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Si racconta, nelle notti che profumano di cenere e di stelle, che un tempo lontanissimo i gatti del mondo avessero tutti lo stesso mantello striato, simile alle ombre degli alberi al chiaro di luna. Tutti, tranne uno. Era un gatto nero come la notte senza stelle, nato dal buio buono che protegge e custodisce. Viveva accanto alla Befana, e con lei attraversava i cieli una volta lβanno, seduto sulla scopa come un guardiano silenzioso. I suoi occhi vedevano tutto dallβalto: i tetti illuminati, i camini fumanti, le strade addormentate. Ma non aveva mai conosciuto il calore di una casa. Quando il viaggio finiva e la scopa veniva riposta, il gatto cadeva in un sonno profondo, un riposo lungo quanto un intero anno. Eppure, nel silenzio di quel letargo, cresceva in lui un desiderio: sapere che cosa fosse la vita degli umani, sentire da vicino le loro voci, il riso dei bambini, il tepore di un focolare acceso. Una notte dβEpifania, mentre la Befana distribuiva i suoi doni, il gatto si sporse appena per guardare meglio una finestra illuminata. Il sacco, colmo di regali e di magia, oscillΓ²β¦ e un dono cadde, inghiottito dal buio. La Befana se ne accorse poco dopo. Si fermΓ² nel cielo, sospirΓ², e disse: Β«In tanti secoli non avevo mai sbagliato.Β» Il gatto abbassΓ² le orecchie, ma lei gli accarezzΓ² il capo, come si fa con chi Γ¨ compreso prima ancora di parlare. Β«Non Γ¨ colpa tua. E forse non Γ¨ nemmeno un errore. La notte, a volte, chiede di essere abitata.Β» CosΓ¬ prese il gatto tra le braccia e lo lasciΓ² scendere dolcemente nel camino della casa dove il dono era caduto. Tra cenere e scintille, il gatto atterrΓ² sul pavimento. La famiglia si voltΓ², sorpresa. Per un istante il tempo sembrΓ² fermarsi, poi un bambino sorrise e disse: «à arrivato un amico.Β» E nessuno ebbe il cuore di spezzare quella magia. Da quella notte, il gatto nero rimase sulla terra, imparΓ² il linguaggio delle carezze, il profumo del latte caldo, la presenza silenziosa che consola. E la Befana, tornando nei cieli, sorrise: non aveva perso un compagno, lo aveva donato. Si dice che da allora nacquero i gatti neri, come memoria di quella notte. E che portino fortuna perchΓ© sono figli di un dono, della notte e della scelta di restare.
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