IT'S JUST A RIDE

Le luci si accendono ed una frazione di secondo dopo un pubblico di più di duecento persone si spende in un mare di applausi, mentre la sigla che apre la puntata fatta di trombe jazz squillanti ed allegre accompagna il tutto. Il presentatore entra in scena con la sua pettinatura sgargiante ed il sorriso fresco di detartrasi.

Conan

«Benvenute e benvenuti, eccoci anche oggi in una nuova puntata del vostro talk-show preferito, live sui social!»

applausi

Il pubblico continua ad applaudire, l'orchestrina fa il suo lavoro per tenere alta l'eccitazione e l'eleganza della trasmissione. Una volta terminata l'entrata in scena gli operatori segnalano al pubblico di calmarsi in attesa della punch-line che apre la puntata:

«...avrete sentito, il Papa sta sempre meglio: è stata decisiva la scelta di servirsi di un ospedale laico invece di andare a Lourdes come avrebbe fatto un vero credente!»

badum-tiss risponde il batterista, altri applausi e risate come da copione. Il presentatore fa spallucce ed una faccia buffa, come se dovesse scusarsi di qualcosa che ha detto, lascia che il pubblico si sfoghi e poi continua: «A parte gli scherzi siamo tutti contenti che si stia riprendendo, davvero. Ma l'ospite di questa serata non è un Papa o una persona del suo calibro: ha quasi quarant'anni e possiede un particolare talento per l'overthinking! Un applauso al Baron Jollanza!»

Faccio la mia entrata con un sorriso imbarazzato, salutando il pubblico che applaude e fischia dall'eccitazione. Un operatore mi indica la poltrona dove dovrò sedermi, posta naturalmente proprio di fianco alla scrivania del presentatore che mi accoglie con una stretta di mano calorosa. Mi siedo, silenzio in sala, attacca lui il discorso.

Talk

«Allora, Jollanza... Baron Jollanza... Barone... Jolla... come dovremmo chiamarti oggi?» mi domanda per rompere il ghiaccio. «In realtà non mi è mai importato molto, tanto mi giro comunque» sorridendo in camera. Non sono a mio agio e più cerco di non dimostrarlo più lo dimostro. «D'accordo allora! A quanto ho capito oggi sei qui da noi per fare un annuncio molto importante, è corretto?» «Esattamente... » non so il nome del presentatore quindi i punti di sospensione restano lì. Non l'ho chiesto, non guardo la tv ed onestamente la cosa è strana perché tutta questa storia è opera mia sulle pagine di un blog piuttosto anonimo «sono qui per dirvi che mollo Instagram.»

Il silenzio in sala perdura, forse qualcuno mormora aspettando una battuta che faccia ridere, ma lo stupore c'è tutto. Il presentatore osserva la scena, deve dire qualcosa o questo silenzio continuerà all'infinito.

«...ma nel senso che ti prendi una pausa e poi tornerai, è corretto?» «Non credo» rispondo io «e ne ho tutte le ragioni.»

Altra pausa nel silenzio. Visto che nessuno, nemmeno il chiacchierone, prende parola allora continuo io con tutta calma.

«Mettiamola così, lo faccio per stare meglio. Con me stesso e con chi vuole stare con me. È una scelta che trovo matura e» Vengo interrotto dal presentatore: «Beh ma non mi sembra che salverai il mondo con questa scelta o che chi controlla quel social si metterà le mani nei capelli dalla disperazione, dico bene?» rivolgendosi al pubblico per avere del supporto, ma gli applausi sono circa la metà di quelli avuti a inizio puntata.

Gli rispondo: «Vedi, non è una questione di “cosa cambia” o “non serve a nulla”. È una cosa che faccio per me, perché sento che potrebbe essere la strada migliore percorribile per stare bene. Mi spiego» dico, mentre mi sistemo sulla poltrona e mi rivolgo direttamente al pubblico e non più alla telecamera «il Cyberpunk è molto probabilmente il mio genere letterario preferito. Il ramo della fantascienza più distopico ed arrugginito ci ha dato dei veri capolavori sia in ambito letterario che cinematografico. Penso anche nel campo musicale dopotutto, se guardiamo a certi sottogeneri della techno.»

Talk

Il presentatore sorride, sembra più tranquillo ora che sto parlando senza freni quindi mi fa procedere dandomi spazio.

Continuo: «è un genere che è nato come parodia, o meglio, come satira di un mondo che sarebbe stato mangiato dalle corporazioni e dall'indifferenza. Negli anni '80 quegli autori già si immaginavano una torma di zombie allacciati alla Rete, tecnologie incredibili ma usate male e meno diritti per la persona comune in cambio di altri giocattoli. E la cosa che più mi fa imbestialire non è che ci siamo già a quel punto ma il principio che c'è dietro: abbiamo preso quelle storie di satira per un manualetto di istruzioni e l'abbiamo seguito alla lettera nonostante la scritta in copertina che dice “TI PREGO NON FARLO”.»

Il presentatore mi guarda un pochino confuso, e mi chiede: «...d'accordo, ma tutto questo cosa c'entra con Instagram ed il mondo social?» si mette a guardare la cartellina col copione che ha sulla scrivania e legge «dopotutto il primissimo articolo del tuo blog parla di come usare i social in maniera più sana ed etica, non di abbandonarli del tutto. Come mai questo cambio di opinione?»

Bella domanda.

«beh... non è che volessi fare il guru/santone tecnologico da seguire all'epoca, non rinnego quell'articolo soprattutto perché lo ritengo ancora valido. Il FediVerso funziona ed è gestito da esseri umani al contrario di»

Questa volta vengo interrotto a metà frase: «ahh il problema sono le IA quindi, le intelligenze artificiali! È un problema che hanno in molti ultimamente ed abbiamo preparato apposta un servizio che»

lo interrompo a mia volta: «No, non è un problema di IA. Le studio, sto per prendere una seconda certificazione sull'argomento e mi fido della tecnologia. Il mio problema è come i miei dati personali vengono usati da quelle IA, o da algoritmi, e quanto» prendo dalla tasca il telefono e lo consulto, come per cercare qualcosa in particolare che provi il mio punto. «Durante questo mese me ne sono successe parecchie. Volevo già mollare quella piattaforma e lo dicevo da un paio di mesi, ma poi mi sono capitate cose meravigliose ed altre diametralmente opposte tutte nello stesso periodo. Quindi mi sono sfogato con degli amici via messaggio ed il risultato è stato trovarmi gli stessi argomenti consigliati fino allo sfinimento sul feed di Instagram.»

Mostro velocemente ai presenti il telefono. Non vedranno una mazza, ma tanto è gente abituata a non leggere ed a fidarsi della prima cosa che vedono. Potrei mettere una foto di Madre Teresa a cavalcioni su un T-Rex con un mitra e la prenderebbero per vera.

trex

«...appena ho perso i contatti con una persona a me cara Instagram mi ha subito consigliato video e post di espertoni chad che mi dicevano come superare quella condizione di tristezza e diventare un maschio alpha come impone la moda, possibilmente misogino. Un mio amico se n'è andato ed ecco altri video che mi raccontano come posso superare un lutto in 10 velocissimi passi e sul perché non devo essere un perdente come lui. Mi rubano la bici? Subito arrivano le pubblicità su annunci di bici in vendita e video di immigrati che le rubano» sospiro «e ricordate, tutte queste cose derivano da chat dove mi sono sfogato con persone a me molto vicine. Cose private. Non ho mai cercato questi argomenti online e nemmeno su Instagram, tanto più se puntati verso destra. Se prima la mia schermata era piena di pseudo modelle, scienziati e meme minchioni... nel giro di un giorno è diventato il raduno degli psicologi da supermercato. Adesso per esempio è bastato lo spazio di un venerdì sera ed un weekend, dove mi sento molto meglio, ed il mio feed è tornato magicamente come prima. Non lo trovate assurdo? Assurdo quanto il lamentarsi dei troppi controlli da parte delle autorità mentre siamo ben disposti a mettere i nostri selfies e le geolocalizzazioni su qualche server controllato dalle stesse autorità verso cui puntiamo il dito. Passiamo il tempo a frignare su quanto fanno schifo gli Stati Uniti e poi non sappiamo staccarci dai loro servizi. Non voglio passare per paranoico o convincervi a fare lo stesso, è che ho bisogno di un cambio di rotta per una questione di coerenza e cominciare da qui credo sia la mossa più logica perché mi sembra, almeno ultimamente, di aver curato più la mia persona digitale che quella reale.»

Questa volta il silenzio in sala è dato dalla confusione, come quella che tutti abbiamo provato quando abbiamo saputo che Babbo Natale non esiste anche se lo sospettavamo fortemente, prove in mano. Il presentatore prende parola.

calm down

«D'accordo è una cosa che può spaventare, ma è proprio il concetto di “contenuto mirato” quello che stai sperimentando. E la censura a volte è necessaria» puntualizza. «Per il “contenuto mirato” posso anche starci concettualmente: la regola è “dai all'algoritmo qualcosa da mangiare e lui sputerà fuori qualcosa di simile” autoalimentandosi. Non è male l'idea ma qui mi leggono le chat e non mi sta bene per nulla. E per la censura sono sempre stato della politica “se scrivi una minchiata te ne prendi la responsabilità” quando invece vedo che chi dovrebbe essere redarguito viene idolatrato, portandoci sul fondo dell'ignoranza avendo più traino di chi invece vuole divulgare sapere. Chi protesta per il clima, chi vuole più diritti, chi cerca di migliorare le cose viene additato come un terrorista perché l'informazione viene trasformata in indignazione senza possibilità di replica. Oh sapete quanto mi piaceva passare il tempo a leggere i commenti degli imbecilli che invocano la pena di morte qua o sperano in uno Stato di Polizia senza freni là. E quanto mi piaceva rispondergli a tono, vedendoli incazzati ed incapaci di argomentare ma... ho capito che alla fine sono come loro. Siamo sulla stessa moneta, solo facce diverse. Quella che insulto molto spesso è una persona sola che cerca attenzioni e se gli dò corda dimostro di essere come lui, ma se non gli rispondo penserà di avere ragione per via della regola dell'ultima parola. Vedetelo come un percorso di disintossicazione, non mi interessa più passare il tempo a vedere quanti likes ha fatto un mio commento arguto o se la foto del mio ultimo hobby ha ricevuto qualche cuoricino. Potrei pulire il feed e cercare moderazione, ma ci ho già provato fallendo altre volte ed alla fine sono sempre al punto di partenza. Ho un migliaio di ricette salvate nei preferiti ma ne avrò realizzate solo un paio in tutto questo tempo perché “poi lo faccio”, e mentre aspetto il momento giusto sto guardando altri reels senza soluzione di continuità. Ecco quanto è inutile tutto questo, ecco quanto tempo spreco dietro ad una buona tecnologia che uso malissimo. E l'unica cura per questa cosa, siccome mi conosco, è un taglio netto di punto in bianco.»

il presentatore è spiazzato: «wow, beh... erh... ma non ti annoierai a morte da oggi? Voglio dire, mollare tutto di colpo, cancellare l'abitudine...»

«Ti ringrazio per la domanda» e non so ancora dargli un nome perché non aggancio il volto. Cambia di continuo, come la gente famosa che seguiamo «magari mi annoierò presto e avrò la tentazione di tornare online, ma al momento ho solo voglia di uscire e sentire chi avrà voglia di stare con me. L'obiettivo è quello di avere conversazioni sane senza l'affanno di cercare un video coi gattini per riempire lo spazio appena c'è un attimo di silenzio» in quel momento mi accorgo che il presentatore suda: ha notato che il pubblico è quasi del tutto sparito, restano una manciata di persone ancora interessate al mio discorso ed attente mentre gli operatori staccano le fibre ottiche dalle telecamere, che si spengono. «No aspettate, voi non» dice nel panico, come se la fine stesse davvero arrivando.

Lo tranquillizzo: «calmati, sei solo un personaggio che mi è servito per illustrare un punto qui sul mio spazio. Ho fatto tutto questo perché volevo dimostrare che da ora in poi voglio passare del tempo di qualità senza sprecarlo dietro ad uno schermo, tu potrai stare qui in attesa di essere tirato fuori per un'altra occasione speciale. Non sono riuscito a darti ancora un volto perché la mia immaginazione è bollita dal periodo, ma appena capirò come visualizzarti ti concederò un'altra intervista in esclusiva. Avere una vita continuamente esposta in vetrina non lascia segreti, per quello da domani cambia la musica.»

fading

Si tranquillizza e sparisce senza dire nulla. Le luci si spengono, qualche applauso arriva, ma inizia Aprile e per me è come se partisse un anno nuovo con tanti propositi e la voglia di fare meno cazzate.

C'è ancora una telecamera accesa, è questo blog. Io e la poltrona siamo gli unici oggetti di scena illuminati ora e mi rivolgo direttamente a chi legge: «Non sarò più il saccentone che sa tutto perché passa la sua giornata a scorrere reels per le ultime tendenze: voglio che mi dica qualcosa tu ora. Sei il mio nuovo schermo da seguire con tante cose interessanti da vedere. Invitami ai concerti, fammi sapere delle ultime novità, raccontami tutto.»