il discorso asemico può essere condotto sia attraverso una scrittura nitida, glifi o calligrafia, sia attraverso sovrapposizioni.
o almeno questo è il tipo di lavoro – o il doppio fronte di lavoro – che particolarmente mi interessa.
per le sovrapposizioni, ecco un esempio recente (che mi piace ascrivere anche a quel buffo tag – #punkasemic – che ho inventato qualche anno fa): https://differx.tumblr.com/post/805898992786538496/113323-cc-2026-differx
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mi è capitato sotto gli occhi un post con alcuni materiali asemici miei donati all'Accademia di Belle Arti di Palermo sei anni fa.
libri e microlibri su carta rizla, carta da lucido, velina, plastica trasparente. tre opere, del 2013, 2016-17, 2019:
https://slowforward.net/2019/10/14/foto-da-libri-e-microlibri-differx-2013-2016-17-2019/
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Un'occasione assai importante – a mio giudizio – per la messa a fuoco dell'asemic writing, delle sue articolazioni: “Scrittura asemica. Il segno prima del senso e senza padroni”: dal 26 aprile a Genova, al Centro studi per l’analisi del linguaggio, che conserva materiali preziosissimi di Vincenzo Accame.
Info e comunicato stampa si possono trovare all'indirizzo https://slowforward.net/2025/04/09/scrittura-asemica-genova/
Chi è a Genova o può trovarsi lì all'inaugurazione non manchi di ascoltare la conferenza “Genealogie e derive della scrittura asemica”, di Felice Accame e Sandro Ricaldone
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