?

Azzurro di antiche case contadine sul mare nel Tuo sguardo che non pone quesiti

Una coppia di tortore balla sui fili della luce

16. Dom. 04 10 15 h 09:34

Morte, con Amore narri le nostre storie più care e fai rinascere il ricordo mentre i nostri corpi vibrano nelle sofferenze

Osservi con compassione la furia impotente dei faraglioni e balli per loro tra gli ulivi delle complesse colline

Pareti diventate mondo silenzio buono nella penombra delicata sussurri di rami sensazioni di erba falciata e di terra e radici il profumo incantevole delle Tue vesti

Nel Tuo abbraccio dolce le sabbie del mare e il segreto del concepimento

17. Lun. 05 10 15 h 06:50

Come è dolce imparare a comprendere il giungere del giorno e della notte e l'odore languido della vecchia carta da lettere con le sue sfumature di silenzio ingiallito

Nuovi inizi di ricordi dolorosi

Arriva un treno indifferente salgono pendolari severi Inferno polveroso di borse e parole umide di noia

Perdere il treno è la vita.

18. Giov. 15 10 15 h 08:18

A Voi che calcolate solo cose certificate e che per ogni domanda avete una risposta possedete solo il silenzio sprezzante, il sorriso ben modulato, la superficialità che rinchiude in bieche stanza di follia che piange al trillo della sveglia come al capezzale di quando sarete moribondi e avrete guadagnato della Vostra vita unicamente qualcuno che Vi piange

19. Ven. 16 10 15 h 04:58

Come è triste donare parole con cuore ed essere costretti a pagare avanzi di numeri mentre il cuore viene pesato.

La Vita sarebbe quindi solo calcolo?

Una persona avrebbe valore solo se conveniente da calcolare?

Quale peso non sarebbe sconveniente per i cosiddetti pilastri della Società?

Cuor leggero Anima pesante Minima utilità ma molti benefit, emolumenti e macelleria sociale.

Quale profondo e umano dolore prova la voce non compresa che si allontana chiudendo un libro privo di valore.

Questa non è Poesia è selezione del Personale.

20. Lun. 19 10 15 h 08:16 Parole lievi sussurrate come un bacio nello sguardo che abbraccia morbidi ricordi durante le tenebre del risposo

Versi di sole invernale impallidito sulle creuze

Minuscoli fiori iridescenti esplodono di dolcezza

21. Lun. 19 10 15 h 09:51

Trasformiamo il nostro presente pensando e vivendo il passato

Stiamo diventando passato

22. Lun. 19 10 15 h 10:10 Non hai da dire che di Te niente altro esiste all'infuori di Te.

Non Ti verrai a noia?

Monologo e dialogo.

Rido di me e di Te.

24. Lun. 02 11 15 h 11:53

Immagini di pensieri ricordati parole smarrite nell'erba troppo alta un violino che prega a Staglieno insieme a Franck.

Rinnego queste radici evitando finte candele nel buio

Le ghiaie dei vialetti bestemmiano scroscianti di pioggia

26. Ven. 20 11 15 h 10:07

Corriamo per tutta la vita non potendo amare e vivere ciò che ogni essere dovrebbe.

Perchè l'uomo condanna la propria esistenza a ricevere un codice a barre e una data di scadenza?

Quale triste miseria...

27. Ven. 20 11 15 h 17:45

Strana amara dolcezza di finestre illuminate nella notte del tardo pomeriggio

La gente rientra stanca sbattendo la porta in faccia al vento e avendo già negli occhi il fumo della minestra

Un ricordo vola alto e lontano attraverso i vetri appannati fuggendo via come la vita

29. Merc. 16 12 15 h 07:50

Grigiore umido e macabra stanchezza di membra

Immobile febbrile movimento…

30. Sab. 02 01 16 h 16:04

Desidero fuggire dalle tue parole di vetro e dalla stupidità della sabbia che hai gettato negli occhi di chi hai costretto al tuo gioco delle tre carte

Mi ossessiona il ritmo delle viti che s'avvitano e svitano continuamente come parole in catene e pensieri pressofusi

Poche foglie remote riscaldano queste povere fasce

Guido Priano – Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.