C come ... Colore!

Capolettera della prima edizione italiana della Storia Inifinita. Lettera C, creatore Antonio Basioli

Avete letto bene: oggi parliamo del #colore.

Solitamente nella narrativa il colore è un elemento che non riguarda i romanzi, ma i libri per bambini piccoli, ricchi di illustrazioni. Certo, non è insolito che (specie in passato) che i romani per ragazzi vengano pubblicati con illustrazioni. Da buon #Millenial quale sono, mi vengono in mente i disegni di Serena Riglietti per i primi libri Harry Potter o quelli presenti nei romanzi di Rohal Dahl. Solitamente, però, si tratta sempre di disegni in bianco e nero, e sono elementi per lo più aggiuntivi.

È una costante della #letteratura: salvo rari casi, il colore appartiene alle copertine dei libri, non certo al loro testo che è sempre nero ... giusto?

La questione cromatica

In Italia sono disponibili due versioni de La Storia Infinita, entrambe con la traduzione della Pandolfi. La prima è un'edizione standard in bianco e nero che distingue le parti ambientate nel mondo reale da quelle nel mondo immaginario attraverso una differenza di carattere tipografico. La seconda utilizza invece due colori diversi: rosso per il mondo umano, verde acqua per Fantasìa.

Di queste due versioni, la seconda è quella “autentica”, che rispetta la volontà espressa da Ende in occasione della prima edizione assoluta (quella tedesca) del libro. L'autore sovverte qui i canoni con una scelta apparentemente “infantile” (l'utilizzo di un testo colorato) che ha però l'effetto di rendere anche il colore del testo parte integrante della narrazione.

La differenza di carattere tipografico utilizzata nella versione in bianco e nero è invece un espediente, un escamotage adottato per l'edizione economica pubblicata dalla TEA: un modo per rendere “a basso costo” la distinzione fra i due mondi.

L'autore tedesco, durante la stesura del romanzo, arrivò a ritenere che una semplice pubblicazione tradizionale non fosse adatta per l'opera che stava scrivendo, ma che questa dovesse essere confezionata come un libro di magia, con copertina di cuoio e bottoni in madreperla e ottone. Fu solo dopo i colloqui con l'editore, preoccupato per i costi di una simile produzione, che i due si accordarono per qualcosa di più semplice: copertina in seta rossa, 26 capilettera per i singoli capitoli (disegnati dall'artista Roswitha Quadflieg) e la celebre stampa a due colori.

Una scelta che verrà poi ripresa anche nelle edizioni straniere. In quella italiana pure i capilettera appositamente scelti, quelli di Antonio Basioli, furono adattati ai colori con cui iniziano i vari capitoli, che non è solo un capriccio dell'autore ma una vera e propria testimonianza della natura metanarrativa del libro.

"Dove si trova questo libro? Nel libro."

Quando Bastiano comincia a leggere il suo libro de La Storia Infinita (quello interno alla storia) il testo viene da subito descritto come verde acqua. Chissà che emozione sarà stata per i lettori di allora, quella di voltare pagina dopo il prologo scritto in rosso e di ritrovarsi anche loro a leggere lo stesso racconto letto dal protagonista scritto con lo stesso colore!

Leggere letteralmente un libro nel libro, cosa rafforzata inoltre dalla già accennata copertina in seta rossa dell'edizione originale, esattamente come quella del libro preso da Bastiano!

Ma Ende fece di più. Egli rese La Storia Infinita non solo un libro nel libro, ma aggiunse un terzo libro omonimo all'interno di Fantasìa, dove il Vecchio della Montagna Vagante – figura antitesi dell'Infanta Imperatrice, simbolo della scrittura che rende le storie immutabili laddove l'altra è la creatività che da loro forma – riporta tutto quello che avviene in un volume che – a suo dire – non contiene semplicemente tutta Fantasìa, ma “[...] è tutta Fantasìa” . E durante questo incontro, fra l'imperatrice e il suo contrario, per un breve istante, il contenuto di tutti e tre i libri diviene uno.

Quando l'Infanta Imperatrice (nel suo ultimo tentativo per portare Bastiano a Fantasìa) chiede al Vecchio di cominciare a rinarrare il suo libro, la sua Storia Infinita dal principio, l'inchiostro con cui l'anziano scrive, la copertina del suo libro così come la tonaca che indossa, cambiano il loro colore dalla da verde acqua a un ben più (per il lettore) famigliare rosso. La storia ricomincia in un ciclo infinito (la Fine Infinita) dal momento in cui i noi lettori di Ende hanno iniziato il libro, con le stesse identiche parole e le stesse identiche scene (salvo la differenza che nella nostra copia questo testo è ancora verde acqua, fatta eccezione per le reazioni di Bastiano nel leggere di sé stesso).

Nel romanzo di Ende, il colore del testo non è più un fronzolo o un capriccio autoriale, ma un elemento concreto della storia. Qualcosa di cui anche chi legge può fare esperienza in prima persona. Da appassionato di esoterismo (in particolare alchimia e antroposofia), Ende dava molta importanza al simbolismo, elemento chiave delle pratiche magiche (non a caso voleva stampare il romanzo come se fosse un libro di magia). La sua scelta dei colori e il gioco metanarrativo, trasportano questa dimensione simbolica al testo scritto, e la mette in mano a lettrici e lettori che però potranno interamente comprenderla solo arrivati a metà del libro, nella scena della Fine Infinita ...


Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito Altrimondi.org

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Kamo Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de La Storia Infinita condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!

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