endehors

Realmente la verità è forte? È davvero sempre possibile trascendere i conflitti? È realizzabile il potere di tutti? Ogni essere umano è convertibile al bene? Antonio Vigilante discute criticamente queste ed altre affermazioni ricorrenti nel discorso nonviolento, proponendo una nonviolenza laica, disincantata, individualista, che fa appello più alla giustizia che all’amore.

Download: DOI

“I partiti sono un meraviglioso meccanismo in virtù del quale in tutta l’estensione di un Paese non un solo spirito dedica la sua attenzione allo sforzo di discernere, negli affari pubblici, il bene, la giustizia, la verità.” Mentre la Francia è invasa dai nazisti Simone Weil, impegnata a Londra nel movimento di resistenza all’estero, riflette sulla democrazia che bisognerà realizzare quando l’incubo totalitario sarà sconfitto. E dovrà essere una democrazia senza partiti. Una democrazia richiede da parte dei cittadini la ricerca onesta, limpida, spassionata del bene comune; i partiti, con il loro settarismo, creano schieramenti ideologici e suscitano passioni collettive, inquinando la vita pubblica e rendendo impossibile un vero confronto democratico. Nella introduzione Antonio Vigilante riflette sull’attualità del testo di Weil alla luce dei cambiamenti della nostra democrazia — e della nostra vita pubblica — nell’era dei social network.

Simone Weil (1909-1943) è stata allieva del filosofo Alain ed ha studiato poi all’École Normale. Dopo la laurea ha affiancato all’insegnamento nei licei l’impegno sindacale e il lavoro in fabbrica (esperienza da cui nasce il libro La condizione operaia). Nel 1936 va a combattere il fascismo in Spagna, aggregandosi alla colonna anarchica Buenaventura Durruti. Con gli anni matura una visione mistica che la avvicina al cattolicesimo, pur rifiutando il battesimo a causa delle sue riserve sulla Chiesa cattolica. Quando i nazisti invadono Parigi trova rifugio a Marsiglia e poi a New York. Nel 1942 si trasferisce a Londra con il progetto di tornare al più presto in Francia ed impegnarsi nella resistenza. Muore il 24 agosto 1943 nel sanatorio di Ashford per una tubercolosi aggravata dal suo rifiuto del cibo.

Download: DOI