Nel bosco
Nel bosco tutto sembra uguale, dello stesso colore; forme che si ripetono e scompaiono a furia di riprodursi incessanti. Difficile per l'occhio cogliere un particolare, una curva, un'isola di luce, dove la differenza diventa significativa cioè piena di significato, per dire qualcosa una parte per il tutto di quello che è silenzioso e rigoglioso.

Il muro di cinta di cemento, che chiude la proprietà, circondata da siepi, è la pista di lancio verso l'alto, verso l'uscita dal grigio rugoso, senza appigli, artificiosamente morto/vivo.


Macchie di luce attirano la mia attenzione, delimitano lo spazio, lo illuminano: un fazzoletto di caos, di foglie, di rami, raccolti casualmente in questa pozza evanescente che presto si asciugherà.


L'amore incide la corteccia, come un insetto velenoso convinto del suo essere unico, e vuole lasciare una traccia, della sua volatilità.


Il lavoro umano è accerchiato soccomberà.



Il parassita prospera, e noi dovremmo saperne qualcosa, ci mormorano le foglie secche mentre ci addentriamo nel bosco.