degooglizzarsi !!
finalmente il mio indirizzo #gmail è da oggi in via di #dismissione : #degooglizzarsi / #degooglizzarmi adesso per me è fondamentale. alé: via via staccare la spina a tutti i servizi con sede negli #USA , alle app e ai derivati di società coinvolte più o meno (in)direttamente nel #genocidio , e/o irrispettose della #privacy , le big tech companies accentratrici, censorie & spione & puzzone.
questo significherà chiudere pian piano vari canali, per esempio quelli youtube, anche se il trasferimento dei materiali sarà un’impresa non da poco. pace.
probabilmente l’unico legame con l’universo della “grande” G sarà per me quello necessario per la gestione dei pochi spazi blogspot che curo o co-curo.
il discorso, a proposito di fb e di altri social (X, instagram, …), non cambia molto, anche se la migrazione potrà essere più lenta. infatti è vero che i social generalisti in qualche caso possono esser mantenuti come moltiplicatori puri e semplici, ossia utili idioti dove è ancora proficuo postare semplicemente dei titoli+link che conducono i lettori altrove.
#degooglizzarsi #bigtech
giocoforza bisogna essere / diventare agenzie stampa in proprio e trovare e diffondere le notizie VERE dal disastro. non bastano, non sono mai bastati i canali sedicenti ufficiali, social inclusi. (cfr. il disgustoso Corriere della sera che, davanti all'assassinio da parte dello stato genocida della giornalista Amal Khalil, scrive semplicemente che è “morta”, non che è stata minacciata, le è stata data la caccia, ed è infine stata uccisa).
la controinformazione sta a noi. va fatta con tutti i mezzi necessari. qui su noblogo come su Wordpress, BlueSky e altri spazi, anche Substack (gratis), ma soprattutto, possibilmente, su Mastodon, Friendica, e grazie a noblogs.org.
(questo post comparirà su vari spazi miei).
adesso vedo la notizia degli ottomila licenziamenti di Meta, e bisogna parlarne per forza. almeno a partire da un link: https://marcogiovenale.wordpress.com/2026/04/24/meta-licenzia-altri-ottomila-dipendenti/ che rimanda al lancio di Adn Kronos.
#agenziestampa
#indipendenza
#controinformazione
#informazioneindipendente
#AmalKhalil
#genocidio
#Libano
#CorseraVergognoso
#Meta
#licenziamenti
#AdnKronos
#noblogo
#noblogs
#noblogsorg
#BlueSky
#Substack
#Wordpress
comunque è abbastanza assurdo che – in effetti ossia in concreto – un milione di europei chieda al consiglio EU di interrompere i rapporti con lo stato genocida, e questo milione di firme sia soltanto un obbligo a “considerare” la cosa, appena un soffio nell'orecchio insomma, e non un poderoso ed EFFICACE calcio in culo perché lo facciano, perché taglino i legami con gli assassini, e presto.
#genocidio #europa #israhell #calcioinculo
il funzionamento delle *erde colonialiste e genocide: leggiamo qui un post di Assopace Palestina su fb:
“Stamattina, le truppe di occupazione hanno colpito una persona vicino alla colonia di Kadumim, tra Nablus e Qalqilia. Il comunicato militare ha insinuato che il ferito fosse stato un terrorista palestinese che tentava di accoltellare i soldati di guardia. L’uomo invece è un cittadino israeliano di fede ebraica ed è residente nella stessa colonia illegale costruita sulla terra palestinese. Dopo la scoperta del fatale errore dei soldati, l’uomo è stato portato d’urgenza in ospedale e le sue condizioni sono gravi e aperta un’inchiesta interna. (Anbamed, 15 dicembre 2025)”
capito come funzionano? fanno il tiro al piccione finché non scoprono che il piccione è uno degli eletti da dio, allora per carità, correre all'ospedale!
#sionismo #israhell #genocidio #razzismo
La denuncia contro l'azienda bellica Leonardo è sacrosanta. Viene anzi forse perfino molto, troppo tardi rispetto alla vicenda del genocidio.
Un articolo su 'Left' (che ho ripreso su differx.noblogs.org ma solo nell'incipit) ne parla. Eccolo: https://left.it/2025/11/21/ecco-perche-abbiamo-denunciato-lindustria-bellica-leonardo-per-la-fornitura-di-armi-a-israele/
#genocidio #Gaza #israhell #Palestina #denuncia #israele #israelterroriststate #israelestatoterrorista
verso la fine dell'audio linkato qui sotto, emerge abbastanza nettamente il tema della natura politica della scrittura, delle scritture, e di conseguenza anche di quelle dette 'di ricerca'. (l'interrogativo è posto da Gilda Policastro, e si trova pure al fondo di un intervento di Tommaso Giartosio).
sia Andrea Inglese che io diciamo la nostra (anche in rapporto al genocidio in atto).
annoto qui, in aggiunta: chi scrive deve in qualche modo sapere di farlo non “dopo” ma “durante” Auschwitz, durante GAZA.
in questo momento (un momento che dura da due anni + 75) direi che siamo interpellati non certo dal solo Adorno, ma prima e violentemente dalle centinaia di migliaia di vittime di Palestina.
senza nessuna retorica, e con l'ingenuità & povertà di mezzi che espongo forse già in questa notilla mia, credo sia questo l'orizzonte delle cose adesso.
ho idea che se un linguaggio, 'qualsiasi linguaggio', non è nei suoi modi cosciente di (e schiacciato da) questo, diventa o rischia di diventare un 'linguaggio qualsiasi', e immagino che a perderlo non si faccia gran danno.
https://slowforward.net/2025/09/28/pap079-prati-da-tic/
(in questo senso sono persuaso si possano leggere e accogliere molto positivamente i due ultimi libri usciti nella collana UltraChapBooks, di Tic, appena stampati. ma ci sarà modo di parlarne)
#Gaza #genocidio #scrittura #scritture #scritturadiricerca #scritturediricerca #senzariparo
p.s.: non si interpreti questa annotazione come un elogio della frontalità e dell'assertività. è esattamente l'opposto. ogni poesia e poesiola scritta 'durante' Gaza è (dico per me, soggettivamente) inaccettabile