Chi sono
Ero alla ricerca di uno spazio dove poter liberare i pensieri, dove poter sperimentare e coinvolgere, poi ho scoperto questo posto e me ne sono innamorato. Un luogo normale, con persone normali, colori normali e molti fiori da raccogliere, dove è possibile che accada tutto e il contrario di tutto. Un crocevia di passaggio, un punto di partenza e di arrivo, dove le persone si dimenticano e si incontrano. Uno spazio in cui le parole si intrecciano e si liberano, come in un soffio che accarezza la pelle, come in quei respiri che si trattengono quando ci si immerge nell’acqua.
Questo sono io. Parole sulle labbra, poesia che graffia e poi ti accarezza, un libro da leggere saltando le pagine, musica suonata sulle pentole, immagini che passano e immagini che restano, pensieri liberi, corrente e microchip, pellicole e pop-corn, cibo da accompagnare col vino, definizioni indefinibili, esperimenti e pasticci, forma e comunicazione.
Tutto ciò che racconto è accaduto o dovrà accadere. Questo è il mio blocco note, una specie di utero in affitto per la gestazione, dato che non ne possiedo uno vero. Alcune cose che scrivo e che penso, lo ammetto, non le comprendo neanche io. Le idee hanno una vita propria, io apro la porta e le lascio correre. Una volta che sono uscite le leggo, le comprendo e le traduco per dar loro una forma.
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