Da Substack a noblogo (WriteFreely)?

Negli ultimi anni devo dire che scrivo abbastanza sia a livello di “penna” sia su tastiera, e per quanto ci sia una lotta tra le due metodologie, preferisco scriere su tasteira rispetto alla penna, anche se quest'ultimo è indispensabile per mettere giù le idee.

Come dico, e ho scritto più volte, ho iniziato a scrivere per necessità, per terapia, e sto continuando questo metodo di scrittura a questa entità “DIARIO”.

Substack in questo campo mi ha catturato immediatamente perché è piena di persone con la stessa ideologia, che stanno cambiando il loro modo di vivere i giorni moderni, che leggon di più... In sostanza mi ha dato e mi sta dando tanti punti di riflessione molto stimolanti.

Il punto è un altro: rimane comunque una piattaforma social, qundi con post brevi, importanza alle immagini, risptto al testo, e la presenza di un algoritmo. Non credo faccia più per me, dall'essere di aiuto e un'altra piattaforma che inizia a sovrastimolare.

Per quanto riguarda la sovrastimolazione, in me questa senza sensazione si traduce come il DOVER essere produttivo per portare CHISSA' QUALE RISULTATO.

Da qui arriva “noblogo”, seguo Devol da anni, pur applicando la Degooglizzazione molto lentamente, e questo servizio mi ha sempre attirato, forse è giunto il momento di abitarlo.

D'altronde, rimango un grande fan di https://scrivi.la/ made by Riccardo Palombo.

Per scrivere basta poco: un font leggibile, un foglio virtuale in dark mode, e basta (neanche il grassetto e il corsivo, tutto rumore).