Il laboratorio segreto di Wuhan... e altre idiozie sull'origine del virus

La storia del Covid- 19 creato in laboratori è una bufala. Certo, si potrebbe obiettare che non ne abbiamo l’assoluta certezza; d’altronde si parla della Cina, una dittatura che non brilla certo per libertà di stampa. E in effetti è così. Eppure tutte le ricerche che hanno riguardato il virus hanno chiaramente evidenziato che le mutazioni del Covid-19 sono così microscopiche e randomiche da essere del tutto casuali. Forse sarebbe opportuno, per analisti, opinionisti e giornalisti smetterla di sollevare suggestioni fuorvianti. A furia di voler fare sempre il bastian contrario a volte si diventa ridicoli. Per quanto riguarda la possibile fuga del virus dal laboratorio per mancanze del personale, è anche’essa un’ipotesi poco convincente. Quello di Wuhan è un laboratorio finanziato dall’OMS con standard fissati a livello internazionale e in cui non lavorano solo cinesi, ma personale proveniente da tutto il mondo. Quindi un’organizzazione internazionale di tale livello (nonostante le mancanze che ha avuto nella gestione della pandemia) avrebbe personale così mediocre da commettere errori tanto madornali? Tutto può essere, ma a prima vista sembra un’ipotesi improbabile. A questo mondo esiste anche il caso, o meglio una serie infinita di cause ed effetto messe in moto chissà quando, chissà da chi. Forse è lì che va ricercata la causa di questa crisi. Perché non interrogarsi sulla sostenibilità dell’attuale modello di sviluppo? Sull’eccessiva urbanizzazione e sull’alterazione degli habitat da parte dell’uomo? Sulla vendita di animali selvatici al pubblico? In effetti è più convincente la storia del laboratorio “segreto” di Wuhan.

Allora la Cina è l’eden in terra ed è vittima dell’Occidente imperialista? No. Questo Paese ha sicuramente delle responsabilità, ma accusarlo di aver fatto fuggire un virus da un laboratorio o peggio, pare davvero eccessivo e se non addirittura frutto di mala fede. Le teorie cospirazioniste sono fuffa, ma dietro le dichiarazioni di politici e burocrati c’è di norma sempre una strategia.

Teniamo bene a mente che Trump è in campagna elettorale e che in Nord America stanno morendo migliaia di persone, mentre l’economia v a rotoli. C’è altro che va male? Si. La bilancia commerciale americana è ancora in deficit, nonostante le promesse di Trump. Significa che gli USA importano più di quello che esportano, con tutto quello che consegue in termini di minore sviluppo della manifattura nazionale e quindi di posti di lavoro. Perché fare questo? Beh, per creare dipendenza economica nei confronti di tutti gli altri paesi, tra cui non a caso la Cina. Essere la prima potenza mondiale ha un prezzo d’altronde. Senza contare che The Donald aveva promesso il ritiro delle truppe, che però sono ancora dispiegate oltreoceano. Cosa portare quindi in dote agli elettori americani per ottenere la rielezione? La sola uccisione di Soleimani? Troppo poco. Soprattutto se si pensa che gli accordi sul nucleare con la Corea del Nord sono impantanati, Cuba esiste ancora e il Venezuela pure (anche se in perenne declino). Inoltre le trattative per la realizzazione del Nord Stream 2, il nuovo gasdotto Russia-UE, sono ancora in corso, nonostante il parere contrario degli americani. Insomma non proprio uno scenario confortante. In tutto questo marasma c’è poi la partita delle Nuove Vie della Seta. L’ambizioso e secondo alcuni irrealizzabile progetto cinese, che sarebbe in grado di creare un’alternativa al commercio così come lo conosciamo e che si svolge prevalentemente via mare. Inutile dire che ciò non piace agli Stati Uniti, che rischierebbero così di perdere il proprio primato sui mari (e quindi nel mondo), possibile grazie al controllo di tutti gli istmi e gli stretti (i c.d. checkpoint), in cui transitano l’80% di tutti i prodotti commerciati a livello globale. In questi casi si parla di talassocrazia, una delle caratteristiche indispensabili che un “impero” deve avere per “dominare il mondo”. Talassocrazie erano l’impero britannico nell’800 e gli Spagnoli nel ‘500. Gli stessi Romani avevano fondato sul controllo del Mediterraneo il loro secolare dominio e per cosa erano famosi gli Ateniesi se non per loro triremi?

E’ quindi opportuno contestualizzare questa orrenda crisi e cercare di vedere gli equilibri di forza che muovono gli stati nello scacchiere mondiale. Il Rasoio di Occam è sempre un ottimo viatico per le analisi. Chiediamoci: è più probabile che un virus sia stato creato in laboratorio senza che ci siano particolari prove a riguardo o che si sia evoluto casualmente, magari per la pressione umana sull’ecosistema? E’ più probabile che la Cina abbai scientemente tentato di lanciare un attacco batteriologico (finendo per esserne vittima) o è più probabile che abbia reagito come qualsiasi totalitarismo ad una crisi presa sotto gamba e in ritardo? E’ più probabile che sia tutto un complotto o che gli Usa cerchino di profittare della situazione per perseguire i propri obiettivi strategici in politica estera? Ognuno tragga le proprie conclusioni.