Notazione e algoritmi
Il cubo di Rubik è un gioco di logica e matematica, perciò ha un linguaggio tutto suo da imparare. Gli algoritmi, che sono delle istruzioni testuali, la cui grammatica si chiama “notazione”. Anche gli scacchi hanno una notazione conosciuta a livello internazionale come “notazione algebrica”, che traduce il gioco da visuale a scritto. Ad esempio, “1. e4 e5, 2. Nf3 Nc6” indica il posizionamento del pedone bianco e nero, e del cavallo bianco e nero, a inizio partita, ecco perché si può giocare via internet o per corrispondenza. Io gioco a scacchi ma siccome qui parlo del cubo, la notazione algebrica è solo un esempio per mostrare il concetto di “disegno tradotto in scritto”. Anche nel cubo, la notazione usa posizione e orientamento della faccia su cui il movimento si sta concentrando. F frontale, R destra, L sinistra, U superiore, D inferiore, B posteriore. Un algoritmo quindi è un insieme di mosse, con le direzioni indicate. Le facce del cubo hanno solo tre rotazioni: 90 gradi in senso orario, 90 gradi in senso antiorario, 180 gradi. Prendiamo in esempio il movimento della faccia frontale.
- F: questa dicitura indica un giro di 90 gradi in senso orario.
- F': 90 gradi in senso antiorario. Si pronuncia “primo”, e usa l'apostrofo dopo la lettera. Anche se per la lettura coi sintetizzatori vocali per ciechi mettiamo il segno ° se no l'apostrofo non viene pronunciato.
- F2: rotazione di 180 gradi.
Un esempio di algoritmo? In gergo si chiama “sexy move”, se ne parlerà più avanti...
R U R' U' Indica quattro movimenti: destra e superiore in senso orario, poi destra e superiore in senso antiorario.
— Elena Brescacin Social e contatti