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    <title>Coldiretti &amp;mdash; Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</title>
    <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:Coldiretti</link>
    <description>Un blog di un cultore della materia. Comprendere dove nel mondo, perché e con quali dinamiche spaziali si sviluppa la criminalità organizzata</description>
    <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:46:15 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Agromafie: fenomeno di dimensioni internazionali.</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/agromafie-fenomeno-di-dimensioni-internazionali</link>
      <description>&lt;![CDATA[Agromafie: fenomeno di dimensioni internazionali. Serve maggior cooperazione, prima di tutto in ambito europeo&#xA;&#xA;La presentazione del Rapporto&#xA;&#xA;L&#39;ottavo rapporto sulle #agromafie ( a cura di Fondazione Osservatorio sulla criminalità sull’agricoltura e sul sistema agroalimentare, #Coldiretti ed #Eurispes) rivela un preoccupante aumento del volume d&#39;affari della criminalità organizzata nel settore agroalimentare italiano, passato da 12 miliardi di euro nel 2011 a oltre 25 miliardi attuali. &#xA;La crescita è dovuta all&#39;attrattiva economica del settore (620 miliardi di euro, 70 miliardi di export, 4 milioni di occupati).&#xA;&#xA;Le agromafie attuali sono gestite da &#34;colletti bianchi&#34; con competenze specifiche e non da figure tradizionali, e sono infiltrate in tutta la filiera, compresa la ristorazione, i mercati ortofrutticoli e la grande distribuzione. &#xA;Investono anche nell&#39;acquisto diretto di terreni e sfruttano la difficoltà di accesso al credito delle aziende agricole, aprendo la strada all&#39;usura.&#xA;&#xA;E&#39; sottolineata la necessità di educazione alimentare nelle scuole per insegnare il valore del cibo e il rispetto delle regole. Coldiretti è in prima linea nella lotta contro le agromafie e il caporalato, chiedendo che i fondi PAC vadano solo a chi rispetta le regole.&#xA;Si chiede inoltre di difendere il patrimonio alimentare italiano e scoraggiare le pratiche sleali dall&#39;estero, basandosi sul principio di reciprocità sulle normative. Il governo ha istituito una cabina di regia per i controlli amministrativi e il disegno di legge agroalimentare mira a inasprire le sanzioni contro le frodi e proteggere il Made in Italy.&#xA;La presentazione del rapporto ha visto un gesto simbolico: la donazione di un ramoscello dell&#39;albero di Giovanni Falcone, simbolo della lotta alle mafie, che sarà donato a una cooperativa che lavora su terreni confiscati alla camorra. Questo sottolinea il legame tra la lotta alle agromafie e la speranza di riscatto sociale.&#xA;&#xA;Le dimensioni internazionali del fenomeno ed il caporalato transnazionale&#xA;&#xA;Il fenomeno ha dimensioni internazionali, con reti che reclutano manodopera all&#39;estero (spesso attraverso il caporalato) ed esportano il loro modello di business. L&#39;Italia è all&#39;avanguardia nei controlli, ma il problema è sottovalutato in Europa.&#xA;Le agromafie infatti non operano più solo all&#39;interno dei confini italiani, ma stanno attivamente esportando il loro redditizio &#34;modello di business&#34; in altri paesi, in particolare dove la consapevolezza del fenomeno è minore. Questo significa che le tecniche di infiltrazione, sfruttamento e frode sviluppate in Italia vengono replicate e adattate a contesti esteri. Il rapporto menziona specificamente la minor consapevolezza all&#39;estero riguardo il fenomeno delle agromafie. Questo crea un terreno fertile per le organizzazioni criminali italiane che possono sfruttare lacune normative, minore attenzione dei controlli e una generale mancanza di conoscenza dei meccanismi criminali legati all&#39;agroalimentare. &#xA;Un aspetto cruciale delle implicazioni internazionali è la creazione di reti criminali transnazionali dedicate allo sfruttamento della manodopera nel settore agricolo. Queste reti coinvolgono soggetti italiani e stranieri.&#xA;Il rapporto cita esplicitamente il fenomeno del caporalato, che viene gestito da queste reti criminali internazionali. Organizzazioni italiane e straniere agiscono come &#34;agenzie di intermediazione illecita&#34; per la manodopera agricola, reclutando lavoratori, spesso da paesi come India e Bangladesh, sfruttando anche i &#34;decreti flussi&#34;. Questi lavoratori pagano ingenti somme per arrivare in Italia e vengono poi sfruttati, lavorando in condizioni disumane e senza tutele per ripagare il debito contratto. Il fatto che diverse nazionalità siano coinvolte nella gestione del traffico sottolinea la natura transnazionale di questo crimine.&#xA;Nonostante l&#39;Italia sia considerata all&#39;avanguardia nei controlli e nel contrasto alle agromafie, il rapporto evidenzia che il fenomeno è ancora largamente sottovalutato in altri paesi europei. Le agromafie italiane possono operare più tranquillamente all&#39;interno del mercato unico europeo, sfruttando le differenze nelle normative e nei livelli di sorveglianza tra i vari stati membri. Prodotti contraffatti o ottenuti attraverso sfruttamento possono circolare più facilmente al di fuori dell&#39;Italia, mettendo a rischio la sicurezza alimentare e la concorrenza leale a livello europeo. La mancanza di una risposta coordinata a livello UE rende più difficile contrastare le agromafie che operano su larga scala.&#xA;&#xA;Le implicazioni internazionali portano alla forte richiesta di un maggiore coordinamento tra i paesi e l&#39;armonizzazione delle normative per affrontare efficacemente le agromafie.&#xA;Coldiretti, insieme ad altre organizzazioni, sta cercando di portare l&#39;attenzione della Commissione Europea sul tema. L&#39;obiettivo è promuovere accordi internazionali basati sul principio di reciprocità. Questo principio implicherebbe che i prodotti che entrano nel mercato europeo, e nello specifico italiano, debbano rispettare gli stessi standard di sostenibilità ambientale, economica e sociale in vigore nell&#39;UE. Un esempio specifico menzionato è la richiesta all&#39;UE di limitare il commercio di prodotti che sfruttano la manodopera minorile, un chiaro esempio di come le problematiche interne si estendano a livello globale e richiedano una risposta coordinata.&#xA;I Carabinieri svolgono un ruolo fondamentale nel contrasto al fenomeno delle agromafie in Italia. Il Comando dell&#39; #ArmadeiCarabinieri specificamente dedicato a questi tipi di reati e alla tutela del settore agroalimentare è il Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri (#CUFA), il cui comandante, Generale Parrulli, è a sinistra nella foto sopra.&#xA;&#xA;Le implicazioni internazionali delle agromafie non si limitano all&#39;esportazione di prodotti contraffatti, ma includono l&#39;esportazione di modelli criminali, la creazione di sofisticate reti transnazionali per lo sfruttamento della manodopera e la necessità di una risposta collaborativa a livello europeo e mondiale data la sottovalutazione del fenomeno in molti paesi.&#xA;&#xA;Il Rapporto è reperibile qui  https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2025/05/20258rapporto-agromafie.pdf&#xA;&#xA;FondazioneOsservatoriosullacriminalitàsullagricolturaesulsistemaagroalimentare&#xA;&#xA;---&#xD;&#xA;Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/feed/) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). &#xD;&#xA;Scopri dove trovarci: &#xD;&#xA;https://l.devol.it/@CoopIntdiPolizia&#xD;&#xA;Tutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/)&#xD;&#xA;Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.&#xD;&#xA;---]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="agromafie-fenomeno-di-dimensioni-internazionali-serve-maggior-cooperazione-prima-di-tutto-in-ambito-europeo">Agromafie: fenomeno di dimensioni internazionali. Serve maggior cooperazione, prima di tutto in ambito europeo</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/YigtbJEBPfjMd2i/preview" alt=""></p>

<h3 id="la-presentazione-del-rapporto">La presentazione del Rapporto</h3>

<p>L&#39;ottavo rapporto sulle <a href="/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:agromafie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">agromafie</span></a> ( a cura di Fondazione Osservatorio sulla criminalità sull’agricoltura e sul sistema agroalimentare, <a href="/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:Coldiretti" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Coldiretti</span></a> ed <a href="/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:Eurispes" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Eurispes</span></a>) rivela un preoccupante aumento del volume d&#39;affari della criminalità organizzata nel settore agroalimentare italiano, passato da 12 miliardi di euro nel 2011 a oltre 25 miliardi attuali.
La crescita è dovuta all&#39;attrattiva economica del settore (620 miliardi di euro, 70 miliardi di export, 4 milioni di occupati).</p>

<p>Le agromafie attuali sono gestite da “colletti bianchi” con competenze specifiche e non da figure tradizionali, e sono infiltrate in tutta la filiera, compresa la ristorazione, i mercati ortofrutticoli e la grande distribuzione.
Investono anche nell&#39;acquisto diretto di terreni e sfruttano la difficoltà di accesso al credito delle aziende agricole, aprendo la strada all&#39;usura.</p>

<p>E&#39; sottolineata la necessità di educazione alimentare nelle scuole per insegnare il valore del cibo e il rispetto delle regole. Coldiretti è in prima linea nella lotta contro le agromafie e il caporalato, chiedendo che i fondi PAC vadano solo a chi rispetta le regole.
Si chiede inoltre di difendere il patrimonio alimentare italiano e scoraggiare le pratiche sleali dall&#39;estero, basandosi sul principio di reciprocità sulle normative. Il governo ha istituito una cabina di regia per i controlli amministrativi e il disegno di legge agroalimentare mira a inasprire le sanzioni contro le frodi e proteggere il Made in Italy.
La presentazione del rapporto ha visto un gesto simbolico: la donazione di un ramoscello dell&#39;albero di Giovanni Falcone, simbolo della lotta alle mafie, che sarà donato a una cooperativa che lavora su terreni confiscati alla camorra. Questo sottolinea il legame tra la lotta alle agromafie e la speranza di riscatto sociale.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/qByz9HMjcQ2w2Ee/preview" alt=""></p>

<h3 id="le-dimensioni-internazionali-del-fenomeno-ed-il-caporalato-transnazionale">Le dimensioni internazionali del fenomeno ed il caporalato transnazionale</h3>

<p>Il fenomeno ha dimensioni internazionali, con reti che reclutano manodopera all&#39;estero (spesso attraverso il caporalato) ed esportano il loro modello di business. L&#39;Italia è all&#39;avanguardia nei controlli, ma il problema è sottovalutato in Europa.
Le agromafie infatti non operano più solo all&#39;interno dei confini italiani, ma stanno attivamente esportando il loro redditizio “modello di business” in altri paesi, in particolare dove la consapevolezza del fenomeno è minore. Questo significa che le tecniche di infiltrazione, sfruttamento e frode sviluppate in Italia vengono replicate e adattate a contesti esteri. Il rapporto menziona specificamente la minor consapevolezza all&#39;estero riguardo il fenomeno delle agromafie. Questo crea un terreno fertile per le organizzazioni criminali italiane che possono sfruttare lacune normative, minore attenzione dei controlli e una generale mancanza di conoscenza dei meccanismi criminali legati all&#39;agroalimentare.
Un aspetto cruciale delle implicazioni internazionali è la creazione di reti criminali transnazionali dedicate allo sfruttamento della manodopera nel settore agricolo. Queste reti coinvolgono soggetti italiani e stranieri.
Il rapporto cita esplicitamente il fenomeno del caporalato, che viene gestito da queste reti criminali internazionali. Organizzazioni italiane e straniere agiscono come “agenzie di intermediazione illecita” per la manodopera agricola, reclutando lavoratori, spesso da paesi come India e Bangladesh, sfruttando anche i “decreti flussi”. Questi lavoratori pagano ingenti somme per arrivare in Italia e vengono poi sfruttati, lavorando in condizioni disumane e senza tutele per ripagare il debito contratto. Il fatto che diverse nazionalità siano coinvolte nella gestione del traffico sottolinea la natura transnazionale di questo crimine.
Nonostante l&#39;Italia sia considerata all&#39;avanguardia nei controlli e nel contrasto alle agromafie, il rapporto evidenzia che il fenomeno è ancora largamente sottovalutato in altri paesi europei. Le agromafie italiane possono operare più tranquillamente all&#39;interno del mercato unico europeo, sfruttando le differenze nelle normative e nei livelli di sorveglianza tra i vari stati membri. Prodotti contraffatti o ottenuti attraverso sfruttamento possono circolare più facilmente al di fuori dell&#39;Italia, mettendo a rischio la sicurezza alimentare e la concorrenza leale a livello europeo. La mancanza di una risposta coordinata a livello UE rende più difficile contrastare le agromafie che operano su larga scala.</p>

<p>Le implicazioni internazionali portano alla forte richiesta di un maggiore coordinamento tra i paesi e l&#39;armonizzazione delle normative per affrontare efficacemente le agromafie.
Coldiretti, insieme ad altre organizzazioni, sta cercando di portare l&#39;attenzione della Commissione Europea sul tema. L&#39;obiettivo è promuovere accordi internazionali basati sul principio di reciprocità. Questo principio implicherebbe che i prodotti che entrano nel mercato europeo, e nello specifico italiano, debbano rispettare gli stessi standard di sostenibilità ambientale, economica e sociale in vigore nell&#39;UE. Un esempio specifico menzionato è la richiesta all&#39;UE di limitare il commercio di prodotti che sfruttano la manodopera minorile, un chiaro esempio di come le problematiche interne si estendano a livello globale e richiedano una risposta coordinata.
I Carabinieri svolgono un ruolo fondamentale nel contrasto al fenomeno delle agromafie in Italia. Il Comando dell&#39; <a href="/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:ArmadeiCarabinieri" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ArmadeiCarabinieri</span></a> specificamente dedicato a questi tipi di reati e alla tutela del settore agroalimentare è il Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri (<a href="/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:CUFA" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">CUFA</span></a>), il cui comandante, Generale Parrulli, è a sinistra nella foto sopra.</p>

<p>Le implicazioni internazionali delle agromafie non si limitano all&#39;esportazione di prodotti contraffatti, ma includono l&#39;esportazione di modelli criminali, la creazione di sofisticate reti transnazionali per lo sfruttamento della manodopera e la necessità di una risposta collaborativa a livello europeo e mondiale data la sottovalutazione del fenomeno in molti paesi.</p>

<p>Il Rapporto è reperibile qui  <a href="https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2025/05/2025_8_rapporto-agromafie.pdf" rel="nofollow">https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2025/05/2025_8_rapporto-agromafie.pdf</a></p>

<p><a href="/cooperazione-internazionale-di-polizia/tag:FondazioneOsservatoriosullacriminalit%C3%A0sullagricolturaesulsistemaagroalimentare" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">FondazioneOsservatoriosullacriminalitàsullagricolturaesulsistemaagroalimentare</span></a></p>

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Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.</p>

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      <guid>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/agromafie-fenomeno-di-dimensioni-internazionali</guid>
      <pubDate>Sat, 24 May 2025 15:55:57 +0000</pubDate>
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