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    <title>letteratura &amp;mdash; La biblioteca di Amarganta</title>
    <link>https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/tag:letteratura</link>
    <description>Pensieri e cronache su &#34;La Storia Infinita&#34;</description>
    <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:55:32 +0000</pubDate>
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      <title>C come ... Colore!</title>
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      <description>&lt;![CDATA[h1C come ... Colore!/h1&#xA;&#xA;div class=&#34;container&#34;img src=&#34;https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-C.jpg&#34; alt=&#34;Capolettera della prima edizione italiana della Storia Inifinita. Lettera C, creatore Antonio Basioli&#34;/div &#xA;&#xA;Avete letto bene: oggi parliamo del b#colore/b.  &#xA;&#xA;Solitamente nella narrativa il colore è un elemento che non riguarda i romanzi, ma i libri per bambini piccoli, ricchi di illustrazioni. &#xA;Certo, non è insolito che (specie in passato) che i romani per ragazzi vengano pubblicati con illustrazioni. Da buon #Millenial quale sono, mi vengono in mente i disegni di Serena Riglietti per i primi libri iHarry Potter/i o quelli presenti nei romanzi di Rohal Dahl. Solitamente, però, si tratta sempre di disegni in bianco e nero, e sono elementi per lo più aggiuntivi. &#xA;&#xA;È una costante della #letteratura: salvo rari casi, il colore appartiene alle copertine dei libri, non certo al loro testo che è sempre nero ... giusto?&#xA;&#xA;h2La questione cromatica/h2&#xA;&#xA;In Italia sono disponibili due versioni de La Storia Infinita, entrambe con la traduzione della Pandolfi. La prima è un&#39;edizione standard in bianco e nero che distingue le parti ambientate nel mondo reale da quelle nel mondo immaginario attraverso una differenza di carattere tipografico. La seconda utilizza invece due colori diversi: rosso per il mondo umano, verde acqua per Fantasìa.&#xA;&#xA;Di queste due versioni, la seconda è quella &#34;autentica&#34;, che rispetta la volontà espressa da Ende in occasione della prima edizione assoluta (quella tedesca) del libro. L&#39;autore sovverte qui i canoni con una scelta apparentemente &#34;infantile&#34; (l&#39;utilizzo di un testo colorato) che ha però l&#39;effetto di rendere anche il colore del testo parte integrante della narrazione.&#xA;&#xA;La differenza di carattere tipografico utilizzata nella versione in bianco e nero è invece un espediente, un escamotage adottato per l&#39;edizione economica pubblicata dalla TEA: un modo per rendere &#34;a basso costo&#34; la distinzione fra i due mondi.&#xA;&#xA;L&#39;autore tedesco, durante la stesura del romanzo, arrivò a ritenere che una semplice pubblicazione tradizionale non fosse adatta per l&#39;opera che stava scrivendo, ma che questa dovesse essere confezionata come un libro di magia, con copertina di cuoio e bottoni in madreperla e ottone. Fu solo dopo i colloqui con l&#39;editore, preoccupato per i costi di una simile produzione, che i due si accordarono per qualcosa di più semplice: copertina in seta rossa, 26 capilettera per i singoli capitoli (disegnati dall&#39;artista Roswitha Quadflieg) e la celebre stampa a due colori.&#xA;&#xA;Una scelta che verrà poi ripresa anche nelle edizioni straniere. In quella italiana pure i capilettera appositamente scelti, quelli di Antonio Basioli, furono adattati ai colori con cui iniziano i vari capitoli, che non è solo un capriccio dell&#39;autore ma una vera e propria testimonianza della natura metanarrativa del libro.&#xA;&#xA;h2&#34;Dove si trova questo libro? Nel libro.&#34;/h2&#xA;&#xA;Quando Bastiano comincia a leggere il suo libro de La Storia Infinita (quello interno alla storia) il testo viene da subito descritto come verde acqua. Chissà che emozione sarà stata per i lettori di allora, quella di voltare pagina dopo il prologo scritto in rosso e di ritrovarsi anche loro a leggere lo stesso racconto letto dal protagonista scritto con lo stesso colore! &#xA;&#xA;Leggere letteralmente un libro nel libro, cosa rafforzata inoltre dalla già accennata copertina in seta rossa dell&#39;edizione originale, esattamente come quella del libro preso da Bastiano!&#xA;&#xA;Ma Ende fece di più. Egli rese iLa Storia Infinita/i non solo un libro nel libro, ma aggiunse un terzo libro omonimo all&#39;interno di Fantasìa, dove il Vecchio della Montagna Vagante - figura antitesi dell&#39;Infanta Imperatrice, simbolo della scrittura che rende le storie immutabili laddove l&#39;altra è la creatività che da loro forma - riporta tutto quello che avviene in un volume che  - a suo dire - non contiene semplicemente tutta Fantasìa, ma &#34;[...]  è tutta Fantasìa&#34; . &#xA;E durante questo incontro, fra l&#39;imperatrice e il suo contrario, per un breve istante, il contenuto di tutti e tre i libri diviene uno. &#xA;&#xA;Quando l&#39;Infanta Imperatrice (nel suo ultimo tentativo per portare Bastiano a Fantasìa) chiede al Vecchio di cominciare a rinarrare il bsuo/b libro, la bsua/b Storia Infinita dal principio, l&#39;inchiostro con cui l&#39;anziano scrive, la copertina del suo libro così come la tonaca che indossa, cambiano il loro colore dalla da verde acqua a un ben più (per il lettore) famigliare rosso. La storia ricomincia in un ciclo infinito (la biFine Infinita/i/b) dal momento in cui i noi lettori di Ende hanno iniziato il libro, con le stesse identiche parole e le stesse identiche scene (salvo la differenza che nella nostra copia questo testo è ancora verde acqua, fatta eccezione per le reazioni di Bastiano nel leggere di sé stesso).&#xA;&#xA;Nel romanzo di Ende, il colore del testo non è più un fronzolo o un capriccio autoriale, ma un elemento concreto della storia. Qualcosa di cui anche chi legge può fare esperienza in prima persona. &#xA;Da appassionato di esoterismo (in particolare alchimia e antroposofia), Ende dava molta importanza al simbolismo, elemento chiave delle pratiche magiche (non a caso voleva stampare il romanzo come se fosse un libro di magia). La sua scelta dei colori e il gioco metanarrativo, trasportano questa dimensione simbolica al testo scritto, e la mette in mano a lettrici e lettori che però potranno interamente comprenderla solo arrivati a metà del libro, nella scena della iFine Infinita/i ...&#xA;&#xA;hr&#xD;&#xA;Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito a href=&#34;https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/&#34;Altrimondi.org/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Segui il blog via a href=&#34;https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/feed/&#34;RSS/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;bKamo/b&#xD;&#xA;Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de iLa Storia Infinita/i condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!&#xD;&#xA;&#xD;&#xA; a href=&#34;https://mastodon.uno/@kamo1&#34; target=&#34;blank&#34;Mastodon/a |  a href=&#34;https://lore.livellosegreto.it/user/kamo1&#34; target=&#34;_blank&#34;Bookwyrm/a&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>C come ... Colore!</h1>

<div class="container"><img src="https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-C.jpg" alt="Capolettera della prima edizione italiana della Storia Inifinita. Lettera C, creatore Antonio Basioli"></div> 

<p>Avete letto bene: oggi parliamo del <b><a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:colore" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">colore</span></a></b>.</p>

<p>Solitamente nella narrativa il colore è un elemento che non riguarda i romanzi, ma i libri per bambini piccoli, ricchi di illustrazioni.
Certo, non è insolito che (specie in passato) che i romani per ragazzi vengano pubblicati con illustrazioni. Da buon <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Millenial" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Millenial</span></a> quale sono, mi vengono in mente i disegni di Serena Riglietti per i primi libri <i>Harry Potter</i> o quelli presenti nei romanzi di Rohal Dahl. Solitamente, però, si tratta sempre di disegni in bianco e nero, e sono elementi per lo più aggiuntivi.</p>

<p>È una costante della <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:letteratura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">letteratura</span></a>: salvo rari casi, il colore appartiene alle copertine dei libri, non certo al loro testo che è sempre nero ... giusto?</p>

<h2>La questione cromatica</h2>

<p>In Italia sono disponibili due versioni de <em>La Storia Infinita</em>, entrambe con la traduzione della Pandolfi. La prima è un&#39;edizione standard in bianco e nero che distingue le parti ambientate nel mondo reale da quelle nel mondo immaginario attraverso una differenza di carattere tipografico. La seconda utilizza invece due colori diversi: rosso per il mondo umano, verde acqua per Fantasìa.</p>

<p>Di queste due versioni, la seconda è quella “autentica”, che rispetta la volontà espressa da Ende in occasione della prima edizione assoluta (quella tedesca) del libro. L&#39;autore sovverte qui i canoni con una scelta apparentemente “infantile” (l&#39;utilizzo di un testo colorato) che ha però l&#39;effetto di rendere anche il colore del testo parte integrante della narrazione.</p>

<p>La differenza di carattere tipografico utilizzata nella versione in bianco e nero è invece un espediente, un <em>escamotage</em> adottato per l&#39;edizione economica pubblicata dalla TEA: un modo per rendere “a basso costo” la distinzione fra i due mondi.</p>

<p>L&#39;autore tedesco, durante la stesura del romanzo, arrivò a ritenere che una semplice pubblicazione tradizionale non fosse adatta per l&#39;opera che stava scrivendo, ma che questa dovesse essere confezionata come un libro di magia, con copertina di cuoio e bottoni in madreperla e ottone. Fu solo dopo i colloqui con l&#39;editore, preoccupato per i costi di una simile produzione, che i due si accordarono per qualcosa di più semplice: copertina in seta rossa, 26 capilettera per i singoli capitoli (disegnati dall&#39;artista Roswitha Quadflieg) e la celebre stampa a due colori.</p>

<p>Una scelta che verrà poi ripresa anche nelle edizioni straniere. In quella italiana pure i capilettera appositamente scelti, quelli di Antonio Basioli, furono adattati ai colori con cui iniziano i vari capitoli, che non è solo un capriccio dell&#39;autore ma una vera e propria testimonianza della natura metanarrativa del libro.</p>

<h2>&#34;Dove si trova questo libro? Nel libro.&#34;</h2>

<p>Quando Bastiano comincia a leggere il suo libro de La Storia Infinita (quello interno alla storia) il testo viene da subito descritto come verde acqua. Chissà che emozione sarà stata per i lettori di allora, quella di voltare pagina dopo il prologo scritto in rosso e di ritrovarsi anche loro a leggere lo stesso racconto letto dal protagonista scritto con lo stesso colore!</p>

<p>Leggere letteralmente un libro nel libro, cosa rafforzata inoltre dalla già accennata copertina in seta rossa dell&#39;edizione originale, esattamente come quella del libro preso da Bastiano!</p>

<p>Ma Ende fece di più. Egli rese <i>La Storia Infinita</i> non solo un libro nel libro, ma aggiunse un terzo libro omonimo all&#39;interno di Fantasìa, dove il Vecchio della Montagna Vagante – figura antitesi dell&#39;Infanta Imperatrice, simbolo della scrittura che rende le storie immutabili laddove l&#39;altra è la creatività che da loro forma – riporta tutto quello che avviene in un volume che  – a suo dire – non contiene semplicemente tutta Fantasìa, ma “[...]  è tutta Fantasìa” .
E durante questo incontro, fra l&#39;imperatrice e il suo contrario, per un breve istante, il contenuto di tutti e tre i libri diviene uno.</p>

<p>Quando l&#39;Infanta Imperatrice (nel suo ultimo tentativo per portare Bastiano a Fantasìa) chiede al Vecchio di cominciare a rinarrare il <b>suo</b> libro, la <b>sua</b> Storia Infinita dal principio, l&#39;inchiostro con cui l&#39;anziano scrive, la copertina del suo libro così come la tonaca che indossa, cambiano il loro colore dalla da verde acqua a un ben più (per il lettore) famigliare rosso. La storia ricomincia in un ciclo infinito (la <b><i>Fine Infinita</i></b>) dal momento in cui i noi lettori di Ende hanno iniziato il libro, con le stesse identiche parole e le stesse identiche scene (salvo la differenza che nella nostra copia questo testo è ancora verde acqua, fatta eccezione per le reazioni di Bastiano nel leggere di sé stesso).</p>

<p>Nel romanzo di Ende, il colore del testo non è più un fronzolo o un capriccio autoriale, ma un elemento concreto della storia. Qualcosa di cui anche chi legge può fare esperienza in prima persona.
Da appassionato di esoterismo (in particolare alchimia e antroposofia), Ende dava molta importanza al simbolismo, elemento chiave delle pratiche magiche (non a caso voleva stampare il romanzo come se fosse un libro di magia). La sua scelta dei colori e il gioco metanarrativo, trasportano questa dimensione simbolica al testo scritto, e la mette in mano a lettrici e lettori che però potranno interamente comprenderla solo arrivati a metà del libro, nella scena della <i>Fine Infinita</i> ...</p>

<hr>

<p>Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito <a href="https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/" rel="nofollow">Altrimondi.org</a></p>

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<p><b>Kamo</b>
Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de <i>La Storia Infinita</i> condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!</p>

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      <pubDate>Sun, 08 Feb 2026 20:59:44 +0000</pubDate>
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