La biblioteca di Amarganta

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B come ... Bastiano

Capolettera della prima edizione italiana della Storia Inifinita. Lettera B, creatore Antonio Basioli

Bastiano Baldassare Bucci è sia nel libro che nel film il primo personaggio che entra in scena, ma molti di voi probabilmente lo conoscono meglio con il nome originale Bastian Balthazar Bux, utilizzato nella maggior parte delle edizioni estere e anche nei doppiaggi nostrani di film e serie animata (Sì, esiste anche il cartone della Storia Infinita, ma è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta). Bastiano è forse il personaggio a cui sono più affezionato! Parlare di lui vuol dire parlare del mio incontro con il libro, prima di passare ad analizzare le differenze fra il personaggio di Ende e quello del film.

Il mio incontro con Bastiano

Come praticamente tutti quelli nati fra gli anni '80 e '90, anche io ho conosciuto prima il Bastian dei media audiovisivi rispetto al Bastiano del libro scritto da Ende. Tuttavia ebbi presto anche il mio primo incontro con la versione originale del personaggio. Un incontro seppur destinato a restare “incompleto” per molto tempo, ma che mi segnò in qualche modo.

Avrò avuto sei anni, ero in prima elementare con due maestri che spesso trovavano tempo per leggerci un libro prima o dopo le lezioni. Il primo di essi fu (per uno scherzo del destino) un'altra opera di Ende: Le avventure di Jim Bottone. All'epoca guardavo la serie animata su TMC, e il film La Storia Infinita 3 era uscito da poco. Così, un giorno vidi il libro su uno scaffale al supermercato e chiesi ai miei di comprarmelo (non si tratta della copia attualmente in mio possesso, purtroppo).

Già la prima sera ne cominciammo insieme la lettura. E già leggendolo, sia io che i miei genitori potemmo notare alcune somiglianze fra me e il piccolo protagonista: due ragazzini delle elementari, poco atletici e grassottelli, timidi, solitari che amavano raccontarsi delle storie per far fronte alla solitudine!

Certo, c'erano anche delle differenze. Bastiano aveva 10 anni e io 6. Lui era orfano di madre e io no. Lui era bullizzato in modo violento, mentre io no (non che avessi i miei problemi, ma non ero picchiato solo infastidito da ragazzi più grandi durante l'intervallo) ... ma non era l'eroe di un cartone animato. Non era il Power Ranger Rosso che desideravo essere, ma era simile a me! In un certo modo mi dava voce, anche se allora non potevo saperlo.

Persi pochi mesi dopo quel libro. Non so se perché lo portai a scuola, se rimase nella biblioteca dei nonni o portato via accidentalmente da una mia zia... ma non seppi più molto di Bastiano, sebbene negli anni recuperai tutti i film. Possiamo dire che tenni i contatti con Bastian. Ironicamente il primo film (quello di Petersen) fu l'ultimo che vidi, quando ero già adolescente!

Bastian e Bastiano

Curiosamente le scelte di nomenclatura differenti fra libro e film, ci permettono di “dare un nome” alle varie versioni del personaggio, esattamente come Bastiano fa nel libro con l'Imperatrice, e di identificarle quando si vuole fare un confronto fra esse.

Da una parte abbiamo infatti Bastiano Baldassare Bucci, il personaggio concepito da Ende a Genzano di Roma. Non solo un bambino timido rimasto orfano di madre, con un padre depresso che viene bullizzato a scuola. Ma un bambino di nove o dieci anni che è grasso, che non si piace con il suo corpo e che si vergogna di sè stesso!

Dall'altra, abbiamo il Bastian dei film, in particolare del primo. Orfano sì, bullizzato certo, ma privo di tutti quei problemi di accettazione fisica che caratterizzano la sua controparte cartacea, al punto che (come riportato da Ale Montosi nei suoi articoli dedicati al confronto libro-film) già allora i critici italiani notarono come l'attore fosse praticamente uguale a Elliot di E.T. come look, e non al

... Bastian goffo, grassoccio, sgraziato (e quindi complessato) del romanzo. Michele Anselmi, Bastiano contro E.T., L'Unità 1 settembre 1984

La vergogna che Bastiano prova per sé stesso è un aspetto molto importante per comprendere il personaggio. Nel libro è questo ciò che inzialmente lo trattiene dall'entrare in Fantasìa! L'Imperatrice che chiede “Perché non ascolti i tuoi sogni, Bastian?” e la risposta “Ma io devo restare con i piedi per terra!” non esistono nel libro. Non esistono per Ende. Esiste solo la vergogna che Bastiano prova al pensare di comparire davanti a un eroe come Atreiu e una bellissima fanciulla come l'Infanta Imperatrice.

Un percorso di autoaccettazione

Questa vergona, questo non accettarsi, avrà poi conseguenze nella seconda parte del romanzo. A differenza della sua controparte filmica, entrando in Fantasìa Bastiano prende l'aspetto di un giovane principe orientale, riceverà AURYN comincerà ad atteggiarsi a grande eroe e ... perdendo però sé stesso e i suoi ricordi!

Se avete visto il secondo film, la situazione vi suona famigliare solo che qui ... non è un piano della perfida Xayde (che è presente nel libro), ma un effetto collaterale di AURYN sui terrestri. Gli umani che entrano in Fantasìa per salvarla poi ne devono uscire, per poter risanare entrambi i mondi. Ma nel corso della sua vicenda, Bastiano inizialmente rifiuterà di voler tornare a casa, dimenticandosi a poco a poco chi è stato, peccando di superbia e arrivando ferendo Atreiu! Solo dopo aver incontrato i “Nulladicenti” (cioé gli umani che hanno perso sé stessi in Fantasìa)

Negli ultimi capitoli della vicenda, Bastiano dimeticherà come si chiama diventando letteralmente il ragazzo che non aveva più nome, prima di riuscire a tornare a casa scegliendo di rinunciare a AURYN e a tutto quello che ha avuto da Fantasìa, trovando finalmente così non solo il portale fra i due mondi – le Acque della Vita – ma ritrovando anche sé stesso e imparando ad amarsi.

We Are All Bastiano!

Bastiano ha molto in comune con le caratteristiche fisiche e psicologiche di chi oggi indichiamo come #nerd, almeno nella versione stereotipata che era in voga fino a qualche decennio fa. È un bambino complessato che ha sofferto con un immenso desiderio di amore! Odia sé stesso e la sua vita e che ama le storie per poter evadere, immaginando di essere qualcun'altro! Questo riesce ad accadere nel momento in cui entra nel libro, ma dopo aver ricevuto AURYN inizia a tirare fuori i lati peggiori di sé, a perdere i suoi ricordi e spesso si trova anche davanti alle conseguenze inattese di desideri espressi sì “con le migliori intenzioni”, ma solo secondo il suo giudizio violando così la neutralità assoluta che dovrebbe avere chi porta l'amuleto. Arriva vicino a diventare un Nulladicente e a perdersi per sempre in Fatasìa senza più identità.

Spesso i personaggi come Bastiano sono sempre rappresentati sotto una luce positiva, se vengono corrotti o ingannati non è mai interamente colpa loro (vedi il Bastian del secondo film, che è vittima di Xayde e della sua macchina si da subito). Sono i bravi ragazzi, quelli tranquilli che non farebbero male a nessuno! Gli innocenti! Nel libro non è così! Pur essendogli dati i mezzi per tornare e capire come farlo fin da subito, Bastiano ne abusa. Utilizza i suoi desideri principalmente per essere considerato e venerato dai fantasiani (in particolare da Atreiu e Fucùr) . Questo bisogno lo porta a desiderare di essere considerato da tutta prima un eroe salvatore, poi un grande poeta, un benenfattore, un Massimo Sapiente, poi una persona pericolosa e temuta – cosa che lo renderà sensibile alle lusinghe di Xayde – e infine a considerare di divenire lui stesso Infante Imperatore.

Ma quello che esce fuori da Bastiano e che lo porta ad abusare dei desideri, è lui! Quello con cui si confronta sono le emozioni che ha tenuto represse quando non si considerava all'altezza per esprimerle!

Mi pare di vedere un'eco (o comunque un fil rouge) di temi trattati in serie #Adolescence e che spesso conducono alla radicalizzazione di videogiocatori o di altri giovani uomini, profondamente insicuri di sé stessi. L'ego di Bastiano è fragile, la sua #mascolinità è fragile. Rinunciare ad AURYN, tornare indietro per lui vuol dire rinunciare al suo nuovo aspetto da eroe, al suo “avatar videoludico”. Vuol dire accettarsi e amarsi per come è anche fisicamente!

Bastiano quindi non è unico. Sia in senso positivo che negativo, sia nel libro che nelle realtà. Così come ci sono i Nulladicenti, vi sono coloro che invece sono tornati da Fantasìa con successo, accettando sé stessi ma anche cambiati. Uno di questi è il signor Coriandoli (Koelander in originale) cioé il librario, il quale rivela a Bastiano che probabilmente il libro de La Storia Infinita sarà ora nelle mani di qualcun'altro. Bastiano non è quindi un prescelto in senso classico, ma è solo parte di un ciclo e in futuro Ende dice che egli mostrerà la via di Fantasìa a molti altri, perché continuino a risanare i due mondi.

Il significato metanarrativo è evidente. Siamo tutti Bastiano. Almeno potenzialmente Tutti possiamo entrare in un mondo fantastico, tutti possiamo uscirne e tutti possiamo aiutare altri a tornare indietro con le “Acque della Vita”.


Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito Altrimondi.org

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Kamo Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de La Storia Infinita condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!

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