Dalla ribellione di Gesù Cristo ai martiri moderni
Domenica, con la Festa delle Palme, i cristiani ricordano l'ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme in groppa a un asino. Fu un gesto di ribellione nei confronti dei Romani e dei re giudei, che per gioco forza avevano accettato l'imperialismo di Roma. Con quel gesto, quell'ingresso, Gesù diede avvio alla propria passione che, nel giro di pochi giorni, lo portò a essere giustiziato sulla Croce dai Romani e dal suo stesso popolo. Gli ebrei mal tolleravano che un semplice falegname stesse raccogliendo intorno a sé tanto seguito. Quel che accadde nei secoli successivi è Storia; fu proprio grazie al martirio del profeta Gesù e dei tanti suoi seguaci che il Cristianesimo conquistò Roma. Sono passati due millenni e in quelle zone sembra di essere ancora a quei tempi. C'è un nuovo imperialismo, i re giudei sono stati sostituiti dagli emiri e ci sono persone che non vogliono essere governate da questo impero per motivi diversi. Ma quello che sta accadendo negli ultimi mesi in Iran è diverso da quanto avvenuto in Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto e così via. In questi Stati chi regnava lo faceva per brama di potere e, per denaro, entrava in contrasto con l'imperialismo globale. Così è stato eliminato di volta in volta: si veda la fine di Saddam Hussein in Iraq, quella di Gheddafi in Libia, e qui mi fermo. In Iran oggi vige una repubblica religiosa islamica che, seppur più sanguinaria dell'imperialismo nel reprimere il dissenso, ha alla base la religione islamica. L'Islam, come il Cristianesimo, contempla il martirio ma, a differenza della morale cristiana, non contempla il perdono o il “porgere l'altra guancia”, valori che portarono i cristiani alla vittoria sull'imperialismo romano. Nei momenti tristi l'uomo si rifugia nella religione: l'uccisione sistematica, talvolta con infamia, di chi si oppone al loro imperialismo – iniziata con l'assassinio dei negoziatori iraniani all'inizio dell'estate del 2025 – ha creato dei martiri e sta compattando l'opinione pubblica araba. I cittadini dei ricchi emirati si stanno rendendo conto che possono avere tutti i petrodollari del mondo, ma poi vivono male, perché la loro nazione è in fiamme, nella paura di un bombardamento improvviso o di un attentato. La Terza Guerra Mondiale, avviata dalle lobby imperialiste dei fondi sovrani, è ormai iniziata. Quello che i cristiani possono e devono fare è solidarizzare con i fratelli musulmani, prendere posizione in loro favore. Perché, come la guerra in Bosnia nel 1995 e quella recente in Ucraina dimostrano, la religione non c'entra proprio niente.
