Mi capita in mano questo libro di Vico, stampato nel millesettecento, ricoperto di pelle, con pagine piccole, la dedica al cardinale di turno, lo sfoglio e a un certo punto c'è una pagina che è piegata su se stessa, delicatamente la apro, c'è già uno strappo, la svolgo ancora e viene fuori una mappa cronologica del mondo, dal diluvio in poi, con tanto di datazione rispetto all'inizio del mondo.

Resto affascinato dalla meccanica e dall'interfaccia, l'idea che i problemi che oggi abbiamo nel visualizzare tabelle negli ebook reader fossero già una rogna secoli fa con la carta; e ovviamente dalla intraprendenza di andare oltre l'oggetto libro “ampliandolo” materialmente, in questo caso incollando una tabella che – aperta – è almeno quattro volte più grande del libro.

E la seconda cosa che mi affascina, una volta che mi metto a decifrare la tabella, è vedere come una manciata di anni fa, nel millesettecento, Vico affermasse che il diluvio fosse avvenuto milleseicento anni dopo la creazione del mondo, ovvero che il mondo tutto avesse giusto qualche migliaio di anni.

L'ossatura di quello che noi sappiamo del mondo è recentissima e forse non sarebbe da dimenticare. Anche le impalcature di quello che è la nostra società civile talvolta le diamo per scontate, ma sono – in ultima analisi – una felice psicosi collettiva, da conservare con cura e resilienza.