VALENTINA

Era la ragazza più bella del paese, lo dicevano tutti. Era gioviale, generosa, simpatica. Studiava all’Università Biologia ed era felice perché stava per laurearsi a tempo record. Conobbe Said durante una pausa dallo studio, erano davanti ad una gelateria, a lei caddero i libri dalle mani. Lui li raccolse e così fecero conoscenza. Era una giornata di primavera, pioggia e vento si alternavano, per le vie le pozze rappresentavano un’insidia, le automobili non si curavano di coloro che passeggiavano sul marciapiede, anzi sembrava che ci mettessero impegno nel centrarle e bagnare i passanti. “Grazie”. Disse Valentina. “Di nulla”. Si presentarono e, come fosse la cosa più naturale di questo mondo, cominciarono a camminare tentando di tenersi al riparo dagli spruzzi violenti che provenivano dalla strada. Decisero di bere un caffè. Poi si salutarono ed ognuno andò verso la propria facoltà. Il caso volle che si incontrassero due giorni dopo al parco comunale. Valentina amava studiare all’aperto perciò approfittava delle giornate soleggiate per rintanarsi nella panchina più isolata. Ogni tanto alzava gli occhi per godere del panorama, alberi maestosi, scoiattoli, uccellini di una bellezza incredibile, sembravano dipinti da un pittore. Improvvisamente un “ciao” la distolse dai suoi pensieri. Era lui, Said. “Anche tu studi al parco?” “Ciao Said, sì mi piace stare all’aperto”. “Aspetta, vado a prendere due gelati”. “Non per me grazie, non mi piacciono”. “Impossibile”. “Eppure è così”. “Cosa studi?” “Biologia e tu? “Giurisprudenza”.

Da quel giorno si videro con sempre maggiore frequenza e si innamorarono follemente l’uno dell’altra. Avevano gli stessi interessi ed una passione spropositata per la montagna. Ogni volta che era possibile facevano delle escursioni emozionanti, soprattutto quando riuscivano a raggiungere una cima. I momenti di intimità erano consumati in una macchinina nel bosco. A loro bastava, erano felici così.

I mesi passavano ed il loro amore si consolidava sempre di più. Quell’estate decisero di cercare lavoro come stagionali per guadagnare qualche soldo da investire in un viaggio. Lo trovarono in una località balneare, lei vendeva scarpe e lui costumi da bagno. Nel primo pomeriggio, quando erano liberi, si recavano sul lungomare a godere del sole più caldo della giornata, la spiaggia era piena di bagnanti impegnati nelle diverse attività classiche: il gioco delle bocce, pallavolo, la maggior parte delle donne prendeva il sole distese sul loro lettino che avrebbero abbandonato solo all’imbrunire. La sera si ritrovavano sempre nello stesso locale ad ascoltare musica e a raccontarsi la giornata appena trascorsa. Nel contempo si ritagliavano dei momenti per studiare. Erano veramente una bella coppia.

Al rientro organizzarono un incontro con le famiglie, un bel pranzo in un ristorantino economico ma decoroso. Le presentazioni non furono molto calorose, improvvisamente emerse un problema, che non si erano posti, Said, nato in Italia da genitori ghanesi, non solo era di colore ma anche musulmano. La madre di Valentina rimase sulle sue per tutto il tempo, anche i piatti ricolmi di cibo sembravano tristi, intorno l’atmosfera allegra faceva da contrasto. Eppure nessuno sentiva più nulla, solo il vacuo rumore delle forchette e dei coltelli. Al termine ognuno se ne andò a casa.

Valentina era furiosa, mai si sarebbe aspettata un comportamento così incivile da parte della madre. “Mamma, ma non ti vergogni?” “E tu non ti vergogni del tuo bello, nero e pure musulmano?” “Per me lui è solo Said”. “Vedrai quando ti farà mettere il burqa quanto felice sarai”. “Lui vive all’occidentale e non ha mai fatto cenno al Corano e, tanto meno, alle regole della sua religione”. “E tu pensi che questo ti metta al riparo?” “Ma dai mamma, vedi negli altri sempre il peggio”. “E tu papà?” “Io sono d’accordo con tua madre, sono pericolosi, per quanto l’impressione su Said non sia del tutto negativa”.

Valentina uscì sbattendo la porta, come si permettevano di giudicarlo dopo aver scambiato solo due parole con lui. Si diresse al parco, lo vide in lontananza, gli corse incontro, si baciarono appassionatamente. “Non avevamo calcolato il pregiudizio”. Lei lo guardò intensamente “Non avrei mai immaginato di avere dei genitori così”. Non prendertela, a me non è andata meglio. I miei genitori mi hanno tempestato la testa con l’osservanza di regole assurde della sharia”. Abbracciati, osservavano l’orizzonte, il Sole rosso della sera che si stagliava sopra gli alberi le cui foglioline cominciavano a cambiare colore. Stava arrivando l’autunno e con l’autunno anche gli esami all’Università.

La loro vita continuò, di quell’incontro non ne parlarono più, non ne valeva la pena. Loro vivevano la magia del loro amore e appena potevano si incontrarono ed erano baci appassionati. Il peso delle famiglie si faceva sentire, ma a loro importava molto poco. Certo a casa erano sguardi di rimprovero “Lascialo non fa per te. Tu sarai una grande biologa, pensi che lui te lo concederà?” “Sii ragionevole”. Aggiunse il padre.

“Come posso far accettare Valentina ai miei genitori? Potrebbe fare qualche sacrificio, per esempio mettersi il velo”. Pensava Said.

Glielo chiese come un favore per quietare le acque. “Poi tutto sarà diverso”. “Quando sarà diverso? Non capisco. Comunque in presenza dei tuoi indosserò il velo, se questo ti può far contento”. Pronunciò queste parole con una certa stizza.

Passarono i mesi Valentina si laureò a pieni voti, Said era un po’ indietro con gli esami, comunque anche lui presto si sarebbe laureato.

Valentina cominciò a cercare lavoro che trovò in fretta in un istituto di ricerca. Era un posto veramente prestigioso.

Said non la prese bene “E quando avremo dei bambini?” “In primo luogo questo lavoro mi piace tantissimo, secondo dove sta scritto che avremo dei bambini”.

Said per un attimo perse la testa, avrebbe voluto schiaffeggiarla, ma si trattenne, anzi si scusò per averla fatta arrabbiare. Un abbraccio chiuse la faccenda.

Alla fine anche lui si laureò, alla festa Valentina portava diligentemente il velo. I genitori di Said erano compiaciuti. “Vedrai che quando saranno sposati lei dovrà indossare i nostri abiti tradizionali”.

La loro storia d’amore continuava, seppur con qualche incrinatura qua e là. Lui diventava sempre più pressante per quanto riguarda le regole del corano. Lei se ne infischiava bellamente. Si amavano non c’era dubbio ma i continui litigi rendevano difficile la relazione. L’insistenza di Said faceva inviperire Valentina, che, mai e poi mai, avrebbe immaginato una situazione del genere. “Said, perché pretendi che io mi conformi alla Sharia?” “Perchè l’unico, vero Dio è Hallah”. “Quindi non eri veramente scandalizzato quando i tuoi genitori ti hanno rimproverato in occasione dell’incontro tra le nostre famiglie”. “Devo essere onesto, inizialmente lo ero, ma poi mio padre mi ha spiegato il valore della nostra religione ed i suoi principi”. “Non poteva farlo prima, quando eri piccolo?” “Lo ha fatto, ma io avevo tanta voglia di conformarmi ai comportamenti di questo Paese, che non badavo tanto a quello che mi diceva”. “E adesso perché tutto diventa importante, improvvisamente rinneghi il tuo passato per abbracciare tutti i dettami del Corano? Capisci che alle condizioni che tu mi poni io non posso pensare di sposarti”. Fu una stilettata al cuore di Said, la rabbia si trasformò in odio e poi in desiderio di vendetta. Si salutarono freddamente. La sera stessa l’attese davanti casa e la freddò con due coltellate.

La loro storia finì così nel sangue in una vicolo costellato da ville e parchi lussureggianti. Said si sedette accanto al cadavere, in attesa della polizia baciava le mani ed il volto di Valentina.

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