Naufragare...
Ci sono emozioni, situazioni , eventi, che diventano più pesanti quando siamo costretti a tradurle troppo in fretta, perché capitate all'improvviso, senza preavviso, come una tempesta in piena estate! Ci si sente così e allora forse si ha il bisogno di isolarsi, di allontanarsi perché certe domande iniziano ad avere un peso insostenibile ed io lo so e conosco bene la sensazione,la frustrazione, il disagio e la tristezza!
“Perché ti senti così? Cosa pensi di fare? Quando passerà? Sei ancora arrabbiato? Hai bisogno di aiuto, di parlare, di condividere e alleggerire i tuoi pensieri?”
Non sempre sappiamo rispondere, certo in questo tempo ormai privo di sentimenti ed emozioni, ci si può rifugiare e trovare conforto e trovare le risposte anche nell' Intelligenza Artificiale..., l'ho fatto anch'io ed è impressionante come ci si sente compresi e come sembra di essere in presenza di qualcuno che ti conosce bene! Eppure non è così, a volte il dolore arriva prima del linguaggio, prima di avere il tempo, la forza e la voglia di elaborare, chiedere aiuto, perché si prova qualcosa, ma non sappiamo ancora capirlo, condividerlo e tradure in parole ordinate, sensate e che abbiano un effetto terapeutico!
In quei momenti non abbiamo bisogno di qualcuno che interpreti ciò che proviamo, mettendosi nei nostri panni, che ci commisseri o ci dia le soluzioni, ma abbiamo bisogno di una presenza, di qualcuno che sappia ascoltarci, senza fare domande, senza giudicare e senza pregiudizi, che ci faccia sentire meno soli, e che ci dica semplicemente di prenderci il tempo necessario, per elaborare , per cercare di venire fuori da un tunnel apparentemente senza uscita! Qualcuno che ci dica, “ tranquillo, ci sono e non me ne vado!”
L’ascolto vero, la presenza, se sincera non è invadenza, non impone nulla, non occupa spazio, ma aiuta, può fare la differenza, non trasforma o cancella ciò che si sente o sì sta vivendo, al contrario! È capire che chi ti sta vicino lo fa non per interesse, ma per rispetto, amore, per empatia o amicizia, ti rimane vicino senza appropriarsi del tuo dolore, ma semplicemente rendendolo più leggero! Perché se si è soli a portare un peso, si fa più fatica, lo so, l'ho imparato a mie spese, ho capito che nascondersi, isolarsi, chiudersi nella propria corazza, non aiuta, non difende, non ci rende più forti, ma sicuramente più fragili e insicuri! Ed io in questo momento sono dall'altra parte, vorrei, ma non posso, non posso ascoltare, tendere la mano, ci sono, ma la mia presenza è messa un un angolo, insieme al dolore, alla debolezza e a tanta delusione! Eppure si può sbagliare, cadere, essere deboli, fragili, ma sicuramente là dove sembra non esserci alcuno spiraglio, c'è qualcuno che in un angolo aspetta, una parola, uno sguardo , un silenzio da poter condividere e donare!