La prima domanda

Profeti, visionarii, scienziati, filosofi, sapienti... nessuno è riuscito finora a rispondere alla domanda sulla necessarietà delle cose, perché cioè il mondo, le cose son così, e non in un altro modo.

Ad esempio, immaginando una mela che casca dall'albero, osservandola escalmeresti “Ma certo ! è per via della forza gravitazionale !”. Non si saprebbe però perché debba avvenire così, proprio cioè per una forza attrattiva gravitazionale. Non si sa cioè del perché una mela esista, esista un albero, e che tale mela debba cadere a terra dall'albero proprio qui, in questo punto, ora, grazie ad una cosiddetta forza gravitazionale.

Del tutto, e del perché avviene, non se ne ha alcuna idea certa.

Se l'albero fosse nello spazio, la mela fluttuerebbe “all'infinito”, come si suol dire. Lo dico tra virgolette perché non sono andato là a misurare quanto sia grande l'infinito. E qualcuno piu sveglio esclamerebbe: “Logico, se è infinito, è inutile che vai a misurare: è infinito, sciocco !”. Eppure anche in quelle condizioni non si saprebbe perché debba avvenire in quella maniera, e non questa, come sulla Terra, in cui la mela tocca il suolo e rotola.

In qualunque modo siano e avvengano le cose, non si sa perché debbano avvenire, nel modo come avvengono, e non in altro.

“Perché è capitato proprio a me ?” penserebbe ora qualcuno

La necessità che una cosa avvenga, del perché deve avvenire, ed avviene in quella maniera, è una domanda antica più dell'uomo.

Esiste un'altra domanda non risposta: perché siamo qui ? Ma è bene precisare che la nostra domanda, la prima, quella del perché-le-cose-devono-avvenire-così ha priorità su tutte le altre. Il motivo è presto detto:

se non ci fosse stato nulla, cioè nessun mondo, nessun universo, nessun individuo pensante, niente di niente, non esisterebbe neanche quella prima domanda, né il motivo di porsela. Se non ci fosse nulla, non ci saremmo noi, non ci sarebbe la mela, non ci sarebbe la gravitazione, non ci sarebbe alcuna domanda da porsi.

Epperò anche in quelle condizioni del “nulla”, nulla ci si potrebbe chiedere. Perché dunque nulla ci si ptrebbe chiedere ?

Viceversa, segue però che la coscienza individuale è vincolata a ciò che esiste, un po' come il pensiero parmenideo di fronte all'essere a cui è vincolato indissolubilmente. Una coscienza dunque pensa soltanto ciò che è, ciò che esiste.

Se dunque uno sogna, ha visioni di mondi impossibili, oppure semplicemente pensa alla neve di colore verde, beh... allora esiste da qualche parte...

una neve di colore verde

o altrimenti dovrebbe andare in cura dallo psichiatra.

Per tal motivo io come tanti altri sognatori, e sicuramente molti tra voi, siamo “alternativi” proprio perché continuiamo ad investigare su questa deviazione dalla norma (ovvero ortogonalità) che obbliga a pensare che esista una ed una sola neve, d'un solo colore, cioe bianco.

Non siamo pazzi, eppure continuiamo a vedere cose che non esistono.

Ma è mai poossibile tutto ciò ?

io sono Luca @negazione@noblogo.org