belzebu

non ho molta fiducia nei social, in generale espressione dei tempi moderni, carichi di odio a saldo, come se odiare non avesse un prezzo... Canzoni leggere che parlano di soldi facili di “lambo”, mentre si mettono barriere e si coltivano pregiudizi, consideriamo il buono delle persone come una eccezione... Nel 2001, un quarto di secono fa, Peppino di Capri porte una canzone silenziosa e straoirdinaria nello stesso tempo, sposta la ripresa di una certa esistenza da una prospettiva diversa, quella del nostro prossimo, con tutte le sue umane e meraviglione banalitá. Avevamo non tanti anni fa la capacitá di empatizzare con il bene delle persone e non di vestirle solo di malessere.

chi sa magari ascoltandola una volta di piú, qualcuno potrebbe abbandonare la stazione centrale di Milano e vedere qualcosa da una nuova prospettiva, da un campo di pomodori. pioverá, speriamo... il deserto fiorirá... speriamo anche questo