Chi sei ele?

Alla ricerca di se stessi nei ricordi e nelle parole

Si

E allora perché, perché questa sensazione di vuoto, di incompiutezza. Perché sento che mi sto perdendo di nuovo.


Non volevo inziare in questo modo così pessimista, era da giorni che dicevo “CAZZO, dovrei scrivere un bel articolo del blog felice in cui dico di aver scoperto la mia via” ma, come al solito, non è così. Circa, perché il punto e che la mia via lo trovata, ma non so se mi convince, sai, quel Ele precedente, quello iper pessimista, ansioso, nell'angolino a piangiere, mi manca.

Sai perché mi manca? perché era se stesso, non doveva avere paura di affezzionarsi, non doveva cercare la prova che “questa volta non me ne pentirò”, quante persone di cui mi fido e voglio bene allontano, allontano per proteggerle ma soprattutto, e questo l'ho capito da poco, per proteggermi. Perché io voglio che raggiunto l'apice della felicità, della fiducia, tutto finisca, come una foto indelebile e che questo non marcisca. Ma non si può, no? E puntualmente marcisce. Ma che ci posso fare, quindi ora questa sensazione, di dover rendere definitiva l'apice senza andare più avanti, ora lo sento sulla mia pelle, sulla mia vita. Ho paura di affrontare ciò che viene dopo, sono felice ora e voglio rimanere felice, quindi seguendo l'esempio che faccio spesso “Se morissi ora, mi pentirei di qualcosa o direi di essere stato felice”, direi di essere stato felice, quindi chiudiamola qui prima che tutto si rovina perché so, che a breve succederà, è innevocabile, siamo vicini alla fine di questo capitolo della mia vita e questo porta alla fine della mia felicità. Chiudiamola qua.

“Sai fra, sono diventato menefreghismo, ormai me ne frego di che pensano di me, faccio e basta” Si perché tanto quelle persone mi dimenticheranno, non sarò che un aneddoto divertente e questo vale anche per te, quindi chiudiamola qui prima che si rovina l'aneddoto. Perché se vivo da menefreghista, prima era per essere felice, per essere me stesso, ora è perché ho rinunciato a vivere. A breve si rovinerà tutto e io voglio solo prepararmi a quando succederà.

“Chi è cagione del suo mal, pianga se stesso” “Da ciò che scappi, ciò ti causi” So fin troppo bene che così finirò solo a scavarmi una fossa sempre più grande, ma capitemi, in una vita di disavventure, quando vedi la felicità diventi dipendente, uscire da questa dipendenza non solo è difficile ma è accettare di tornare al punto di partenza, sinceramente non ci riesco.

Son felice ma così felice che la mia voglia di vivere è scesa per non tornare triste e ho perso me stesso di nuovo nella ricerca di questa felicità. E ora Si torna a punto e a capo. Ma il punto è, ho paura Quindi si ricomincia

che bello...

“ele esiste solo su Internet” Forse è vero, forse la versione migliore e più sincera di me, quella più profonda, quella che non si fa' problemi, esiste e esisterà solo su Internet.

Forse dovrei smetterla di farmi chiamare Ele anche in pubblico e accettare che esisto solo qui.

~ele

“Vivo perché i miei cari ci rimarrebbero male” “Vivo per inseguire i miei sogni” “Vivo per stare dietro chi amo e fare in modo che non sentino questo” Tutti motivi che potrebbero finire domani. Perché non vivo mai per me stesso?

Vorrei la risposta ma davvero non lo so

Scrivo per salvarmi, scrivo per rileggerlo in tempo futuro ma soprattutto scrivo perché spero che qualcuno mi salvi, ma chi cercherà di salvarmi mi farà solo che danni. Perché dovrebbe salvarmi da me stesso.

Spero di ritrovarmi di nuovo e non perdere di nuovo la strada

~ele

(sto scrivendo con sottofondo ICARUS – Tony Ann, valla a cercare per avere il giusto mood)

“Ricordati di non avere paura di chi si arrabbia, ma di chi sorride sempre”

E come capisco questa frase. Una persona all'apparenza calma, pacata, che sorride sempre e cerca di essere gentile con tutti. Ecco lei, quella persona, sta male. Me ne accorgo subito qual è la differenza tra chi lo fa' per educazione e chi per evitare guai, chi lo fa' per comportamento evasivo e perché sta male. Sai perché lo riconosco subito? Sono uno di quelli.

“Volevo tatuarmi il punto e virgola, sai il significato vero? Però io non l'ho mai del tutto superato, ci sono periodi, in cui ricado in quel vortice e altri in cui ne esco senza che nulla sia mai successo. Penso che me lo tatuerò spezza, quella virgola” “tuttuala separata, così che, quando l'avrai superata davvero finisci di tatuarlo”.

L'idea del secolo e penso che lo farò, tatuando l'ultima parte di rosso, con un bel rosso che marchierà ancora di più la fine di tutto questo.

Finirò mai di scrivere questo blog?

Il giorno che smetterò, sarà il giorno che tatuerò quell'ultima parte, chissà fra quanto, alla fine questo blog sta su un host indipendente, potrebbe sparire domani, come ultima prova di un ele che soffriva, che voleva essere salvato ma da se stesso. Che in verità non può essere salvato, perché il problema è se stesso e non farà accedere a nessuno a quella parte di se da curare o estirpare.

Dappertutto ma mai pienamente presente

Fa sentire tutti come i suoi migliori amici pur tenendoli tutti a distanza.
Parla ininterrottamente (se ha il “salvagente”) ma non dice mai nulla di reale. Conosce i tuoi segreti mentre i suoi restano nascosti (o escono alla sprovista). Pensi di essere intimo con lui, finché non capisci che intimo con tutti.
Colleziona persone ma non si lega con nessuno.
Esiste una parte di lui che nessuno vedrà mai.

Si inserisce in qualsiasi situazione all'istante, caccia carisma dal cilindro nelle occasioni giuste. Legge ogni stanza, persona, situazione, alla perfezione.
Argomenta emtrambi i lati così bene che dimentichi di cosa trattava il litigio. La sua mente si muove più velocemente di quanto la maggior parte delle persone riesca a seguire. Riesce a tirarsi fuori (o dentro) da tutto a parole. Evita lo scontro, anche verbale. Fa sembrare semplice anche la complessità.

Se avete letto queste parole da un'altra parte, spoiler si, sono di un post che mi hanno mandato, il problema è che era inquetantemente accurato, cosa che pensa anche la persona che me l'ha mandato. Non la vedo come una cosa positiva.

Chiudersi in una bolla, che apro leggermente la finestrella e che se scoppia, mi chiudo in casa nel tentativo disperato che si ricostruisca, non è affatto positivo. Quando me la toglierò?

Continuo di ICARUS

Riflettere

Facciamolo, facciamo questa cosa, rispolvero vecchi articoli.

Che i giochi abbino inizio

Ecco questo fa' male commentarlo, abbandonato tutto. Motivo? Tempo
Ah questa mia paura del tempo, ha sempre ragione, il tempo non basta e finché il blocco più grande occuperà e mi mangerà, non potrò mai dedicare me stesso ai progetti che potevano salvarmi. La scuola, quel macigno che occupa il tempo.

“La scuola insegna maturità, crescita ed è la base per ogni adolescente”
A me ha insegnato che non bastano sogni e speranzi, voti alti e nemmeno raccomandazioni, la vita è tutta fortuna, o sei in o sei out e ODIO tutto questo. Io facciò attivismo per un sogno e questo sogno per quanto bello o brutto che sia punta anche a cambiare la scuola, perché essa non demoralizzi più la vita dei studenti, non lo renda un luogo ostile, decreativo e che anzi, sia di salvezza per gli studenti, ma... non ci sto riuscendo, spero che chi mi succederà ci riesca...

Cos'è questo blog?

Un articolo sofferente che ripercorre una sintesi molto, molto ristretta, della mia vita post pandemia.
Quella playlist è ancora utile a scrivere articoli come questi, fui lungimirante devo dire.

Ora odio le chiamate.

Non so come rispondere a questa mia citazione, avvolto le odio, avvolte le amo, vorrei tornare più spesso su Ds, visto che mi sono finalmente sbloccato ma il tempo non c'è. Mi mancano quelle chiamate in cui faccio “Papà Gufo” e per quanto possa tornare quando voglio, ho la sensazione di starle perdendo.

2022-2023

Quel capitolo era importante, ma lo scritto molto edulcurato. Quei anni facevo schifo, come persona e ora me lo dico.
Quando vedo che la gente si lamenta di una mia conoscente, che la criticano e la odiano, io non riesco, perché lei è simile a me in questo arco di età, nel 2022.

Per questo, ora da esterno, so quanto schifo facessi, eppure mi è servito questa fase, mi è servita a formare una buona parte del mio carattere. In parte devo essere felice di essere stato così, perché vedo persone che non ci sono passate che non solo non vedono la situazione, ma criticano senza sapere cosa c'è dietro.

2024-ora [...] P.S. 2024-2025 [...]

La parte più importante di tutte, quindi ora lo dico. SI, è l'anno più bello, fino in fondo, anche come si è concluso, ma è sofferente, è doloroso, è frastagliato di problemi, pieno di bornout, di pianti, di scleri, urla, nottate passate a chiedere aiuto indirettamente perché non nè sono capace e gente che se ne approfitta. MA, mi ha donato troppo per odiarlo.

Chiudiamo qui?

Si dai, chiudiamo qui.

~ele