Quando fu ucciso Aldo Moro io avevo otto anni e i videogiochi non esistevano. Sarebbero arrivati bucando il cielo scendendo come insetti verso il mio paesino, implacabili, ma nel 1978 ancora non esistevano i case di Pac-Man, di Centipede, di Moon Cresta. Sembra incredibile pensare un mondo privo dei videogiochi, in cui non era possibile immaginarli, ma così era. Avevo otto anni e i videogiochi ancora non potevano farmi diventare una persona violenta, nel frattempo Aldo Moro era stato scannato, come nella macelleria dove andavo con gli altri ragazzi, e ad ucciderlo erano stati tutti. Era stata la comunità.
Avevo otto anni, ne avrei avuti nove, poi dieci, dodici, avrei conosciuto i videogiochi, avrei visto il mondo vecchio di Moro ammazzato e quello nuovo elettrico, senza nome, con colori e suoni impossibili: la sporcizia della memoria di quegli anni si ammucchiava, stavo creando, dentro di me, una specie di linea temporale spuria in cui sovrapponevo eventi, cose che non comprendevo, immagini che si incagliavano dentro di me, prendevano spazio nella carne e lì restavano e lì sono ancora.
Così, nella mia memoria, come livelli di un programma di grafica, i livelli storici si sono sovrapposti e c'è questa realtà alternativa nella quale quando è stato ammazzato Aldo Moro io avevo tredici anni e stavo giocando a un livello abbastanza avanzato di Centipede.
La cosa che mi affascinava di più di Centipede erano i colori, aveva questi colori così sgargianti con questi accostamenti rivoluzionari, la storia di Centipede era che tu impersonavi una specie di navicella testa-di-serpentello che stava a fondo schermo e tutto lo schermo era pieno di funghi e dall'alto iniziava a scendere un Centipede e tu da sotto sparavi e colpivi il Centipede il quale si spezzava in centipedi più piccoli che continuavano a scendere, e ogni volta che arrivavano a fondo schermo o che toccavano un fungo scendevano sempre più in basso e tu dovevi ammazzarli tutti prima che arrivassero a terra, con la difficoltà dei funghi che ti bloccavano i colpi, e ogni volta che ammazzavi tutti i centipedini, cambiavano i colori dei funghi e ne arrivava giù un altro, e più avanzavi nei livelli, più i colori erano pazzeschi, tipo viola+giallo, più il Centipede era veloce e bastardo, e ogni volta che beccavi un Centipede, il pezzo che beccavi si trasformava in fungo, anche i funghi potevano essere distrutti ma necessitavano di molti colpi, il segreto era di lasciarsi libera la parte bassa in modo da poter permettere alla testa-di-serpentello di muoversi senza essere bloccato e poi se non c'erano funghi si rallentava la discesa del serpente che era costretto ad andare fino a fine schermo prima di poter scendere di una riga verso di te.
[da 'PÈCMÉN, Blonk Editore]