Resilienza
Ed eccomi a parlare della cosa più nominata dagli antimanager: la resilienza. Che se ci pensi è proprio ciò che dovremmo evitare ed è ciò che invece viene sempre elevato a punto di arrivo delle principali peggiori aziende. Vediamo assieme perché.
Il termine resilienza viene mutuato dal mondo dei materiali, delle costruzioni. Vuol dire che un materiale, una volta sottoposto a forze esterne, si modifica e poi ritorna come prima. Come se non fosse successo nulla.
Funziona benissimo per i materiali. E con gli esseri umani? Vediamolo assieme.
Mettiamo che una persona compia un'azione e le “forze esterne” (mercato, concorrenza...) le capitino addosso e le pieghino, la deformino. Ecco, gli antimanager vogliono che questa persona ritorni come prima, come se non fosse successo nulla. E qui è il vero disastro concettuale e pratico, perché: 1. Vuol dire che ritorni a fare quello che facevi prima, quindi quello che ti ha portato a subire queste forze (perché non prevederle e cercare di evitarle) e ti ha piegato. Insomma, parafrasando Einstein, tornare a fare le stesse cose di prima sperando di ottenere risultati differenti sarebbe pura follia. E l'antimanager che ti parla di resilienza è pura follia. 2. Vuol dire che di tutto quello che è successo non hai imparato un bel niente, infatti torni come prima. E no, caro (perché solitamente guadagna tanto) antimanager, io non voglio tornare come prima. Io voglio migliorare e quindi diventare meglio di prima 3. Per tornare come prima vuol dire che alcuni caratteri umani li hai persi. Primi fra tutti le emozioni. Come puoi tornare esattamente come prima, come se nulla fosse successo? E le emozioni? Certo, l'antimanager dice che le emozioni vanno tenute da parte e lo dice bello arrabbiato. Che controsenso! La rabbia è un'emozione. Inoltre dentro la parola emozione c'è un mondo. Deriva da “e-movere” quindi muovere verso. Le emozioni sono il miglior carburante per fare le cose, per muoversi. Certo devono essere ben gestite ma servono tantissimo.
Io penso che tu abbia ben compreso che la resilienza funziona bene per le cose inanimate ma debba essere qualcosa da cui fuggire a gambe levate se la si vuole applicare agli esseri umani perché, in questo contesto, è veramente dannosa.
Ti auguro di sbagliare e di migliorare e mai di tornare come prima. Torna meglio di prima. Come amo ripetere “ogni volta che cadi, raccogli qualcosa”.
A presto!