Il problema dei libri poi, è che bisognerebbe rileggerli. Lo so. Una sola lettura non basta, è come sfogliare una rivista di fumetti e seguire solo la storia. Alla seconda passata inizi a vedere il disegno, alla terza la colorazione, il montaggio delle tavole. E così via. Per la musica è uguale. Ci sono dei giri di basso di cui mi sono reso conto decenni dopo aver ascoltato un disco. Ma un romanzo, un romanzo contemporaneo poi, chi ha il tempo di rileggerlo. Non fai tempo a finirlo che ne sono usciti altri milioni, milioni di libri che stanno lì a bruciare rapidamente per uscire di catalogo. E stiamo parlando dei soli viventi, se iniziamo con i morti è finita.
Guardavo l'altro giorno una grande libreria in casa di una persona, tutta di testi contemporanei. I colori pastello dei Feltrinelli, i bianchi Einaudi, le linee tonali degli Adelphi, il caos Mondadori. Quasi tutte grande editrici, un migliaio abbondante di testi. Guardavo i nomi degli autori, ne riconoscevo due o tre. Il grosso erano novità uscite negli ultimi cinquant'anni, autori ai loro primi romanzi o tradotti per la prima volta in Italia. Tiro fuori il cellulare, ne cerco un po'. La maggior parte sono scomparsi nel nulla, i libri dico. Usciti di catalogo qualche anno dopo. Romanzi evento mancati, o semplicemente che hanno esaurita la loro turnazione finita la cessione dei diritti di autore.
E penso alle recentissime linee ministeriali che quando devono consigliare qualche autore contemporaneo parlano di Pasolini. Primo Levi. Le colonne d'Ercole di Calvino. Dopo, un vuoto che se provi a colmarlo ti prendi anche dei pesci in faccia. Meritatissimi peraltro.