NOSFERATU

ella è non-morta: è NOSFERATU!“ “Lucy è sarda?

E dopo questa brevissima introduzione gentilmente donataci da quel genio del male di Mel Brooks, possiamo finalmente parlare del filmone di quest'anno. Quello che mi sono sparato 2 volte nella stessa settimana, per cui ho rotto le scatole ad amici e parenti per un mese e che mi ha fatto dubitare di molte cose soprattutto legate al cinema contemporaneo.

locandina

Ma prendiamola larga parlando dei film horror che hanno fatto la storia nel secondo '900, l'epoca dove Universal ed Hammer tiravano fuori un film su Dracula o Frankenstein ogni due mesi al punto da spremere ogni idea possibile per nuove sceneggiature e lanciandosi a piedi uniti nel ridicolo degli ultimi anni solo per seguire la moda. Poi negli USA fra gli anni '70 ed i primi anni '90 abbiamo avuto una serie di nuovi mostri e maschere capaci di farci tremare nuovamente e finalmente dal terrore e dal raccapriccio. Basta col mostro creato da un esperimento dallo scienziato pazzo di turno: entri Jason Voohres, con maschera da hockey e machete, pronto a sventrare tutti i teenagers in tempesta ormonale del campeggio. Perché avere paura del vampiro nobile ed educatissimo che ti resta fuori dalla finestra perché non lo hai invitato ad entrare? La pezza ce la mette Freddy Krueger, che ti entra direttamente nei sogni senza chiedere e ti insulta male mentre ti fa a striscioline sottili col suo guanto da giardiniere professionista. Nuovi mostri che hanno saputo scavarsi il loro posto nella storia del cinema e nei ricordi di tutti noi, salvo andare a picco negli anni '90 per manifesta incapacità di chi doveva scrivere sceneggiature nuove per i loro film. Grazie a loro Jason diventa un trash con budget da musical indiano, Freddy si trasforma in un simpaticone che ti rompe la quarta parete perché fa ridere e Pinhead... non voglio parlare di lui perché lo hanno davvero trattato malissimo (anche se ho tradotto i sottotitoli del film del 2022 che ho veramente apprezzato). Spremuti anche questi personaggi e persa ogni pretesa di credibilità abbiamo cercato un po' di calore nell'abbraccio dei classici, riproponendo un Dracula dannato ma romantico con Gary Oldman ed un tragicissimo mostro di Frankenstein interpretato da De Niro poco tempo dopo.

frankenstein

Eviterò accuratamente tutto il discorso sui film del filone delle possessioni demoniache partito dall'inizio del millennio, con fantasmi incazzosi e mostri sotterranei fino a quella cagata pazzesca di Padre Amorth interpretato da Russell Crowe. Tralascerò anche la recente saga di Terrifier perché per quanto mi stia simpatico Art the Clown comunque stiamo parlando di uno splatter e non me la sento di inserirlo nella Hall of Fame del genere, nonostante tutto. Sarà perché in qualche modo risulta troppo divertente e quindi mi ricorda troppo quel Krueger simpaticone che non voglio più vedere... Così arriviamo finalmente al Nosferatu di Eggers che ha scelto la repulsione più totale come cavallo di battaglia, come ci aveva insegnato il buon Lucio Fulci.

fulci

Questa seconda premessa invece è doverosa per dare un minimo di contesto in più sul film: l'originale Nosferatu è un film del 1922 girato dal tedeschissimo Murnau che ha tentato, cambiando nomi e luoghi, di aggirare i diritti d'autore legati a Dracula di Stoker. La moglie dello scrittore è riuscita però a farsi valere vincendo la causa, cosa che ha portato il tribunale ad ordinare la distruzione di tutte le “pizze” contenenti la pellicola. Murnau ha commentato la cosa con un “mavaffanculo” ed è riuscito a contrabbandare alcune copie negli USA, facendo arrivare la sua opera intatta ai giorni nostri dove viene considerata una delle più importanti per la storia del cinema. E dicono che la pirateria danneggia l'arte.

murnau

Negli anni '70 arriva Herzog, noto per essere matto da generazioni, che decide di omaggiare il conterraneo rivisitando l'opera: il vampiro Orlok non è più un sadico a caso ma è un poverino assuefatto dalla sua stessa condizione di parassita, i personaggi sono tutti più o meno disturbati già in partenza e a fare da cornice a tutto c'è una Wisburg grigia e deprimente. La luce naturale usata in ogni scena regala un'aria di etereo ed è un lavoro apprezzato un po' da tutti essendo effettivamente il tramite fra il cinema tedesco espressionista di inizio secolo e quello più moderno e realista, mettendo nel mixer le atmosfere tetre del primo con una ricca sceneggiatura e nuove tecniche di ripresa tipiche del secondo.

murnau

Il terzo film sul vampiro calvo invece è di Merhige, che ha esordito con Begotten nel 1989 dimostrando pure lui di non stare bene. Nel suo “l'Ombra del Vampiro” inscena la leggenda che aleggia sul film di Murnau (qui interpretato da John Malkovic) e di come ha girato il film usando un vampiro vero (Willelm Dafoe), che porta ad incidenti sul set e la sostituzione di elementi della troupe di continuo perché il vampiro ha fame e gli viene negata la protagonista fino all'ultima scena. Si segnala anche la presenza di quel figo imperiale di Udo Kier, che interpreta Albin Grau (il produttore), immancabile come sempre quando si tratta di film sui vampiri o sui nazisti.

dafoe

Arriviamo quindi ad Eggers, il regista di questa nuova iterazione.

Si narra sia nato in un manicomio criminale tipo Outlast. Un bel giorno si è svegliato dicendosi “l'horror ha bisogno di un messia” quindi si è presentato su una produzione qualunque nel bel mezzo delle riprese e cacciando in malo modo il regista ha urlato a tutti “BENE OGGI GIRIAMO THE VVITCH, SE NON AVETE UN VESTITO DA QUACCHERO SPARITE DALLA MIA VISTA” mettendo le basi per suo primo, pazzesco, film. E qui non aveva ancora preso il vizio di nuotare negli allucinogeni insieme a Willem Dafoe, ormai suo attore feticcio, che lo accompagnerà per le altre tre pellicole della sua filmografia.

Ecco magari Eggers non è proprio così come l'ho descritto ma mi piace pensarlo. Perché se c'è qualcosa di vero in quelle poche righe di delirio che ho scritto più su è comunque che questo regista è sul serio il messia del genere horror, a me tanto caro. O se non dell'horror più classico, beh almeno di quelli che giocano su angoscia e follia di quella pesante. Ho sempre pensato che The Lighthouse fosse perfetto per ospitare una colonna sonora scritta ed eseguita dagli Electric Wizards e la stessa cosa vale con The Northman se lo facciamo accompagnare (almeno in alcune scene) dai Bolt Thrower. Si prende i suoi tempi per mettere in scena il tutto, cura tantissimo il movimento di macchina e i colori delle inquadrature, pretende prese dirette lunghissime e soprattutto monta le sequenze in modo che abbiano sempre un senso senza lasciare nulla al caso. Non so voi ma io mi sono stufato dei registi ultrablasonati che fanno un film lasciando i buchi ben esposti così da farti comprare il fumetto o avere spazio per un sequel che li colmi: Eggers ti consegna una storia completa, le dimenticanze non sono accettabili. Quello che c'è da spiegare è nel film e non devi ipotizzare nulla. Se proprio vuoi approfondire puoi farlo senza inventarti cose (come invece molti fanno con Star Wars ad esempio) e questo è il motivo per cui tantissimi youtuber che parlano di lore e teorie filmiche lo detestano: non ci si può appendere a nulla con lui.

rotten

Adesso andiamo sul film.

La storia racconta di Ellen (interpretata da Lily Depp), sposata con tale Thomas (Nicholas Hoult) che lavora per Tecnocasa cercando di sfruttare la bolla immobiliare come gli ha consigliato il suo migliore amico, che è diventato a sua volta ricchissimo con le criptovalute che al mercato mio padre comprò. Il cadavere parassita di turno vuole lei per qualche motivo mentre decide di trasferirsi nella sua stessa città, il marito gli si oppone, vari paletti di frassino vengono piantati qui e là fra le bestemmie di tutti e si conclude la cosa col solito finale struggente perché alla fine il mostro è stato sconfitto ma non ci sono veri vincitori. La storia è sempre quella che condivide con Dracula, del resto deriva proprio da lì ed anche i sassi la conoscono, quindi chiudo qui perché tanto non avrebbe senso scadere nella ripetizione.

...se non fosse che in realtà sono i dettagli aggiunti da Eggers a rendere molto diverso questo film permettendogli di essere considerato nuovo.

Da qui in poi, e sembrerà assurdo, c'è l'allarme spoiler. Non dite che non vi ho avvertiti.

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Il film si apre con una giovanissima Ellen (alcuni anni prima della storia) che prega nel buio qualcuno che la venga a prendere e che la porti via. La ragazza è talmente disperata nella solitudine della sua casa, dove viene considerata malata da Genitore 1 in seguito ad episodi di crisi epilettiche, da cercare le attenzioni di chiunque senza pensare che la richiesta di aiuto potrebbe essere colta anche da un mostro ripugnante. Io subito ci ho letto una critica verso OnlyFans. Sia come sia, questa è stata l'aggiunta più importante al mucchio essendo la premessa che muove tutto il film: qui è lei che richiama il vampiro nella vita sua e di tutti quelli che la circondano. Negli altri film è sempre stato il contrario, è lei che viene cercata e braccata, vuoi perché l'Orlok di Kinski vuole ciucciarsi una bella donna che ha visto una volta sola in foto o perché il Vlad di Oldman è ancora innamorato di sua moglie dopo secoli e casualmente trova la sua reincarnazione a Londra. Ma con Ellen dobbiamo ancora capire il perché.

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Poi abbiamo Thomas, povero piciu fresco di matrimonio, che invece di stare con la sua Ellen si reca al castello sperando di chiudere quel contratto che lo metterebbe economicamente a posto per sempre. Già gli zingari che lo prendono per il culo appena arrivato al villaggio non sono un buon segno, anche perché gli ciulano immediatamente il cavallo, ma oltretutto assiste ad un loro rito di esorcismo su un cadavere che si scopre essere ancora animato nella tomba. Trova il suo cliente al castello di famiglia il giorno successivo e questa scena l'ho davvero preferita fra tutte quelle del film perché finalmente ci viene presentata nella forma più credibile che abbia mai visto. In qualunque Dracula o nei due Nosferatu precedenti (quello di Mehrige lo escludiamo in quanto parodia) l'agente immobiliare arriva con i contratti pronti da firmare ed è talmente preso dal lavoro che non si accorge delle stranezze che gli stanno intorno. Si ok il castello è lugubre e quel nobile magiaro è strano ma... pazienza. Cioé ci mette GIORNI a capire che sta per finire nel tritacarne, improvvisandosi anche investigatore per riuscire a capirci qualcosa appena intuisce che la realtà è stata stravolta. Qui Thomas è decisamente più sveglio capendo immediatamente chi ha di fronte e si caca addosso come neanche GG Allin già nei primi 5 minuti. Non perde tempo e vuole che si firmi il contratto il prima possibile, così da poter tornare al galoppo dalla moglie pensando magari di mollare il lavoro per aprirsi un ortofrutta che gli eviterebbe di incontrare certi soggetti. Ha davanti un diavolo vero che puzza di cadavere, il castello è in rovina ed inabitabile, nessuno lo serve come invece ci si aspetterebbe in una casa di alta levatura e dei lupi enormi e neri sono sempre in agguato per lui.

thomas

Il padrone di casa è il Conte Graf Orlok (Bill Skasgard). Qui non c'è un bel dandy educato e sexy: abbiamo un morto animato che usa i vestiti per nascondere la putrefazione del suo corpo, con baffi sempre inzuppati del sangue di qualcuno, i polmoni marci in perenne debito d'ossigeno e la sgarbatezza tipica di chi aveva il potere in quelle terre 600 anni prima e che ancora lo pretende. Come dicevo prima a Eggers piace giocare coi dettagli ed infatti ecco l'occasione perfetta che cercavo per illustrare il punto. Alcuni amici ed anche molti post su internet che ho visto facevano sempre questa domanda: “ok ma che tipo di vampiro è lui?” complice il fatto che effettivamente è un essere atipico rispetto a quello dell'immaginario classico, che sia cinematografico o proveniente da un gioco di ruolo. Perché lui non ti beve sangue dal collo ma ti buca all'altezza del cuore. Il suo corpo non si rigenera dopo ogni bevuta perché è sempre mezzo decomposto e così resta. Non si trasforma in uno stormo di pipistrelli o in licantropo, tanto fa già terrore così com'è. Non è stato morso da un altro vampiro, non si è elevato dalla morte per un capriccio verso il suo Dio e soprattutto non è rimasto in non-vita per paura di morire definitivamente come invece succede nel Dracula di Netflix. Anche Caino c'entra poco. Come ho detto, la risposta è nel film stesso ma bisogna mettere insieme tutti gli indizi.

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Egli è un Şolomanari, un negromante che cavalca draghi, come ci dice la madre superiora del convento attraverso la sua traduttrice mentre spiega la cosa a Thomas in via di guarigione:

Un incantatore nero era in vita. Şolomanari. Il diavolo preservò la sua anima affinché il suo cadavere potesse camminare di nuovo nella bestemmia.

Cosa confermata anche da Von Franz (Willelm Dafoe):

Il nostro Nosferatu è di una malignità speciale. È un arci-incantatore, Şolomonari, il discepolo colto di Satana. Ulteriori chiarimenti portano solo alla follia.

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Von Franz riconosce immediatamente il codice dei Şolomonari nel libro di incantamenti detenuto dal capo di Thomas, col quale crea macabri rituali ed evocazioni dal suo ufficio. E proprio questo, Herr Knock, si appresta a diventare il successore del Şolomonari Orlok facendosi trovare nella bara del suo padrone, confessando di aver impegnato la sua anima e di aver fatto “tutto il necessario” per diventare il nuovo Signore dei Ratti. Parole sue eh, ed io ci credo perché non penso che un essere con tanto potere e carattere di merda abbia voglia di condividere qualcosa con un suo simile. Gli sta lasciando il posto e ne ha tutte le motivazioni come per esempio lo schifo dell'abitare un corpo devastato dai vermi e dalla peste. Non vuole restare su questa terra più del necessario quindi, ma è stato evocato da Ellen e non può avere riposo finché lei non lo seguirà nel mondo dei morti. Nella scena dove si incontrano fisicamente per la prima volta, dopo l'ennesima volta che lui le ripete “tu non sei parte dell'umano genere” e “non sei per i vivi”, lui aggiunge che era in una fossa quando lei lo ha richiamato diventando il suo tormento e le chiede ancora “ti ricordi come eravamo?”. Diventa chiaro che Ellen in realtà era già con Orlok in una vita precedente anche se non viene specificato il legame, che lei lo ha richiamato inconsapevolmente e che lui vuole mettere fine a tutto portandosela di nuovo via per avere la pace eterna. Il tutto viene infiocchettato in una bega burocratica fra contratti e patti, le solite cose che si fanno con i demoni per avere qualcosa in cambio, quindi qualcosa si è rotto e l'accordo deve essere rinnovato con Ellen che deve offrirsi spontaneamente come clausola. Perciò lei è tanto importante ed è la chiave di tutto, e se ne sono dette tante su di lei: è quella che ha scatenato la cosa e quindi deve pagare, è l'agnello sacrificale della storia oppure è la vittima di una storia gestita da maschi.

Io invece sono giunto alla conclusione che questo film semplicemente vuole dirci che tutti hanno una parte in qualcosa ed una natura, non importa quanto bella o mostruosa essa possa essere, e che dobbiamo accettarla senza fare troppe storie.

franz

Orlok è una forza della natura che si aggrappa al suo antico potere sapendo che non può durare a lungo, perciò arriva in Germania dove la superstizione è morta e nessuno sa più come combatterlo. Thomas è il poveretto che si trova in mezzo ad una situazione che non può capire, cercando di risolverla comunque perché è lui che porta i pantaloni senza comprendere di valere quanto il 2 di coppe nella briscola a bastoni. Il Dottor Sievers sarebbe la voce della scienza e della ragione, ma ha il kink dei salassi e dei corsetti da donna strettissimi al limite dell'apnea, dimostrando che alla fine tutti i suoi studi non risolvono un cazzo. Von Franz è fuori come un poggiolo, qualcosa del sovrannaturale anche lo conosce, ma nemmeno lui ha soluzioni ed alla fine si arrende all'inevitabile. Deve affidarsi all'unica che ci ha capito qualcosa, perché la soluzione è solamente Ellen. Lei che per una vita è stata vista come la matta e la stupida, ha il potere di firmare o rifiutare il contratto col demonio ed accettandolo accetta anche la sua natura lasciandosi prendere dalla morte, felice come aveva sognato tempo prima in un incubo premonitore. Ha capito il suo posto in tutta quella faccenda e che può mettere fine a tutto per sempre secondo le sue condizioni, al punto che mentre il sole colpisce il vampiro lei addirittura lo abbraccia con un sorriso e cerca di tranquillizzarlo mentre lui urla e soffre. Il rituale del loro “matrimonio” doveva permettere a entrambi di tornare nel regno dei dannati forse come sovrani, ma con l'interferenza del sole e la decisione di Ellen di porre fine a tutto tramite un sacrificio ha effettivamente spezzato una maledizione lunga secoli, e nessuno dei due rinascerà più. O tornerà come vampiro, come dice Von Franz:

il volontario sacrificio così spezzò la maledizione, e li liberò dalla piaga del Nosferatu

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Come Thomasine in The VVitch quando comprende il suo destino accettando di diventare una strega perché predestinata a quel ruolo, lo stesso fa Ellen. In qualche modo questo film conferma quanto Eggers aveva già fatto col suo primo lavoro, la superstizione la fa da padrone e gli uomini impazziscono davanti all'ignoto perché non vogliono accettarne l'esistenza. Il che mi colpisce moltissimo perché ho sempre preferito la razionalità, quindi se fossi un personaggio di Eggers finirei sicuramente male.

Per me questo film è un 10/10 (voto dato nel solo genere horror e non della cinematografia mondiale), non ho trovato mezzo difetto perché ha fatto i compiti come ci si aspettava valorizzando anche le opere precedenti, ed il regista entra nel mio olimpo personale di fianco a Villeneuve.

Meno male che esistono ancora registi capaci come loro, o avrei smesso già da tempo di andare al cinema.